Influenza A/H1N1: vaccino si o no?
Personalmente disapprovo l’obbligatorietà delle vaccinazioni in generale, tantè che non ho fatto vaccinare i miei due figli. Le ritengo un gran bel business per le compagnie farmaceutiche e per i funzionari che probabilmente si saranno arricchiti a suon di mazzette (o favori di altro genere) per renderle obbligatorie.
CI spacciano il fatto che grazie alle vaccinazioni si sono ridotte le incidenze di malattie infantili, ma è oramai documentato che si tratta di un bufala. Il 90% della riduzione delle malatie infantili si sono registrate tra il 1850 e il 1940 (periodo in cui le vaccinazioni di massa non erano ancora state introdotte. La realtà è che in quel periodo sono migliorate le condizioni igieniche e sanitarie in cui vivevano le persone. Questo è il vero motivo. L’incidenza di malattie infantili è direttamente correlato alle condizioni igieniche e sanitarie in cui si vive.
Dall’altra parte, sono documentati invece gli effetti collaterali delle vaccinazioni: disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro.
Ci sarebbe da dire molto a riguardo, ma ti invito a visitare il sito del Comitato Italiano per la Libertà delle Vaccinazioni.
Quindi facendo due più due… ho motivo di pensare che anche il vaccino per l’H1N1 sia solo un grande business per poche persone e un rischio per moltissime altre.
Insomma, sappiamo che l’incidenza di mortalità di questo tipo d’influenza è drasticamente inferiore rispetto alla solita influenza stagionale; sappiamo che, come ogni vaccino, nuoce al sistema immunitario (e non solo); sappiamo che esiste un interesse economico da capogiro che qualcuno di potente cercherà di realizzare a qualunque costo… per me la risposta è chiara: vaccino NO!












