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Articoli taggati con ‘steve jobs’

25
gen

Sei sicuro di sapere ciò che vuoi? Steve Jobs ed Henry Ford possono aiutarti a capirlo.

Negli anni ’90, quando organizzavo e tenevo corsi di memorizzazione e lettura veloce, facevo delle conferenze gratuite nelle quali parlavo delle tecniche di memoria e poi presentavo e vendevo il seminario full immertion. La gente che veniva ad ascoltare le mie conferenze non sapeva minimamente di aver bisogno di migliorare le proprie performance mnemoniche, salvo pochi e sparuti casi.

Fintanto che non sperimentavano l’esperienza di riuscire a memorizzarre più velocemente e un maggior numero di informazioni con meno fatica e in meno tempo, la loro memoria non rappresentava un qualcosa da dover migliorare. Ma alla fine della presentazione, praticamente la totalità dei presenti, avrebbe desiderato frequentare il corso. Prima della presentazione, loro non sapevano di voler frequentare un corso di memoria, dopo lo sapevano.

Faccio un salto quantico e vado oltre oceano. Qualche anno fa, un genio chiamato Steve Jobs pensò di voler aggregare in un unico apparecchio elettronico, molteplici funzionalità: telefono, musica, foto, video, internet, email, agendaplanner, ecc… Non esisteva nulla di simile in commercio e probabilmente nessuna persona in quel momento (tranne lui) voleva un apparecchio simile, o forse sarebbe più giusto dire: “non lo voleva ancora“.

Dopo la presentazione ufficiale dell’iPhone però, milioni di persone si sono recate presso gli Apple Store per acquistarne uno. E’ diventato il prodotto più venduto di sempre. Le persone non lo sapevano; volevano altre cose, fino a quando Steve Jobs non gli ha detto che si poteva avere un apparecchio capace di eseguire tutte le funzioni possibili.

Faccio un altro salto quantico e vado indietro nel tempo… Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica, produsse le sue auto in un momento in cui le persone usavano ancora i carretti trainati dai cavalli. Una volta dichiarò: “se avessi chiesto alla gente cosa volevano, mi avrebbero risposto “un cavallo più veloce”, mentre io volevo vendergli un’auto“.

Questo concetto si può guardare da due diverse angolazioni.

La prima è quella del visionario. Se riesci a guardare oltre e a far vedere alle persone ciò che non sono abituati a vedere, le saprai anche guidare. Le indagini di mercato sui bisogni dei consumatori valgono fino a mezzogiorno. A volte le cose vanno in maniera diversa.

La seconda è quella di chi pensa di sapere ciò che vuole. Ne sei così sicuro? Ciò che noi vogliamo il più delle volte è legato a ciò che conosciamo. Conoscere più cose, vivere esperienze diverse, allargare la propria mappa del mondo, ci può aiutare a conoscere meglio ciò che vogliamo.

Something to think about!

Visto che ti ho parlato dei corsi di memoria ti comunico che Ekis ha deciso di riproporre questo straordinario corso ai suoi clienti. Ti interessa partecipare alla conferenza gratuita in cui presentiamo le tecniche e il corso?

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6
ott

Muore Steve Jobs. Il fondatore della Apple lascia definitivamente “la mela morsicata” e si trasforma in farfalla.

Quest’uomo ha contribuito concretamente a cambiare il mondo. E’ stato (e lo rimarrà per sempre) uno degli esempi più tipici del sogno americano. Due ragazzi, un garage, e un’idea brillante da sviluppare, tutto il resto è storia.

Un visionario, appassionato, instancabile, perfezionista… Ovunque sia andato, ha creato successi a livello mondiale.

Non esiste possessore di Mac che non lo abbia amato. E’ riuscito a trasformare il computer in un “amico” semplice ed intuitivo, in grado di lavorare con e per te. E’ riuscito a renderli stilisticamente piacevoli, colorati. Ha tolto loro di dosso quell’alone grigio e opaco che li rendeva tristi. Li ha fatti sorridere!

Ha creato una filosofia, un modo di vivere e lavorare; ha creato una comunità planetaria. Chi usa il Mac lo sa.

Ha messo un paio di cuffiette nelle orecchie di mezzo mondo, con all’altro capo del filo un aggeggino (colorato anch’esso) chiamato iPod.

Ha rivoluzionato il mondo della telefonia con l’incredibile iPhone e le sue infinite applicazioni.

Ha convinto milioni di persone a leggere il giornale e i libri sul suo iPad.

Ha divertito e commosso milioni di bambini (genitori compresi) con il primo (e poi il secondo e il terzo) Toy Story, il primo lungometraggio d’animazione completamente sviluppato in grafica computerizzata, realizzato dalla Pixar. Eh sì, se non lo sapevi qui c’è il suo zampino. Nel 1995, quando ancora Google non esisteva e le connessioni a Internet erano… pressochè inesistenti, Steve Jobs aveva già intuito le potenzialità e le possibilità offerte da un nuovo modo di fare grafica. Che vista lunga che aveva quell’uomo.

Quando lo richiamarono in Apple per risollevarne le sorti, lui si inventò l’oggetto di culto più venduto al mondo: l’iPod e poi … tutto il resto.

Dio solo lo sa cos’altro avrebbe fatto quest’uomo.

Ah, tra l’altro, inizio a credere che Dio abbia preferito portarselo su con lui per… questo non mi è dato proprio di saperlo.

Mi piace ricordare steve Jobs per quel suo straordinario e memorabile discorso motivazionale ai neo laureati della Stanford University.

Dal mio punto di vista, una lezione di life e business coaching strepitosa.

25
gen

Nella testa di Steve Jobs

Ho appena finito di leggere un libro molto interessante dal titolo “Nella testa di Steve Jobs” di Leander Kahney ed. Sperling & Kupfer.

Nella testa di Steve Jobs

Te lo suggerisco vivamente, soprattutto se sei interessato a comprendere alcuni meccanismi che hanno fatto della Apple ma soprattutto dei suoi ultimi prodotti come i nuovi computer Mac, l’iPod, l’iPhone, degli oggetti di culto.

Già perchè possedere un Mac è diverso dall’avere un pc, quantomeno questo è ciò che percepiscono i milioni di fans della mela.

Ma torniamo al libro e al suo protagonista: Steve Jobs.

Il profilo che si evince dalla lettura non è quello di un leader come normalmente viene definito nei migliori corsi di formazione che puoi frequentare. Chissà quante volte avrai visto il filmato del suo discorso alla Stanford University (“Connecting the dots” nda) e chissà a quante volte avrai pensato: io vorrei avere un capo così.

Beh, leggendo il libro forse ci ripenseresti su. Già, perchè pare proprio che non si tratti della persona più facile con cui avere a che fare, ma forse, questo è un prezzo da pagare per avere vicino un vero genio.

L’attenzione maniacale per i dettagli e il suo comportamento irascibile hanno reso letteralmente scemi i suoi ingegneri.

Mi sono rimasti in mente alcuni punti chiave, se ti va li condivido volentieri con te:

Attenzione ai dettagli (come già detto). In un prodotto Apple nulla è a caso, neanche l’imballo.

Semplicità. Le cose devono essere fatte “a prova di scemo”. Facili e intuitive.

Esperienzialità. Possedere un Mac è un’esperienza multi sensoriale. Comincia dal suo acquisto, prosegue con il toglierlo dall’imballo per poi continuare con il suo utilizzo quotidiano.

Libro da leggere.