Incoerenza o ragionevolezza?
Sul New York Times ha pubblicato un articolo molto particolare i cui contenuti sono poi stati riportati anche su La Stampa. Nella Waldorf School of Peninsula, nella Silicon Valley, l’imperativo è: “ricordati di dimenticare a casa il tuo iPad!”.
La scuola, di matrice Steineriana, non prevede infatti l’uso di alcun apparecchio elettronico o computer per le classi elementari e medie. Usano lavagne e gesso, scrivono con matite e pastelli, lavorano a maglia, studiano la poesia e l’arte in genere attraverso l’esperienza e il gioco; vanno nei campi a coltivare l’orto e a pigiare l’uva, per rimanere “ancorati alla terra” e alle cose basiche della vita. Iniziano le lezioni con la ritmica e i conti li fanno dividento una torta o attraverso strumenti rudimentali costruiti da loro stessi. Usano strumenti naturali in legno e attribuiscono la stessa importanza delle materie scientifiche e umanistiche anche a quelle artistiche e creative. Cantano in classe, fanno Euritmia, affrontano la spiritualità con naturalezza e senza dogmi di sorta.
Insomma direi uno stile didattico e di apprendimento leggermente “controtendenza”…
Ma non è tanto questa la cosa curiosa che mi fa chiedere se si tratta di incoerenza o di ragionevolezza, quanto il fatto che la stragrande maggioranza degli alunni di questa scuola è rappresentata dai figli di manager che lavorano nelle più famose aziende in campo informatico. Dalla Apple a Google, si sa, la Silicon Valley accoglie la più alta concentrazione di aziende del settore informatico del mondo.
Ma come, uomini e donne che vivono per l’elettronica e la sostengono e la sviluppano in tutte le aree della vita, che ci credono… preferiscono tenere i loro figli lontani dai computer? Com’è possibile? perchè?
Sono persone incoerenti con quello che fanno nel lavoro o c’è quache ragione sensata per optare per una scuola così particolare?
Per quanto mi riguarda, seguo il pensiero di Steiner da un po’ di tempo ed anch’io ho optato per la scuola Waldorf per i miei due bimbi. Eppure, se mi segui da un po’ lo saprai, sono un appassionato della Apple e faccio costante e assiduo uso di Internet e dei sistemi informatici più all’avanguardia.
Sarò incoerente o ragionevole?
A te l’ardua sentenza.
Il futuro del pianeta e dell’intera umanità dipenderà dai nostri figli. Come li stiamo educando?
Come ho avuto modo di condividere in altri articoli del blog, da quando sono diventato padre (2003) mi sto interessando all’Antroposofia e alla pedagogia Steineriana.
Questo weekend, passato finalmente in totale relax, ho letto uno dei tantissimi libri che Rudolf Steiner, fondatore delle scuole Waldorf, ha scritto in merito all’essere umano. Nello specifico si tratta de “Il Segreto dei Temperamenti Umani“, libro che suggerisco a tutti di leggere per la sua profondità e per la sua praticità. Leggendolo pensavo a quanto un insegnante di scuola, soprattutto materna ed elementare, e tutti gli educatori in genere, abbiano possibilità di incidere sulla personalità di un bimbo e sul suo futuro e a quanto siano in grado di farlo con cognizione di causa.
Ovviamente è difficile affrontare questo tema senza il rischio di cadere in generalizzazioni pericolose e fuorvianti, ma purtroppo ho motivo di pensare che una buona parte delle persone che oggi ricoprono quei ruoli non siano adeguatamente preparati a tale scopo.
Analizzando la situazione attuale del nostro paese, risulta evidente che stiamo vivendo uno dei periodi più difficili mai vissuti dal dopoguerra. Dal punto di vista sociale, politico, economico, ecologico, ma anche valoriale. Il futuro dipenderà dalle decisioni che prenderemo adesso e da quelle che, domani, prenderanno i giovani di oggi. E’ sui giovani, anzi sui giovanissimi che dobbiamo iniziare a lavorare intensamente.
Se vogliamo pensare di migliorare il futuro di questo intero pianeta, dobbiamo dedicare più attenzioni a ciò che avviene ai bimbi di oggi perch,è molto presto, dovranno decidere loro per le sorti dell’umanità. Non possiamo permettere che vengano sottoposti alle sollecitazioni e pressioni commerciali delle pubblicità, che oramai li hanno inquadrati come una categoria in grado di consumare (o di far consumare ai propri genitori); nè tantomeno ai modelli valoriali che implicitamente vengono proposti dalle trasmissioni televisive e dai giornali.
Il mondo è troppo a misura di adulto e troppo poco a misura di bimbo. Tendiamo ad anticipare esperienze “adulte” ai nostri figli pensando di fare loro del bene!!!! – Ieri sera alle 23,30 in pizzeria, al tavolo al fianco del mio c’era una bimba di circa 1 anno con i suoi genitori che mangiava e giocava come se fossero le 6 del pomeriggio.
Ma torniamo agli insegnanti e alla nostra società. I bimbi sono la nostra unica speranza di dare un futuro certo e sicuro alle prossime generazioni e al pianeta stesso. Non credi?
Siamo come una squadra di calcio che può decidere di investire tempo e denaro a far crescere il vivaio di giovani giocatori per poi disporne nella massima serie. La grande differenza tra la vita e il calcio vero, è che nella vita l’obiettivo ultimo non è vincere contro gli altri, ma è vivere con le altre persone, bene e a lungo. 
Purtroppo però, la società moderna non solo non prevede una preparazione appropriata degli educatori a tale ruolo, ma sta anche dimenticandone l’importanza strategica. In molti casi, complici anche noi genitori, li svilisce addirittura.
Si legge sempre più spesso di genitori che minacciano gli insegnanti o che addirittura passano alle mani per aver valutato “poco entusiasticamente” i loro figli. I tagli alle finanze destinate all’educazione sono oramai una barzelletta ahimè vera.
Pensavo al fatto che un calciatore mediocre oggi guadagna almeno dieci volte di più rispetto a un educatore, eppure il valore sociale di un insegnante è dieci volte più importante rispetto a quello di un calciatore.
Si pensa a investire milioni e milioni di euro per gli stadi nuovi ma non per ristrutturare gli istituti scolastici fatiscenti che non sono idonei ai loro scopi.
Come ti dicevo, forse sono caduto nella retorica e forse ho ecceduto nelle generalizzazioni ma di fatto le cose stanno abbastanza così! Mi chiedo solo se e come avremo la forza per “tornare indietro” e riattribuire un senso più equilibrato alle cose.
Il mondo prosegue la sua corsa e il progresso pure, ma sta a noi scegliere la direzione.
Un mondo a misura di bimbo
Ultimamente mi sto interessando in modo particolare all’Antroposofia. Sai di cosa si tratta?
In poche parole è la filosofia pedagogica di Rudolf Steiner, il fondatore delle scuole Waldorf.
Ho cominciato ad interessarmene per ovvi motivi legati a mia figlia Alice. Dopo tre anni di asilo steineriano adesso si pone la scelta della scuola e, per me, non si tratta di una scelta da prendere alla leggera.
La scuola steineriana ha un approccio decisamente differente dalle scuole tradizionali, quindi se si opta per questa strada, bisogna essere coscienti di tali differenze ed esserne in accordo.
Più approfondisco lo studio dell’Antroposofia e più mi accorgo di quanto la società in cui viviamo sia pericolosamente diseducativa. Spesso i bambini vengono costretti ad orari e ritmi “da adulti” decisamente inadeguati alle necessità di un “cucciolo d’uomo”. Bambini che dopo 5 ore di scuola al mattino, vengono sballottati da una parte all’altra per fare nuoto, e poi tennis e poi karate, ecc.
Per non parlare della tv e dei videogiochi.
L’altro giorno un amico mi diceva di aver fatto mettere due video dietro i sedili dell’auto per far vedere i cartoni animati ai piccoli!!!!! Potrebbe sembrare una cosa bella, un’attenzione verso i bambini, ma la realtà è un’altra.


















