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Articoli taggati con ‘scuola’

13
set

Ricomincia la scuola… e la vita si appresta a compiere un ennesimo giro di giostra.

Per molti bambini e ragazzi ieri è stato il primo giorno di scuola. Non so te, ma io l’ho sempre vissuto in maniera entusiasta. Per me significava rivedere i miei compagni dopo le vacanze, con la curiosità di vedere come erano cambiati, cresciuti. Ricordo di essere stato testimone di sviluppi fisici impressionanti. C’era sempre un compagno (o compagna) che tornava pressochè irriconoscibile per lo sviluppo fatto. Magia pura!

Il primo giorno di scuola portava con sè la curiosita di scoprire che faccia avevano i nuovi arrivi della classe. Ogni anno c’era un certo turn-over di compagni (a causa delle bocciature) e questo creava sempre un briciolo di aspettativa.

Che dire poi degli insegnanti. La speranza di cambiarne qualcuno un po’ troppo severo, in cambio di un’altro un po’ più “amico”.

Se chiudo gli occhi, riesco ancora a sentire le emozioni che provavo; le ricordo molto bene; le ricordo con molto amore.

Forse però, i primi giorni di scuola più significativi sono stati tre. Mi riferisco al primo giorno di elementari, il primo giorno delle medie, e il primo giorno delle superiori.

Ognuno di questi è stato davvero magico e lo ricordo come se fosse ieri. Avevano tutti un sapore di conquista… sapevano di “mi sento grande”. Sarà perchè avendo tre fratelli maschi più grandi di me, io non vedevo l’ora di poter essere come loro. Ognuno di questi tre step, era caratterizzato da un cambio piuttosto significativo nell’uso degli accessori.

Mi riferisco alla cartella, al portapenne, al diario, ai libri, alla merenda, all’abbigliamento.

Se alle elementari lasciavi che fossero i genitori a gestirli, alle medie era un must occuparsene in prima persona. Non era solo un fatto di crescita e maturazione, ma anche un fatto di dignità sociale!!!!! Nella mia cartella, e soprattutto nel mio diario, mettevo mano solo io!

Alle medie era d’obbligo recarvisi da soli e non accompagnati, altrimenti passavi per “cocco di mamma”. Io ero tranquillo a riguardo, poichè anche alle lementari andavo già da tempo da solo.

Alle superiori invece era d’obbligo aderire agli scioperi. Eh, eh, eh… in quel periodo in effetti ce n’erano frequentemente e devo ammettere che erano molto apprezzati.

Oggi ripenso a quei momenti e mi commuovo al ricordo di quel bimbetto con la frangetta che si sentiva grande. Eppure devo ringraziare anche quelle esperienze per essere oggi la persona che sono.

1° giorno di scuola di Alice (2009) con Micky

La stessa commozione la provo al pensiero dei miei figli. Michele proprio ieri ha cominciato il suo primo giorno di asilo e sabato sarà il primo giorno di scuola (3a elementare) per l’Alice.

Amori miei. E’ stupendo vedervi entusiasti di cominciare, di rivedere i vostri compagni e di conoscere i nuovi. Mi apre il cuore sapere che accogliete questi momenti con tutto l’entusiasmo che avete.”

“Vi guardo, sorrido, sospiro… ripenso ai miei “primi giorni” e immagino i giovani volti dei miei genitori mentre mi accompagnavano a scuola o mi tenevano la mano… in attesa che crescessi… e ora sono qui a fare le stesse cose con voi… sospiro ancora e la mia anima si fonde con la vostra.

Sono con voi… lo sarò sempre!”

16
mag

Il futuro del pianeta e dell’intera umanità dipenderà dai nostri figli. Come li stiamo educando?

Come ho avuto modo di condividere in altri articoli del blog, da quando sono diventato padre (2003) mi sto interessando all’Antroposofia e alla pedagogia Steineriana.

Questo weekend, passato finalmente in totale relax, ho letto uno dei tantissimi libri che Rudolf Steiner, fondatore delle scuole Waldorf, ha scritto in merito all’essere umano. Nello specifico si tratta de “Il Segreto dei Temperamenti Umani“, libro che suggerisco a tutti di leggere per la sua profondità e per la sua praticità. Leggendolo pensavo a quanto un insegnante di scuola, soprattutto materna ed elementare, e tutti gli educatori in genere, abbiano possibilità di incidere sulla personalità di un bimbo e sul suo futuro e a quanto siano in grado di farlo con cognizione di causa.

Ovviamente è difficile affrontare questo tema senza il rischio di cadere in generalizzazioni pericolose e fuorvianti, ma purtroppo ho motivo di pensare che una buona parte delle persone che oggi ricoprono quei ruoli non siano adeguatamente preparati a tale scopo.

Analizzando la situazione attuale del nostro paese, risulta evidente che stiamo vivendo uno dei periodi più difficili mai vissuti dal dopoguerra. Dal punto di vista  sociale, politico, economico, ecologico, ma anche valoriale. Il futuro dipenderà dalle decisioni che prenderemo adesso e da quelle che, domani, prenderanno i giovani di oggi. E’ sui giovani, anzi sui giovanissimi che dobbiamo iniziare a lavorare intensamente.

Se vogliamo pensare di migliorare il futuro di questo intero pianeta, dobbiamo dedicare più attenzioni a ciò che avviene ai bimbi di oggi perch,è molto presto, dovranno decidere loro per le sorti dell’umanità. Non possiamo permettere che vengano sottoposti alle sollecitazioni e pressioni commerciali delle pubblicità, che oramai li hanno inquadrati come una categoria in grado di consumare (o di far consumare ai propri genitori); nè tantomeno ai modelli valoriali che implicitamente vengono proposti dalle trasmissioni televisive e dai giornali.

Il mondo è troppo a misura di adulto e troppo poco a misura di bimbo. Tendiamo ad anticipare esperienze “adulte” ai nostri figli pensando di fare loro del bene!!!! – Ieri sera alle 23,30 in pizzeria, al tavolo al fianco del mio c’era una bimba di circa 1 anno con i suoi genitori che mangiava e giocava come se fossero le 6 del pomeriggio.

Ma torniamo agli insegnanti e alla nostra società. I bimbi sono la nostra unica speranza di dare un futuro certo e sicuro alle prossime generazioni e al pianeta stesso. Non credi?

Siamo come una squadra di calcio che può decidere di investire tempo e denaro a far crescere il vivaio di giovani giocatori per poi disporne nella massima serie. La grande differenza tra la vita e il calcio vero, è che nella vita l’obiettivo ultimo non è vincere contro gli altri, ma è vivere con le altre persone, bene e a lungo. 

Purtroppo però, la società moderna non solo non prevede una preparazione appropriata degli educatori a tale ruolo, ma sta anche dimenticandone l’importanza strategica. In molti casi, complici anche noi genitori, li svilisce addirittura.

Si legge sempre più spesso di genitori che minacciano gli insegnanti o che addirittura passano alle mani per aver valutato “poco entusiasticamente” i loro figli. I tagli alle finanze destinate all’educazione sono oramai una barzelletta ahimè vera.

Pensavo al fatto che un calciatore mediocre oggi guadagna almeno dieci volte di più rispetto a un educatore, eppure il valore sociale di un insegnante è dieci volte più importante rispetto a quello di un calciatore.

Si pensa a investire milioni e milioni di euro per gli stadi nuovi ma non per ristrutturare gli istituti scolastici fatiscenti che non sono idonei ai loro scopi.

Come ti dicevo, forse sono caduto nella retorica e forse ho ecceduto nelle generalizzazioni ma di fatto le cose stanno abbastanza così! Mi chiedo solo se e come avremo la forza per “tornare indietro” e riattribuire un senso più equilibrato alle cose.

Il mondo prosegue la sua corsa e il progresso pure, ma sta a noi scegliere la direzione.

16
nov

Un mondo a misura di bimbo

Ultimamente mi sto interessando in modo particolare all’Antroposofia. Sai di cosa si tratta?

In poche parole è la filosofia pedagogica di Rudolf Steiner, il fondatore delle scuole Waldorf.

Ho cominciato ad interessarmene per ovvi motivi legati a mia figlia Alice. Dopo tre anni di asilo steineriano adesso si pone la scelta della scuola e, per me, non si tratta di una scelta da prendere alla leggera.

La scuola steineriana ha un approccio decisamente differente dalle scuole tradizionali, quindi se si opta per questa strada, bisogna essere coscienti di tali differenze ed esserne in accordo.

Più approfondisco lo studio dell’Antroposofia e più mi accorgo di quanto la società in cui viviamo sia pericolosamente diseducativa. Spesso i bambini vengono costretti ad orari e ritmi “da adulti” decisamente inadeguati alle necessità di un “cucciolo d’uomo”. Bambini che dopo 5 ore di scuola al mattino, vengono sballottati da una parte all’altra per fare nuoto, e poi tennis e poi karate, ecc.

Per non parlare della tv e dei videogiochi.

L’altro giorno un amico mi diceva di aver fatto mettere due video dietro i sedili dell’auto per far vedere i cartoni animati ai piccoli!!!!! Potrebbe sembrare una cosa bella, un’attenzione verso i bambini, ma la realtà è un’altra.