Superenalotto: due 6 da 70 milioni di euro. Fortunati? Forse!
A Parma e a Pistoia sono stati venduti i due biglietti del Superenalotto che si spartiscono l’incredibile jackpot di circa 140 milioni di euro.
Beh, credo che il primo commento da parte di chiunque, sia “fortunati loro”; d’altronde a chi non farebbe piacere disporre di una somma di denaro tanto ingente?
Tuttavia, bisogna tenere in considerazione che c’è differenza tra chi è abituato a vivere nella ricchezza e chi ci si trova catapultato da un giorno all’altro. Il rischio più grande è che la tua vita cambi così radicalmente da non riuscire a mantenere un equilibrio ecologico sotto molti punti di vista.
Si, si lo so, ora tu starai pensando che tu ci riusciresti benissimo, che non cambieresti assolutamente modo di pensare, di essere ecc. eh eh eh… e chi non lo penserebbe?
La realtà e la statistica però ci dicono che in moltissimi casi queste vincite portano sul lungo periodo a grandi infelicità. Già, proprio così, e non lo dico perchè rosico nei confronti dei vincitori, credimi. Non ho mai giocato al lotto e non intendo farlo nemmeno nel futuro, non ambisco ad arricchirmi per “fortuna”.
La questione è che se non sei pronto a una vita diversa da quella che stai vivendo da sempre, è più facile che tu faccia dei disastri piuttosto che il contrario. Ti troverai a gestire una marea di persone intorno a te che non hai mai avuto prima; ti troverai a doverti difendere da chi cercherà di usarti per avere un tuo contributo economico; ti troverai a possedere oggetti e proprietà che non hai mai avuto; ti troverai a gestire e investire il denaro (tanto) in ambiti che non conosci assolutamente… tutte cose che con molta probabilità non conosci minimamente e che ti porteranno nuove sfide psicologiche ed emotive oltre che concrete… e tutte insieme in una volta.
Ogni volta che ci succede qualcosa di emozionalmente significativo, il nostro cervello si chiede due domande:
1- Che significato ha? Mi porterà piacere o dolore?
2- Cosa devo fare per evitare il dolore e procurarmi il piacere?
Le risposte a queste domande saranno basate sulle credenze (il più delle volte delle grandi generalizzazioni) che abbiamo circa ciò che produce piacere e ciò che produce dolore. Credenze formatesi in noi nella nostra vita fino a oggi (in questo caso prima di diventare ricchi).
Ho motivo di pensare, in definitiva, che una persona con credenze da “persona comune” e disponibilità da ricco, creda con il denaro di poter fare/avere tutto ciò che serve, e cercherà di comprarsi il piacere. Nulla di più fuorviante e pericoloso.
Auguro a queste persone, di mantenere l’equilibrio e la lucidità necessari a dare il giusto significato a questo prospero avvenimento accaduto alle loro vite.


















