Kaizen, coaching e voglia di imparare.
Quest’anno ho in programma di frequentare diversi corsi di aggiornamento. Dopo tanti anni (più di 20) in questo settore non ho ancora perso la curiosità e il desiderio di apprendere cose nuove e di mettermi costantemente in gioco e ho motivo di pensare che non mi passerà mai. Quanto sentii per la prima volta il termine Kaizen, non sapevo certo quale impatto avrebbe avuto nella mia vita. Sono felice di esserne stato contagiato.
La cosa molto curiosa, che mi piace da morire, è che l’idea di andare a seguire questi corsi mi galvanizza, mi eccita, mi dà una carica interiore pazzesca. Mi piace pensare che anche chi si iscrive ai miei seminari provi le stesse cose. Non so se sia così, ma è’ bello pensare di generare questo effetto sulle persone.
Ricordo nel 1990, a Gorizia. Al tempo ero istruttore dei corsi di Memoria e di lettura veloce e la maggiorparte degli allievi erano giovani studenti alla ricerca di strategie per “imparare ad imparare”. Quel weekend, all’inizio del corso, si presentò una signora leggermente “fuori target”: aveva 74 anni.
Ricordo anche il suo nome, si chiamava Elvira Orr ed era un’ex insegnante. Quando si presentò davanti a tutti gli allievi del corso, disse di essere profondamente attratta dall’idea di poter imparare delle strategie per studiare meglio. La entusiasmava l’idea di imparare delle cose nuove. Curioso no? Io facevo una fatica incredibile per convincere gli studenti a investire tempo e denaro per fare il corso e lì c’era una ex insegnante di oltre 70 anni più motivata che mai ad imparare!
Diede a tutti una bella lezione di umiltà e saggezza. Per i ragazzi che erano al corso fu un’opportunità straordinaria. Ricordo che alla fine del corso partecipò al saggio finale facendo un esercizio mnemonico di altissimo livello.
Io avevo 24 anni e ricordo come fosse ieri, commentando con i miei collaboratori, che dissi: “vorrei arrivarci anche io alla sua età con la sua stessa voglia di imparare.”
Ora ho “solo 45 anni” e devo ammettere che quella voglia la sento alla grande.
Mi passerà mai?
Alla faccia di chi dice che il mental coaching non può fare nulla per il recupero dagli infortuni.
E’ notizia di questa mattina che Valentino Rossi, dopo lo sfortunato incidente occorso al Mugello poco più di un mese fa, in cui si è procurato una doppia frattura scomposta (ed esposta) a tibia e perone, oggi sale in sella ad una moto per fare un test di prova con l’obiettivo di ritornare in gara ad agosto a Brno.
Per me ha dell’eccezionale. Tu che ne pensi?
Ora, ti chiederai: ” cosa c’entra il mental coaching in tutto ciò?”. C’entra eccome. Ti spiego.
Il fatto che Valentino Read more
La Trenkwalder gioca e vince con il cuore
Sabato sera sono andato a vedere la partita di basket della Trenkwalder di Reggio Emilia. Giocava contro la capolista Rimini.
E’ stata la partita di basket più appassionante che io abbia mai visto. Siamo sempre stati sotto, per tutta la partita, tranne negli ultimi minuti dove li abbiamo riagguantati. A pochissimi secondi dala fine, eravamo sopra di due con due tiri liberi a favore per chiudere la partita. La tensione però si sa, in certi momenti gioca dei brutti scherzi, e così i due tiri liberi non entrano e Rimini sullo scadere pareggia i conti. Sembrava già vinta e invece si va ai supplementari.
I supplementari sono stati straordinari. Rimini, forte dei suoi migliori uomini di esperienza (tra cui Carlton Myers e Pecile) mette a segno una serie di canestri da tre che fanno male, ma Reggio restituisce con gli interessi grazie alle “bombe” di Robert Fultz. La partita sale ulteriormente di tono e ancora una volta siamo agli ultimi secondi con due tiri liberi per chiudere la partita. Questa volta uno entra e riusciamo a portare a casa la partita.
Ho assistito ad una straordinaria prova di carattere e personalità da parte dei ragazzi della Trenkwalder. Hanno giocato con il cuore e si sono comportati da vera “Squadra”. Carichi, uniti, grintosi e determinati, hanno giocato l’un per l’altro.
Sono convinto che se avessero perso la partita, il pubblico li avrebbe applauditi lo stesso.
Negli ultimi appuntamenti di coaching fatti con la squadra abbiamo lavorato molto proprio sullo spirito di gruppo e sull’unione del team e devo dire che vederli giocare così mi ha allargato il cuore. Sento di contribuire (seppur nel mio piccolo) alle loro performance.
Le OCHE hanno colpito ancora!






















