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Articoli taggati con ‘mental coaching’

13
ott

Paolo Pizzi medaglia d’oro nella spada ai mondiali di scherma. E dire che doveva smettere di fare sport!

Una carriera senza grandi successi quella di Paolo Pizzi, quanto meno fino ad oggi. Contro i pronostici della vigilia infatti si è portato a casa il titolo più prestigioso nella competizione mondiale di spada.

Ogni volta che vedo qualcuno realizzare un sogno mi sento bene, mi nutro della loro felicità. Cerco di immaginare cosa si deve provare in una situazione di quel tipo e mi emoziono fino a commuovermi. Anche perchè mi viene da pensare a tutti gli allenamenti e ai sacrifici ai quali avrà sicuramente dovuto sottoporsi per arrivare a quei livelli di performance; immagino la trepidazione nel momento in cui ha capito che avrebbe potuto farcela… MAGIA PURA! So perfettamente che il successo non arriva per caso, ed è per questo che mi incuriosisce professionalmente sapere come è riuscito ad arrivare fino a lì.

Nel lavoro di Mental Coaching cerco sempre di modellare e trasferire le strategie di successo dei campioni per renderle accessibili e fruibili da chiunque e non solo nello sport.

Mi incuriosisco e leggo, in un articolo sulla Gazzetta dello Sport, che a 13 anni gli avevano diagnosticato un tumore. I medici gli consigliarono di interrompere l’attività sportiva. Evidentemente scelse di continuare a fare ciò che amava e… il tempo e la vita hanno deciso di premiarlo.

Che bella storia di successo… che bella storia di vita. In mezzo a tante notizie disastrose, terremoti, omicidi e crisi economiche mondiali, non dimentichiamoci che c’è spazio anche per i sogni che si avverano, per la felicità, per la speranza… che si parli di sport, di salute o di vita quotidiana, a patto che non si smetta mai di crederci e di impegnarsi al 100% dando tutto se stessi.

E tu? Che ne pensi? Qual è la tua storia di successo?

Tutti ne abbiamo una!

5
ott

Ibra non si diverte più: cosa farebbe un bravo mental coach?

I principali quotidiani sportivi oggi titolavano Ibra non si diverte più. Non capivo bene cosa intendessero e così mi sono andato a vedere il video della conferenza stampa dove in effetti ha proprio detto che il calcio non lo diverte più, che è diventato una routine e che ha perso la grinta di un tempo. Parole così non si addicono alla personalità guerriera che ha sempre dimostrato di avere ma la fisiologia che aveva durante la conferenza stampa, non lasciava spazio ad equivoci: era decisamente congruente con quel che diceva. Lo sguardo, il tono di voce, la postura… se hai occasione di guardare il video (clicca qui) potrai vederlo anche tu.

Personalmente ho apprezzato molto la sua onestà intellettuale. Ritengo che ammettere una cosa del genere sia una manifestazione di forza interiore e di autoconsapevolezza notevoli. Anche un guerriero deve capire che c’è un tempo per ogni cosa. Ogni storia, anche la più bella ha un inizio, uno sviluppo, una maturità, una declino e una fine. Lui, credo che abbia semplicemente preso coscienza che la fase della maturità sta lasciando il posto a quella successiva. Questo ovviamente non significa che la sua carriera debba finire domani nè tantomeno che non possa avere prestazioni eccellenti e vincere ancora trofei importanti. Gli auguro di togliersi ancora molte soddisfazioni.

Arrivato ai trent’anni sente che ci sono anche altre cose al mondo che lo interessano, forse anche più del calcio. Mi sembra più che ragionevole. L’unico problema è che con questo tipo di atteggiamento e pensieri dominanti, farà difficoltà ad attingere alle sue risorse come faceva un tempo. Mi riferisco principalmente alle risorse mentali e caratteriali quali la grinta, la determinazione, la concentrazione, la fame di risultati, l’entusiasmo, ecc. L’eccellenza nelle prestazioni si nutre di queste cose.

Ma veniamo a noi e al titolo dell’articolo.

Ammesso e non concesso che lui in realtà voglia ritrovare quel fuoco dentro che lo ha sempre contraddistinto, cosa potrebbe fare?

1° passo. Ristrutturare mentalmente quanto è successo. Deve comprendere che si tratta di un passaggio naturale, ma che come ogni cosa non è definitiva e può durare il tempo che… decide lui.

2° passo. Riformulare gli obiettivi e conferire ad essi nuove motivazioni e nuovi scopi (più consoni alla persona che è ora). La domanda chiave è: Cosa sarebbe in grado di accenderti il fuoco oggi? Perchè? Come lo farebbe?

3* passo. Mappare la struttura (mentale, emozionale e fisica) legata al successo. Quella che in passato lo aveva contraddistinto. Qui è importante comprendere cosa e come gli permetteva di giocare così bene. Quali pensieri, stati interiori e modelli di fisiologia metteva in atto.

4° passo. Ricreare le stesse strutture (mentali, emozionali e fisiche), associandole ai nuovi obiettivi e soprattutto alle nuove motivazioni.

5° passo. Ancorare e condizionare il tutto, esercitandosi negli allenamenti.

Ecco questo è quello che farei se fossi il mental coach di Ibra e se lui volesse lavorarci su.

Ma io non sono il suo mental coach, e lui probabilmente non ha nessuna intenzione di lavorarci su.

Però, quanto sarebbe interessante una sfida di questo tipo!

30
set

Un Mental Coach a Milano SaporBio: come riuscire a vivere con piena energia vitale.

Venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 ottobre 2011, a Milano ci sarà la manifestazione SaporBio.

Un progetto ideato da Marco Columbro e Stefania Santini per educare, informare e formare il pubblico a uno stile di vita e ad abitudini alimentari e d’acquisto più consapevoli. Tutto orientato al biologico e alla eco-sostenibilità.

In una società che ci vorrebbe tutti “ipnotizzati” e bravi “consumatori inconsapevoli”, benvengano queste manifestazioni atte a sensibilizzare e a far conoscere “un modo migliore” per nutrire se stessi e i propri figli rispetto a quello che ci propinano le industrie multinazionali. Non solo, a SaporBio potrai conoscere la bioedilizia; trovare abbigliamento, prodotti cosmetici e tanto altro ancora. Vivrai un’esperienza multisensoriale  con degustazioni, assaggi, giochi, workshop, sport, spettacoli e servizi di vario genere tutti legati dal filo conduttore della consapevolezza, del naturale e della eco-sostenibilità.

Ed io cosa c’entro? Chi era presente all’ultima edizione del corso Vitality Coaching, sa bene quanto sia appassionato di questo tema e quanto lo ritenga un punto importante nella mia vita.

Io ci sarò perchè sabato 8, dalle 16,30 alle 18, terrò un workshop su come vivere in salute ed energia vitale con il mental coaching.

La mente può aiutarci a vivere meglio?

Certo che sì, e sabato spiegherò alcune strategie per educare il nostro inconscio alla salute e alla vitalità.

Vienimi a trovare e, perchè no, passa parola! E’ un modo decisamente positivo per passare una giornata, anche con l’intera famiglia (ci sono attività preparate apposta per i bambini), e vivere all’insegna del rispetto per se stessi e per il nostro pianeta.

Saporbio si tiene presso palazzo Giureconsulti in piazza Mercanti (vicino al Duomo).

PS. Sabato mattina, dalle 8,30 su RETE 4 mi trovi alla trasmissione “Vivere Meglio” con il prof Trecca a parlare dell’iniziativa.

22
set

Un bravo mental coach può rendere lo sport una straordinaria e concreta metafora di vita.

Chissà quante volte mi avrai sentito dire che lo sport può essere una straordinaria metafora di vita. Lo penso profondamente!

Nello sport è importante avere obiettivi; ci sono regole di gioco precise a cui attenersi; ci sono ostacoli (avversari) da superare; richiede allenamento e preparazione, ecc. Proprio come nella vita, con il vantaggio che nella “vita reale” arrivare primi rispetto agli altri non ha molta importanza, o comunque non come nello sport.

Alle Olimpiadi, si ricorda quasi esclusivamente chi arriva primo, gli altri no. Nella vita, fortunatamente, non è così importante supremeggiare nei confronti degli altri. Mi piace pensare invece, che nella vita si possa tutti arrivare primi. Esattamente. Ognuno fa i conti con se stesso e può vincere la medaglia d’oro come papà o mamma, come figlio/a, come marito o moglie, come amico/a, ecc.

Impara Dai CampioniIl mio motto è: voglio essere Il Campione della mia Vita! Mi laureo campione ogni volta che mi sento felice, soddisfatto, realizzato, amato, ecc. sia nel lavoro che nella sfera privata.

Lo sport è estremamente formativo, aiuta a definire il carattere di una persona, la sua attitudine all’eccellenza e la predisposizione al sacrificio per un valido ideale, cosa che anche nella vita (sia privata che professionale) risulta importantissima. Chi pratica (o ha praticato) sport a livello agonistico lo sa, chi non l’ha mai fatto… forse fatica un po’ a comprenderlo, anche sostenuto dalle aberrazioni comportamentali a cui ci hanno abituati alcuni giocatori viziati.

Il mio ruolo di Mental Coach nello Sport mi ha dato l’opportunità di condividere l’esperienza di molti atleti e campioni e devo ammettere che questo mi ha enormemente arricchito, ma non è avvenuto tutto automaticamente. Non basta frequentare una persona per riuscire a fare propri i suoi schemi mentali, atteggiamenti e quant’altro.

  • Innanzitutto è indispensabile cogliere gli elementi chiave, in grado di fare la differenza. Quegli aspetti degli atteggiamenti mentali e comportamentali che ritieni utili alla tua vita. Bisogna osservarli bene per riuscire a codificarli.
  • Poi bisogna declinarli nella propria realtà, adattarli a noi e alle nostre caratteristiche.
  • Infine bisogna condizionarli e renderli facilmente fruibili.
  • Il tutto deve diventare parte integrante dinoi, arricchendoci e rendendoci persone migliori.

Non è facile ma è fattibile.

Se ti piace l’idea di apprendere dai Campioni sportivi, partecipa al prossimo corso IMPARA DAI CAMPIONI che si terrà a Roma il 29-30 ottobre. Ciò che faremo sarà esattamente questo. Attingeremo dai grandi campioni dello sport le strategie mentali, comportamentali ed emozionali che loro stessi usano per eccellere, e le renderemo fruibili nella nostra vita di tutti i giorni, privata e professionale.

Guarda la pagina di presentazione del corso cliccando qui!

18
set

Coppa Davis: l’Italia torna in serie A dopo 11 anni. Fognini, Bolelli, Starace e Bracciali firmano l’impresa tanto attesa.

Nel 1976, in Cile, Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, guidati da capitan Pietrangeli, conquistavano la prima (ed unica ndr) insalatiera simbolo della Coppa Davis.

Ieri, sempre in Cile, Fognini, Boelli, Starace e Bracciali hanno conquistato l’accesso alla massima serie della prestigiosa competizione. Certo non è la stessa cosa, ma dopo ben undici anni di bolgia dantesca in serie B, l’accesso alla massima serie equivale a una finalissima mondiale.

Sono felice per il movimento tennistico italiano, che ritrova la sua dignità, e sono felice ovviamente per i ragazzi. Lavoro come mental coach con Fabio (Fognini) da un po’ di anni e con Simone (Bolelli) da qualche mese e vederli così felici mi ha aperto il cuore. Stanno crescendo, stanno maturando e so che devono ancora raggiungere il loro meglio. I risultati ottenuti in doppio nel circuito li stanno aiutando a rinforzare la fiducia e a giocare con autorevolezza.

Vederli  giocare insieme per dare il punto definitivo per la vittoria, mi ha proprio reso felice. So quanto ci tenessero, e quanto si siano impegnati per quel risultato e il successo è stato il giusto riconoscimento.

Come spesso dico a chi si appresta a diventare un coach e sta frequentando il nostro Master in Coaching, “devi sviluppare l’abilità di vedere i tuoi clienti già cambiati, con il loro risultato in mano. Non dovrai fare altro che aiutarli a non complicarsi la vita e a superare tutti gli ostacoli che si frapporranno tra loro e i loro obiettivi.” Analogamente, sto gia immaginando Simone e Fabio vincere tornei ATP e realizzare una carriera di successo.

Conosco il potere della mente, e so quale effetto sulla realtà possano avere le nostre aspirazioni quando vengono nutrite con passione e amore. Per questo motivo continuo a lavorare per allenare questi ragazzi a nutrire i loro sogni, a crederci con tutto loro stessi, anche quando tutto sembra dire il contrario.

Vamos chicos, vamos!

27
giu

La ripetizione è la madre di tutte le abilità! Suggerimento ai mental coach in attività!

Quante volte ho sentito e risentito questa frase… e quante volta l’ho detta io stesso!

“La ripetizione è la madre di tutte le attività!”

Ti sarà sicuramente capitato qualche volta di sentirti ispirato in qualche cosa; di avere la sensazione di aver capito finalmente “cosa fare” e anche “come farlo“. Capita a tutti! Ad esempio, vai a un seminario, senti qualcosa di interessante e subito ti senti ispirato dal profondo, ma poi, più passa il tempo e più te ne dimentichi. Già dopo qualche minuto senti che non è più la stessa cosa, quella sensazione tende a svanire conil passare dei minuti e delle ore.

Questo è uno dei motivi principali per cui nei miei seminari ripeto molteplici volte gli stessi concetti.

Proprio questo weekend a Padova, ho tenuto il corso Impara dai Campioni, nel quale ho insistito volutamente su alcuni concetti, stressandoli particolarmente e invitando i partecipanti a ripeterli più volte. Per far sì che un concetto, soprattutto se nuovo e/o diverso da quelli a cui siamo soliti pensare, possa superare la barriera critica della nostra razionalità e delle nostre convinzioni profonde, dobbiamo riproporlo al nostro inconscio ripetutamente.

Sono convinto che tutti i partecipanti del corso sappiano a cosa sto alludendo… non è vero? ;-)

Personalmente quando leggo un libro e qualcosa mi colpisce o mi ispira, io sottolineo la parte e poi la rileggo più e più volte. Spesso addirittura ne faccio delle slides nelle quali riscrivo e rappresento i medesimi concetti in maniera evocativa proprio per rielaborare nella mente il concetto stesso e riscriverlo a modo mio.

Quando frequento un seminario poi, per i giorni seguenti, uso rileggermi gli appunti e fare delle slides con i passaggi chiave del corso che mi riguardo con regolarità e che cerco di usare prontamente nelle sessioni di lavoro successive. Applico da subito quel che imparo.

Se sei un mental coach, ti suggerisco di applicare questa strategia e di utilizzare poi le tue slides come supporto durante le tue sessioni di coaching. Io faccio così e mi aiuta moltissimo. Tra l’altro, questa cosa non aiuta solo me ma anche i clienti con cui lavoro.

1
apr

Ma dove vai se il Mental Coach non ce l’hai? Ieri sul Corriere della sera è uscito un articolo sul mental coaching nello sport.

Un mese fa sono stato intervistato da un giornalista del Corriere della Sera sulla mia esperienza personale di mental coach sportivo, soprattutto riguardo al calcio, e ieri è uscito l’articolo a pagina 59 del noto quotidiano nazionale.

Leggendo l’articolo si evincono soprattutto due concetti:

Il primo è che il coaching, nonostante non se ne parli un granchè, si sta diffondendo a macchia d’olio. Oggi sono molti i calciatori (ma possiamo dire lo stesso negli altri sport) che si avvalgono di un coach. Sono felice di ciò, oltre che per ovvii motivi utilitaristici, perchè manifesta una sempre maggiore apertura mentale da parte del mondo sportivo, allo sviluppo personale e alla valorizzazione delle risorse umane.

Il secondo è che i benefici che se ne traggono sono concreti e immediati.

Aggiungo a ciò, per chiarire ulteriormente, che non si tratta di un colpo di bacchetta magica, ma di puro allenamento mentale, quindi di preparazione psicologica ed emozionale alla prestazione e alla competizione.

Il concetto di base è che un atleta che si allena e si prepara per vincere, deve poter sempre contare sulle proprie risorse e, affinchè ciò accada, deve credere in se stesso e sapere come sfruttare al meglio i propri talenti. Non sono concetti scontati… alle volte anche un grande campione, e ne abbiamo avuto svariati esempi, non riesce a mettere a frutto il proprio talento con continuità.

Spesso è proprio “la testa” il vero limite al successo di un atleta.

Leggiti l’articolo direttamente dal sito del Corriere della Sera.

31
mar

Il Coach della mente fa volare i calciatori.

Il Corriere della Sera mi ha intervistato insieme ad altri mental coach per indagare sulla nuova tendenza dei calciatori di avvalersi di un mental coach per allenare la mente e accrescere la propria forza interiore.
Leggi tutto l’articolo.

23
feb

Impara dai Campioni. Genesi di un seminario destinato a rendere centinaia di persone, campioni nella propria vita, personale e professionale.

Quando pensai per la prima volta all’idea di realizzare un seminario nel quale mixare i tre ambiti del coaching (sport, life e business) mettendo l’esperienza di anni e anni di coaching sportivo al servizio del life coaching e del business coaching ho subito capito che sarebbe stato un progetto ambizioso e allo stesso tempo strepitoso. Il prodotto finale sarebbe stato un seminario unico nel suo genere, altamente motivante ma soprattutto pratico ed efficace.

La mia idea, nel concreto, era di prendere come modelli di eccellenza persone in grado di distinguersi a livello mondiale e studiarne le strategie di successo, per poi declinare tali strategie nella vita personale e professionale dei partecipanti attraverso esercizi di coaching preparati ad hoc per ogni sessione di lavoro.

Mi misi immediatamente al lavoro e dopo qualche giorno (e notte) di lavoro intenso ne uscì il programma che oggi si chiama IMPARA DAI CAMPIONI: 2 giorni di corso interamente dedicati al modellamento delle strategie di successo di grandi campioni dello sport.

Impara dai Campioni

Non stavo più nella pelle avevo una voglia di urlare al mondo che avevo appena creato uno dei programmi formativi di coaching più belli ed efficaci che in oltre vent’anni di esperienza ho avuto modo di conoscere. Proprio così non sto scherzando. Si tratta di un programma di altissima qualità.

A questo punto dovevo solo scegliere con quale format erogare il corso, a quale target di persone rivolgerlo e a quale prezzo. Dopo una lunga riunione in Ekis, abbiamo unanimamente deciso che sarebbe diventato il nostro corso di punta per promuovere la formazione al mondo e per farci conoscere al grande pubblico. Per questo motivo scegliemmo di organizzarlo in soli 2 giorni, nel week end e di offrirlo a un prezzo super promozionale affinchè nessuno, minimamente interessato all’argomento, potesse dire di no.

Organizzammo la primissima edizione del corso a Roma il 30 e 31 ottobre 2010, e si presentarono in sala quasi 200 persone. Il corso fu strepitoso  e il feedback degli allievi oltrepassò qualsiasi rosea aspettativa da parte nostra. L’idea si confermò azzeccata sotto tutti i punti di vista. Impara dai Campioni avrebbe avuto una seconda edizione e poi una terza e poi… vedremo l’evoluzione in futuro.

Sabato e domenica 5-6 marzo, a Milano, ci sarà la seconda edizione del corso, prima assoluta in nord Italia. Non vedo l’ora di cominciare e di aiutare altre 200 persone a scoprire il campione che è dentro ognuno di loro.

Se vuoi più informazioni sul corso o su come iscriverti a un prezzo super promozionale clicca sul link qui sotto, verrai indirizzato alla lettera di presentazione del corso.

http://www.ekiscoaching.it/imparadaicampioni/

18
feb

Roberto Benigni, altro che Anthony Robbins. Vorrei io essere un coach bravo come lui.

Ho appena visto la performance di Roberto Benigni su You Tube (non ho visto il festival in tv). Mi sono commosso e divertito. Fantastico. Ha voluto raccontare l’esegesi (analisi del testo) dell’inno di Mameli in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

Lo ascoltavo rapito e attento e ciò che ha raccontato e come lo ha raccontato mi ha fatto sentire felice e orgoglioso di essere italiano. Mi ha fatto riflettere su argomenti che si conoscono e che spesso risultano stucchevoli e retorici, ma che lui è riuscito a trasmettere con un fervore, una passione e un coinvolgimento degni del miglior trainer e coach motivazionale al mondo. Lui è un’artista che tutto il mondo ci invidia, un comico, un regista, un attore e tanto altro ancora, ma non lo avevo mai visto sotto questa luce, quella di un coach motivazionale.

Devo dirti la verità, mi ha fatto sentire un principiante alle prime armi. Dopo 23 anni di esperienza in questo lavoro e centinaia e centinaia di corsi tenuti, con la convinzione di essere bravo nel saper trasmettere passione ed energia alle persone, mi sono immediatamente ridimensionato. Wow, che botta.

Ne parlavo proprio ieri alla tappa di Verona del Night Seminar Tour: mi ha dato un bel pugno allo stomaco, ma come spesso accade in questi casi, sono tremendamente felice di averlo ricevuto.

Livio, c’è molto da fare, molto da imparare, ed è arrivato il momento (questo già lo avevo capito) di ipegnarsi concretamente per la comunità, risvegliare le coscienze (anche la mia stessa) per fare qualcosa di davvero utile per tutti.

Altro che Robbins, io lui lo starei ad ascoltare all’infinito e so che mi alzerei alla fine con una voglia di fare inarrestabile.

Bisognerebbe rendere questo filmato un materiale didattico per le scuole. Sono convinto che renderebbe un servizio educativo straordinario e utile per costruire una comunità futura consapevole e dignitosa. Ci vorrebbero mille coach bravi così come lui, disposti ad andare nelle scuole a educare l’orgoglio italiano.

Alcuni passaggi significativi:

“I politici del Risorgimento davano reale contributo al popolo e alla comunità; ne uscivano più poveri economicamente ma consapevoli di aver dato tanto… se penso ai politici di oggi mi monta su uno sdegno incredibile.

“Se la felicità si dimentica di voi, voi non dimenticatevi di lei, mai!”

Mah, al diavolo… ti metto direttamente il video da vedere… non perderteli guardali tutti e tre, ne vale la pena.