Un bravo mental coach può rendere lo sport una straordinaria e concreta metafora di vita.
Chissà quante volte mi avrai sentito dire che lo sport può essere una straordinaria metafora di vita. Lo penso profondamente!
Nello sport è importante avere obiettivi; ci sono regole di gioco precise a cui attenersi; ci sono ostacoli (avversari) da superare; richiede allenamento e preparazione, ecc. Proprio come nella vita, con il vantaggio che nella “vita reale” arrivare primi rispetto agli altri non ha molta importanza, o comunque non come nello sport.
Alle Olimpiadi, si ricorda quasi esclusivamente chi arriva primo, gli altri no. Nella vita, fortunatamente, non è così importante supremeggiare nei confronti degli altri. Mi piace pensare invece, che nella vita si possa tutti arrivare primi. Esattamente. Ognuno fa i conti con se stesso e può vincere la medaglia d’oro come papà o mamma, come figlio/a, come marito o moglie, come amico/a, ecc.
Il mio motto è: voglio essere Il Campione della mia Vita! Mi laureo campione ogni volta che mi sento felice, soddisfatto, realizzato, amato, ecc. sia nel lavoro che nella sfera privata.
Lo sport è estremamente formativo, aiuta a definire il carattere di una persona, la sua attitudine all’eccellenza e la predisposizione al sacrificio per un valido ideale, cosa che anche nella vita (sia privata che professionale) risulta importantissima. Chi pratica (o ha praticato) sport a livello agonistico lo sa, chi non l’ha mai fatto… forse fatica un po’ a comprenderlo, anche sostenuto dalle aberrazioni comportamentali a cui ci hanno abituati alcuni giocatori viziati.
Il mio ruolo di Mental Coach nello Sport mi ha dato l’opportunità di condividere l’esperienza di molti atleti e campioni e devo ammettere che questo mi ha enormemente arricchito, ma non è avvenuto tutto automaticamente. Non basta frequentare una persona per riuscire a fare propri i suoi schemi mentali, atteggiamenti e quant’altro.
- Innanzitutto è indispensabile cogliere gli elementi chiave, in grado di fare la differenza. Quegli aspetti degli atteggiamenti mentali e comportamentali che ritieni utili alla tua vita. Bisogna osservarli bene per riuscire a codificarli.
- Poi bisogna declinarli nella propria realtà, adattarli a noi e alle nostre caratteristiche.
- Infine bisogna condizionarli e renderli facilmente fruibili.
- Il tutto deve diventare parte integrante dinoi, arricchendoci e rendendoci persone migliori.
Non è facile ma è fattibile.
Se ti piace l’idea di apprendere dai Campioni sportivi, partecipa al prossimo corso IMPARA DAI CAMPIONI che si terrà a Roma il 29-30 ottobre. Ciò che faremo sarà esattamente questo. Attingeremo dai grandi campioni dello sport le strategie mentali, comportamentali ed emozionali che loro stessi usano per eccellere, e le renderemo fruibili nella nostra vita di tutti i giorni, privata e professionale.
Guarda la pagina di presentazione del corso cliccando qui!
La mia prima gara di Triathlon! Ecco un altro modo per conoscere meglio se stessi.
Di modi per conoscersi ce ne sono infiniti, così tanti che spesso ci si perde e alla fine si fatica a capire bene chi siamo veramente.
Da oltre vent’anni mi occupo di sviluppo personale e in modo particolare, negli ultimi quindici anni, di coaching. Senza falsia modestia posso dire di conoscermi bene. Ho avuto motissime opportunità per interrogarmi su questioni personali, interiori, introspettive e non solo, e dalle conclusioni tratte ne è sempre uscito un profilo nel quale mi sono identificato con piacere.
Negli ultimi 4-5 anni le mie attenzioni si sono concentrate soprattutto verso un approfondimento spirituale, fuori dalla mia zona di comfort fatta di fisiologia e fisicità. Mi sono quindi dedicato a conoscere me stesso da un punto di vista più intimo e trascendente.
Questa introduzione per dire che, qualche mese fa, mi misi in testa di vivere un’esperienza agonistica mai fatta prima, in uno sport in cui non necessitano abilità tecniche particolari ma solo gran allenamento: il Triathlon. Volevo tornare a vivere un’esperienza fisicamente sfidante. Lo decisi soprattutto perchè si tratta di tre discipline sportive altamente “allenanti”: nuoto, bici e corsa. Quale modo migliore per tenersi in forma?
Lascia che ti racconti com’è andata.
Dovevamo essere un gruppetto di 5-6 persone ma alla fine rimaniamo in due. Per fare le cose per bene, chiediamo aiuto a un trainer professionista per preparare le tabelle di allenamento, per monitorarci e per alcune spiegazioni tecniche assolutamente da conoscere per potersi cimentare in questo sport. La scelta del trainer è stata facile. Marco Caggiati, direttore del sito www.allenamentofitness.com nonchè trainer al nostro Vitality Coaching. La persona che mi ha fatto venire voglia di Triathlon!!
Ci incontriamo, ci fa un minimo di training sulla tecnica e ci consegna le tabelle di allenamento.
Te la faccio breve. Credo di essere stato uno dei suoi “peggiori clienti”, povero Marco. In buona sostanza mi sono presentato alla gara con meno di 100 km all’attivo in bici, con una decina di sessioni in piscina e un po’ meno di corsa. “Dannato ritmo di lavoro!!”
Ma veniamo al giorno della gara. Mi presento alle 9,30 in studio da Marco. Ci cambiamo, mettiamo il necessario in uno zainetto, inforchiamo la bici e ci avviamo verso il campus universitario, sede della manifestazione. Per me è tutto nuovo. Mi piace. Si respira un’aria molto piacevole, un happening in clima festaiolo. Vado in segreteria e mi consegnano il pacchetto gara, con il mio numero (218). Marco mi aiuta a prepararmi e ci avviamo verso la zona cambio dove preparo tutto per i miei transiti da una disciplina all’altra.
Arriviamo in piscina. Circa 250 iscritti divisi in 8 batterie. Io, iscritto come amatore, sono nell’ottava, l’ultima. Partiamo intorno alle 12,30. Quasi due ore di attesa nelle quali non facevo altro che bere e mangiare… avevo voglia di partire. Mentalmente ero prontissimo… mentalmente!
Nuoto.
Arriva il nostro turno. Nella mia corsia siamo in 6 persone. Prima di cominciare ci scambiamo i tempi di percorrenza per decidere l’ordine in cui partire. Io partirò per terzo.
Si parte. I primi due, che avevano dichiarato tempi intorno ai 13-14 min per 750m di percorrenza, vanno come delle schegge. Io cerco di
stargli dietro e ci riesco per le prime tre vasche, dopodichè mi accorgo che è un passo per me insostenibile. Non riesco a trovare il mio ritmo e entro in piena crisi. Faccio fatica a respirare. Respiro ogni due bracciate, mentre di solito respiro ogni tre… vado in affanno. Provo a rallentare. Mi sorpassano tutti, ma io continuo ad essere in affanno. Non capisco. Non mi era mai capitato. Mi fermo per qualche istante e sento la voce di un giudice che mi chiede se era tutto a posto… Tutto a posto un cazzo, avrei voluto rispondere (la Gatta avrebbe apprezzato nda) ma la mia testa fa si, e riprendo con le bracciate. Sono ancora in affanno e quando mi accorgo che c’era una parte di me che voleva fermarsi e pensava di non farcela, da buon coach inizio a parlare con me stesso: “ok Livio, stai calmo, immagina di essere in piscina a Reggio e di stare allenandoti come il solito… respira e trova il tuo ritmo”.
Finalmente eccolo, trovato! Poco alla volta inizio a nuotare con i miei tempi. Nel frattempo mi accorgo di essere l’ultimo. Gli altri sono già usciti. Accelero il ritmo e, nonostante il fiato corto, le braccia spingono. Il giudice mi avvisa che mancano due vasche… ancora??? ma non erano già finite??? dai Livio… oramai si va fino alla fine!
Esco dalla vasca, e lì mi accorgo che ero l’unico rimasto. Ero proprio l’ultimo, stavano disallestendo la piscina… accenno a un sorriso e me ne vado.
Vabbè fa niente, proseguiamo. Si corre verso la zona cambio. E mentre corro sento il fiato corto per la nuotata e penso che prima della corsa c’è la bici! Mi dico: “una cosa alla volta Livio, una cosa alla volta. Ora c’è da pedalare, alla corsa pensi poi dopo”.
Arrivo in zona cambio, mi infilo calze, scarpe, numero, occhialini e casco e via che si parte. Attorno a me sento chiamare il mio nome: era Marco che, essendo partito in quarta batteria e avendo fatto un buon tempo, aveva già finito. Grande Marco.
Bici.
La poca praticità mi porta a perdere qualche secondo per agganciare le scarpe ai pedali, ma una volta agganciati mi metto in piedi a spingere. La bici era ed è la mia “parte debole”, quella che avevo allenato meno e, a giudicare com’è andato il nuoto, inizio a realizzare che avrei finito la gara per ultimo. Ultimo capisci? Nella mia vita non ricordo di essere mai arrivato ultimo a una gara/competizione… Inizio a pensare alla delusione ma poi mi dico: “forse devi proprio vivere questo tipo di esperienza. A 45 anni forse devi capire che arrivare ultimi non cambia la tua vita e che quel che conta è portare a termine la gara dando tutto te stesso.” Mi viene in mente il corso Impara dai Campioni. Il video di Derek Redmond... “Livio, devi dare tutto te stesso ed essere orgoglioso per il semplice motivo che stai mantenendo fede al tuo impegno, che dai tutto te stesso”.
Quindi inizio a pedalare a più non posso, pur consapevole di non avere forza e resistenza per tenere grandi
ritmi. Dietro di me sento il rumore di uno scooter, mi giro per vedere. E’ il giudice che “chiude la corsa”. Ancora una volta, mi ricordano che sono l’ultimo!! Questa pensiero mi accompagna per tutta la corsa in bici. Ovunque passo, vedo gli assistenti al percorso con la bandierina, che fanno segni con le mani al motorino. Conosco il linguaggio del corpo, ma chiunque si sarebbe accorto che stavano chiedendo: “ultimo vero?”. Ho conferma dei miei pensieri quando, al giro di boa, li vedo proprio mentre salgono sui motorini per lasciare la loro postazione. Insomma, dopo di me il vuoto!:-)
Più realizzo di essere l’ultimo e più penso che devo onorare la mia presenza lì e quindi nel ritorno spingo ancora di più, complice anche un falso piano leggermente in discesa.
Giungo all’arrivo e i giudici mi intimano di scendere dalla bici. io in trance totale quasi mene dimentico e pianto un’inchiodata degna di Valentino Rossi. Sgancio i pedali e mi avvio di nuovo in zona cambio. Poso la bici, mi tolgo le scarpe e il casco, mi infilo le scarpette e via di nuovo.
Sento di nuovo la voce di Marco. Stavolta lo vedo anche mentre mi scatta qualche foto. Mi viene in mente la sua voce quando, in ufficio, mi spiegava che la sensazione fisica di quando smonti dalla bici e inizi a correre è davvero sgradevole. Vero! sono d’accordo. I primi metri mi sento legato, impacciato e lento.
Corsa.
Parto piano, cerco di prendere il mio ritmo e di sciogliermi per bene. Al primo spugnaggio e ristoro sento la vita riprendersi il suo posto dentro di me. Proseguo al mio ritmo. Vedo davanti a me una persona andare a passo d’uomo e mi dico: “Prendilo Livio, arriva penultimo!” Accelero… lo prendo. Poi ne vedo un’altro in lontananza che mi sembra andare un po’ lento… prendo anche lui! Poi accelero un po’ e ne prendo un altro e poi un altro ancora… insomma la corsa non mi tradisce e recupero un po’ di posizioni. L’ultimo kilometro vado come un treno e mi becco mentre ripeto ad ogni passo un mantra: mi spiace, perdonami, grazie, ti amo. Era per il mio corpo. Sentivo che stava lottando per me. Io mentalmente lo costringevo a fare di più e lui mi stava sostenendo.
Sensazione straordinaria.
Dirittura d’arrivo, sento la gente che mi incita e io accelero e stranamente mi sento fresco e riposato. Sensazione che perdo l’istante dopo aver oltrepassato il traguardo… ovviamente.
Mi sento stanco, stanco e soddisfatto. Vado al ristoro per bere e ci rimango per mezz’ora. Credo di aver bevuto bicchierini d’acqua e integratori salini per almento due litri. 
Più passa il tempo e più la stanchezza lascia il posto a quella tipica sensazione di benessere mista a soddisfazione che si prova dopo aver fatto un bell’allenamento e dopo aver portato a termine un impegno importante. Ci tengo a sottolineare che non si trattava di un Ironman… intendiamoci, era solo una Sprint, ma per me era la prima volta e valeva tanto quanto.
Bella esperienza. Da ripetere. Da migliorare. Mi soffermo a ripensare alla gara, alle emozioni contrastanti provate, alle mie reazioni emotive e psicologiche… e piacevolmente, quasi commosso… ritrovo me stesso!
Felice di essere te. Ciao Livio!
P.S. Ah, il mio obiettivo dichiarato era quello di stare sotto l’ora e mezza di gara.
Tempo: 1:27:08. Missione compiuta!
Webinar: I Pilastri Fondamentali del Successo.
Ieri sera si è svolto il primo seminario on-line di Ekis e ho avuto l’onore di esserne il trainer.
Devo dire che ci sono state un po’ di difficoltà perchè in apertura abbiamo avuto seri problemi con la piattaforma che, nel momento di cominciare, ha bloccato l’ingresso dei partecipanti nella sala conferenze.
Ecco, potrei usare questo esempio per spiegarti come vanno gestiti gli stati d’animo nei momenti di difficoltà… Devo dire con grande orgoglio e senza modestia che siamo stati molto lucidi, veloci e “freddi” nel trovare velocemente una soluzione al problema e tutto ciò senza farci prendere dal panico!! Ora che ci penso a freddo mi rendo conto che, gestita diversamente, il problema poteva condurre ad una irrecuperabile debacle.
Ma ce l’abbiamo fatta e, come nei migliori film a lieto fine, il seminario si è svolto regolarmente ed è andato benissimo.
Mentre parlavo ho avuto dei flash mentali spettacolari. Pensavo al fatto che ero a casa mia, in maniche di camicia, shorts e infradito che conducevo un seminario di fronte a cinquanta persone che, a loro volta, si trovavano probabilmente nella stessa medesima situazione. Fantastico, non lo trovi geniale?
Voglio esplorare ulteriormente questa possibilità per erogare servizi formativi e di crescita personale, perchè sono convinto che possa offrire un valore aggiunto al mio lavoro.
Tu che ne pensi? Ti va di dirmi la tua?
Se eri presente al webinar lascia un commento sulla serata, e se ti va, dammi anche un tuo feedback. Lo accetto volentieri.
E ora… appuntamento a Padova sabato e domenica 25-26 giugno per l’ultima edizione tenuta da me personalmente di:
IMPARA DAI CAMPIONI
Il seminario in cui potrai modellare le strategie dei grandi campioni dello sport
per diventare campione della tua vita!
Il Coach della mente fa volare i calciatori.
Il Corriere della Sera mi ha intervistato insieme ad altri mental coach per indagare sulla nuova tendenza dei calciatori di avvalersi di un mental coach per allenare la mente e accrescere la propria forza interiore.
Leggi tutto l’articolo.
Coaching anche per gli avvocati… a proposito di etica e di persuasione.
Non ho mai nascosto il fatto che il mio cuore professionale batte per il Coaching Sportivo, anzi ne ho sempre fatto un mio cavallo di battaglia. Credo che la mia attuale popolarità/fama mediatica (se mai ce ne fosse una
nda) sia venuta attraverso tv, radio e giornali proprio per la mia esperienza come mental coach nello sport.
Tuttavia, non ho nemmeno nascosto il mio interesse ed impegno nel life coaching e nel business coaching. Personalmente credo che un bravo coach debba saper fare bene il suo lavoro a 360°, ancorchè scelga di specializzarsi e concentrarsi su un’area specifica.
Questo mio impegno su tutte e tre le aree mi ha sempre portato ad affrontare le sfide più disparate alle quali non mi sono mai sottratto. Ho reso il coaching virale ovunque mi sono trovato a lavorare, fin dall’inizio, perchè CREDO NEL COACHING.
Ora ad esempio sono impegnato nella diffusione e nell’applicazione del coaching in ambito forense. Coaching per avvocati, per aiutarli ad adeguare la propria figura professionale ai cambiamenti del mercato e più in generale dell’intera società.
Avevo già avuto modo di parlarti del progetto “Be a different Lawyer” in Romania in un mio vecchio post di gennaio. Bene il progetto sta sviluppandosi e ora è approdato anche in Italia.
Se sei un avvocato non perderti l’OPENING GRATUITO che si terrà a:
MILANO
il 29 MARZO
dalle 17 alle 20
presso l’Hotel PRINCIPE DI PIEMONTE
p.zza della Repubblica, 17
Durante la serata interverranno:
Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano – Avv. Paolo Giuggioli.
Le Fondatrici del progetto – Avv. Alina Serban e Avv. Andreea Serban, Avvocati dell’Ordine di Bucharest e di Milano.
I rinomati Trainer e Coach internazionali:
Roy Martina, Owen Fitzpatrick, Ciro Imparato, e… anche io.
ognuno con il proprio contributo nel programma “Be a Different Lawyer!”
Prenota il tuo posto… prima che sia tutto esaurito!
Impara dai Campioni. Genesi di un seminario destinato a rendere centinaia di persone, campioni nella propria vita, personale e professionale.
Quando pensai per la prima volta all’idea di realizzare un seminario nel quale mixare i tre ambiti del coaching (sport, life e business) mettendo l’esperienza di anni e anni di coaching sportivo al servizio del life coaching e del business coaching ho subito capito che sarebbe stato un progetto ambizioso e allo stesso tempo strepitoso. Il prodotto finale sarebbe stato un seminario unico nel suo genere, altamente motivante ma soprattutto pratico ed efficace.
La mia idea, nel concreto, era di prendere come modelli di eccellenza persone in grado di distinguersi a livello mondiale e studiarne le strategie di successo, per poi declinare tali strategie nella vita personale e professionale dei partecipanti attraverso esercizi di coaching preparati ad hoc per ogni sessione di lavoro.
Mi misi immediatamente al lavoro e dopo qualche giorno (e notte) di lavoro intenso ne uscì il programma che oggi si chiama IMPARA DAI CAMPIONI: 2 giorni di corso interamente dedicati al modellamento delle strategie di successo di grandi campioni dello sport.
Non stavo più nella pelle avevo una voglia di urlare al mondo che avevo appena creato uno dei programmi formativi di coaching più belli ed efficaci che in oltre vent’anni di esperienza ho avuto modo di conoscere. Proprio così non sto scherzando. Si tratta di un programma di altissima qualità.
A questo punto dovevo solo scegliere con quale format erogare il corso, a quale target di persone rivolgerlo e a quale prezzo. Dopo una lunga riunione in Ekis, abbiamo unanimamente deciso che sarebbe diventato il nostro corso di punta per promuovere la formazione al mondo e per farci conoscere al grande pubblico. Per questo motivo scegliemmo di organizzarlo in soli 2 giorni, nel week end e di offrirlo a un prezzo super promozionale affinchè nessuno, minimamente interessato all’argomento, potesse dire di no.
Organizzammo la primissima edizione del corso a Roma il 30 e 31 ottobre 2010, e si presentarono in sala quasi 200 persone. Il corso fu strepitoso e il feedback degli allievi oltrepassò qualsiasi rosea aspettativa da parte nostra. L’idea si confermò azzeccata sotto tutti i punti di vista. Impara dai Campioni avrebbe avuto una seconda edizione e poi una terza e poi… vedremo l’evoluzione in futuro.
Sabato e domenica 5-6 marzo, a Milano, ci sarà la seconda edizione del corso, prima assoluta in nord Italia. Non vedo l’ora di cominciare e di aiutare altre 200 persone a scoprire il campione che è dentro ognuno di loro.
Se vuoi più informazioni sul corso o su come iscriverti a un prezzo super promozionale clicca sul link qui sotto, verrai indirizzato alla lettera di presentazione del corso.
http://www.ekiscoaching.it/imparadaicampioni/
Roberto Benigni, altro che Anthony Robbins. Vorrei io essere un coach bravo come lui.
Ho appena visto la performance di Roberto Benigni su You Tube (non ho visto il festival in tv). Mi sono commosso e divertito. Fantastico. Ha voluto raccontare l’esegesi (analisi del testo) dell’inno di Mameli in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Lo ascoltavo rapito e attento e ciò che ha raccontato e come lo ha raccontato mi ha fatto sentire felice e orgoglioso di essere italiano. Mi ha fatto riflettere su argomenti che si conoscono e che spesso risultano stucchevoli e retorici, ma che lui è riuscito a trasmettere con un fervore, una passione e un coinvolgimento degni del miglior trainer e coach motivazionale al mondo. Lui è un’artista che tutto il mondo ci invidia, un comico, un regista, un attore e tanto altro ancora, ma non lo avevo mai visto sotto questa luce, quella di un coach motivazionale.
Devo dirti la verità, mi ha fatto sentire un principiante alle prime armi. Dopo 23 anni di esperienza in questo lavoro e centinaia e centinaia di corsi tenuti, con la convinzione di essere bravo nel saper trasmettere passione ed energia alle persone, mi sono immediatamente ridimensionato. Wow, che botta.
Ne parlavo proprio ieri alla tappa di Verona del Night Seminar Tour: mi ha dato un bel pugno allo stomaco, ma come spesso accade in questi casi, sono tremendamente felice di averlo ricevuto.
Livio, c’è molto da fare, molto da imparare, ed è arrivato il momento (questo già lo avevo capito) di ipegnarsi concretamente per la comunità, risvegliare le coscienze (anche la mia stessa) per fare qualcosa di davvero utile per tutti.
Altro che Robbins, io lui lo starei ad ascoltare all’infinito e so che mi alzerei alla fine con una voglia di fare inarrestabile.
Bisognerebbe rendere questo filmato un materiale didattico per le scuole. Sono convinto che renderebbe un servizio educativo straordinario e utile per costruire una comunità futura consapevole e dignitosa. Ci vorrebbero mille coach bravi così come lui, disposti ad andare nelle scuole a educare l’orgoglio italiano.
Alcuni passaggi significativi:
“I politici del Risorgimento davano reale contributo al popolo e alla comunità; ne uscivano più poveri economicamente ma consapevoli di aver dato tanto… se penso ai politici di oggi mi monta su uno sdegno incredibile.
“Se la felicità si dimentica di voi, voi non dimenticatevi di lei, mai!”
Mah, al diavolo… ti metto direttamente il video da vedere… non perderteli guardali tutti e tre, ne vale la pena.
Kaizen, coaching e voglia di imparare.
Quest’anno ho in programma di frequentare diversi corsi di aggiornamento. Dopo tanti anni (più di 20) in questo settore non ho ancora perso la curiosità e il desiderio di apprendere cose nuove e di mettermi costantemente in gioco e ho motivo di pensare che non mi passerà mai. Quanto sentii per la prima volta il termine Kaizen, non sapevo certo quale impatto avrebbe avuto nella mia vita. Sono felice di esserne stato contagiato.
La cosa molto curiosa, che mi piace da morire, è che l’idea di andare a seguire questi corsi mi galvanizza, mi eccita, mi dà una carica interiore pazzesca. Mi piace pensare che anche chi si iscrive ai miei seminari provi le stesse cose. Non so se sia così, ma è’ bello pensare di generare questo effetto sulle persone.
Ricordo nel 1990, a Gorizia. Al tempo ero istruttore dei corsi di Memoria e di lettura veloce e la maggiorparte degli allievi erano giovani studenti alla ricerca di strategie per “imparare ad imparare”. Quel weekend, all’inizio del corso, si presentò una signora leggermente “fuori target”: aveva 74 anni.
Ricordo anche il suo nome, si chiamava Elvira Orr ed era un’ex insegnante. Quando si presentò davanti a tutti gli allievi del corso, disse di essere profondamente attratta dall’idea di poter imparare delle strategie per studiare meglio. La entusiasmava l’idea di imparare delle cose nuove. Curioso no? Io facevo una fatica incredibile per convincere gli studenti a investire tempo e denaro per fare il corso e lì c’era una ex insegnante di oltre 70 anni più motivata che mai ad imparare!
Diede a tutti una bella lezione di umiltà e saggezza. Per i ragazzi che erano al corso fu un’opportunità straordinaria. Ricordo che alla fine del corso partecipò al saggio finale facendo un esercizio mnemonico di altissimo livello.
Io avevo 24 anni e ricordo come fosse ieri, commentando con i miei collaboratori, che dissi: “vorrei arrivarci anche io alla sua età con la sua stessa voglia di imparare.”
Ora ho “solo 45 anni” e devo ammettere che quella voglia la sento alla grande.
Mi passerà mai?
Serata Tony Robbins
Domani sera a Cesena sarò ospite in una serata di formazione molto speciale, dedicata a Tony Robbins e al suo corso UPW (Unleash The Power Within).
L’incontro si terrà presso il teatro Verdi e si aprirà con un aperitivo di benvenuto.
Per quanto mi riguarda, il mio intervento, che verterà sulle decisioni, sarà il racconto di una mia esperienza personale.
Ci sarai?
Ecco il link da cui puoi prendere tutte le info in merito.
Continua il Night Seminar Tour
Il road show del Night Seminar Tour continua. Dopo i primi 4 appuntamenti di Torino, Milano, Verona e Roma, a grande richiesta (è proprio il caso di dirlo) abbiamo pianificato altre tre tappe prima dell’estate.
Reggio Emilia, Firenze e Riccione.
Reggio Emilia perchè è la città in cui ha sede Ekis e ci sembrava scortese non rispondere alle richieste dei concittadini interessati allo sviluppo personale;
Firenze perchè abbiamo molte persone che ci seguono dalla Toscana, dove sono anni che non organizziamo eventi formativi;
Riccione perchè addirittura abbiamo una persona che si è proposta di organizzarlo lei in prima persona per tutta una serie di amici che sarebbero interessati all’argomento della leadership personale.
Ecco le date:
Reggio Emilia giovedì 20 maggio
Firenze giovedì 10 giugno
Riccione giovedì 17 giugno
Come sempre, dalle 19 alle 20 c’è ‘aperitivo di benvenuto, poi dalle 20 alle 23 c’è il seminario sulla Leadership Personale.
Ti aspetto
http://www.liviosgarbi.com/nightseminar/




















