Presentazione del libro ISTRUZIONI PER VINCERE a Torino.
Mercoledì 11 aprile 2012, presso la libreria Feltrinelli in stazione Porta Nuova, presenterò la nuova edizione del libro Istruzioni per Vincere edito da Gribaudo.
Credimi se ti dico che presentare il libro nella mia città di origine mi emoziona molto. Devi sapere che agli inizi della mia carriera professionale (’88-’89) sognavo un giorno di diventare un bravo conferenziere. Sognavo di girare l’Italia tenendo seminari e corsi e presentando libri da me scritti. Un’immagine che avevo preso leggendo i fantastici libri di Og Mandino. Il suo esempio mi motivò molto. Da allora sono passati oltre vent’anni e sono orgoglioso di poter dire che questo obbiettivo sono riuscito a centrarlo piuttosto bene. Oggi devo addirittura fare selezione dele richieste che mi sottopongono da tante che sono, ma presentare il libro a Torino non ha prezzo!
L’idea di venire a Torino e magari di avere tra il pubblico anche persone che mi conoscevano da ragazzo mi emoziona profondamente. Attendo quindi con eccitazione che arrivi mercoledì. Dalle 18 alle 19,30 ho pensato di presentare il libro con un workshop su come allenare la propria mente per vincere nella vita.
Ah, inutile dirlo, se sei di Torino mi aspetto di incontrarti
Wow, che emozione. A gennaio esce la nuova edizione del mio primo libro: Istruzioni per Vincere.
Oggi mi è arrivata la versione definitiva della copertina della nuovissima edizione del libro Istruzioni per Vincere.
E’ già in stampa ed uscirà nelle librerie a gennaio.
A distanza di 9 anni dall’uscita della primissima edizione (2003) torna nelle librerie una nuova e aggiornata versione del mio primo libro. Un capitolo nuovo, paragrafi aggiunti, esempi attualizzati… ed ovviamente un contributo web per rendere il libro il più interattivo possibile. Ah, è anche cambiato l’editore. Questa nuova edizione è stata curata da Gribaudo.
Ricordo come se fosse ieri il giorno della presentazione del libro. A Milano all’hotel Principe di Savoia. Ero da pochi giorni diventato papà di una splendida bimba (Alice) e quel pomeriggio era venuta a Milano anche lei. D’altronde non poteva perdersi un appuntamento così importante…
Devo dire che da allora di acqua sotto ai ponti ne è passata parecchia e il libro ha avuto una decina di ristampe, una riedizione con nuova copertina per un totale di qualche decina di migliaia di copie vendute. Sono felice di come si sia evoluto il progetto negli anni, e sono felice di questa nuova rampa di lancio.
Oltre a voler condividere con te questo momento di personale soddisfazione e gioia, volevo anche cogliere l’occasione per ringraziarti. Si, si, proprio a te. Che ti conosca personalmente o no, voglio ringraziarti per il solo fatto che mi stai leggendo in questo preciso istante. E’ per persone come te che hanno manifestato curiosità e interesse per il mio lavoro, che ho deciso di scrivere questo libro dieci anni fa; ed è sempre per persone come te che ho deciso di riproporlo in questa nuova versione. Quindi, ti prego di accettare i miei ringraziamenti.
In attesa di avere il “pupetto” in carta e rilegatura tra le mani, ecco la grafica della nuova copertina:
Paolo Bacchini qualificato per le prossime Olimpiadi a Vancouver
Questo Natale, tra i tanti regali che ho ricevuto, ce n’è uno che vorrei condividere con te.
Qualche mese fa, ho ricevuto una telefonata.
Mi chiamava un ragazzo, chiedendomi di fare coaching mentale per riuscire a realizzare il proprio obiettivo: qualificarsi per le prossime Olimpiadi.
Si tratta di un pattinatore su ghiaccio, Paolo Bacchini, un giovane di talento che ha dedicato gran parte della propria vita ad allenarsi e a prepararsi per eccellere nella propria disciplina.
Ci incontrammo per capire se e come avrei potuto aiutarlo, e in quella occasione mi disse che, dopo aver curato la preparazione tecnica e atletica ad altissimo livello, si sentiva pronto ad affrontare un allenamento mentale di stesso livello, comprendendone l’importanza. Cominciò leggendo il libro “Istruzioni per Vincere“, dopodichè volle conoscermi personalmente per chiedermi di lavorare con lui.
Paolo mi diede subito l’idea di essere davvero impegnato in quel che faceva. D’altronde il suo sport implica dedizione, disciplina e abnegazione tali da dover sostenere ritmi di allenamenti e performance decisamente fuori dall’ordinario, e questo significa che chi lo pratica ad alti livelli è abituato ad attenersi alle regole con estrema scrupolosità. Sapevo che avrebbe applicato alla lettera tutte le cose che gli avrei suggerito di fare, e così accadde.
Tutto ciò per arrivare a dire che qualche giorno fa ho ricevuto una sua telefonata nella quale mi raccontava gli esiti dei campionati Italiani assoluti:
<<Livio, ho confermato il titolo di vicecampione italiano, con un punteggio record personale di 200,45. Questo mi vale la qualifica per le Olimpiadi.>>
Ovviamente il mio contributo è stata una piccola goccia rispetto al mare di impegno che Paolo ha profuso ogni sacrosanto giorno per questo risultato, ma credo anche che quella goccia lo abbia aiutato molto.
Ora inizia la sfida più importante: le Olimpiadi invernali di Vancouver.
Per avere un’idea di ciò che Paolo è in grado di fare, eccoti un suo video.
Coaching: L’importanza di saper cadere… nello sport come nella vita.
Ieri sera sono andato a Modena a vedere un incontro di pugilato di Clemente Russo (medaglia d’argento alle ultime Olimpiadi). Alla fine dell’incontro mi sono intrattenuto con Clemente, Laura (sua moglie), Pino Maddaloni (suo cognato e fratello di Laura) e Massimiliano (un amico di tutti e tre) chiacchierando proprio di coaching mentale.
Hanno letto il mio libro “Istruzioni per Vincere” e, con mia grande soddisfazione e orgoglio, lo hanno trovato particolarmente utile al fine delle loro prestazioni sportive.
Non ti nascondo che ho provato grande piacere a discorrere con loro soprattutto per l’apertura mentale che hanno manifestato circa l’allenamento mentale e poi perchè ho avuto l’ennesima conferma di come il successo non avvenga a caso ma sia una manifestazione di ciò che noi siamo.
Ma, a parte questo sipario molto piacevole, ho deciso di postare questo articolo perchè parlando con loro mi è venuta in mente una riflessione molto stimolante.
Pino mi spiegava come lo judo abbia rappresentato per lui una scuola di vita incredibile, e questa cosa mi ha fatto emergere un ricordo della mia prima adolescenza.
Ho praticato judo da ragazzino per due-tre anni. Ricordo perfettamente le prime lezioni in cui il mio maestro mi insegnò a cadere. Passai ore intere a cadere: di lato, in avanti e all’indietro. Mi diceva di sbattere le mani con forza durante la caduta così da scaricare energia a terra. Lì per lì non credo di aver capito tutte le sfumature di quell’allenamento ma oggi…. ho gli strumenti per farlo.
Di fatto mi stava insegnando a far bene la cosa che, evidentemente più di qualsiasi altra, avrei sicuramente sperimentato praticando quello sport: cadere!
Nello sport dove l’obiettivo è proiettare al suolo l’avversario, mi stava allenando all’eventualità di venir proiettato a terra a mia volta. Imparare a cadere per non farsi male, visto che accadrà molte volte.
Certo. E’ esattamente ciò che accade nella vita.
Ci sarà sempre qualcosa o qualcuno che ci butterà a terra, e il nostro compito, se non vorremo rimanere sconfitti, sarà quello di rialzarci. Capisci però che se sai come cadere sarà più facile anche rialzarti?
Cadere è parte del gioco, è parte della vita ed è intelligente imparare a farlo nella maniera più efficace e funzionale possibile.
Ragionavo anche sul fatto fisico di per sè. Nonostante io abbia sempre praticato molti sport e sia caduto tantissime volte, non mi sono mai fatto male e ho motivo di credere che la ragione principale sia che per me è istintivo, una volta realizzato che sto cadendo, farlo in maniera “furba”.
Grazie judo… grazie Pino.



















