Una Pasqua strana
Solo poche righe per condividere una sensazione che credo sia piuttosto diffusa.
Mi sento felice e sereno perchè fortunatamente la mia vita sta proseguendo piuttosto bene, ma sento dentro una sensazione di… non la so descrivere.
Non uso guardare la tv e leggo saltuariamente i giornali. Le informazioni le prendo da Internet e qiundi vado a cercare quello che più desidero e non quello che mi propinano. Questo per dire che non mi sto sottoponendo al bombardamento mediatico che, in questi giorni, è evidentemente dedicato al terremoto in Abruzzo.
Un classico esempio di doppio legame.
Guardare quelle immagini e pensare costantemente alla sofferenza di quelle persone mi fa soffrire moltissimo e quindi lo evito; ma evitandolo mi sento… in colpa.
Dall’altra parte, se guardo le immagini, e quindi “non dimentico”, elimino il senso di colpa, ma per contro, sto da cane.
Ti chiederai: “con tutte le tecniche che conosci… non puoi saltarci fuori?”
Sì certo, c’è sempre una via d’uscita per stare bene. Ma sai che c’è? che non ho voglia di cercarla a tutti i costi. Pago anche io il mio “piccolo” prezzo per essere un privilegiato che passa la Pasqua… a casa propria!
Comunque sia, ti auguro una buona Pasqua.
COACHING CHAT: L’Arte di Rendersi Felici
Giovedì 19 marzo
alle ore 21
ci sarà la prossima sessione di Coaching Chat
“L’Arte di Rendersi Felici”
Se ti interessa capire come renderti felice ora, subito, senza aspettare che accada nulla di speciale, non perderti questo appuntamento.
Partecipare alla Coaching Chat è facile e GRATUITO.
Non devi fare altro che prenotare il tuo posto nella sala conferenze virtuale mettendo i tuoi dati nel form che trovi più in basso e seguire le istruzioni. Tutto qui!
Prenotandoti per la diretta avrai la possibilità di seguire la Coaching Chat in diretta – giovedì 19 alle ore 21 – oppure la possibilità di scaricarne la registrazione anticipatamente rispetto gli altri.
Metti il tuo nome (non serve il cognome) e la tua email per prenotare il tuo posto nella sala conferenze virtuale.
Se vuoi rivolgermi delle domande sul tema a cui risponderò nella Coaching Chat, rivolgimele tranquillamente scrivendo a questo indirizzo e mail:
liviocoach@gmail.com
Ci vediamo in sala conferenze.
Ciao
L’Arte della Felicità
Una volta ad un corso mi è stato detto: << l’infelicità è determinata dalla differenza tra ciò che sei e ciò che vorresti essere, tra ciò che hai e ciò che vorresti avere>>.
Di conseguenza, colmare il gap significa rendersi felici.
Lavorare e darsi da fare per realizzare le proprie aspirzioni è quindi un’attività che oltre ad aiutare a raggiungere gli obiettivi può aiutare a rendersi felici.
Questo atteggiamento ha fatto parte della mia vita per lunghi anni. Ho sempre cercato di desiderare obiettivi e risultati ambiziosi, impegnandomi con tutto me stesso per realizzarli e, a prescindere dal risultato finale, il solo avvicinarmi al trasformare i desideri in realtà mi ha sempre reso molto felice.
Da un po’ di tempo a questa parte però, sento più mio un altro approccio alla felicità. Cercare di avere/essere ciò che desidero, sta lasciando il posto a…
…desiderare ciò che ho/sono.
Continuo a desiderare e a darmi da fare per realizzare i miei desideri, ma ciò che si prova nell’apprezzare e nel desiderare ciò che si ha e ciò che si è… mi rende davvero felice.
Un esempio banale: a volte lascio guidare la mia auto da un amico e mi metto al posto del passeggero. Guardare la mia auto dal punto di vista del non-proprietario me la fa vedere con gli occhi di chi non la possiede e mi chiedo: la vorresti Livio? La risposta è sì. In quel momento mi accorgo che sto desiderando qualcosa che ho, e mi da un’emozione di soddisfazione e felicità incredibile.
Ritengo la felicità, lo scopo ultimo della vita di ogni individuo, e sapersi rendere felice è un’arte nel vero senso della parola. Un’arte che va coltivata, nutrita e praticata quotidianamente.
Tra infelicità e insoddisfazione.
Oggi mentre ero in palestra ad allenarmi non sono riuscito a fare a meno di ascoltare una conversazione tra due persone vicine a me. Discutevano di come molte persone non si accontentino di ciò che sono e di ciò che hanno. Vogliono di più; sempre di più.
Ascoltando, ho iniziato a ragionare sullo stesso argomento cercando di comprendere “il Livio Pensiero” a riguardo.
Il mio stesso lavoro di coaching spesso si traduce nello insegnare alla gente ad apprezzare di più se stessi e ciò che la vita riserva loro quotidianamente. Più si è in grado di fare ciò e maggiore è il livello di felicità.
Sai cosa penso? penso che l’infelicità si misuri attraverso la differenza tra ciò che noi siamo e ciò che vorremmo essere; tra ciò che noi abbiamo e ciò che vorremmo avere. Tanto maggiore è il “gap” quanto più grande è il livello di insoddisfazione, e colmare il gap significa rendersi felici.
Lo penso davvero.
Tuttavia, penso che l’insoddisfazione faccia parte della natura umana e che sia assolutamente funzionale. Una buona dose di insoddisfazione nella vita ci vuole.
Ragionavo sul fatto che se così non fosse stato nella storia dell’umanità, oggi forse non potrei stare qui a scrivere sulla tastiera di un computer; se qualcuno un giorno non si fosse stufato della fioca luce di una candela oggi forse non esisterebbe l’illuminazione elettrica. La storia dell’umanità è stata scritta, nel bene e nel male, da persone che non erano soddisfatte della realtà che li circondava e hanno cercato di cambiarla.
L’insoddisfazione rende l’essere umano attento, curioso e ambizioso. Ci motiva a cercare nuove strade e a creare nuove realtà.
E’ cosa buona cercare la propria felicità, ma contestualmente bisogna accettare il fatto che l’insoddisfazione e l’infelicità, in giuste dosi, faranno sempre parte della nostra vita… fortunatamente!











