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Articoli taggati con ‘felicità’

10
gen

Le 10 Regole d’oro per coniugare Felicità e Successo nella propria vita

Felicità e Successo rappresentano due tra gli obiettivi più ambiti di sempre. Chi non vorrebbe essere felice? E chi non vorrebbe avere successo in qualche cosa?

Tuttavia sono due concetti che spesso fanno difficoltà a convivere, che vengono posti in antagonismo tra loro, come se dedicarsi alla propria felicità interiore distogliesse energie al successo e dedicarsi ad ottenere successo allontanasse dal concetto di felicità.

Eppure ci sono persone che riescono a lottare per il successo senza compromettere la propria vita personale e la propria felicità. Ottenere un successo chiamiamolo “sostenibile“.

Persone che ogni giorno si dedicano alla propria felicità senza con questo venire meno alle proprie ambizioni e aspirazioni di realizzazione.

Felicità e Successo sono due cose diverse, molto, ma non solo possono coesistere, possono addirittura alimentarsi reciprocamente, in maniera etica, ecologica e sostenibile in termini valoriali.

In questo ebook ho voluto raccogliere 10 spunti che reputo di altissimo valore per coniugare efficacemente Felicità e Successo, traendo ancora una volta spunto dal mondo dello sport.

Sono convinto che potrai trovare in essi importanti spunti di miglioramento e crescita sia personale che professionale.

Lascia qui i tuoi dati e scarica gratuitamente il file pdf dell’ebook “Le 10 Regole d’oro per coniugare Felicità e Successo nella propria vita“.

10
lug

Le 10 Regole d’oro per la Felicità e il Successo

Ti prego, astieniti dal giudizio per qualche istante.

Non mi sono fumato il cervello ne’ tantomeno mi sono montato la testa al punto da credere di avere in mano la formula per il successo e la felicità.

Non esistono formule e non esistono magìe. Tuttavia, il successo e la felicità lasciano le loro tracce, e avendo avuto il privilegio di lavorare con decine di migliaia di persone nella mia vita, ho anche avuto la possibilità di osservare innumerevoli “tracce di successo e felicità”.

In questo ebook, ho voluto riassumere 10 punti che spesso ho riscontrato essere comuni nelle storie di successo che ho avuto modo di indagare.

Sono convinto che potrai trovare in essi importanti spunti di miglioramento e crescita sia personale che professionale.

Lascia qui i tuoi dati e scarica gratuitamente il file pdf dell’ebook “Le 10 Regole d’oro per la Felicità e il Successo“.

12
feb

E’ morta Whitney Houston. Successo e felicità visti con gli occhi di un Mental Coach.

Quando ho letto la notizia della morte di Whitney Houston è come se avessi sentito un pezzetto di cuore staccarsi. Apprezzavo la cantante già dagli anni ’80 fin dal suo pezzo d’esordio “How will I know” ma il vero amore è scoccato nel 1992, anno in cui interpretò il film “The Bodyguard” a fianco di Kevin Costner.

Quel film la consacrò definitivamente una vera e propria DIVA. Dopo l’incredibile successo come cantante, ora aveva dimostrato di saper anche recitare. Un talento naturale con una voce straordinaria il cui destino sembrava riservare lei una vita fantastica.

Purtroppo però non andò esattamente così. Qualcosa andò storto ed è evidente che la sua vita non fu affatto felice.

Da fan non posso che piangere la sua scomparsa pensando che se n’è andato uno dei talenti canori più apprezzabili del nostro tempo.

Da mental coach invece, non posso non fare considerazioni diverse. Parliamo del successo e della felicità.

Nei miei corsi, spesso mi si chiede di affrontare questo tema. Per molte persone la felicità è fortemente legata al successo, della serie: “sarò veramente felice quando avrò realizzato il successo che desidero“. L’atteggiamento più diffuso è quello di legare la propria felicità al raggiungimento degli obiettivi, ma non c’è cosa più pericolosa e fuorviante (leggi l’articolo che scrissi sull’Arte della felicità).

Mi spiace dover usare come esempio questa triste notizia, ma ahimè è troppo significativa per lasciarmela sfuggire.

Giovane, bellissima, talentuosa, di successo, popolare, ricca… e Dio solo lo sa quante altre cose invidiabili potrei scrivere. Ognuno di questi potrebbe essere un ottimo motivo per essere felici, per godersi la vita e le bellezze che offre. Eppure non è andata così. E non parlatemi di “belli e dannati” perchè lei non era proprio una bella e dannata alla Amy Winehouse.

Il successo è affascinante e maledettamente seduttivo, e se non lo gestisci a modo, diventa un’arma a doppio taglio. Mi fa venire in mente “Il signore degli anelli”. Chi si impossessava dell’anello pensava di possederlo, ma appena lo indossava… era l’anello ad impossessarsi di lui. Il successo mi fa venire in mente più o meno la stessa cosa. E’ facile che prenda la mano e che ti catapulti “fuori dalla realtà” scollegandoti dalle cose che più contano e soprattutto scollegandoti da te stesso.

Quando perdi il contatto con te stesso iniziano i problemi.

L’alchool e le droghe diventano una costante in questi casi, accompagnati da depressione, ossessioni e da disturbi alimentari… Nel giro di poco tempo non ti riconosci più, e ti accorgi che la vita ti sta sfuggendo di mano.

Da mental coach non posso che segnalare a tutti un altro esempio che deve farci riflettere.

Per essere felici non dobbiamo aspettare niente di più rispetto ciò che abbiamo e ciò che siamo. La felicità è uno stato interiore che dipende da noi e che possiamo imparare ad allenare. Detto ciò, esorto tutti a porsi obiettivi, a sognare, a ricercare per se stessi e per i propri cari, il meglio possibile, ma senza dimenticare, nel frattempo, di essere felici.

Per ricordarci di Whitney, un passo nel passato… una voce incredibile.

26
set

Un compleanno davvero speciale.

Credo che ogni giorno della nostra vita meriti di essere celebrato. Mi viene in mente il cappellaio matto che festeggiava il “non compleanno” nella storia di Alice nel paese delle meraviglie.

Tuttavia ci sono momenti nella vita, giorni specifici, che per cultura e tradizione esigono una qualche forma di festeggiamento. Pochi giorni fa, esattamente il 24 settembre, cadeva il mio compleanno. Il mio 45° compleanno.

Le mie caselle di posta, il mio account Facebook, Twitter, Skype ecc. sono stati letteralmente inondati di messaggi. Credo di averne letti oltre il migliaio… incredibile.

So perfettamente che alcuni di questi erano di circostanza, non c’è niente di male, ma la maggiorparte avevano il profumo della genuinità e il trasporto di un sentimento sincero. Comunque sia, a prescindere da ciò, mi sono sentito “amato” e inondato di una bellissima energia positiva (il potere della suggestione…)  :-)

E’ bello sapere che ci sono persone, alcune  che conosci a mala pena, che pensano bene a e di te. Mi piace pensare che sia in qualche modo un effetto di ciò che ho fatto nella mia vita, e questo mi fa sentire molto bene.

Il “quadretto” è stato ovviamente arricchito da una festa “a sorpresa” da parte dei miei bimbi che durante la colazione mi hanno inscenato una pantomima fantastica per riuscire a distrarmi e farmi comparire magicamente sul tavolo  la torta e i regali.

Fantastico!

A volte la vita sa essere crudele e tragica, lo so.

Lo so che ci sono persone che soffrono e che sono chiamate ad affrontare situazioni terribili e non vorrei mancare loro di rispetto o risultare poco sensibile nel dire che amo la vita, e che la ringrazio per tutto ciò di straordinario che ha voluto riservarmi per questi primi 45 anni di vita. Vorrei avere la forza di continuare ad amarla sempre, anche nei momenti più duri.

Mi sento un privilegiato e vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno dimostrato il loro affetto in questo giorno speciale della mia vita.

Grazie.

11
apr

Una Pasqua strana

Solo poche righe per condividere una sensazione che credo sia piuttosto diffusa.

Mi sento felice e sereno perchè fortunatamente la mia vita sta proseguendo piuttosto bene, ma sento dentro una sensazione di… non la so descrivere.

Non uso guardare la tv e leggo saltuariamente i giornali. Le informazioni le prendo da Internet e qiundi vado a cercare quello che più desidero e non quello che mi propinano. Questo per dire che non mi sto sottoponendo al bombardamento mediatico che, in questi giorni, è evidentemente dedicato al terremoto in Abruzzo.

Un classico esempio di doppio legame.

Guardare quelle immagini e pensare costantemente alla sofferenza di quelle persone mi fa soffrire moltissimo e quindi lo evito; ma evitandolo mi sento… in colpa.

Dall’altra parte, se guardo le immagini, e quindi “non dimentico”, elimino il senso di colpa, ma per contro, sto da cane.

Ti chiederai: “con tutte le tecniche che conosci… non puoi saltarci fuori?”

Sì certo, c’è sempre una via d’uscita per stare bene. Ma sai che c’è? che non ho voglia di cercarla a tutti i costi. Pago anche io il mio “piccolo” prezzo per essere un privilegiato che passa la Pasqua… a casa propria!

Comunque sia, ti auguro una buona Pasqua.

22
mar

Protetto: Solo per gli utenti registrati alle Coaching Chat – Scarica la registrazione mp3 sull’Arte di Rendersi Felici

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9
mar

COACHING CHAT: L’Arte di Rendersi Felici

Giovedì 19 marzo

alle ore 21

ci sarà la prossima sessione di Coaching Chat

“L’Arte di Rendersi Felici”

Se ti interessa capire come renderti felice ora, subito, senza aspettare che accada nulla di speciale, non perderti questo appuntamento.

Partecipare alla Coaching Chat è facile e GRATUITO.

Non devi fare altro che prenotare il tuo posto nella sala conferenze virtuale mettendo i tuoi dati nel form che trovi più in basso e seguire le istruzioni. Tutto qui!

Prenotandoti per la diretta avrai la possibilità di seguire la Coaching Chat in diretta – giovedì 19 alle ore 21 – oppure la possibilità di scaricarne la registrazione anticipatamente rispetto gli altri.

Metti il tuo nome (non serve il cognome) e la tua email per prenotare il tuo posto nella sala conferenze virtuale.


Nome:
e-mail:


Se vuoi rivolgermi delle domande sul tema a cui risponderò nella Coaching Chat, rivolgimele tranquillamente scrivendo a questo indirizzo e mail:

liviocoach@gmail.com

Ci vediamo in sala conferenze.

Ciao

28
feb

L’Arte della Felicità

Una volta ad un corso mi è stato detto:

L’infelicità è determinata dalla differenza tra ciò che sei e ciò che vorresti essere, tra ciò che hai e ciò che vorresti avere.

Di conseguenza, colmare il gap significa rendersi felici.

Lavorare e darsi da fare per realizzare le proprie aspirzioni è quindi un’attività che oltre ad aiutare a raggiungere gli obiettivi può aiutare a rendersi felici.

Questo atteggiamento ha fatto parte della mia vita per lunghi anni. Ho sempre cercato di desiderare obiettivi e risultati ambiziosi, impegnandomi con tutto me stesso per realizzarli e, a prescindere dal risultato finale, il solo avvicinarmi al trasformare i desideri in realtà mi ha sempre reso molto felice.

Da un po’ di tempo a questa parte però, sento più mio un altro approccio alla felicità. Cercare di avere/essere ciò che desidero, sta lasciando il posto a…

desiderare ciò che ho/sono.

Livio Sgarbi presenta il libro del Dalai Lama L'Arte della FelicitàQuesto concetto l’ho appreso dalla lettura di un libro che ti suggerisco di leggere, si intitola proprio: “L’Arte della Felicità” scritto dal Dalai Lama e da Howard Cuttler.

Per il buddismo, il desiderio è importante, fondamentale. Senza il desiderio non potrebbe esserci la spinta all’evoluzione e al miglioramento sia personale che spirituale. Ma bisogna fare attenzione a non legare la felicità alla realizzazione del desiderio e degli obiettivi.

La felicità non viene dall’ottenimento di ciò che si desidera, ma dall’opposto: dal desiderare ciò che già si possiede.

Quando realizziamo un grande risultato, riusciamo a goderne giusto un po’, perchè subito dopo stiamo già pensando ad un nuovo obiettivo. Non è forse vero?

E non è forse vero anche che ci sono un sacco di persone ricche e possidenti assolutamente infelici? Questo dovrebbe farci quantomento stare all’erta e attenti a non cadere nella falsa credenza che la felicità dipende dal successo.

Per quanto mi riguarda, io continuo a desiderare e a darmi da fare per realizzare i miei desideri, perchè so che senza obiettivi si perdono gli stimoli al rinnovamento e all’evoluzione. Tuttavia mi sto abituando ad attingere felicità nell’apprezzare e nel desiderare ciò che possiedo e ciò che sono.

Un esempio banale: a volte lascio guidare la mia auto da un amico e mi metto al posto del passeggero. Guardare la mia auto dal punto di vista del non-proprietario me la fa vedere con gli occhi di chi non la possiede e mi chiedo: la vorresti Livio? La risposta è sì. In quel momento mi accorgo che sto desiderando qualcosa che ho, e mi da un’emozione di soddisfazione e felicità incredibile.

Ritengo la felicità, lo scopo ultimo della vita di ogni individuo, e sapersi rendere felice è un’arte nel vero senso della parola. Un’arte che va coltivata, nutrita e praticata quotidianamente.

29
set

Tra infelicità e insoddisfazione.

Oggi mentre ero in palestra ad allenarmi non sono riuscito a fare a meno di ascoltare una conversazione tra due persone vicine a me. Discutevano di come molte persone non si accontentino di ciò che sono e di ciò che hanno. Vogliono di più; sempre di più.

Ascoltando, ho iniziato a ragionare sullo stesso argomento cercando di comprendere “il Livio Pensiero” a riguardo.

Il mio stesso lavoro di coaching spesso si traduce nello insegnare alla gente ad apprezzare di più se stessi e ciò che la vita riserva loro quotidianamente. Più si è in grado di fare ciò e maggiore è il livello di felicità.

Sai cosa penso? penso che l’infelicità si misuri attraverso la differenza tra ciò che noi siamo e ciò che vorremmo essere; tra ciò che noi abbiamo e ciò che vorremmo avere. Tanto maggiore è il “gap” quanto più grande è il livello di insoddisfazione, e colmare il gap significa rendersi felici.

Lo penso davvero.

Tuttavia, penso che l’insoddisfazione faccia parte della natura umana e che sia assolutamente funzionale. Una buona dose di insoddisfazione nella vita ci vuole.

Ragionavo sul fatto che se così non fosse stato nella storia dell’umanità, oggi forse non potrei stare qui a scrivere sulla tastiera di un computer; se qualcuno un giorno non si fosse stufato della fioca luce di una candela oggi forse non esisterebbe l’illuminazione elettrica. La storia dell’umanità è stata scritta, nel bene e nel male, da persone che non erano soddisfatte della realtà che li circondava e hanno cercato di cambiarla.

L’insoddisfazione rende l’essere umano attento, curioso e ambizioso. Ci motiva a cercare nuove strade e a creare nuove realtà.

E’ cosa buona cercare la propria felicità, ma contestualmente bisogna accettare il fatto che l’insoddisfazione e l’infelicità, in giuste dosi, faranno sempre parte della nostra vita… fortunatamente!