C’era un francese, un inglese, uno spagnolo ed un italiano…
Come anticipato qualche post fa, la stagione è partita a mille.
Settembre è stracolmo di corsi a calendario e questo weekend siamo impegnati con un corso di teambuilding all’interno di un relais incantevole. Una tenuta immersa nelle colline del Chiantigiano.
Il corso è rivolto ai responsabili di tutta europa di un’azienda prestigiosa che lavora nell’ambito del lusso.
Allora, ci sono un francese, un inglese, uno spagnolo e un italiano… sembra una barzelletta e invece è la realtà. Ci sono persone da mezza europa e devo dire che questo rende il corso ancora più interessante.
Per chi come me è curioso ed interessato a studiare/conoscere il comportamento delle persone, avere a che fare con culture diverse è una vera e propria manna dal cielo. Culture differenti, back ground differenti, abitudini differenti ma pur sempre esseri umani. E’ fantastico vedere queste persone scambiarsi esperienze, comunicare tra loro, divertirsi ed emozionarsi insieme. Parlano lingue diverse ma dentro vivono le stesse emozioni e il lingiaggio delle emozioni è universale.
Come sempre mi porto a casa da questo corso qualcosa di valore che cercherò di mettere a frutto nella mia vita.
Un saluto ed un ringraziamento a tutto il gruppo ed ovviamente ai miei compagni di ventura, che in questo caso rispondono ai nomi di Alvaro, Roberto e Giuseppe
EKIS sulla vetta d’Europa
Pochi giorni fa, ho ricevuto una telefonata da una persona che, pur avendo incontrato poche volte, considero un amico. Ha frequentato alcuni corsi con me ed è un carissimo Amico di un mio carissimo Amico. Si chiama Simone e non è una persona comune; è uno di quei casi di persone di cui dici: “non so, ma ha qualcosa di speciale“.
Mi ha chiamato per dirmi che aveva appena scattato una fotografia in vetta al monte Bianco con il cappellino Ekis in testa. Ha voluto immortalare il momento ricordando anche l’esperienza fatta ai nostri corsi.
Ha impiegato meno di tre ore a salire e meno di tre ore a ridiscendere dalla cima. Da solo!
Lui lo ha chiamato un “buon allenamento“. Già, perchè Simone di solito ridiscende le cime con la tavola da snow lungo i canaloni – preferibilmente quelli mai discesi prima da nessuno.
Mi piacerebbe un giorno raccontare qualche avventura di Simone, e non solo quelle legate alle imprese estreme; in questi ultimi due anni ha dimostrato come da niente, partendo da zero, un ragazzo possa realizzare un proprio sogno.
Eccolo in cima al monte Bianco.














