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Articoli taggati con ‘corsi’

5
mar

Prima tappa del Night Seminar Tour effettuata. Torino ha aperto le danze.

Ho voluto che il Night Seminar Tour partisse da Torino per diversi motivi, tra cui il fatto che si tratta della mia città natale. Volevo partire dalle mie origine e per farlo davvero “alla grande” ho scelto come hotel lo stesso dove frequentai il mio primissimo corso di formazione in assoluto, quello che mi cambiò la vita: il corso di memoria. In quello stesso hotel, nel 1988 mossi i miei primi passi di fronte alla sala come oratore e ieri sera… è come se si fosse chiuso un cerchio.

Sono passati 22 anni da quel momento di cambiamento eppure, ieri sera mentre parlavo, mi sono reso conto che la passione per questo lavoro non è diminuita di mezza virgola, anzi, posso dire senza timore di smentita che è cresciuta ancor di più.

Me ne accorgo dagli sguardi di chi mi ascolta e ieri sera il feedback che ho ricevuto è stato splendido.

C’erano persone soprattutto di Torino e dintorni ma ho appreso con grande apprezzamento che c’era chi veniva dalla liguria e, nientepopodimeno, anche dalla Calabria.

Appuntamento con tutti è per il “next step”: il corso “Scopri il Potere che è in Te“, corso sulle Credenze e il Cambiamento in programma a Milano sabato 10 aprile.

Prossima tappa del Night Seminar: Verona, giovedì 11 marzo

26
feb

Scopri il Potere che è in Te!

Sono felice e orgoglioso di presentarti uno dei corsi che amo di più:

Scopri il Potere che è in Te!

Lo amo perchè mi diverto molto a farlo e poi perchè mi piace vedere la faccia dei partecipanti prima e dopo la camminata sui carboni ardenti. Motivazioni puramente egoistiche, come vedi.

Si tratta di un seminario molto speciale nel quale si lavora sulle credenze e sul cambiamento personale. Una vera opportunità per chi vuole mettersi in gioco e operare cambiamenti significativi dentro di sè, con l’obiettivo di migliorarsi come persone.

Se vuoi saperne di più, clicca qui.

4
mag

Excellence Coaching: vedo, sento, provo e so…

Che magnifica esperienza.

L’Excellence Coaching è un corso molto speciale. Lo è per i suoi contenuti, lo è per gli effetti che genera nelle persone che lo frequentano, lo è per le trasformazioni alle quali si assiste, lo è per le emozioni che si provano…

La questione è che è speciale anche per noi che teniamo il corso.

E’ praticamente impossibile per me non sentirmi coinvolto con i partecipanti, anzi ti dirò di più: anche se fosse possibile credo che non sceglierei mai di “restarne fuori”.

Questo per dire che per me è un privilegio nonchè un piacere, avere la possibilità di condurre l’Excellence Coaching due volte all’anno, conoscere nuove persone e condividere con loro un’esperienza così profonda. E’ come fare ogni volta una bella doccia di motivazione, entusiasmo, passione, gioia ecc…

Colgo l’occasione per salutare e ringraziare, ancora una volta, tutte le persone che si sono coinvolte e che hanno reso il corso un’esperienza fantastica.

Grazie al mio oramai storico e inseparabile “compare” Fish;

Grazie ai coach, agli assistenti, agli x-Man (magliette blu) per il concreto e prezioso aiuto “sul campo”;

Grazie ai ragazzi dell’ufficio per l’organizzazione impeccabile;

Grazie a tutti gli splendidi corsisti per l’impagabile contributo umano.

PS. Se eri anche tu uno dei corsisti… allora beccati questa serie di parole chiave…. so che le apprezzerai ;-)

“cibou”

“ti-mo-ne…ti-mo-ne!”

“uè Livio… guarda come mi hanno conciato… sembro un barbone… mi hanno anche tolto le stanghette del colletto della camicia!!!!”

“8,07″

“coprimi di soldiiiiiii”

“…si vedon solo con… lo scorrimento lento…”

“vedo, sento, provo e so…”

…. ne vuoi aggiungere qualcuno anche tu???? lascia un commento!

30
nov

Excellence Coaching alle battute finali

L’Excellence Coaching sta finendo. Siamo alle battute finali.

Sul Palco c’è Fish che ha ricapitolato alcuni punti fondamentali del corso e ora sta spiegando come creare un ambiente ideale per proseguire la propria crescita personale.

Questa edizione dell’Excellence è stata STRE PI TO SA!

Davvero, non lo dico per così dire. La profondità e lo spessore degli interventi dei corsisti ha reso il corso molto speciale. Colgo l’occasione per salutare e ringraziare tutti gli allievi per aver deciso di condividere con noi questa magnifica esperienza.

Ad ogni corso rinforzo la convinzione che tutte le persone possono decidere di prendere in mano le redini della propria vita.

Che grande privilegio. Sono grato.

20
ott

Fai ciò che ami, oppure impara ad amare ciò che fai.

Fare di ciò che ami di più il tuo lavoro, è forse una delle miglior strade che conducono al successo. Non ti pesa lavorare, e non guardi l’ora ogni giorno in attesa del fine settimana.

Ricordi il film “Flash Dance?“. La canzone principale che fece da colonna sonora del film – What a feeling – diceva: “…find your passion, and make it happen”, ossia trova la tua passione, e realizzala.

Se c’è qualcosa che ami profondamente, chiediti: come posso farne anche il mio lavoro? come posso monetizzare questa mia grande passione? in che modo posso proporla al mercato e farmi pagare?

Queste semplici domande potrebbero portarti a delle risposte in grado di realizzare i tuoi sogni più profondi.

La realtà della vita ci dice però che non sempre è possibile lavorare facendo ciò che si ama di più, anzi, è più diffuso il contrario. La maggior parte della gente non fa ciò che ama, ma lavora negli ambiti più disparati e spesso lontani da ciò che li appassiona.

In questi casi, per chi comunque è interessato al successo, diventa importante imparare ad amare ciò che si sta facendo, altrimento si rischia di “lavorare a cottimo”. Essere in perenne attesa dell’orario di chiusura e del 27 del mese – giorno di paga. Intendiamoci, non c’è niente di male in ciò. Un lavoro e una lavoratore, sono da rispettare anche quando non amano ciò che fanno purchè si impegnino in maniera professionale.

La questione è che “lavorando a cottimo” – passami il termine – è davvero improbabile ottenere successo. Imparare ad amare ciò che fai, ti aiuterà a dare un senso al tuo impegno quotidiano; ti aiuterà a rinforzare la tua autostima e il tuo orgoglio personale.

Fare ciò che si ama o amare ciò che si fa, portano esattamente nella stessa direzione.

Io ad esempio non saprei dirti se ho fatto ciò che amavo o se ho imparato ad amare ciò che facevo. Fino ai 22 anni non sapevo nemmeno cosa fosse un corso di formazione. L’ho imparato facendoli. Poco alla volta, imparando a stare davanti alla sala, ho capito che poteva diventare il mio lavoro, e poco alla volta me ne sono innamorato.

Sta di fatto che oggi sto facendo ciò che amo e sai da cosa me ne accorgo? Non mi pesa, anzi. A pensarci, farei ciò che faccio anche senza corresponsione economica, semlicemente perchè mi gratifica farlo, e mi gratificano i risultati.

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Questo week end, sono stato al Ciocco – in Garfagnana – con gli altri ragazzi di Ekis, per tenere un corso. Beh, abbiamo tirato con l’arco, fatto orienteering nel bosco, corso sui quad, pilotato dei fuoristrada 4×4, fatto un safari con fucili soft air, costruito carri e, dulsis in fundo, abbiamo assistito ad uno spettacolo di un comico di Zelig. Ci siamo divertiti tutti come dei matti e abbiamo fatto divertire più di 200 persone.

Ringrazio ogni giorno per la straordinaria opportunità di fare questo lavoro e di poterlo fare con le persone a me più care.

P.S. saluto tutte le persone che hanno condiviso con noi questo fine settimana: grazie per il coinvolgimento e l’affetto che ci avete dimostrato. A presto.

14
ago

EKIS sulla vetta d’Europa

Pochi giorni fa, ho ricevuto una telefonata da una persona che, pur avendo incontrato poche volte, considero un amico. Ha frequentato alcuni corsi con me ed è un carissimo Amico di un mio carissimo Amico. Si chiama Simone e non è una persona comune; è uno di quei casi di persone di cui dici: “non so, ma ha qualcosa di speciale“.

Mi ha chiamato per dirmi che aveva appena scattato una fotografia in vetta al monte Bianco con il cappellino Ekis in testa. Ha voluto immortalare il momento ricordando anche l’esperienza fatta ai nostri corsi.

Ekis sul monte Bianco

Ha impiegato meno di tre ore a salire e meno di tre ore a ridiscendere dalla cima. Da solo!

Lui lo ha chiamato un “buon allenamento“. Già, perchè Simone di solito ridiscende le cime con la tavola da snow lungo i canaloni – preferibilmente quelli mai discesi prima da nessuno.

Mi piacerebbe un giorno raccontare qualche avventura di Simone, e non solo quelle legate alle imprese estreme; in questi ultimi due anni ha dimostrato come da niente, partendo da zero, un ragazzo possa realizzare un proprio sogno.

Eccolo in cima al monte Bianco.

In cima al monte Bianco

6
ago

Emozioni o Sentimenti?

Ultimamente mi è capitato di parlare, all’inerno di miei corsi, dell’Intelligenza Emotiva, ossia della capacità di riuscire a riconoscere, vivere e gestire le proprie emozioni.

La maggior parte di noi non ha ricevuto educazione in merito e si comporta in relazione a ciò che ha imparato “sulla propria pelle” da puro autodidatta. Ci è stato insegnato a scrivere, a fare i calcoli, a misurare e a progettare, ma in nessuna scuola viene insegnato a vivere le emozioni, a riconoscerle e distinguerle nelle loro svariate sfumature; a verbalizzarle quando è il caso nei modi e nelle situazioni opportune; a modificarle qualora non siano funzionali al momento o agli obiettivi.

Per questo motivo si vedono persone adulte, affermate e colte comportarsi, a volte, esattamente come dei bimbi di dieci anni. Chi si arrabbia per niente e mette su il muso; chi non riesce a dire di no e si invischia sempre in cose più grandi di lui/lei; chi procrastina e rimanda sistematicamente le cose lasciando che queste si accumulino; chi non si osa a dire ciò che realmente pensa per paura del giudizio altrui.

Riuscire a sviluppare l’abiità di distinguere le Emozioni dai Sentimenti, ad esempio, basterebbe già a rendere una persona molto più libera e felice. Una questione puramente semantica? No, non credere.

Chiamale come vuoi, ma ci sono stati d’animo chimicamente e oggettivamente riscontrabili in un individuo (emozioni) e ci sono insiemi di emozioni che, nel tempo, creano una storia emotiva, profonda e intima (sentimenti). Si vive degli uni e degli altri ma se non si distinguono bene il rischio è di lasciarsi guidare troppo dalle emozioni del momento, dimenticando cosa ci lega davvero alle persone vicino a noi.