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Articoli taggati con ‘Coaching’

17
lug

Vita da coach: uno dei privilegi di un bravo mental coach.

Siamo in piena estate e oggi, finalmente, parto anch’io per le vacanze.

MI sposto con la family verso le belle acque toscane in maremma, a rinfrescare un po’ le idee.

Prima di partire però, ho pensato di pubblicare questo breve filmato che ho registrato proprio ieri presso il circuito privato della Ferrari a Fiorano (MO) mentre Fernando Alonso stava girando in pista.

Uno dei vantaggi/privilegi dell’essere un mental coach è che hai la possibilità di frequentare ambienti difficilmente accessibili dalla moltitudine delle persone, ma di grande interesse – soprattutto se ti occupi di sport.

Spero che possa esserti in qualche modo di ispirazione.

Non so bene se il posto in cui risiederò avrà copertura sufficiente per continuare a postare sul blog, in caso affermativo, continuerò a scrivere con la gratificante illusione che tu abbia piacere a leggermi anche in piena estate.

Anyway, ti auguro una buona estate, ovunque tu vada e qualsiasi cosa tu faccia.

Ti auguro tutto il meglio.

23
giu

Raggiungere il successo è difficile ma confermarlo lo è ancora di più!

Molto spesso ho sentito dire dai grandi campioni che la parte difficile non è raggiungere il successo, ma il confermarlo, e questo accade non solo nello sport ovviamente.
Chi lotta per arrivare in alto, si presuppone che parta dal basso e di conseguenza ha poco da perdere e tutto da guadagnare. Chi invece si trova in una posizione di rilievo e deve confermare il proprio status ha a che fare con il peso delle aspettative e, viceversa, ha sempre più cose da perdere che da gudagnare.
Dal punto di vista del coaching mentale, posso dire che si tratta di due lavori differenti: uno per affermarsi, e l’altro per confermarsi. Le motivazioni e gli stimoli possono cambiare.

Comunque sia è sempre meglio prepararsi in anticipo. Intendo dire che mentre mi preparo mentalmente a realizzare l’obiettivo, dedico tempo e risorse anche a prepararmi a gestire l’obiettivo una volta raggiunto; o meglio a gestire me stesso una volta raggiunto l’obiettivo. Questo significa prevedere tutti gli aspetti – positivi e negativi – che fanno parte della nuova situazione che si viene a creare una volta raggiunto l’obiettivo.
Non fare ciò sarebbe come insegnare ad una persona a raggiungere la vetta di una montagna senza spiegarle poi come fare a discenderla.
Quando lavoro con qualcuno con l’obiettivo di raggiungere un grande obiettivo, faccio sempre riflettere sulle conseguenze (chiamiamole negative) dovute al raggiungimento dell’obiettivo. Già, proprio così! Può sembrare strano ma ha senso anche prepararsi alle ripercussioni negative del successo.
Di solito tra queste ripercussioni, ci sono l’appagamento, il cambio di motivazioni, la responsabilità, le aspettative e, soprattutto, l’interruzione di modulo.
Il recente esempio della Schiavone che dopo la strepitosa vittoria di Parigi ha raccolto solo sconfitte tanto inattese quanto il suo successo francese, dimostra con chiarezza che confermare di essere “una numero uno” è davvero difficile. In pochi riescono a farlo e non è solo una questione di talento – in questo caso tennistico.

15
giu

Coaching: l’arte della ristrutturazione

Stamattina, alle 8,19 ho ricevuto una email. La apro, la leggo e sorrido.

Sorrido per la gioia di sapere che un’allieva del corso Excellence Coaching è praticamente rinata da dopo il corso; e sorrido per la straordinaria ristrutturazione mentale che lei stessa ha fatto di vari episodi negativi del suo passato.

Per motivi di riservatezza uso un nome fittizio (Anna).

Anna, ha sempre considerato una parte del suo passato come “merda“. Esperienze da dimenticare, da non averle volute vivere; esperienze in grado di contaminare tutto il resto.

Beh questa mattina – incredibile ma vero alle ore 8,07 – ha avuto un flash e ha deciso che ciò che ha sempre considerato “merda” da oggi diventerà “concime“! Fertilizzante naturale per rendere vitale il proprio giardino della vita.

Ma non è straordinario?

Grazie “Anna” perchè mi hai dato uno spunto, una metafora che da ora in avanti userò sistematicamente nei miei corsi e nelle coaching.

D’altronde chi non ha nel proprio passato, delle esperienze negative e dolorose?

E se invece di considerarle “merda” le considerassimo concime? Detta come va detta, la merda produce frumento, verdure, frutta… produce vita. Forse non è elegante da dire, ma è pur sempre la verità!

12
mag

Coaching: La vita sale in cattedra.

Rispondo attraverso un post alla domanda di Giovanna rivolta nel commento n°9 del post precedente a questo.

La sua domanda:

C’è una via di mezzo tra l’essere “babbi ” e l’essere persone che diffidano del prossimo? E’ “patologico” voler a tutti costi trovare il lato buono in ogni persona e sperare di ”farlo venire fuori ” nelle persone che ti si presentano invece come persone non proprio positive?

La risposta è decisamente sì. Non devi nè sentirti sciocca (o “babba” come scrivi tu) nè sentirti diffidente. Credo che l’atteggiamento migliore sia il continuare a pensare alle persone con fiducia, attuando dei comportamenti accorti in funzione delle lezioni che la vita ti ha dato in precedenza. L’esperienza mi dice che molte persone fanno esattamente l’opposto. Sono diffidenti delle persone ma poi si comportano ripetendo gli stessi schemi di sempre.

La diffidenza attira coloro che se ne vogliono approfittare, e i comportamenti inappropriati permettono loro di averla vinta (una vittoria di Pirro, ma questo è un altro argomento ancora).

Spesso quelli che noi chiamiamo problemi sono delle vere e proprie lezioni che la vita ci sta dando. Intendo il termine “lezioni” non come punizioni, bensì come messaggi educativi, classi di vita. Fino a quando non rimaniamo promossi dimostrando di aver appreso la lezione, continuerà a proporci sempre gli stessi problemi. Per passare ad una classe superiore, devo cambiare i miei atteggiamenti e comportamenti in funzione di ciò che ho appreso.

Giovanna, abbi fiducia nel prossimo. Abbassa la guardia altrimenti attirerai chi vuole “fare a pugni”. Tuttavia, nel contempo, devi sapere che probabilmente qualcuno che vorrà farlo comunque lo potrai incontrare, ed è proprio qui che cambiano i tuoi comportamenti. Allontana da te coloro che ti dimostrano quel tipo di atteggiamento, e fallo con determinazione e amore nei confronti di te stessa.

8
mag

Niente da fare, la vita ci fa da specchio.

Spesso ci lamentiamo del fatto che le cose non ci vanno come vogliamo.

Nel lavoro, nell’amore, in famiglia, nello sport, ecc.

Guardiamo la nostra vita come se fosse qualcosa di staccato da noi senza tenere conto che lei non fa altro che rispecchiare i nostri stessi pensieri, le nostre credenze e le nostre emozioni. E’ come se fosse un coach personale che ti dice esattamente ciò che pensa di te in maniera veritiera e disinteressata.

Osservando con attenzione ciò che ti accade nella vita, puoi analizzare con precisione ciò che sei. Invece di inveire e di prendertela con il mondo, qualora ti accadesse di farlo, sfrutta la possibilità di conoscerti meglio e di capire cosa e come cambiare al fine di ottenere cose diverse dalla tua vita.

Ad esempio, analizza con attenzione le persone che ti stanno attorno: i tuoi amici, i tuoi colleghi, la tua famiglia… come loro si comportano con te, e ciò che tu ottieni da loro riflette sicuramente i tuoi pensieri, le tue convinzioni e le tue emozioni predominanti.

Se qualcosa non ti piace, invece di cercare di cambiare le cose o gli altri, cambia tu. Metti mano ai tuoi pensieri e alle tue convinzioni.

Può far male detta così, in maniera molto cruda e diretta, ma prova a pensarla in questo modo e troverai dei riscontri che ti riguardano molto da vicino.

1
mag

Coaching per i genitori e per i figli.

Qualche giorno fa ho ricevuto via email questa lettera.

Non so chi l’abbia scritta ma l’ho letta con grande trasporto e mi sono commosso.

E’ la lettera di un padre a un figlio.

Ho la fortuna di avere ancora in vita entrambi i miei genitori e di avere due bambini. Questo mi pone in mezzo al cerchio della vita, e mi permette di immedesimarmi facilmente in entrambi i ruoli.

Ti invito a leggerla con il giusto trasporto, con l’intento di farti riflettere e di migliorare la relazione con i tuoi figli/genitori.
A me ha sortito questo effetto.

“IL GIORNO IN CUI MI VEDRAI VECCHIO E NON LO SARO’ ANCORA, CERCA DI COMPRENDERMI.

SE MI SPORCO QUANDO MANGIO E NON RIESCO A VESTIRMI, ABBI PAZIENZA.

RICORDA IL TEMPO CHE HO TRASCORSO AD INSEGNARTELO.

SE QUANDO PARLO CON TE RIPETO SEMPRE LE STESSE COSE,

NON MI INTERROMPERE, ASCOLTAMI.

QUANDO ERI PICCOLO DOVEVO RACCONTARTI OGNI SERA LA STESSA STORIA FINCHE’ NON TI ADDORMENTAVI.

QUANDO NON VOGLIO LAVARMI NON BIASIMARMI E NON FARMI VERGOGNARE.

RICORDATI QUANDO DOVEVO CORRERTI DIETRO INVENTANDO DELLE SCUSE PERCHE’ NON VOLEVI FARE IL BAGNO.

QUANDO VEDI LA MIA IGNORANZA DELLE NUOVE TECNOLOGIE, DAMMI IL TEMPO NECESSARIO E NON GUARDARMI CON QUEL SORRISETTO IRONICO.

HO AVUTO TUTTA LA PAZIENZA PER INSEGANRTI L’ABC.

QUANDO A UN CERTO PUNTO NON RIESCO A RICORDARE O PERDO IL FILO DEL DISCORSO, DAMMI IL TEMPO NECESSARIO PER RICORDARE E SE NON CI RIESCO…

NON TI INNERVOSIRE, LA COSA PIU’ IMPORTANTE NON E’ QUELLO CHE DICO

MA IL MIO BISOGNO DI ESSERE CON TE ED AVERTI LI CHE MI ASCOLTI.

QUANDO LE MIE GAMBE STANCHE NON MI CONSENTONO DI TENERE IL TUO PASSO

NON TRATTARMI COME FOSSI UN PESO.

VIENI VERSO DI ME CON LE TUE MANI FORTI NELLO STESSO MODO CON CUI IO L’HO FATTO CON TE QUANDO MUOVEVI I TUOI PRIMI PASSI.

QUANDO DICO CHE VORREI ESSERE MORTO, NON ARRABBIARTI UN GIORNO COMPRENDERAI, CHE COSA MI SPINGE A DIRLO.

CERCA DI CAPIRE CHE ALLA MIA ETA’ NON SI VIVE SI SOPRAVVIVE.

UN GIORNO SCOPRIRAI CHE NONOSTANTE I MIEI ERRORI HO SEMPRE VOLUTO IL MEGLIO PER TE E CHE HO TENTATO DI SPIANARTI LA STRADA.

DAMMI UN PO’ DEL TUO TEMPO

DAMMI UN PO’ DELLA TUA PAZIENZA

DAMMI UNA SPALLA SU CUI POGGIARE LA TESTA

ALLO STESSO MODO IN CUI IO L’HO FATTO PER TE.

AIUTAMI A CAMMINARE AIUTAMI A FINIRE I MIEI GIORNI CON AMORE E PAZIENZA IN CAMBIO IO TI DARO’ UN SORRISO E L’IMMENSO AMORE CHE HO SEMPRE AVUTO PER TE.

TI AMO FIGLIO MIO E PREGO PER TE ANCHE SE MI IGNORI.

PAPA’

29
apr

La diga di Mourinho regge e l’Inter vola a Madrid

Che impresa. Una partita non esaltante sul piano del gioco, non sicuramente all’altezza dell’andata di Milano, ma che impresa.

Nonostante il 3-1 dell’andata non era affatto scontato che superassero il turno, anzi. Oltretutto dopo pochi minuti, per un fallo praticamente inesistente, l’Inter è rimasta in 10 persone.
Con un uomo in meno in campo, sono riusciti a imbrigliare il gioco del Barcellona reggendo un arrembaggio continuo.
A parte l’aspetto tecnico e tattico del gioco, che è comunque molto importante, credo che sia stato altrettanto importante l’aspetto psicologico. I bleu grana si erano preparati a dovere ed erano carichi e pronti all’assedio, ma i nerazzurri non sono stati da meno.
Anche in occasione del gol a 10 minuti dalla fine, tutta la squadra è rimasta concentrata e non si è fatta prendere dal panico.
Bravi! Brava la squadra e bravo il suo allenatore. E lo dice una persona alla quale nè la squadra nè tantomeno Mourinho stanno simpatici, anzi.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

I metodi di “Special one” sono discutibili nei modi ma circa l’efficacia non c’è che dire: funzionano. E’ ironico, irriverente e maledettamente diretto nella sua comunicazione e usa tutto ciò per fare squadra e per gestire le sollecitazioni psicologiche del team, dell’opinione pubblica  e degli avversari.
Tanto di cappello.

3
apr

Mente corpo e anima: le tre dimensioni dell’essere umano

Da sempre l’essere umano si interroga sulla natura del proprio essere.

Chi sono io? Perchè sono qui? Da dove vengo? Dove sto andando?

Queste domande, all’apparenza di una semplicità disarmante, sono invece i quesiti più irrisolti di ciascuno di noi.

Ecco qualche spunto di riflessione che ci potranno aiutare a definire meglio chi noi siamo.

Partiamo con il definire chi non siamo. Ad esempio non siamo i nostri comportamenti, e nemmeno i nostri pensieri. Spesso commettiamo l’errore di identificarci troppo con ciò che facciamo e pensiamo, soprattutto nell’ambito lavorativo. Sono un imprenditore, un avvocato, un’insegnante, ecc.

Pensiamo di essere bi-dimensionali fatti di corpo e mente, di emozioni e pensieri, ma non credo che sia tutto qui, c’è sicuramente qualcosa di più.

L’essere umano è caratterizzato da almeno 3 dimensioni: il corpo, la mente e l’anima.

L’anima ci mette in connessione con l’universo e con Dio, ed è la parte più  vera di noi stessi.

Il corpo comunica con il linguaggio delle emozioni; il linguaggio della mente è rappresentato dai pensieri e dai ricordi; l’anima invece comunica con il linguaggio dell’Amore. L’Amore incondizionato inteso non come emozione (che appartiene alla dimensione fisica) ma come puro stato interiore che prescinde dalle emozioni e dai pensieri.

L’Amore come unità minima e indispensabile della vita.

Per provare l’Amore in questi termini bisogna staccarsi dalle mozioni e dai pensieri e non è la cosa più immediata da fare per noi che viviamo in questo mondo super veloce e che ci sottopone a infiniti stimoli.

Ti propongo un esercizio: guarda un oggetto; fissa la tua attenzione su di esso e nota cosa accade a livello dei tuoi pensieri. Prendi coscienza di essi. Probabimente comincerai a fare delle associazioni di idee; comincerai a dire a te stesso cose tipo: “dovrei telefonare a Giovanni…” e poi associ magari un luogo a Giovanni e poi dei ricordi di quel luogo, ecc

Noterai come i pensieri cercheranno di popolare la tua mente. Prendine atto e poco alla volta lasciali andare. Non trattenerli e entra in ua dimensione in cui svuoti la mente di tutti i tuoi pensieri, e così entri a contatto con la tua anima.

La meditazione è uno straordinario mezzo per entrare in contatto con il sè profondo.

Più cerchi di dare parola e pensiero all’Amore e più l’Amore ti sfugge, perchè come ne parli esci dal tuo stato interiore per entrare nella dimensione emotiva e mentale.

26
dic

Paolo Bacchini qualificato per le prossime Olimpiadi a Vancouver

Questo Natale, tra i tanti regali che ho ricevuto, ce n’è uno che vorrei condividere con te.

Qualche mese fa, ho ricevuto una telefonata.

Mi chiamava un ragazzo, chiedendomi di fare coaching mentale per riuscire a realizzare il proprio obiettivo: qualificarsi per le prossime Olimpiadi.

Si tratta di un pattinatore su ghiaccio, Paolo Bacchini, un giovane di talento che ha dedicato gran parte della propria vita ad allenarsi e a prepararsi per eccellere nella propria disciplina.

Ci incontrammo per capire se e come avrei potuto aiutarlo, e in quella occasione mi disse che, dopo aver curato la preparazione tecnica e atletica ad altissimo livello, si sentiva pronto ad affrontare un allenamento mentale di stesso livello, comprendendone l’importanza. Cominciò leggendo il libro “Istruzioni per Vincere“, dopodichè volle conoscermi personalmente per chiedermi di lavorare con lui.

Paolo mi diede subito l’idea di essere davvero impegnato in quel che faceva. D’altronde il suo sport implica dedizione, disciplina e abnegazione tali da dover sostenere ritmi di allenamenti e performance decisamente fuori dall’ordinario, e questo significa che chi lo pratica ad alti livelli è abituato ad attenersi alle regole con estrema scrupolosità. Sapevo che avrebbe applicato alla lettera tutte le cose che gli avrei suggerito di fare, e così accadde.

Tutto ciò per arrivare a dire che qualche giorno fa ho ricevuto una sua telefonata nella quale mi raccontava gli esiti dei campionati Italiani assoluti:

<<Livio, ho confermato il titolo di vicecampione italiano, con un punteggio record personale di 200,45. Questo mi vale la qualifica per le Olimpiadi.>>

Ovviamente il mio contributo è stata una piccola goccia rispetto al mare di impegno che Paolo ha profuso ogni sacrosanto giorno per questo risultato, ma credo anche che quella goccia lo abbia aiutato molto.

Ora inizia la sfida più importante: le Olimpiadi invernali di Vancouver.

Per avere un’idea di ciò che Paolo è in grado di fare, eccoti un suo video.

14
set

Il Coaching entra in Università

Già proprio così.

L’università di Parma ha scelto EKIS come partner per lanciare un corso di Perfezionamento sulla Comunicazione Efficace e Persuasiva.

Sono fortemente interessati a ciò che sta accadendo riguardo al coaching e hanno ritenuto opportuno chiedere proprio a noi di gestire l’aspetto didattico e contenutistico del corso di comunicazione. La comunicazione è alla base del lavoro di coaching e risulta una delle armi migliori di un bravo coach.

Il corso che abbiamo strutturato risulta di altissimo pregio qualitativo e si articola in 150 ore di aula frontale ed eroga Crediti Formativi.

Tra l’altro, essendo un corso universitario i costi sono ridotti davvero al minimo e i posti disponibili sono rigorosamente a numero chiuso.

Se per il tuo lavoro la comunicazione riveste un ruolo importante, ti su

ggerisco di prendere in considerazione l’opportunità di fare questo corso.

Leggi il bando ufficiale del corso e affrettati a segnalare il tuo nome: potresti essere uno dei fortunati ad essere selezionato.

Per info chiama 0522 33 76 11