Ma dove vai se il Mental Coach non ce l’hai? Ieri sul Corriere della sera è uscito un articolo sul mental coaching nello sport.
Un mese fa sono stato intervistato da un giornalista del Corriere della Sera sulla mia esperienza personale di mental coach sportivo, soprattutto riguardo al calcio, e ieri è uscito l’articolo a pagina 59 del noto quotidiano nazionale.
Leggendo l’articolo si evincono soprattutto due concetti:
Il primo è che il coaching, nonostante non se ne parli un granchè, si sta diffondendo a macchia d’olio. Oggi sono molti i calciatori (ma possiamo dire lo stesso negli altri sport) che si avvalgono di un coach. Sono felice di ciò, oltre che per ovvii motivi utilitaristici, perchè manifesta una sempre maggiore apertura mentale da parte del mondo sportivo, allo sviluppo personale e alla valorizzazione delle risorse umane.
Il secondo è che i benefici che se ne traggono sono concreti e immediati.
Aggiungo a ciò, per chiarire ulteriormente, che non si tratta di un colpo di bacchetta magica, ma di puro allenamento mentale, quindi di preparazione psicologica ed emozionale alla prestazione e alla competizione.
Il concetto di base è che un atleta che si allena e si prepara per vincere, deve poter sempre contare sulle proprie risorse e, affinchè ciò accada, deve credere in se stesso e sapere come sfruttare al meglio i propri talenti. Non sono concetti scontati… alle volte anche un grande campione, e ne abbiamo avuto svariati esempi, non riesce a mettere a frutto il proprio talento con continuità.
Spesso è proprio “la testa” il vero limite al successo di un atleta.
Leggiti l’articolo direttamente dal sito del Corriere della Sera.
Una nuova esperienza di coaching
L’altra settimana ho iniziato a fare coaching con la squadra reggiana di baseball (A2) prossima a giocarsi al meglio delle 5 partite la finale dei play off per la promozione in serie A1.
In tutti questi anni di attività non mi ero mai cimentato prima con questa specialità sportiva. Bene, mi piace l’idea di aver lavorato un po’ in tutti gli sport. Vediamo… mmm… ho fatto coaching nel calcio, basket, pallavolo, pallamano, tennis, golf, equitazione, motociclismo, automobilismo, sci, salto in alto, triathlon, judo, box ed ora anche baseball.
La cosa che mi fa impazzire è che nonostante le evidenti differenze tra una disciplina e l’altra, le cose che alla fine fanno la differenza sono sempre le stesse ed attengono alla sfera psicologica ed emozionale. Siamo prima di tutto esseri umani e poi siamo calciatori, tennisti, manager ecc.
Il primo incontro è stato sul potere del focus e dell’anticipazione mentale.
Il risultato è stato positivo direi. Le prime due gare – in trasferta – contro l’Avigliana sono state entrambe vinte con ottimo margine di punti.
Il secondo appuntamento è stato sull’atteggiamento mentale vincente e sugli ancoraggi.
Oggi pomeriggio alle 15,30 vado a vedere gara 3, a Reggio Emilia. Ci basta ancora una vittoria per la promozione.
Incrocio le dita e mi godo la partita.


















