EKIS sulla vetta d’Europa
Pochi giorni fa, ho ricevuto una telefonata da una persona che, pur avendo incontrato poche volte, considero un amico. Ha frequentato alcuni corsi con me ed è un carissimo Amico di un mio carissimo Amico. Si chiama Simone e non è una persona comune; è uno di quei casi di persone di cui dici: “non so, ma ha qualcosa di speciale“.
Mi ha chiamato per dirmi che aveva appena scattato una fotografia in vetta al monte Bianco con il cappellino Ekis in testa. Ha voluto immortalare il momento ricordando anche l’esperienza fatta ai nostri corsi.
Ha impiegato meno di tre ore a salire e meno di tre ore a ridiscendere dalla cima. Da solo!
Lui lo ha chiamato un “buon allenamento“. Già, perchè Simone di solito ridiscende le cime con la tavola da snow lungo i canaloni – preferibilmente quelli mai discesi prima da nessuno.
Mi piacerebbe un giorno raccontare qualche avventura di Simone, e non solo quelle legate alle imprese estreme; in questi ultimi due anni ha dimostrato come da niente, partendo da zero, un ragazzo possa realizzare un proprio sogno.
Eccolo in cima al monte Bianco.
Alla riscoperta delle proprie radici.
Ogni anno io e i miei fratelli (Marco, Fabio e Luca) ci ritroviamo per passare 4 giorni di vacanza insieme. Senza famiglie al seguito. Solo noi. L’abbiamo istituito da una decina d’anni ed è diventato un appuntamento a cui non vorrei mai rinunciare.
Ognuno ha la propria vita, il proprio lavoro, la propria famiglia; io vivo anche a centinaia di km da Torino e le occasioni per vedersi tutti insieme e riuscire a dedicarci un po’ di tempo sono davvero poche, sicchè ne approfittiamo d’estate.
Ci aggiorniamo sulle novità personali, sulla famiglia, sui progetti; ricordiamo il passato, le vecchie amicizie, i posti… ed ovviamente ci godiamo la spiaggia, il sole, il mare.
Quest’anno abbiamo anticipato alla seconda settimana di agosto – quella appena finita – e abbiamo deciso di istituire un’altro incontro, ma questa volta invernale, sulla neve.
Un week-end all’anno ci ritroveremo sulle piste per divertirci ancora una volta tutti insieme.
Noi ci amiamo molto, nel senso più fraterno del termine, e nonostante ci si veda poco continuiamo ad avere grande feeling tra di noi. Più passa il tempo e più mi accorgo che sono stati importanti per me, che lo sono tutt’ora e che lo saranno sempre.
Ho avuto il privilegio di avere una bella famiglia – nonostante i genitori separati da quando avevo 6 anni – e di avere tre fratelli stupendi. Mi sento privilegiato e riconoscente per il mio retroterra familiare, ne riconosco l’influenza benefica nel mio carattere e nella mia intera vita. Se non avessi avuto un’infanzia di questo tipo, oggi con le strategie che conosco, mi adopererei immediatamente per “ricostruirmene una su misura”.
Come dice Bandler: <<non è mai troppo tardi per avere una bella infanzia>>.
Web Coaching – Segnale di Azione n°6: il senso di Colpa
Il senso di colpa è una brutta bestia. Conosco persone che vivono nel rimorso e si distruggono per cose accadute anni e anni prima. La nostra religione dice che siamo nati con l’eredità di un peccato
originale di cui siamo macchiati tutti e che ci dobbiamo sentire in colpa. Non lo credo.
Personalmente mi piace parlare di responsabilità piuttosto che di colpe. Preferisco sentirmi responsabile di qualcosa ma non colpevole. Assumersi le responsabilità delle proprie azioni e delle proprie decisioni è importante, il senso di colpa è un’altra cosa.
Vivere nel senso di colpa è un atteggiamento ed è molto debilitante.
Ecco il messaggio che si nasconde dietro al senso di colpa: Tu hai violato uno dei tuoi criteri fondamentali
Ecco la soluzione: Prendi atto di aver “solo” violato una tua convinzione o regola e impegnati a non violarlo più in futuro, oppure prendi in considerazione il fatto di cambiare la convinzione in oggetto. Cerca d’immaginare in che modo diverso potresti reagire alla stessa situazione conformemente ai tuoi criteri fondamentali. Elimina il senso di colpa e procedi.
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Rimani sintonizzato perché il prossimo segnale di azione che
tratterò è: la Inadeguatezza
Web Coaching – Segnale di Azione n°10: la Solitudine
La vita è uno sport di squadra e noi pare proprio che siamo degli “animali sociali”. Non basta stare fisicamente vicino a qualcuno per non sentirsi soli, bisogna anche saper creare relazioni con le
persone. Relazioni professionali, amicali, familiari, sociali, amorose eccetera.
Molte persone arrivano a sentirsi sole nella loro vita proprio perché non hanno saputo creare relazioni basate sulla profonda e genuina amicizia, sull’affetto, sulla stima, sull’onestà e sullo stare bene insieme.
Ecco il messaggio che si nasconde dietro alla sensazione di solitudine: Devi creare legami migliori con le persone
Ecco la soluzione: Riconosci il fatto che puoi legare con qualcuno immediatamente, ci sono persone sensibili e degne dappertutto. Individua il tipo di legame che cerchi e passa subito all’azione. Ricordati che la solitudine significa che tu tieni davvero agli altri e che hai bisogno di starci insieme.
Web Coaching – Segnale di Azione n°8: lo Stress
Quando la pressione psicologica ed emozionale diventa eccessiva tutta la nostra vita sembra perdere di valore. Le giornate perdono colore e i problemi diventano, poco alla volta, cose troppo grandi da poter superare. In questi casi facciamo anche difficoltà a recuperare energia dal riposo, anch’esso contaminato dai pensieri stressanti e ossessivi.
Non c’è molto da spiegare circa lo stress. Sono sicuro che anche tu, come tutte le persone, hai sperimentato qualche volta cosa significhi sentirsi stressato.
In questi casi, è giunto il momento di rivalutare alcune cose e di riprendere in mano le redini della situazione. Sali sul ponte di comando e dirigi la tua nave dove realmente vuoi.
Ecco il messaggio che si nasconde dietro la sensazione di stress: Devi riconsiderare le cose più importanti.
Ecco la soluzione: Fermati un istante e riprendi il controllo della tua vita. Decidi cosa è più importante per te, nella tua vita, nel tuo lavoro, nelle relazioni, eccetera. Dai priorità alle cose che devi fare in modo tale da dedicare il giusto tempo a ciò che realmente è importante per te. Affronta prima le cose di maggior priorità e poi via a via scendi di importanza.
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Rimani sintonizzato perché il prossimo segnale di azione che
tratterò è: la Frustrazione
Web Coaching – Segnale di Azione n°3: il Dolore
Cercare di evitare il dolore è istintivo e nello stesso tempo illusorio. Il dolore è parte del gioco della vita.
Spesso la volontà di evitare una forte sensazione di dolore porta a evitare di vivere tutte le possibili esperienze potenzialmente generatrici di sofferenza.
Per esempio, se in passato hai provato dolore (di qualsiasi tipo ed entità) parlando di fronte ad un pubblico di colleghi di lavoro, in futuro è facile che l’istinto ti diriga ad allontanarti da tutte le esperienze simili in grado di farti rivivere quelle stesse emozioni.
Difficilmente una persona riesce a circoscrivere l’esperienza dolorosa a quel giorno, in quella circostanza, con quelle persone, eccetera. La mente generalizza e ti conduce a tenerti alla lontana da tutte le esperienze simili, con la conseguenza di perdere molte opportunità di crescita e miglioramento.
Il dolore non va evitato, va vissuto e lasciato andare; va trasformato in un segnale d’azione positivo.
Ecco il messaggio che si nasconde dietro il dolore: Una tua aspettativa non ha avuto un riscontro pratico.
Ecco la soluzione: Se il dolore è dovuto da un senso di perdita, accorgiti che forse non hai perso nulla. Forse hai una percezione errata della vicenda. Cambia i significati.
Se è coinvolta un’altra persona, comunica a questa i tuoi pensieri, in maniera elegante e strategica.
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Rimani sintonizzato perché il prossimo segnale di azione è: la Rabbia
Come le emozioni considerate negative possono trasformarsi in veri e propri Segnali D’Azione
Tanto per cominciare devi comprendere che tutte le emozioni umane
contengono un messaggio positivo. Anche le emozioni più
indesiderate quali il dolore, la solitudine, la rabbia, la tristezza ecc.
possono essere costruttive se impari a comprenderle.
La questione è che devi evitare di abbatterti a causa dell’effetto
di queste emozioni negative, ma piuttosto caricarti e cercare di
scoprire il messaggio che si cela dietro di esse.
Si tratta quindi di imparare a comprendere questi Segnali di Azione
che forniscono informazioni molto importanti su noi stessi, sulla
situazione che sta accadendo e su come sfruttare meglio le nostre
risorse.
Rimani sintonizzato perchè nei prossimi post, ti svelerò come poter trasformare le più comuni emozioni depotenzianti in veri e propri Segnali di Azione.
Cominceremo con l’emozione del Disagio.
Feedback entusiastici
Il libro è appena uscito in libreria e stanno già arrivando i primi commenti dei lettori. Che bella sensazione.
Per adesso sono arrivati solo commenti entusiastici ma mi aspetto che arrivi anche qualche critica, d’altronde sono le critiche che ci permettono di migliorare, no?
Gli esercizi da scaricare dal web stanno riscuotendo un enorme successo. L’iniziativa sembra piacere molto.
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Domani (domenica) andrò all’autodromo di Monza, dove si svolgerà una tappa del campionato inglese di Formula 3. Uno dei piloti in gara è un mio cliente, lo sto seguendo in qualità di coach mentale.
Matteo partirà in prima fila grazie ad un’ottima performance in qualifica. Domani vedremo come andrà a finire.
Web Coaching – Segnale di Azione n°9: la Frustrazione
La frustrazione è uno stato d’animo molto particolare. Spesso non riusciamo neanche a capire perché ci sentiamo frustrati, ci sentiamo così e basta!
La frustrazione è causa d’infelicità e di malessere e spesso produce senso di impotenza.
Durante il seminario Excellence Coaching
spiego agli allievi quanto la frustrazione possa essere uno dei segnali d’azione più poderosi in assoluto. Spiego a tutti che quando ci sentiamo frustrati siamo vicini ad una vera e propria illuminazione, un satori, un flash!
Ecco il messaggio che si nasconde dietro alla frustrazione: Pensi che si potrebbe far di meglio rispetto ciò che stai facendo attualmente e la soluzione è a portata di mano. Sei molto vicino a comprendere qualcosa di importante e significativo ma non riesci a capire cosa.
Ecco la soluzione: Prendi atto del messaggio che devi cambiare il tuo punto di vista. Elenca nuovi modi per ottenere ciò che vuoi. Trova un modello da emulare e cerca nuove risorse e nuovi riferimenti per migliorare la tua strategia.
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Rimani sintonizzato perché il prossimo ed ultimo segnale di azione che
tratterò è: la Solitudine



















