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Articoli taggati con ‘cambiamento’

25
gen

Piccoli cambiamenti possono produrre grandi risutati.

Si dice che lo sbattere d’ali di una farfalla può causare un uragano dall’altra parte del mondo.

Questo non lo so verificare ma credo di averne comunque afferrato il senso.

Spesso la gente cerca di realizzare grandi cose e in poco tempo, della serie tutto e subito, sottovalutando l’effetto che può avere nel tempo anche un piccolo cambiamento. Dico ciò non perchè sia sbagliato cercare di realizzare grandi imprese, ma perchè in questi casi le difficoltà sono notevoli e arrivano facilmente a scoraggiare le persone. Come chi vuole dimagrire. Nella mente ha l’idea di perdere 20 kg in 3 mesi non in un anno. Il risultato è che l’impresa diventa difficilissima: dieta punitiva, iper attività in palestra, stanchezza, fame, ecc. Il mal capitato ci mollerà dopo 20 gg di super sacrifici.

Facendo coaching a numerosi golfisti ho imparato una lezione molto interessante. Read moreRead more

16
dic

Te la senti di mettere in discussione le tue abitudini?

L’uomo è per natura un risparmiatore di energie.

Appena può, attacca il pilota automatico e smette di pensare a ciò che fa. Si tratta di un meccanismo naturale della nostra mente che però può diventare disfunzionale.

Molti dei comportamenti che facciamo quotidianamente sono frutto di clichè consolidati che ripetiamo in maniera standardizzata ogni giorno, dal posto – sempre quello – a tavola, alla routine il mattino appena alzati; dal tragitto in auto verso l’ufficio, alla lettura del quotidiano – sempre lo stesso – fino alle persone con cui parliamo ogni giorno – anche queste, quasi sempre le stesse – ecc.

Pensaci!

Quante delle azioni che compi ogni giorno sono bene o male le stesse di sempre?

Una volta mi han detto una frase molto forte:

<<una cosa è certa:

se continui a fare sempre le stesse cose, sempre nello stesso modo,

continuerai ad ottenere sempre gli stessi risultati>>

Se hai interesse a migliorare ulteriormente i tuoi risultati devi Read moreRead more

21
ago

Il cambiamento va cavalcato e non subìto.

Da un po’ di tempo a questa parte, leggere i giornali è come leggere un bollettino di guerra: la cronaca, la politica (estera e interna), e l’economia ci presentano ogni giorno scenari pressochè apocalittici. Stragi familiari, guerre, disastri economici… dovremo indossare l’elmetto anche per stare in casa.

Senza guardare troppo lontano, in Italia le famiglie fanno sempre più difficoltà a tirare avanti, i giovani a trovar lavoro e chi già lavora, a creare quel tanto di ricchezza e benessere da vivere tranquilli.

Gli scenari economici sono cambiati completamente: aziende che sembravano dei colossi indistruttibili si sono sgretolate come l’argilla, lasciando il posto a realtà snelle e veloci capaci di adattarsi al cambiamento in atto. Quello che un tempo era considerato un posto “sicuro” è oggi un impiego come tanti altri con tutti i rischi che ne derivano. Libere professioni che garantivano redditività assicurate oggi si trovano in regimi di concorrenza tali da richiedere “abilità nuove” che poco hanno a che vedere con le nozioni apprese all’università.

In questo scenario difficile da inquadrare c’è un’unica cosa che sembra essere costante: il cambiamento.

L’economia e i mercati – a livello mondiale e non solo italiano – cambiano alla velocità della luce e chi non sa adattarsi al cambiamento è destinato a subirlo con tutte le conseguenze del caso.

Oggi non basta più avere una laurea in ingegneria ed un ufficio attrezzato, per poter svolgere la professione di ingegnere; lo stesso vale per l’avvocato, l’architetto, il dentista e, addirittura, anche per il notaio. Oggi, se non sai differenziarti, se non sai trattare con i clienti e se non lusinghi con servizi di qualità la tua nicchia di mercato, sei destinato a rimanere un bravo professionista… ma senza clienti, costretto a lavorare per pochi euro.

Questo vale anche per le aziende: non basta investire denaro e produrre per avere la certezza di vendere e guadagnare: ci sono mille questioni accessorie da tenere in considerazione tra cui proprio il mercato che continua a cambiare i suoi parametri.

Alla luce di queste riflessioni è più facile comprendere le ragioni della nascita di nuove figure professionali come ad esempio anche quella del coach. Un tempo era impensabile pensare ad un lavoro simile come ad una professione vera e propria, mentre oggi rappresenta una realtà di grande successo in tutto il mondo. Nel nostro piccolo ci spieghiamo il grande successo che sta riscuotendo il nostro Master in Coachingmaster patrocinato dall’Università di Genova e Reggio Emilia che prepara alla professione di coach.

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Scrivo questo post per segnalare uno dei cambiamenti più importanti al quale stiamo assistendo oramai da anni ma di cui solo in pochi si stanno avvantaggiando professionalmente: Internet.

Il mercato si sta spostando sempre di più on line. La rete sta cambiando le regole del gioco, e sempre più persone cercano, acquistano e fanno affari sul web.

Se ho un problema – di qualsiasi natura, anche medica - la prima cosa che faccio è documentarmi attraverso Internet. Siamo nell’era dell’informazione e con un solo click siamo in grado di ottenere praticamente qualsiasi informazione. Chi si ostina a non accettare questa realtà è destinato a vedersi scivolare via dalle mani ciò che ha costruito faticosamente in anni di attività. Se oggi fossi un libero professionista o uno studente che si appresta a diventarlo, mi predisporrei per sfruttare al 100% le potenzialità della rete. Questo si traduce oggi in :

  • maggior velocità
  • minori spese (quasi azzerate)
  • mercato potenziale distribuito su tutto il territorio nazionale
  • miglior qualità del servizio erogato
  • nessun, e sottolineo nessun, investimento di partenza

Sono felice di aver aderito ad un’iniziativa che ritengo all’avanguardia in merito a quanto appena detto. Alcuni professionisti del business e del marketing mi hanno chiesto di prendere parte ad un progetto chiamato: Accademia del Nuovo Lavoro Intellettuale.

Se sei un neo laureato o un libero professionista ti suggerisco di ascoltare questa conference call che ho avuto con queste persone.

- per i professionisti

- per i neo laureati

Buon ascolto e a presto.