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dic

Beautiful Day 2011: Svegliati! Adoro i piani ben riusciti.

Livio Sgarbi e Gianfranco Bertoli al Beautiful Day parlano di come superare la crisi.

Livio Sgarbi e Gianfranco Bertoli al Beautiful Day Ekis 2011

Quando un progetto nasce da una spontanea intenzione benefica non può che andare bene e generare effetti positivi. Questo è ciò che mi dico ogni volta che penso al Beautiful Day ed è ciò che ho detto proprio oggi durante l’evento.

Sono fisicamente stanco ma provo una tale soddisfazione che mi sono messo al computer per scrivere sul blog. E’ una magìa.

Organizzare una giornata del genere richiede un elevatissimo spiegamento di forze, tempi ed energie sia dal punto di vista logistico, organizzativo, che dal punto di vista tecnico e didattico. Dal mio punto di vista, creare la sintassi, scegliere i temi da trattare, gli ospiti, i tempi e integrare il tutto è davvero un impegno extra-ordinario. Ma comunque sono decisamente soddisfatto per il risultato finale che a dir poco è stato stre-pi-to-so.

Mi piacerebbe raccontare in questo post tutti i passaggi significativi del corso ma non lo farò, preferisco chiedere a te (e a tutti i corsisti) di farlo. Lascia un commento, condividi l’esperienza, racconta cosa ti è piaciuto di più, cosa ti ha dato, come hai soddisfatto le tue aspettative. Chi meglio di te può farlo?

Io do il buon esempio e condivido una cosa che mi accende un lumino di speranza nel cuore.

Tornato a casa (alle 23,30) ho voluto dare un’occhiata al sito del Corriere per aggiornarmi sulla conferenza stampa del presidente Monti. Ho addocchiato un video e scopro che… udite, udite, l’attuale ministro del Welfare (Fornero) mentre parla delle pensioni, non riesce a pronunciare la parola “sacrifici”. Si commuove, piange e non riesce a proseguire il suo discorso.

Wow, non mi par vero. Un segnale di empatia vera dal mondo della politica (in realtà lei non è una politica ndr).

Ieri (eh, già sono le 1,23 di lunedì) al Beautiful Day parlavo di quanto ci sia bisogno di persone “virtuose” per costruire un futuro sostenibile. Tutti noi dovremmo comportarci in maniera più virtuosa. Beh, vedere un ministro che si commuove all’idea di dover chiedere agli italiani un ulteriore sacrificio mi ha fatto specie. Non conosco la persona ma ho apprezzato l’accaduto. Mi è sembrata una genuina e sincera espressione di dispiacere nei confronti di persone che dovranno ancora una volta sacrificarsi per il bene della collettività.

Sebbene sia stato un gesto non voluto, mi è sembrato un atto virtuoso. Non credo tra l’altro che abbia un precedente credibile nella storia della politica italiana.

Eccoti il video in questione. Guardalo anche tu e dimmi che ne pensi.

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Ecco cos’è il Beautiful Day!

In questo video spiego in pochi minuti cos’è il Beautiful Day.

Com’è nata l’idea, come si è evoluta, le finalità del progetto, ecc.

Buona visione.

Se vuoi essere informato tempestivamente su nuovi sviluppi del progetto, data e luogo della prossima edizione ed eventuale prenotazione, registrati gratuitamente al mio sito. 

Lascia qui i tuoi dati. Ti terremo prontamente aggiornato.

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1
dic

Quando il Mental Coaching va contro corrente e ti aiuta a rallentare anzichè spingere sull’acceleratore.

Chi mi ingaggia come Mental Coach mi chiede quasi sempre di andare più veloce, di ottenere di più, di migliorare le performance, di incrementare i guadagni, di aumentare i profitti, ecc. Ed io, senza falsa modestia, penso proprio di essere bravo nel fare questo.

Tuttavia, sono il primo a sollecitare i miei clienti nel trovare un giusto equilibrio tra performance e godimento; tra impegni professionale e famigliari. Spesso correre verso gli obiettivi ci impedisce di godere dei fantastici momenti che la vita ci offre.

Ti invito a riflettere per qualche istante.

Immagina di essere in autostrada mentre di fretta ti rechi ad un appuntamento. Il tuo unico obiettivo è arrivare a destinazione il prima possibile. Il viaggio è solo un veicolo per raggiungere il tuo scopo. Non ti interessa guardare il paesaggio attorno a te, goderti il viaggio, anzi,  potrebbero distrarti.

Ora invece immagina di fare una bella sgambata in bicicletta tra le stradine di campagna, senza una vera meta da raggiungere. Semplicemente una “passeggiatina” su due ruote per passare la giornata. In questo caso non ti sentiresti attratto dal paesaggio? Non ti godresti il solo fatto di stare all’aria aperta?

Ecco, nella vita credo che sia importante vivere entrambe le situazioni. Ci sono momenti in cui è importante realizzare obiettivi, e momenti in cui ci si gode il momento, ovunque noi siamo e qualsiasi cosa facciamo.

Purtroppo però… eh sì, c’è un però! La vita frenetica che viviamo oggi porta ad uno sbilanciamento incredibile. E’ sempre più complicato non farsi travolgere dai ritmi incalzanti e dalla frenesia collettiva.

Oggi mi è arrivata una email da un’amica contenente un file, “guardacaso” (se credi alla casualità:-)), proprio inerente a questo tema. Non ci ho pensato due volte e ho deciso di condividerne il contenuto affinchè anche tu potessi beneficiarne.

Si tratta di una poesia molto bella che, pare, sia stata scritta da un’adolescente malata terminale di cancro. Non ho verificato la veridicità della fonte, ma a poco importa. La realtà è che la poesia è molto bella e… fa pensare! Spero anche che faccia agire.

DANZA LENTA

La vita non è una corsa. Prendila piano. Ascolta la musica.

Hai mai guardato i bambini in un girotondo? O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?

O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla? O osservato il sole allo svanire della notte?

Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce. Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Percorri ogni giorno in volo? Quando dici “Come stai?” ascolti la risposta?

Quando la giornata è finita ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive che ti passano per la testa?

Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Hai mai detto a tuo figlio, “lo faremo domani?” senza notare nella fretta, il suo dispiacere?

Mai perso il contatto,
con una buona amicizia che poi finita perchè
tu non avevi mai avuto tempo di chiamare e dire “Ciao”?

Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Quando corri cosi veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.

Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto . . . gettato via.


La vita non è una corsa.

Prendila piano.

Ascolta la musica.

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18
nov

Ehi, hai mai pensato di condividere il tuo ufficio con qualcun altro? Una soluzione fantastica per chi lavora.

Martedì ero a Torino per una serie di appuntamenti di lavoro tra cui una sessione di business coaching. Di solito in questi casi mi reco personalmente presso l’azienda del cliente ma martedì, per una serie di motivi, ho scelto di riceverli io. La cosa curiosa su cui vorrei soffermarmi è che a Torino non possiedo una sede fisica della mia attività e questo potrebbe rappresentare un problema, eppure non è stato così. Ho potuto svolgere i miei appuntamenti di lavoro in maniera proficua, funzionale e professionale usufruendo di una struttura polifunzionale di uffici in coworking.

Devo essere sincero, era la prima volta che ne facevo uso ma ne sono rimasto decisamente soddisfatto.

Parlo di una struttura super moderna, tecnologica e funzionale nella quale si condividono aree comuni, uffici, sale riunioni, saletta relax, reception, connessione wi-fi, ecc. con altre realtà professionali.

Sei libero di affittare un ufficio, come una saletta riunioni o una sola postazione di lavoro, per qualche ora, un giorno, una settimana o per quanto tempo vuoi a costi decisamente accessibili e convenienti. Una soluzione ottimale per una start up o per chiunque si trovi nelle condizioni di dover avere un ufficio per tempo limitato senza rinunciare alla comodità e alla funzionalità che un ufficio proprio è in grado di garantire.

La struttura che personalmente ho utilizzato a Torino si chiama ToolBox, ma ce ne sono tante altre in tutta Italia. E’ un po’ come il concetto di car sharing. Se non hai la necessità di doverti spostare frequentemente e per lunghi tragitti, la condivisione del mezzo è una soluzione all’avanguardia, ecologica e super intelligente.

Risparmi denaro, tempo, sforzi e preoccupazioni. Non devi prenderti ulteriori impegni se non nei giorni effettivi in cui devi effettivamente lavorare. La struttura è moderna, attrezzata, informatizzata e hai anche la possibilità di creare un network di conoscenze con persone con le quali condividi gli spazi e che potrebbero rappresentare per te delle opportunità di lavoro.

Questa è un’idea brillante e va premiata, non pensi anche tu?

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10
nov

Incoerenza o ragionevolezza?

Sul New York Times ha pubblicato un articolo molto particolare i cui contenuti sono poi stati riportati anche su La Stampa. Nella Waldorf School of Peninsula, nella Silicon Valley, l’imperativo è: “ricordati di dimenticare a casa il tuo iPad!”.

La scuola, di matrice Steineriana, non prevede infatti l’uso di alcun apparecchio elettronico o computer per le classi elementari e medie. Usano lavagne e gesso, scrivono con matite e pastelli, lavorano a maglia, studiano la poesia e l’arte in genere attraverso l’esperienza e il gioco; vanno nei campi a coltivare l’orto e a pigiare l’uva, per rimanere “ancorati alla terra” e alle cose basiche della vita. Iniziano le lezioni con la ritmica e i conti li fanno dividento una torta o attraverso strumenti rudimentali costruiti da loro stessi. Usano strumenti naturali in legno e attribuiscono la stessa importanza delle materie scientifiche e umanistiche anche a quelle artistiche e creative. Cantano in classe, fanno Euritmia, affrontano la spiritualità con naturalezza e senza dogmi di sorta.

Insomma direi uno stile didattico e di apprendimento leggermente “controtendenza”…

Ma non è tanto questa la cosa curiosa che mi fa chiedere se si tratta di incoerenza o di ragionevolezza, quanto il fatto che la stragrande maggioranza degli alunni di questa scuola è rappresentata dai figli di manager che lavorano nelle più famose aziende in campo informatico. Dalla Apple a Google, si sa, la Silicon Valley accoglie la più alta concentrazione di aziende del settore informatico del mondo.

Ma come, uomini e donne che vivono per l’elettronica e la sostengono e la sviluppano in tutte le aree della vita, che ci credono… preferiscono tenere i loro figli lontani dai computer? Com’è possibile? perchè?

Sono persone incoerenti con quello che fanno nel lavoro o c’è quache ragione sensata per optare per una scuola così particolare?

Per quanto mi riguarda, seguo il pensiero di Steiner da un po’ di tempo ed anch’io ho optato per la scuola Waldorf per i miei due bimbi. Eppure, se mi segui da un po’ lo saprai, sono un appassionato della Apple e faccio costante e assiduo uso di Internet e dei sistemi informatici più all’avanguardia.

Sarò incoerente o ragionevole?

A te l’ardua sentenza.

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6
nov

BEAUTIFUL DAY 2011: segna la data in agenda!

Come ogni anno dal 2005 a questa parte, a dicembre ci sarà l’evento Ekis più atteso dell’anno: il Beautiful Day. Segnati la data in agenda, perchè è uno di quegli appuntamenti a cui non si deve rinunciare e non solo perchè è… GRATIS!!!

Quest’anno si terrà di domenica, il 4 dicembre a Reggio Emilia. Anche quest’anno potremo ospitare “solo” 430 persone per le dimensioni strutturali dell’auditorium che ci ospiterà, quindi… rimani sintonizzato perchè tra poco apriremo le iscrizioni attraverso una comunicazione ufficiale. E’ questione di pochi giorni ormai.

In attesa che aprano ufficiamente le iscrizioni rispondo ad alcune domande per  spiegare, a chi ancora non lo sa, di cosa si tratta.

Cos’è il BEAUTIFUL DAY?

E’ un corso di formazione di una giornata che Ekis offre gratuitamente a tutti i suoi clienti, potenziali clienti, e ai loro amici, conoscenti, parenti, ecc. In buona sostanza è aperto a tutti.

Perchè Ekis offre un corso gratuitamente?

Perchè abbiamo deciso di fare ogni anno un regalo di Natale a tutti. La formazione di qualità richiede spesso investimenti economici che non tutti si possono permettere, così, per dare la possibilità anche a chi in questo momento non ha denaro da destinare alla propria formazione, abbiamo pensato di aprire le porte a tutti per un giorno, nel periodo pre natalizio.  Il nostro regalo di Natale!

Qual è il contenuto del corso?

Ogni anno cambia. Vogliamo prendere spunti dall’attualità per affrontare di volta in volta temi ad alto livello di interesse ed utilità. Quest’anno il corso si intitola: “SVEGLIATI!”. Il tema attiene alla consapevolezza e alla responsabilità.

Chi tiene il corso?

Principalmente io, ma sarò in compagnia di ospiti speciali ed autorevoli che mi aiuteranno a trasferire esperienze di qualità. Quest’anno, gli speakers saranno: Roberto Pesce (esperto in intelligenza finanziaria), Stefano Monticelli (autore tv, imprenditore e fondatore di Black Mamba), Andrea Grassi (The revenue maker), Gianfranco Bertoli (imprenditore di successo), Alessandro Mora (NLP Master Trainer).

Ma se il corso è gratuito perchè si paga un biglietto di ingresso?

Perchè nella genesi del corso, uno degli scopi dell’iniziativa era quello di raccogliere dei soldi da destinare alla beneficenza. Alle origini erano donazioni spontanee dei presenti, negli anni si è trasformato in un tot uguale per tutti che abbiamo quantificato in € 25 a persona che verranno devoluti in beneficenza. Una pura formalità simbolica per quel che riguarda il valore del seminario, ma un grande contributo a chi beneficerà dei fondi raccolti.

Posso portare con me amici e conoscenti?

Certo! Spargi la voce, “contamina” positivamente chiunque tu conosca che possa essere interessato a iniziative tipo questa.

L’altranno non ho fatto a tempo a iscrivermi e sono finito in “lista di attesa”. Che fare?

Isciviti immediatamente senza attendere troppo. Noi comunicheremo l’iniziativa a svariate decine di migliaia di persone presenti nelle nostre liste, ma abbiamo a disposizione solo 430 posti.

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3
nov

Iachetti e Brignano mettono i politici alla berlina! Ma che sta succedendo?

Mai come in questo periodo si avverte un disagio e un malcontento profondo nei confronti dell’agire dei politici. Chi si espone per attaccare la casta lo fa senza alcuna mediazione modale. Sarà dovuto a Internet, dove tutti sono liberi di pubblicare i propri pensieri senza censure, o sarà semplicemente dovuto alla saturazione della pazienza?

Da sempre la satira prende di mira i politici ma sempre con una qualche “eleganza”, chiamiamola così, o rispetto/timore. Della serie: te la dico ma con sarcasmo e possibilmente privo di emotività diretta.

Mi sembra invece che oggi si siano rotte le dighe di contenimento. Non mi riferisco evidentemente ai commenti fatti davanti alla macchinetta del caffè o a cena tra amici, tantomeno quelli fatti da “benemeriti sconosciuti” (come potrei essere io) attraverso il proprio sito o Facebook. Mi riferisco a trasmissioni televisive nazionali, e a persone che rilasciano dichiarazioni di fuoco fuori dal contesto usuale nel quale siamo soliti vederli agire.

Devo dire la verità, condivido pienamente questa indignazione verso i politici che ci devono rappresentare, e aggiungo: finalmente! Finalmente qualcuno che ha la possibilità di influenzare in maniera massiccia l’opinione pubblica, che non sia il solito Beppe Grillo (il cui impegno apprezzo enormemente), ha deciso di uscire allo scoperto e urlare quello che la maggiorparte della gente vorrebbe dire.

Stiamo assistendo ad una caporetto finanziaria e sociale nella quale chi aveva la responsabilità principale delle scelte strategiche non solo non ci rimette, ma continua malgrado tutto, a godere di privilegi stratosferici.

Mi fermo qui. Non è intenzione di questo post approfondire la mia opinione in merito. Piuttosto volevo sentire la tua. Ma tu, che ne pensi?

Ti allego qualche video interessante da vedere.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/speciali/257384/brignano-i-costi-della-casta.html

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24
ott

Marco Simoncelli muore a Sepang. Addio Sic!

Il motociclismo si sa, è uno sport pericoloso, può succedere di tutto. Quando corri a oltre 200 km/h a pochi cm dall’asfalto cercando angoli impossibili per un sorpasso, i rischi aumentano, e Marco ci aveva abituato a rischi al limiti dell’incoscienza.

Ma ieri la moto non stava andando così forte e Marco non stava facendo nessun azzardo. La traiettoria della sua moto, purtroppo,  per ragioni ancora non molto chiare, ha coinciso con quella delle moto di Edwards e Valentino Rossi, che non hanno potuto evitare la collisione.

Quando un ragazzo di 23 anni, così vitale, positivo, solare perde la vita, si fa difficoltà a trovare le parole… oltre al naturale dispiacere per noi tutti e soprattutto per i suoi cari, l’unica cosa che mi sento di dire su quanto è accaduto è che se n’è andato facendo la cosa che amava di più: correre in moto.

C’è una frase che sentii una volta ad un corso e che mi sembra perfetta per questa occasione:

Posto che la morte è l’unica certezza nella vita di ognuno di noi, quando decide di venirti a prendere… fatti trovare vivo!

Beh, Sic direi che ci è riuscito brillantemente.

Ecco un bel video che ce lo ricorda ai suoi esordi…

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21
ott

La storia che si ripete. Ma quando impareremo la lezione?

Il colonnello Gheddafi è stato ucciso. Finalmente il mondo si è liberato di un altro dittatore sanguinario.

Questa frase è eloquiente. Annuncia un fatto, punto. Eppure, basta spostare una virgola per deformarne il significato.

Il colonnello Gheddafi è stato ucciso finalmente. Il mondo si è liberato di un altro dittatore sanguinario.

Penserai in prima battuta che la sostanza non sia cambiata, ma ti invito a rileggere questa frase con maggior attenzione.

Nel primo caso il finalmente si riferisce al fatto che il mondo si sia liberato di un dittatore. Nel secondo caso il finalmente si riferisce al fatto che Gheddafi sia stato ucciso.

Perchè ti scrivo questo? Perchè ancora una volta (era già accaduto con la morte di Osama Bin Laden) si sta celebrando l’omicidio di una persona. Non metto in dubbio che si trattasse anche in questo caso, di una persona che ha fatto del male a tanta gente, e che per questo meritasse una punizione severa, ma la sua morte non era necessaria ed è stata davvero barbara.

Le immagini esplicite della sua cattura e del trattamento riservatogli sono di una violenza inaudita. Sembrano le immagini (barbare anch’esse) di un bove portato al macello e ucciso nel peggiore dei modi.

Faccio difficoltà a condividere i commenti che ho letto in queste ore in merito all’accaduto. Non credo che ci sia motivo per gioire di un omicidio; ancorchè “a fin di bene”, è pur sempre un omicidio. Una piccola virgola spostata di una parola che però cambia sostanzialmente il significato della frase.

La Libia si è liberata definitivamente di un dittatore sanguinario, questo è l’evento rilevante di cui essere felici, ma non certo l’uccisione di Gheddafi, e non in quel modo. Purtroppo però è avvenuto, e non mi sento nemmeno di giudicare le persone che lo hanno braccato, stanato e… barbaramente ucciso. Bisognerebbe aver vissuto le loro stesse esperienze, aver vissuto gli stessi soprusi, e chissà quali altre ingiustizie per potersi permettere un qualsiasi giudizio, per questo mi astengo dal farlo. Ma noi, che usciamo a prendere l’aperitivo la sera, e ci lamentiamo (giustamente) dei nostri politici per lo stato di salute del nostro paese… non possiamo metterci a gioire di fronte a quanto è accaduto.

Lo abbiamo fatto ancora, la storia si è ripetuta. O siamo stupidi o, come personalmente credo, non abbiamo imparato la lezione. Qui sta il fatto. Ma quale lezione? Violenza chiama violenza. La storia cerca di insegnarcelo da… sempre.

L’uccisione del colonnello non era necessaria per ottenere libertà, democrazia, ecc. Bastava averlo stanato, arrestato e portato di fronte a un tribunale. La sua morte non era proprio necessaria se non a soddisfare una sete di vendetta e violenza che purtroppo non fa presagire nulla di buono.

Mi piacerebbe ora vedere una presa di posizione importante dall’intera comunità politica internazionale (e non solo), sulla crudeltà non necessaria dell’accaduto, e sul fatto che non c’è da essere felici per questo, ma per il fatto che finalmente il popolo libico potrà scegliere di vivere in democrazia. Ma sarà poi così?

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15
ott

Si torna al passato! Finalmente una bella iniziativa dal mondo del calcio.

<<Pari o dispari?>>Bimbi giocano a calcio

<<Pari>>

<<Io dispari>>

<<Bim, bum, bam.. 2 +3 = 5. Dispari. Scelgo per primo io!>>

Tutto iniziava così. In un giardino, in una piazzetta o in una strada poco trafficata. Due bimbi, i capitani, che si accordavano per scegliersi i componenti della squadra. I pali fatti con le maglie e i giubbotti ammucchiati a terra; niente fuori gioco; ma soprattutto… niente arbitro. Fallo, punizione, rigore, fuori, alta, rete… tutto deciso “a buon senso”.

Nel gruppo c’era ovviamene chi voleva sempre aver ragione, chi discuteva e chi lasciava stare; chi si arrabbiava e chi calmierava gli animi. Tanto alla fine si trovava sempre un equilibrio e ci si divertiva come dei matti. Ogni tanto si bisticciava, ma il giorno dopo tornavamo lì a giocare di nuovo, magari nella stessa squadra. Tutto iniziava e moriva lì.

A pensarci oggi sembrano passati mille anni e i ragazzini di oggi sembrano così… diversi da come eravamo noi. Immaginare una partita di calcio autoarbitrata sarebbe pura utopia…

… e invece no! Gianni Rivera, responsabile del settore giovanile scolastico della FIGC, ha istituito per la categoria pulcini (8-10) anni, le partite autoarbitrate. Proprio come si faceva una volta all’oratorio. Se funzionava una volta, funzionerà anche adesso.

I bambini sono bambini e devono divertirsi. Non ho dubbi sul fatto che a quella età riusciranno a gestirsi. Difatti il propblema non sono i bambini. Il problema sono I GENITORI! Affermazione decisamente forte, ma lo dico con cognizione di causa. In qualità di Mental Coach sportivo lavoro spesso con atleti giovani, e molte volte l’influenza dei genitori, ancorchè mossa a fin di bene e inconsapevole, fa più danni della grandine.

In alcuni sport più che in altri (e il calcio è uno di questi) le aspettative dei genitori sono tali da generare nel ragazzo tensioni e pressioni che non dovrebbero esistere in quella fase. La cosa curiosa è che i genitori affermano di non interferire assolutamente, nel bene e nel male. Ritengono di essere neutrali, di essere meramente degli accompagnatori, eppure, quando mi capita di assistere alle gare insieme a loro… beh, lasciamo perdere.

Sono curioso di sentire le reazioni degli adulti fuori dal campo, quando i bambini decideranno per una cosa piuttosto che per un’altra. Si sentiranno commenti, teste che si squotono e braccia al cielo… mentre i bambini avranno già ripreso a correre e a divertirsi. :-) Che bella lezione sarebbe!

Spero ardentemente che l’inizuativa produca esiti positivi affinchè si possa creare una nuova tendenza e ritrovare nello sport quello spirito agonistico sano e formativo che lo sport dovrebbe sempre avere. Quantomento con i bambini.

Sarebbe l’opportunità per insegnare loro a responsabilizzarsi, insegnare a non scaricare le proprie frustrazioni sugli altri (gli arbitri), a non simulare, a trovare un equilibrio sociale e di gruppo… ci sono svariate implicazioni positive che sarebbe un peccato perdere.

Forza allora… andiamo a giocare!

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