Igor Protti (calciatore):
«Il mio primo incontro con Livio è avvenuto nei primi mesi del ‘99 quando facevo parte dell’A.C. Reggiana.
Attraversavo un periodo difficile dal punto di vista professionale dopo che, solo tre anni prima, ero stato capocannoniere del campionato di serie A con 24 gol: ora mi trovavo a lottare in B per non
retrocedere, con il misero bottino di 2 reti. Con una buona squadra non riuscivamo a venire fuori da una posizione di classifica che si era fatta disperata.
È ormai chiaro e opinione diffusa che nel calcio di oggi la differenza principale tra i giocatori sia la forza mentale, visto che c’è grande equilibrio tattico e tecnico. Ma come migliorare questa capacità? Gli allenatori ti insegnano la tattica e la tecnica, e poi ti dicono che “devi essere concentrato”, che devi “avere la mentalità vincente”, ma nessuno ti dà gli strumenti per migliorarti.
La mia fortuna è stata l’aver incontrato Livio, che con la sua grande carica e le sue tecniche mi ha aiutato a migliorare queste qualità.
Non mi perderò in grandi spiegazioni ma mi limiterò a dare qui i “numeri” del dopo-Livio.
- Ultimi mesi alla Reggiana: 6 reti ed una serie di vittorie consecutive (che purtroppo non servirono alla salvezza);
- passato al Livorno, in C1, la stagione successiva: 11 gol;
- la stagione ‘00-’01 in C1: 20 gol (capocannoniere del campionato);
- la stagione ‘01-’02 in C1: 27 gol (capocannoniere del campionato);
- la stagione ‘02-’03, sempre a Livorno, in B: 23 gol, e di nuovo capocannoniere.
Credo che questi numeri spieghino bene i miei miglioramenti; e oggi, a 36 anni, riesco ancora a far valere le mie doti con la forza della mia testa: di questo devo ringraziare Livio, per avere avuto la fortuna di conoscerlo e di diventargli amico.»
Carlo Ancelotti (allenatore di calcio ed ex calciatore internazionale):
«Ho conosciuto Livio in occasione di un corso che avevo voluto programmare per me e per i miei collaboratori, al fine di approfondire le conoscenze di alcuni aspetti della gestione del rapporto che si instaura tra l’allenatore e una squadra di calcio: aspetti essenzialmente legati al modo di comunicare e motivare.
Ebbene, quell’incontro mi fece conoscere nuove strade, nuove metodologie per riuscire a comunicare meglio con i miei giocatori, e soprattutto a trovare nuove motivazioni da dare loro. Penso inoltre di essere cresciuto anche da un punto di vista strettamente personale. Sento di poter affrontare gli ostacoli che incontro sulla mia strada, sia professionale che nella mia vita privata, con più convinzione e ottimismo.
Ma soprattutto una cosa mi ha colpito di quel corso: la competenza, la passione, la convinzione e l’entusiasmo che Livio mette nella sua attività.»
Massimo Caputi (giornalista televisivo):
«Ho conosciuto Livio nel 2003, quasi per caso. Ma, ritenendo che nulla accade senza un motivo, credo che sia successo perché ne era arrivato il momento.
La sua frequentazione e, subito dopo, la sua amicizia, sono state e sono per me molto importanti. In questi anni, grazie al lavoro svolto, posso dire di essere decisamente migliorato sia sul piano personale, sia su quello professionale.
Ho aumentato la stima nei miei confronti, ho imparato ad affrontare senza timori e paure certe situazioni che prima mi condizionavano o non mi facevano rendere quanto potevo.
I risultati sono stati immediati e in continua evoluzione.
Non ci sono segreti né bacchette magiche, ma amore per il proprio lavoro e professionalità: ciò che Livio esprime sempre, ogni qualvolta lo s’incontra.»
Angelo Gregucci (allenatore di calcio ed ex calciatore serie A):
«Ho conosciuto Livio Sgarbi alla A.C. Reggiana nella stagione ‘98-’99. La situazione in classifica era compromessa (12 punti sotto, a 2 mesi dalla fine del campionato) e il morale era a terra.
Livio, col suo lavoro, rivitalizzò il gruppo, ed in sole 8 partite totalizzammo 20 punti: un risultato inspiegabile per chi non aveva vissuto quell’esperienza. Ma al di là del risultato sportivo mi rimane una enorme considerazione del professionista e dell’uomo.
Livio, per me, è non solo un ottimo motivatore di gruppi, ma anche la miglior espressione moderna di un personal coach.»
Dott. Anio Lanzi (medico chirurgo):
«Ho conosciuto Livio nel ‘95 ad un corso e tuttora ci vediamo per collaborare assieme.
Credo nella crescita delle persone e penso che Livio e la sua équipe siano in grado di far scoprire a chiunque un grande dono: il piacere, l’orgoglio e la consapevolezza di avere la propria vita tra le mani, per fare ciò che di più bello e più gratificante desideriamo per il nostro futuro.»
Dan Peterson (commentatore televisivo e allenatore di basket):
«Livio Sgarbi è quello che io chiamo un mentality coach. Lasciamo perdere quell’etichetta di
“psicologo sportivo”, che già in sé spesso spaventa la gente, che dice: “Io? Lo Psicologo? Non sono mica matto, sai!”
Infatti, c’è una notevole differenza fra psicologo e coach quando si parla di mentalità: il primo cerca di identificare e risolvere problemi, il secondo installa mentalità vincente.
In questo contesto, Livio Sgarbi è all’avanguardia per due semplici motivi. Il primo, ha anticipato quasi tutti con il passaggio a mentality coach. Il secondo, trasmette il suo messaggio come un grande showman del palcoscenico.
In questo è completo, come Fiorello nello spettacolo: informazione, motivazione, chiarezza, esempi, aneddoti, domande, risposte, citazioni, testimonianze.
Assisto a diverse lezioni del genere e porto via sempre un’idea, o anche due. Con Livio Sgarbi, è un gran casino perchè porto a casa anche una dozzine di cose, che “rubo” da lui per il mio “arsenale” di informazione e lezioni. In tutto ciò, Livio Sgarbi dà ai suoi “studenti” i mezzi, gli strumenti, i ferri del mestiere per cambiare le cose, per vincere e per avere carisma. Chapeau! »
Giulio Ciotti (vicecampione italiano di salto in alto):
«Sono un saltatore in alto professionista da circa 10 anni (p.b. 2,28 m). Tra il 2003 e il 2004, come può accadere in una carriera così come nella vita, mi sono trovato a dover affrontare periodi di alti e bassi in cui la mia continuità di rendimento vacillava e non riuscivo più a migliorare il mio personal best.
L’incontro con Livio fu a dir poco illuminante: eravamo entrambi invitati a una trasmissione per il Festival del Fitness di Rimini. Quando cominciò a parlare del suo libro, e di quello che è il coaching, capii subito che era l’uomo che faceva al caso mio. Dopo la trasmissione abbiamo parlato, e da subito mi ha dimostrato una sincera disponibilità. Ci siamo dati appuntamento in studio, e da lì è nata una collaborazione duratura che mi ha riportato in vetta: ma questa volta con una continuità di rendimento prima insperata!
Prima e dopo di ogni gara ci sentiamo e condividiamo sia le aspettative, sia le emozioni ad esse legate.
Devo molto a lui e ringrazio “il caso” che ha voluto che lo incontrassi nel momento di mia maggior difficoltà!
Ah, tra l’altro, ora il mio personal best è 2,31!!!!»
Andrea Zanardelli (professionista di golf):
«Il vero merito di un coach non è quello di saperti insegnare tecniche automotivanti o di farti sperimentare forti emozioni positive durante gli allenamenti. Il vero merito di un bravo coach è farti ritrovare la forza e il coraggio di riuscire quando sei solo con te stesso, e quando tutto intorno a te sembra ostile, troppo difficile o addirittura impossibile.
In campo e in gara, ma soprattutto nella mia vita quotidiana, Livio è riuscito a rimettermi in contatto con la risorsa più naturale e potente, ma allo stesso tempo più difficile da risvegliare: me stesso.
Mi ha aiutato a scoprire che dentro di me esiste già, nascosto, tutto ciò di cui ho bisogno per affrontare, superare e vincere ogni sfida nella vita e nella mia disciplina. E so con certezza che non sono state solo le sue straordinarie tecniche a darmi questa forza, ma piuttosto il rapporto umano profondo e sincero che Livio sa instaurare con le persone che lo circondano.»
Andrea Basile (Art Director, produttore musicale):
«Circa due anni fa, consigliato da un amico, ho letto “Istruzioni per Vincere“. Sino ad allora non avevo mai creduto a nessuna lettura che parlasse di metodo o disciplina motivazionale. Non credevo possibile che una persona potesse insegnare ad un’altra a diventare un “vincente”.
Rimango della stessa opinione, nessuno può insegnarti ad esserlo, ma qualcuno può aiutarti a insegnarlo a te stesso. Livio e i suoi collaboratori mi hanno dato gli strumenti necessari a sentirmi una persona speciale, motivata, carica di entusiasmo, passione, consapevolezza e con una voglia incredibile di conoscermi sempre più.
Durante uno di questi seminari ho raccolto l’invito di Livio che mi chiedeva di provare a cambiare alimentazione e stile di vita per 10 giorni. “Soddisfatto o rimborsato” era più o meno il claim della sfida.
Sembrava estremamente difficile eliminare carne, formaggio, latte, caffè, zucchero e alcol, fare 20 minuti di movimento e bere almeno 1 litro di acqua al giorno.
La sfida l’ho vinta, e Livio non deve rimborsare un bel niente. Anzi sono trascorsi due mesi e sto continuando ad alimentarmi nello stesso modo consigliato ma con un atteggiamento meno sfidante.
Ho fatto le analisi del sangue per vedere se la cosa aveva dato dei risultati e… stupore, orgoglio! Sono in assoluto le migliori analisi del sangue fatte in vita mia. Il colesterolo ed i trigliceridi di un adolescente… che per un quasi quarantenne non è niente male.
Chi me lo fa fare di tornare indietro? In fondo ho solo dovuto cambiare delle abitudini da cattive a buone… Grazie Livio! Grazie Andrea! »
Giulia Sergas (professionista di golf):
«Quando incontrai Livio per la prima volta, sentivo di dover ritrovare dentro di me quella motivazione che ti dà la forza di superare gli ostacoli che la vita e il lavoro ti pongono davanti. Livio mi ha aiutato a riconoscere il vero sogno che si nascondeva dentro di me, mi ha fatto rinascere il desidero di volerlo inseguire con tutte le mie forze, e poi mi ha insegnato il modo per raggiungerlo.
Oggi mi sento una Giulia più vera, che non si nasconde dietro alle paure, ma guarda in faccia il problema per cercarne solamente la soluzione.
Poter avere una persona come Livio al mio fianco mi dà fiducia, e credo che per qualsiasi persona, in qualsiasi ambito, lui sia fondamentale per ritrovare la positività, l’energia e la stima che è dentro di noi e che è la chiave per rendere la nostra vita un miracolo.»
David Morelli (vice campione italiano di Triathlon):
«Livio rappresenta per me il coach ideale. Ha saputo far emergere dal mio profondo la forza che mi ha trascinato nello sport e nella vita, e mi ha aiutato a raggiungere il risultato forse più importante: vincere, con qualsiasi risultato. Ho imparato a trarre esperienza dagli errori, a gratificarmi per i successi conseguiti, e a vivere con passione ogni momento della mia vita.»
Maurizio Battistini (allenatore di calcio):
«Nel mondo del calcio, e dello sport in genere, l’aspetto psicologico/motivazionale è determinante per il successo.
Livio Sgarbi è in grado di portare una squadra a livelli di prestazione ottimali in tempi incredibilmente rapidi.
Il coach ideale con cui ogni allenatore vorrebbe collaborare.»
Matteo Chinosi (pilota F3):
«Dall’incontro con Livio ho imparato ad affrontare gli eventi che contano con la massima serenità e determinazione raggiungendo più volte stati di eccellenza.
Ciò è stato reso possibile grazie a nuovi metodi appresi che mi hanno permesso di anticipare le occasioni fornendo alla mia mente una grande quantità di informazioni.
Inoltre sono venuto a conoscenza della potenzialità della nostra volontà tramite esercizi di focalizzazione che mi hanno permesso di tramutare in punti di forza quelli che un tempo erano lacune.’»








