Riflessioni a voce alta sul 2010 e sul 2011.
Buon anno!
Oggi è il primo gennaio 2011. Il primo giorno di un’intero anno che è appena cominciato.
Come una maratone lunga, dura, ma anche entusiasmante che ha appena avuto inizio.
E’ doveroso partire carico, motivato e con la determinazione giusta altrimenti… meglio non mettercisi nemmeno.
Come ogni anno, si chiude un ciclo e se ne apre uno nuovo. E’ la vita che si snoda inesorabile e passa come un filo sottile tra le dita della mano. In questi giorni sembra rallentare per qualche istante, giusto come se volesse darti la possibilità di rendertene conto, ed io colgo l’occasione per tirare due somme. Mi fermo, penso, rifletto analizzo… la mia vita, il mio lavoro…
Quest’anno mi sono però avventurato un po’ più in là… e la mia riflessione ha oltrepassato i confini del mio orticello personale e familiare.
Ho deciso di registrare queste riflessioni “a voce alta” per condividerle con te.
Se vorrai potrai condividere anche tu le tue con me e con le altre persone che leggono il blog.
Buon ascolto e… ancora tanti auguri per un magnifico 2011.
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Ho dormito e russato in sauna. Forse è tempo di fermarmi un po’.
Come ogni anno arrivo ai giorni che precedono il Natale con una serie di impegni che si susseguono senza soluzione di continuità. Pensavo che quest’ultima settimana sarebbe stata leggera e invece… mi sbagliavo.
Tra sessioni di coaching, riunioni, cene aziendali, recite scolastiche e appuntamenti vari, sono ancora in piena attività. Non mi sto lamentando, sia chiaro, anche perchè me la sono cercata io. Si tratta di una semplice constatazione.
Stasera ad esempio sono rientrato da Milano intorno alle 18 e, per la serie mai gettare la spugna, ho deciso di andare in palestra ad allenarmi. Ammetto che ero piuttosto stanco e che forse avrei fatto meglio ad andare a casa, ma mi sono allenato lo stesso e con buona intensità. Finito l’allenamento, invece di farmi subito la doccia, mi sono infilato in sauna per godermi un po’ di caldino.
Non ho idea precisamente quanto tempo mi ci sia voluto per addormentarmi, ma dev’essere stato un istante. Ho aperto gli occhi dopo poco più di dieci minuti svegliato da un rumoraccio: ero io che stavo russando come un taglialegna. Hai presente la scena? Ti è mai capitato qualcosa di simile? Comunque sia, mi sono tirato su e davanti a me c’era una persona seduta sull’altra panca, che evidentemente era entrata durante il mio “sonnellino”. Aveva uno sguardo indescrivibile, tra l’incredulo e il meravigliato. Probabilmente non si dava pace per l’idea che mi fossi addormentato lì dentro, con quel caldo terribile…
Ora, tu sai che a me piace dare significati alle cose, sarà per deformazione professionale, sta di fatto che cerco di leggere messaggi (utili) in tutto ciò che mi accade.
A me capita spesso di addormentarmi in sauna, devo essere sincero, ma questa volta devo proprio essere “svenuto”. Per russare poi… e mi sono anche svegliato dal casino che stavo facendo…
Tu che ne dici? Il messaggio mi sembra evidente. Devo riposare un po’.
Proprio due giorni fa, durante una sessione di coaching, stavo dicendo a una persona che il riposo è tanto importante quanto l’allenamento. Non posso pensare di continuare a giocare ad alto livello se non dedico il giusto tempo al riposo, e non posso pensare di riposare in sauna… è troppo scomodo!
Mi sa che durante queste feste mi organizzerò per dormire di più.
Anzi, posto che ho appena finito di produrre una bella trance ipnotica in mp3, mi sa proprio che me l’ascolterò un po’ di volte in queste feste, così oltre al sonno notturno, aggiungerò un po’ di recuperi energetici durante il giorno.
Feedback a freddo sul BEAUTIFUL DAY 2010: “La Mente, mente”.
Sabato 4 dicembre a Reggio Emilia, ha avuto luogo, come da programma, il Beautiful Day 2010. Un evento a scopo benefico che ogni anno, a inizio dicembre, offriamo come regalo di Natale a tutte le persone interessate al proprio sviluppo personale. Un’occasione straordinaria per raccogliere fondi in favore di associazioni impegnate nel sociale. Quest’anno ci siamo adoperati in favore del Gr.A.D.E. (Gruppo Amici dell’Ematologia), che ringraziamo per la fiducia accordataci e per l’impegno profuso in favore dell’evento.
Ho volutamente aspettato qualche giorno prima di scrivere qualcosa sul corso per non farlo sull’onda dell’entusiasmo e perdere in oggettività. Devo dire tuttavia che nonostante siano passati cinque giorni, faccio difficoltà a mettere da parte l’entusiasmo per come è andata, ma prometto che ce la metterò tutta.
Partiamo dalla location. Il centro Loris Malaguzzi si è rivelato il posto ideale. Ampi spazi, tecnologia funzionale, sala confortevole, parcheggio immenso, insomma, difficile trovare criticità rilevanti se non una sola: la capienza della sala limitata a 414 persone. Accogliente!
Abbiamo ricevuto circa 600 prenotazioni e siamo riusciti ad accoglierne solo una parte. Per il prossimo anno stiamo già pensando di prenotare un teatro con circa mille posti… ce la faremo a riempire anche quello?
Il tema portante: “La Mente, mente” mi è sembrato azzeccatissimo. Ha suscitato molta curiosità e interesse e ha dato infiniti spunti agli speaker per trasmettere informazioni, strategie ed esperienze utili nella pratica della vita quotidiana. Intrigante!
Gli ospiti: direi che abbiamo fatto centro anche stavolta. Elio, Carlotta, Roberto, Lisa e Stefano sono stati semplicemente stupendi. Diversi tra loro, ognuno con la propria esperienza e la propria storia hanno condiviso il loro sapere con passione e con tutto il cuore (è proprio il caso di dirlo senza paura di sembrare smielenso). Proprio grazie alle loro caratteristiche differenti, tutti i partecipanti si sono sentiti coinvolti e toccati nel profondo, chi più da uno, chi più dall’altro. Un’alchimia splendida non facile da realizzare. Fantastici!
Lo staff Ekis. Che dire… superbo. Come sempre, non si sono fatti mancare il nostro appuntamento dell’anno, e si sono resi disponibili in grande numero e, soprattutto, con grande intensità. Sono arrivati da ogni parte d’Italia e hanno predisposto tutto dalla A alla Z a partire dalle 7 del mattino e hanno sbaraccato tutto entro le 21. Sono stati dei veri e propri angeli custodi, sia per me, che per i partecipanti. Indispensabili!
I partecipanti. Sono arrivati da ogni dove. Credo che fossero presenti persone provenienti da tutte le regioni d’Italia ma quest’anno abbiamo davvero superato ogni record. Sono venuti apposta per il Beautiful Day anche dall’estero. Dal’Africa, dall’Europa e, udite udite, dalla Russia. C’era una donna venuta apposta da Mosca. Oltre 400 persone che hanno contribuito a creare un’energia strepitosa in sala. Si poteva percepire chiaramente entrando in sala e sembrava di stare dentro il salotto di casa propria insieme ad amici di vecchia data. Meravigliosi!
Ecco, ho cercato di essere il più distaccato possibile e di valutare tutto in maniera obbiettiva.
In definitiva sono molto felice di come sia andata e i feedback entusiastici che ci continuano ad arrivare via email, mi fanno capire che dobbiamo dare seguito a questa iniziativa. E tu che ne dici? Lo facciamo il Beautiful day 2011?
PS. Se eri presente al Beautiful Day, puoi contribuire anche tu a dare feedback sulla giornata. Magari puoi darci degli ulteriori spunti di miglioramento e delle idee sulle prossime edizioni. Lascia un tuo commento.
Excellence Coaching, novembre 2010. Missione compiuta.
Un’astronave che è decollata il giovedì e ha navigato nello spazio fino a domenica. Una navigazione non priva di turbolenze e ricca di esperienze eccellenti.
L’Excellence Coaching è difficile da spiegare, è una di quelle esperienze che si può solo vivere!! Diciamo che esiste un canovaccio, una sintassi dei contenuti che verranno affrontati, ma che quasi sempre subisce qualche modifica in corso d’opera. Eh sì, perchè in questo caso più che mai, vale il detto: “il corso lo fanno gli allievi”. In funzione delle persone che sono presenti al corso, alle loro esperienze e a ciò che emerge di volta in volta, la navigazione può subire modifiche nella rotta. D’altronde un corso che parla di eccellenza non potrebbe essere strutturato in maniera differente.
Ogni edizione del corso fa caso a sè e viene ricordato per gli allievi che hanno contribuito a renderlo speciale.
Colgo l’occasione di questo post per ringraziare profondamente tutti voi che avete partecipato: siete stati fantastici. E insieme a voi, vorrei ringraziare tutto lo staff e il gruppo di Assistenti e di Coach, che come sempre hanno contribuito a rendere il corso strepitoso.
Facciamo così. Aiutatemi a spiegare cos’è l’Excellence Coaching attraverso qualche parola chiave, o una breve frase.
Comincio io con qualche indizio sul corso appena concluso:
Flash!
The Gap
8:07
La madre di tutte le visualizzazioni
il grattacielo: traffico o oceano?
Mr. Holland
Ti-mo-ne! Ti-mo-ne!
Io… Vedo, Sento, Provo e So…
… che è stato fantastico stare con voi questi quattro giorni a Bologna.
Dai, ora scrivi tu qualcosa. Lascia un commento sul corso.
Alessandro Bergonzoni. L’eccellenza va in teatro.
Ieri sera sono stato a teatro a vedere uno spettacolo di Alessandro Bergonzoni. Un monologo di un’ora e mezza senza soluzione di continuità. Una battuta dietro l’altra, sfornate alla velocità della luce e senza una minima esitazione.
Anche se volessi raccontarti ciò che ha detto, credo di non ci riuscirei, per l’enorme mole di parole e battute che ha infilato una dietro l’altra. Tutte con il gioco del doppio senso e dell’ambiguità linguistica. Tra l’altro, cosa non da poco, manifestando una competenza linguistica degna di un piennellista di esperienza.
La cosa impressionante è la facilità con cui ha retto senza soste e a livelli altissimi.
Facendo un’analogia con lo sport, sembrava un atleta agli anelli in una performance da medaglia d’oro. Concentrato, attento, rilassato il giusto… quasi perfetto.
Durante lo spettacolo mi chiedevo: “chissà quanto ha dovuto prepararsi per riuscire a produrre una performance a quei livelli”.
Come sempre il pubblico applaude quel che vede durante l’ora e mezza di spettacolo e non quel che è stato necessario fare per riuscire a realizzarlo. Se tanto mi da tanto, oltre a tutto il tempo necessario per creare le battute e strutturare la sostanza dello spettacolo, deve aver impiegato una marea di tempo ed energie per provare e riprovare fino al raggiungimento dell’eccellenza della performance.
Un esempio perfetto della teoria dell’iceberg tanto cara un po’ a tutti i formatori. La parte del ghiaccio che emerge dall’acqua e che è visibile a tutti, è infinitamente più piccola rispetto al ghiaccio sommerso.
Professionalmente mi piacerebbe riuscire ad affiancare un professionista del suo calibro per modellarne le strategie.
Mah… chissà!
Intervista uscita su El Diario di Paranà (Argentina). Livio Sgarbi, un entrenador ganador.
Ecco il testo integrale dell’intervista che mi è stata fatta in Paranà (Argentina) e che è uscita nel periodico della città El Diario.

EL EXITOSO MOTIVADOR DEPORTIVO ESTA’ EN PARANA’, al visitar la Argentina por primera vez. Hoy brindarà una conferencia gratuita para todo el ambiente. En un mano a mano con EL DIARIO hablò de sus claves para el èxito dentro y fuera de las cancha.
Luis Gómez
Livio Sgarbi disertará sobre el entrenamiento mental para obtener el máximo rendimiento en el deporte. Y en la vida.
Es italiano, reside en España y trabaja con figuras de la alta competencia deportiva a escala mundial. Desde hace dos décadas entrena y forma el desarrollo personal de deportistas y referentes del mundo empresarial.
Sociólogo por formación, utiliza los conocimientos de diversas especialidades de la ciencia (Psicología del Cambio, Psicología Gestalt, Programación Neurolingüística –PNL-, Hipnosis, Análisis Transaccional, entre otras) para aplicarla a sus pacientes.
Habla con fluidez el español y no deja dudas de que es un gran motivador, al utilizar manos y gestos faciales para enfatizar su mensaje. Tampoco de su formación e interés por explorar la mente humana.
MANTENER EL INCENTIVO. En una impasse de su oratoria en las I Jornadas Latinas de PNL y Tecnologías Afines, organizadas por la Asociación Latina de PNL y Tecnologías Afines (ALAPNL), se prestó cortésmente al diálogo con EL DIARIO.
—Nuestra sociedad celebra a los campeones, pero desaira al resto. ¿Podrá cambiar esta concepción?
—Utilizo mucho esta frase: “Quieres vencer en la vida, aprende a perder”. Los fallos sirven para focalizar. Cuando pierdes, no dejas de valer, te estás preparando para vencer. Necesitamos ir a las bases, los niños, y enseñarles a perder, porque esa es nuestra mayor falla.
—Generalmente, se habla sobre cómo lograr el éxito, pero pocas veces sobre cómo sostenerlo.
—Es la parte más difícil. El problema de quienes ganan todo es la falta de motivación, por lo cual es importante que cuando están en la cima hagan algo para ir más allá. La persona que deja de crecer, de aprender, de ponerse en duda, está bajando.
Sgarbi se especializa en encontrar la razón que haga que una persona se empeñe en tener nuevas motivaciones: “A veces el deportista está feliz pero pierde el interés en vencer”, sintetizó el conferencista.
MENSAJE PARA EL FUTURO. A Livio Sgarbi se lo podría asociar con un mensaje destinado a una élite. Lejos de eso, su cruzada apunta a todo público, motivado por su preocupación por dejarles a sus hijos (de 7 y 3 años) un mundo mejor.
“Todos necesitamos ir al futuro con algo más de lo que tenemos ahora. Nuestros hijos tendrán la sociedad que les dejemos y yo quiero darles las herramientas que necesitarán para gestionarla”, se sinceró.
En otro punto de su breve pero rica charla, el sociólogo habló de la importancia social del deporte: “Yo amo al deporte, lo practico y trabajo con él, pero lo uso para ayudar a la gente que no se involucra con él. El deporte es una metáfora de la vida, porque te enfrenta a los desafíos en cada lugar. Es más: aprendemos de los campeones y usamos esto en nuestra vida”.
—¿Por qué hay atracción entre el hombre y la práctica deportiva?
—Porque es una posibilidad de satisfacción en la vida. Comienza como un juego y conforme desarrollas tu habilidad para competir. Es como una droga. Muchos profesionales, tras abandonar su carrera, pierden motivación, y vuelven al deporte como entrenadores o managers, porque tienen una falta en su bioquímica.
—¿Qué mensaje le deja a los deportistas amateurs?
—Sugiero pensar al deporte como una metáfora de vida, que te entrena para afrontarla. Para perder, para vencer, para enfrentar los miedos. Para vencer, no necesitamos buscar algo especial fuera de nosotros. Tenemos que aprender a buscar y encontrar en nuestro interior para manifestar lo mejor de nosotros. Y se puede vencer.
Sgarbi brindará hoy una charla gratuita para toda la comunidad deportiva. Será a las 10 en el Colegio de Martilleros Públicos de Entre Ríos, Santa Fe 434.
Reportage a freddo della trasferta in Argentina. Coaching vincente… sotto tutti i punti di vista.
Come ho avuto modo di comunicare a più riprese attraverso Facebook e in un post sul blog, sono stato in Argentina Ho voluto aspettare un paio di giorni prima di scrivere questo post per essere il più oggettivo possibile, un commento a freddo, come si usa dire.
Le motivazioni che mi hanno spinto ad accettare l’invito ad andare là sono state molteplici, tra cui: la prospettiva di aprire un distaccamento argentino di Ekis; pubblicare il mio libro Istruzioni per Vincere; esportare il nostro Master in Coaching; mettermi alla prova in un paese nuovo con cultura e modi diversi dai nostri; mettermi in discussione e uscire dalla mia zona di comfort in un area in cui mi sento decisamente a mio agio: il coaching.
Per me è stata una sfida sotto tutti i punti di vista e, ora che sono tornato a casa ed è passato un po’ di tempo, posso dire che sono stato molto felice di averlo fatto. Le aspettative sono state decisamente rispettate e addirittura superate.
Sono partito da Roma insieme a Mercedes, che è stata la persona che più di tutte ha creduto al progetto e alla quale dunque vanno buona parte dei meriti dell’operazione. Oltre ad aver dato inizio al progetto ne ha anche curato la realizzazione “in loco”. E’ stata per me una vera e propria manager.
Avevamo poco meno di una settimana per cercare di rendere il più produttivo possibile la trasferta e per questo motivo abbiamo tenuto dei ritmi davvero indiavolati.
Appena arrivati in Paranà, abbiamo subito avuto un’intervista con il periodico della città. Ne è uscito un articolo molto bello che occupava un’intera pagina del giornale.
Il giorno dopo eravamo on stage nel 1° congresso di PNL dell’associazione ALA PNL. con una “charla” sul coaching per vincere nella vita. Io ero l’ospite d’onore, lo straniero. Un effetto strano che ho sempre vissuto “dall’altra parte” avendo invitato in Italia diversi speaker stranieri. C’erano 140 persone e alla fine ho ricevuto una vera standing ovation. Bella soddisfazione!
Il giorno dopo ancora abbiamo tenuto un’altra charla sul tema “coaching per vincere nello sport” ma dedicata ad atleti, squadre, allenatori ed operatori dello sport. In questo caso ero l’ospite unico del corso, ne senso che quelle persone erano lì unicamente per sentire parlare me. Un grande onore che si è concluso con una richiesta per un lavoro di coaching con la squadra di basket di Paranà (Sionista) che milita in serie A1.
Nel pomeriggio dello stesso giorno quindi, senza soluzione di continuità, abbiamo condotto una sessione di coaching con ll presidente, gli allenatori e tutto lo staff al completo, per poi terminare con una sessione di coaching con gli atleti della squadra. Un vero tripudio conclusosi con una bella intervista con l’addetto stampa della società.
Il mattino seguente, ci siamo imbarcati sull’aereo per Buenos Aires per riuscire ad essere puntuali in un altro workshop dedicato esclusivamente a me e rivolto ad addetti ai lavori e a persone interessate al proprio miglioramento personale. Anche in questo caso devo ammettere che abbiamo ottenuto un exito muy grande.
In mezzo a tutto ciò bisogna aggiungere una serie di contatti strategici e importanti che non avrei mai pensato di riuscire a ottenere in così poco tempo. Insomma, al finale i risultati ottenuti hanno superato qualsiasi rosea aspettativa. Abbiamo già ricevuto la richiesta di tornare a breve per tenere un corso più strutturato e iniziare così a promuovere Ekis in Argentina.
E ora ti svelo quali sono stati gli elementi che più di tutti sono piaciuti e che hanno reso i miei interventi speciali ed apprezzati. La mia espressività nel parlare in pubblico; l’ironia; la teatralità; l’energia. Il fatto che mi stessi divertendo e che coinvolgessi anche il pubblico. In poche parole, quella che io amo definire la Passione con cui lavoro. Una cosa che dò quasi per scontatea e che ritengo imprescindibile, non solo nel lavoro.
Dal best seller The Secret, Bob Proctor Live: “Sei nato ricco!”
Sabato sono stato a frequentare un corso con uno degli autori del libro “The Secret”: Bob Proctor. Una giornata di seminario sulla legge di attrazione dal titolo: Sei nato ricco. Eh eh eh, il titolo mi è piaciuto subito… non potevo non andare.
La sala era gremita da circa cinquecento persone e il clima in sala era decisamente positivo. Lui, Bob, un simpatico ed elegante nonno con un’energia rara. 76 anni portati splendidamente e una capacità di gestire l’uditorio notevole. Di solito quando seguo un corso sono attento a chi ho davanti per cercare di capire qualcosa di più profondo oltre l’abilità e la competenzaa circa i temi che tratta. Mi piace cercare di capire com’è il suo carattere; com’è nella vita; che relazione ha con le altre persone, ecc.
La sensazione avuta nei suoi confronti è stata decisamente positiva. Una persona disponibile, attenta e sensibile. Dal suo corso non ho portato via particolari spunti a livello didattico. Dopo 22 anni di lavoro in questo ambito è difficile sentire qualcosa di veramente nuovo e innovativo. Ciò che mi porto a casa è soprattutto il suo esempio. Era chiaro ed evidente che credesse a ciò che stava dicendo, e questo lo rendeva autorevole. Vorrei anche io, se avrò la fortuna di arrivare a 76 anni e tenere ancora dei seminari, avere la sua stessa convinzione interiore.
Sabato Bob ha dato un esempio incredibile di come un pensiero positivo e la fede nelle leggi che governano l’universo, possono condurre alla felicità e alla ricchezza. Ecco sì, dava proprio l’idea di essere una persona ricca e felice nonostante non abbia detto una sola volta di esserlo. Non ce n’era bisogno.
Workshop “Istruzioni per Vincere” a Justwellness
Sabato pomeriggio, presso il MarinaBay di Marina di Ravenna, terrò un workshop sul mental coaching per dare il meglio di sè.
La manifestazione si chiama Justwellness ed è dedicata al benessere a 360 gradi. In questo contesto una corretta gestione delle proprie risorse mentali risulta strategica ed importante, visto che i nostri pensieri sono in grado di influenzare il nostro sistema immunitario ed ormonale.
Prenderò spunto dal mio libro Istruzioni per Vincere per trattare alcuni argomenti specifici del mental coaching.
Sarò felice di incontrare centinaia di persone interessate al proprio miglioramento personale e di contribuire ai loro successi futuri.
Se ti interessa l’argomento, vieni a trovarmi. Io ci sarò!
Casa Tentoni un eremo ideale. Ecco dove mi ritiro per prendere ispirazione.
Siamo in piena estate e scrivo questo post per condividere questo momento in cui sto lavorando alla stesura del mio terzo libro.
Da un po’ di anni a questa parte, ad agosto prendo una camera in un agriturismo sulle colline sopra Riccione per ritirarmi a scrivere.
Ora ad esempio mi trovo proprio qui, e mentre scrivo ho questo scorcio davanti…
SI chiama “Casa Tentoni“. Il posto è magnifico, ideale oserei dire, e i miei ospiti sono a dir poco deliziosi.
Non esagero se ti dico che mi sento come a casa mia, mi fanno sentire come uno della famiglia.
Ad esempio sabato pomeriggio, prima di partire da Reggio Emilia, chiamai per avvisareche avrei potuto arrivare in tarda serata per via di un impegno per la cenache temevo si potesse protrarre fino a tardi.
Fernando, che rispose al telefono, mi disse con un bell’accento romagnolo:
“Livio te non ti devi preoccupare, vieni quando vuoi, anche dopo l’una non è un problema.
Quando arrivi mi chiami e io ti apro, stai tranquillo. Sei come a casa tua.”
Amo tutto ciò.
Proprio ieri sera pensavo al fatto che adoro avere dei punti di riferimento nella mia vita, anche nei luoghi.
Mi piace l’idea di avere questo specie di “eremo speciale” in cui mi ritiro ogni volta che cerco delle ispirazioni dentro di me.
E’ un appuntamento fisso, immancabile che dà colore alla mia vita.
Ecco la mia giornata tipo quando sono qui:
Mi alzo il mattino intorno alle 8.
Faccio colazione, e poi mi metto sotto la veranda del ristorantino, proprio davanti alla piscina, a scrivere.
Scrivo tutto il giorno fino alle 19 circa, con una pausa all’una per una delle mie insalatone.
DI tanto in tanto nella giornata mi prendo dei break di una ventina di minuti
per un tuffettino in piscina o per rilassarmi sui lettini al sole.
Alle 19 vado a farmi una corsettina o un’oretta di tennis.
La sera tre possibilità:
- cena veloce e rientro a scrivere se sono in vena di lavorare anche dopo cena;
- cena a Riccione con amici se sono in vena di un minimo di socialità;
- cena speciale di pesce a casa Tentoni se sono in vena di un po’ di intimità e chiacchiere con pochi amici


















