Rafa Nadal docet: Vince chi lotta!
Internazionali Italiani di Tennis al Foro Italico. Ottavi di finale.
Nadal, dopo aver subito letteralmente il gioco del suo avversario (Ernests Gulbis) ribalta la partita e vince un incontro che sembrava ormai perso.
Al termine, Gulbis si rammarica per la sconfitta e afferma: “me la sono persa io”.
Nadal replica con determinazione: “Nel tennis vince chi lotta!”
Rafa (Nadal) è reduce da un infortunio che lo ha tenuto fuori dai tornei per mesi e nonostante sia rientrato vincendo diversi tornei, non è ancora al suo massimo livello di forma. Lui lo sa… ma sa anche che se vuole continuare a vincere deve sostenere il suo talento e la sua preparazione con un atteggiamento mentale da vero campione.
Lavoro con molti atleti e forse la caratteristica che manca alla maggiorparte degli agonisti è proprio la disponibilità alla lotta. A rimanere in campo dando tutto se stessi soprattutto nei momenti di difficoltà. Tendono a rinunciare quando il gioco si fa duro!
E’ interessante portare questo tipo di riflessione anche sul piano della quotidianità. Prendiamo ancora una volta lo sport e i suoi migliori protagonisti, come esempio e metafora di vita.
Ciò che ha affermato Nadal non è forse altrettanto vero nella vita? Anche nella vita, nel lavoro…. vince chi è disposto a lottare, a non mollare.
Possiamo prendere spunto dall’atteggiamento del tennista maiorchino per decidere immediatamente di allenare la nostra capacità di resistere agli urti della vita. A rialzarci quando cadiamo. A stringere i denti e a tenere duro, proprio quando sembra che tutto debba andare a rotoli.
Sono convinto che se ci guardiamo dentro, se ci ascoltiamo nel profondo del nostro cuore, riscopriamo importanti motivazioni per farlo. Motivazioni che se vengono alimentate bruciano come il fuoco.
Sì, c’è un fuoco dentro di noi, di pura passione, che arde impetuoso. Il fuoco di quando eravamo bambini. A volte ce ne dimentichiamo e lo lasciamo sopire… ma sotto la cenere lui c’è. Aspetta che gli diamo ossigeno, che lo alimentiamo, per continuare ad ardere con passione.
Quel fuoco è quello che ci permette di lottare… fino all’ultimo.
All’ultimo IMPARA DAI CAMPIONI svolto a Roma, abbiamo soffiato sulle braci e buttato legna. Lo abbiamo alimentato e il risultato è stato sorprendente.
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Ho appena ricevuto un pacco postale da Roma. L’ho aperto subito. Conteneva un libro “Vivere il mio tempo”.
Me lo ha appena spedito l’autore, per ringraziarmi dopo aver seguito il corso Impara dai Campioni. Mi ha scritto una dedica meravigliosa. Parla di un fuoco, che sembrava spento ma che al corso è stato rivitalizzato. E la promessa è quella di non lasciarlo mai più spegnere.
Grazie.
PS. Per questioni di riservatezza non indico l’autore n’è il testo della dedica, ma se l’interessato mi autorizzasse lo farei con grande piacere.
Per vincere in tempi di crisi devi distinguerti dando reale valore alle persone.
Anche quest’anno ci avviamo a chiudere il bilancio aziendale in crescita, eppure là fuori c’è un disastro. La crisi c’è e si sente. Si sente a lavoro, si sente nelle chiacchiere dei bar, si legge sui giornali, si sente in tv, per strada quando incontri un amico.
Il momento è durissimo eppure ci sono aziende che nonostante tutto e tutti riescono a crecere. Sono felice che Ekis sia una di queste, ma se analizzo cosa e come stiamo facendo noi, capisco immediatamente che non si tratta di fortuna o casualità.
Il mercato della formazione e dei corsi è fortemente contratto. Le aziende spendono mooolto meno, e anche i privati. Siamo tutti un po’ più cauti nello spendere (cosa che in assoluto non è male, anzi!). Selezioniamo di più e meglio dove, quando e con chi investire il nostro denaro, sapendo che oggi gli errori si pagano molto di più che in passato. 
E quindi? Quindi questo vuol dire che la scelta andrà a chi riesce a fornire il maggior valore al minor prezzo, con priorità verso chi dà valore.
Se stiamo crescendo è perchè riusciamo attraverso i nostri servizi (corsi, seminari, coaching, prodotti, ecc.) a dare reale valore alle persone e alle aziende con cui lavoriamo. I nostri risultati parlano chiaro.
Non posso dunque trattenermi dall’invitarti a concentrarti sul valore e non sul denaro.
Questo week end sarò Roma con un team Ekis di 15 persone al corso IMPARA DAI CAMPIONI The Challenge.
Avremo oltre 150 persone al corso. 150 persone che ci hanno accreditato la loro fiducia e che si aspettano valore aggiunto e noi lo sappiamo. Per questo motivo abbiamo preparato ogni singolo dettaglio (dalla logistica alla didattica) affinchè le loro aspettative vengano non solo rispettate, ma superate oltre ogni immaginazione. Ci impegneremo a farlo e so, per esperienza, che ce la faremo anche stavolta.
Sono questa attenzione e questa passione che ci permettono di crescere in questi momenti difficili.
Campioni si nasce o si diventa?
Il dilemma di sempre che nello sport divide sia gli appassionati che gli adetti ai lavori: Campioni si nasce o si diventa?
Dopo aver fatto l’ultima edizione (prima della pausa estiva) del corso IMPARA DAI CAMPIONI -- The Challenge ho avuto un’illuminazione ed ho trovato una risposta che potrebbe mettere d’accordo tutti.
Campioni si nasce! Sì certo che è così. Perchè tutti quanti nasciamo campioni. Nasciamo unici e quindi numeri uno per definizione. Abbiamo anche vinto la gara tra le cellule germinali
(spermatozooi nda.
) all’atto del concepimento, che altro ci serve per convincerci?
Forse non tutti nasciamo campioni nel tennis, o nel calcio, o nel basket… ma nasciamo campioni in senso più ampio.
Possediamo da subito tutte le risorse necessarie ad eccellere e ad essere il meglio di noi stessi nella nostra vita. Nasciamo quindi con il talento già in noi. Tutti abbiamo talenti.
Ma nello stesso tempo, Campioni si diventa. Certo! Possiamo diventare campioni in svariati ambiti della vita o in svariate competenze, esercitando proprio i nostri talenti innati. Possiamo diventare dei campioni nel nostro lavoro, in famiglia, come papà, come amici. Oppure campioni in sensibilità, coraggio, forza interiore, determinazione, passione ecc.
Ognuno di noi può decidere di elevarsi e distinguersi attraverso i propri talenti. In noi c’è il divino, c’è magia pura e quando la mettiamo all’opera raggiungiamo l’eccellenza.
Questo sabato e domenica, nello svolgimento del corso, ho avuto l’impressione di aver lavorato insieme a 250 persone speciali, pur senza conoscerle approfonditamente. Li ho conosciuti guardando i loro sguardi, i sorrisi, i loro gesti… parlando con loro, abbracciandoli. Non so cosa facciano o non facciano nella loro vita quotidiana, ma lì ho avuto l’impressione di avere a che fare con uomini, donne (e bambini) impegnate. Impegnate nella gara più importante di tutte: la propria vita e sono felice di essere stato, ancorchè per soli due giorni, il loro allenatore/coach.
Le nostre vite si sono intrecciate e sovrapposte per due giorni per poi riprendere ognuna la propria strada, positivamente contaminate da tutte le altre. Trovo questa cosa assolutamente magica. Le nostre vite non sono più le stesse.
Dal mio punto di vista è stato un corso fantastico, carico, profondo, divertente… quasi perfetto.
Per questo sento il dovere, nonchè il piacere, di rinnovare i complimenti e i ringraziamenti a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita del corso da chi ha lavorato in ufficio, a chi ha materialmente iscritto le persone, ai coach, lo staff, i partners… tutti!
Dal punto di vista dei partecipanti… beh questo dovremmo chiederlo a loro….
Ehi… c’è qualcuno? Sì, sì, proprio a te che stai leggendo ora… tu c’eri? Dicci: com’è stato il corso?
In attesa di leggere i commenti dei partecipanti, dai un’occhiata alla pagina Facebook dedicata proprio al corso in questione.
Tra l’altro durante il seminario, ci sono arrivati i video saluti che il gruppo dei trainers e corsisti del practitioner di PNL (svoltosi a Desenzano in contemporanea con Impara dei Campioni) hanno voluto inviare a tutti noi a Reggio durante il corso. Alessandro Mora e Pasquale Acampora polleggiano in riva al lago tra una sessione di lavoro e l’altra…
Il secondo è ovviamente il video di risposta che abbiamo registrato e inviato subito a loro.
Buona visione.
Ah dimenticavo, un’ultima cosa.
Buone vacanze… CAMPIONE!
Dio mio… ma che sta succedendo? Cosa posso fare?
Mi sento come un pugile suonato… rendo l’idea? 
Come se le braccia non riuscissero ad alzarsi per proteggermi il volto dagli attacchi avversari.
Come se ne avessi già prese un sacco e una sporta…
Come se il dolore ormai avesse superato ogni soglia di sopportazione… e non lo sentissi più!
Come se al suono della campana non sapessi qual è il mio angolo…
Le botte arrivano dalla politica (o da quel che ne rimane…), dall’economia, dal Vaticano, dal terremoto. Arrivano attraverso i telegiornali, i quotidiani, la rete… Arrivano pugni mascherati da “belle parole” e impegni farlocchi… Le peggio nefandezze nascoste sotto il tappeto in attesa che ce ne si dimentichi (e purtroppo puntualmente ce ne dimentichiamo).
Cadono fisicamente le chiese per la violenza del terremoto, e contestualmente cade ancora più in basso l’istituzione che la rappresenta.
L’economia traballa anche lei come un pugile suonato e contestualmente si toglie ossigeno a chi deve risollevarla (parole chiave: accise, tasse, sperperi, immunità, ecc.).
Becchiamo con le mani nel sacco i partiti a depredare il denaro pubblico e contestualmente si ripropongono come le persone giuste per rinnovare il paese.
E’ evidente che non è successo tutto in una notte e che si tratta di un effetto generato in anni e anni di “deriva” che abbiamo noi stessi in qualche modo contribuito a creare, tuttavia in questo periodo c’è una vera e propria escalation a dir poco preoccupante.
Non c’è più tempo da perdere. Se fino a ieri, il livello di marciume consentiva a tutti di tenere la testa fuori e respirare, oggi non è più così. Non si tocca… si va a fondo. E lo dico da un osservatorio privilegiato di chi tuttosommato ha un lavoro, una casa, una famiglia… di chi ha l’opportunità quotidiana di realizzare i propri sogni. Ripeto: privilegiato.
Che fare dunque?
Purtroppo non ho soluzioni… magari le avessi. Tuttavia ho maturato opinioni definite in merito.
Noi siamo responsabili di ciò che ci accade. Dunque se vogliamo cambiare qualcosa dobbiamo necessariamente DECIDERE di voler cambiare, dopodichè agire via da quel che non si vuole e agire verso quel che si vuole.
La cosa importante è definire soprattutto ciò verso il quale ci vogliamo allontanare. Ci sono certe cose, brutte, inaccettabili, che sono universalmente (o quasi) rigettate da tutti: la violenza, il sopruso, la discriminazione, la vessazione, la sofferenza, l’ingiustizia, ecc.
La mia opinione è che fino a quando non decidiamo collettivamente di dire basta a certe cose, non sarà possibile muoversi verso il nuovo.
Faccio esempi concreti e tristemente attuali.
Tutti sarebbero d’accordo nel destinare in via straordinaria dei fondi alla popolazione vittima del terremoto in Emilia. Tutti nella possibilità di scegliere, se pagare di tasca loro (vedi accise benzina, ecc.) o far pagare lo stato dirottando denaro che verrebbe sennò speso diversamente, sceglierebbero di usare i soldi dello stato (comunque in ogni caso, sempre nostri). Giusto? Bene, il 2 giugno sono previsti milioni di spesa per una parata puramente formale (se non inutile). Occasione straordinaria per risparmiare soldi di tutti e destinarli a bisogni più concreti.
Mi aspetto che gli italiani boicottino la parata, non con la violenza. Che non ci sia un solo spettatore.
- Tutte le persone oneste sono indignate per il “ruba ruba” e la pochezza dimostrata dalla classe politica degli ultimi vent’anni. Gli italiani, mi sento di dire, non vogliono che i loro/nostri soldi vengano rubati da pochi mascalzoni, che in cambio si fanno grandi in tv e vivono di privilegi. Siamo stufi di vedere nei consigli di amministrazioni delle più importanti industrie del paese, o nelle sale consiliari di comuni, province e regioni delle teste di legno, persone incapaci o figure politiche da riciclare solo perchè “persone di fiducia” affiliate alla corrente politica di turno. Mi sbaglio? sto generalizzando? qualunquismo??? Dai, che ci siamo capiti.
Bene, alle prossime elezioni mi aspetto che queste persone, questi partiti vengano puniti in maniera esemplare. Me lo aspetto proprio.
Non ho soluzioni, ma ho chiaro in mente che se non ne usciamo INSIEME… non ne usciamo proprio.
Sono fiducioso. L’essere umano, e gli italiani nella fattispecie, oltre ad avere tanti difetti, hanno sempre dimostrato di sapersela cavare. Abbiamo conquistato il mondo e siamo stati terra di conquista. Diciamo che sappiamo il fatto nostro. Sono convinto che troveremo la via, ma prima ci dobiamo disfare delle zavorre, altrimenti non salperemo mai.
Ammicco alla realtà Internet e la guardo con grande aspettativa. Mai un mezzo tanto potente ha modificato gli equilibri del sapere e dell’informazione come sta facendo Internet. La rete può essere la nostra polvere da sparo. L’arma in più che mancava alla popolazione mondiale per sentirsi unita. Non siamo ancora pronti, a livello globale, ma all’interno della nostra “piccola comunità” possiamo fare tanto.
Questa crisi è la più grande opportunità che la nostra comunità, dal dopo guerra in avanti, abbia mai avuto per rinnovarsi e per cambiare rotta. Il mondo intero ha bisogno di una sterzata forte altrimenti non ci sarà futuro per le prossime generazioni. Tocca a noi dare avvio a quella virata…
Comandante Schettino… per favore… scenda subito da bordo!!!!!
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PS. Leggendo questo post, non si può non accostarlo a quelli pubblicati recentemente da Roberto Pesce e dallo Zio Giuse nei loro rispettivi blog. Siamo amici, colleghi… ci influenziamo a vicenda, siamo in sintonia… e sappiamo di esprimere un’opinione piuttosto condivisa all’interno della realtà Ekis, di quella dei nostri clienti ma anche di quella di molti italiani che con Ekis nulla hanno a che fare.
Il nostro impegno è quello di contribuire da elettori, contribuenti, cittadini, genitori, e da professionisti quali siamo nel mondo del coaching e della crescita personale. Scrivere sui blog, tenere seminari, agevolare il cambiamento, la presa di coscienza in maniera etica, sostenibile… questo è ciò che sappiamo fare. Questo è il contributo che vogliamo dare alla comunità. Se facessi il medico cercherei di aiutare il più possibile a vivere in salute, se facessi l’insegnante cercherei di insegnare ed educare al meglio i miei alievi… ma faccio il coach. E cerco di farlo con Passione.
Il 23 e 24 giugno terrò a Reggio Emilia un corso attraverso il quale sento proprio di contribuire ativamente dando valore alle persone per affrontare e vincere questo momento di grande difficoltà.
Impara dai Campioni-The Challenge
Un tranquillo weekend di…
Dopo aver fatto un corso tanto bello e riuscito tanto bene come quello appena terminato a Padova (impara dai Campioni -- The Challenge) mi rimane dentro una sensazione di soddisfazione grande come una casa.
Ieri sera, tornando a casa tutti insieme con il pulmino, non facevamo altro che parlare del seminario, di come fosse andato bene, dell’energia che c’era in sala, del feedback dei partecipanti, ecc. Eravamo tutti piuttosto impressionati e felicemente appagati del risultato.
Hai presente quanto hai la netta sensazione di aver fatto davvero qualcosa di eccellente? Il corso è stato, motivante, divertente, entusiasmante, pratico, concreto, ecc. faccio persino difficoltà a spiegarlo. Magari qui mi potrai dare una mano tu (se sei stato presente al corso) scrivendo un commento con le tue impressioni sul corso.
Oggi, a mente fredda… continuo a provare le stesse sensazioni. Mi piace da morire. Non vedo l’ora che arrivi il 23-24 giugno per fare l’edizione di Reggio Emilia.
Ovviamente le aspettative nostre erano assolutamente positive, quindi non è che non ce lo aspettassimo, intendiamoci, ma devo ammettere che siamo riusciti ad andare oltre le aspettative. Dalla mattinata del primo giorno, ci siamo resi conto che il corso sarebbe stato speciale. La qualità dei contributi dei partecipanti negli esercizi di gruppo e negli sharing era pregiatissima. Si avvertiva un’energia in sala pazzesca; come direbbe “labbellabbiondaderoma“: “c’era un frizzicorino…”
ed ha continuato a crescere di giorno in giorno, di ora in ora… Spettacolare!
Mi piacerebbe descrivere nei dettagli tutto ma davvero non ci riesco. Mi limito a questo breve articolo che però racchiude molte emozioni. Lascio ai partecipanti il piacere di aggiungerne qualche dettaglio nei commenti al post, e a chi non c’era… lascio la curiosità di sapere cosa è stato realmente questo corso.
Lo zio Giuse, ha postato sulla pagina Facebook il diario del corso… suggerisco di dargli un’occhiata.
Io colgo l’occasione come sempre per dire semplicemente GRAZIE! Mi sento privilegiato per poter vivere esperienze come questa, conoscere così tante persone che mi hanno dimostrato sincero affetto, ed avere dei colleghi di lavoro così speciali. GRAZIE A TUTTI!
PS. Nello stesso week end si svolgeva in contemporanea anche un corso di memoria e un master practitioner di PNL. Alle Mora e Pasquale Acampora (docenti del corso di PNL) hanno pensato di registrare un video-saluto e di inviarcelo in tempo reale al corso… e noi abbiamo fatto lo stesso con loro… ma che bello è stato?????!!!!!!
Eh già… questo è il frizzicorino di cui parlavamo prima
Ecco un’idea per portare il tuo business e la tua vita a livelli da “medaglia d’oro”. Te lo insegnano i grandi Campioni dello sport.
Quando per la prima volta mi misi in testa l’idea di creare un corso per modellare i grandi campioni dello sport non immaginavo di realizzare un programma tanto efficace e pragmatico come quello di IMPARA DAI CAMPIONI 2012 -- The Challenge. Non dico tanto per dire, è la verità.
Mi occupo di mental coaching nello sport da molti anni ed ho lavorato con centinaia di atleti, osservandoli da vicino e aiutandoli a produrre performance eccellenti nei momenti importanti. Conosco da vicino le dinamiche mentali che mettono in atto in quei momenti, nel bene e nel male e, posso garantirti che spesso sono le stesse che si innescano nella vita di tutti i giorni e nell’ambito professionale.
Un atleta professionista può elevarsi a rango di campione solo quando è in grado di esprimere l’eccellenza. Vale lo stesso anche nel lavoro e nella vita non credi anche tu? Puoi diventare campione nel tuo lavoro e nella tua vita solo quando sai esprimere il massimo di te. Impiegando al meglio le tue risorse riuscirai a misurare il tuo vero valore e a capire quindi fino a dove potrai spingerti.
Lascia che ti rivolga qualche domanda da coach.
- Conosci le tue potenzialità? Le hai mai allenate oltre il limite?
- Sai come fare per impiegarle al 100%?
- Hai chiarezza sul perchè ottieni i risultati che ottieni?
- Conosci i tuoi punti di debolezza e i punti di forza? Sai come limitare i primi e sfruttare gli ultimi?
- Sei cosciente di quanto tu in primis determini la qualità dei risultati che ottieni?
Rispondi alle domande in tutta coscienza e valuta le risposte che hai dato. Come sono? Sei soddisfatto delle tue risposte? Hai mai pensato che potresti trovare risposte convincenti a queste domande nelle esperienze agonistiche dei campioni dello sport? Osservando, indagando, approfondendo e sperimentando le loro esperienze, potresti apprendere dei segreti di cui ancora ignori le potenzialità.
Osservando una competizione sportiva con gli occhi di un coach, potresti renderti conto di tante sfumature che potrebbero arricchirti moltissimo. Mi rendo conto però che non sempre si hanno il tempo la voglia e le capacità per farlo. Magari addirittura lo sport nemmeno ti interessa…
Questo è uno dei motivi che mi hanno spinto a creare questo programma. Il lavoro di osservazione, studio, calibrazione, ecc. l’ho già fatto io e ti metto a disposizione i risultati. Al corso, on l’aiuto dei coach Ekis, ti aiuterò io a metterli in pratica e a declinarli nella tua realtà lavorativa e privata. Non c’è bisogno che tu sia o sia stata una persona sportiva, non serve. Ciò che serve invece è semplicemente impegno nel migliorare.
Credimi, lo sport può essere una maestra di vita straordinaria.
Non ci credi? Leggi cos’hanno detto gli allievi dell’ultimo corso svolto a Milano.
Non male eh???? E ora invece apri un pochino la porta della sala e dai una sbirciatina a cosa è successo durante il corso.
Lasciami infine condividere questa esperienza di successo vissuta nello sport coaching. A conferma che le cose non capitano a caso. Venerdì ho svolto una sessione di mental coaching con la squadra di skating a rotelle di Albinea. Una seduta prima della partenza per Padova per affrontare i campionati Italiani (già vinti anche l’anno scorso, eheheh). Alla fine della seduta l’allenatrice Giovanna Galuppo mi commentava lo splendido clima del team. Tutti concentrati, carichi, consapevoli, motivati. Preparati quindi dal punto di vista fisico, tecnico e mentale. Lo stato ideale per presentarsi ad una competizione e giocare per vincere.
Così è stato. Sono scesi in pista offrendo una performance eccellente e la competizione l’hanno pure vinta!!!!
Ora la mia domanda è: quante volte ti presenti agli appuntamenti importanti della tua vita e del tuo lavoro nello stato giusto? I perchè dei tuoi risultati (nel bene e nel male) sono da ricercarsi proprio lì.
Che emozione… come la prima volta!
Tengo corsi da ben oltre vent’anni, e senza falsa modestia mi reputo decisamente esperto in questo, eppure, mi credi se ti dico che spesso e volentieri mi sento emozionato come se fosse la prima volta? Mi è appena successo di nuovo, in occasione del corso IMPARA DAI CAMPIONI 2012 The Challenge appena svoltosi a Milano.
La sera prima di cominciare, ero in camera nell’albergo del corso con un’adrenalina in corpo che non riuscivo a dormire. Il mattino dopo, poco prima di cominciare sentivo le farfalle allo stomaco. Ero decisamente emozionato e lo sono rimasto per tutti e due i giorni e devo ammettere che è stata un’esperienza fantastica. Faccio difficoltà ad immaginare questo lavoro senza questo tipo di coinvolgimento emotivo, anche quando l’emozione rischia di fregarmi. Fa tutto parte del gioco.
Non succede sempre, ad ogni corso, ma questa volta è stata una botta pazzesca. Ero emozionatissimo per diversi motivi:
- Avevo fatto una promessa importante ed ambiziosa a chi si sarebbe iscritto: “Vieni al corso con un obiettivo/problema e tornerai a casa con un piano d’azione concreto per raggiungere il tuo obiettivo o risolvere il tuo problema e con una strategia per affrontare il 2012 in maniera vincente“. Ovviamente volevo mantenere la promessa.
- Si trattava di un corso creato assolutamente ex novo. Quindi non c’erano certezze sugli orari, sulla sintassi dei contenuti, sulle esercitazioni, ecc. Poteva tranquillamente rivelarsi “fiacco” o, nonostante i contenuti, privo di ritmo.
- I contenuti e le esercitazioni non erano state testate nè sperimentate prima in forma di corso.
- Avevamo in sala alcune persone appartenenti ad aziende nostre clienti con le quali non volevamo sbagliare.
- In sala erano presenti nostri allievi del MIC (Master in Coaching), e della Ekis University, che avevano in mente uno standard di qualità dei corsi molto alto e non volevo dare loro l’idea che quello fosse un corso di minore valore.
- La decisione di cambiare il corso rispetto a quello dell’anno scorso (che ha raccolto molto successo e riscontro dal pubblico) è stata molto coraggiosa ed essendo nata da una volontà di squadra (team Ekis) ci tenevo a che si rivelasse un’idea azzeccata.
Insoma c’erano motivi più che ragionevoli per sentire tutto il peso della responsabilità del progetto, e io non sono sicuramente una persona che si tira in dietro di fronte alle responsabilità quindi… quando si sono oscurate le luci ed è partito il video di apertura del corso avevo il cuore a mille. Una parte di me sperava che il video non finisse mai… e l’altra non vedeva l’ora di corre sul palco e “scatenare l’inferno!”
Una volta partiti, il corso si è rivelato quasi perfetto, nel senso che ha centrato tutti gli obiettivi per i quali era stato creato e realizzato. Tutto è andato secondo i piani e gli allievi sono stati letteralmente FANTASTICI! I feedback ricevuti sono stati da pelle d’oca e le mie emozioni sono rimaste con me attimo dopo attimo: mi sono caricato, appassionato, arrabbiato, divertito, entusiasmato, commosso, inorgoglito e… tanto altro ancora. Insomma, ho vissuto in maniera completa due giorni della mia vita.
Che dire, il corso ha anche superato le aspettative, e non solo dal punto di vista didattico, quindi ufficialmente ha superato l’esame e proseguirà il suo tour per l’Italia.
A
chi c’era… GRAZIE per lo straordinario impegno che avete messo. Lo zio Giuse, blogger eccellente nonchè coach e co-ideatore del corso, ha twittato e postato in tempo reale tutti i momenti salienti… se te li vuoi rivedere, eccoli qui!
Ah, un’altra cosa, lascia qui sotto il tuo commento sul corso. Condividi anche tu le tue emozioni, aspettative, esperienze relative al corso. Contribuisci a dare ulteriore valore a questa magnifica esperienza.
A chi non c’era… PECCATO!
Se leggi tra le righe e vai oltre al mero significato delle parole… scopri il segreto del successo dei grandi campioni… e non solo.
Segui il tennis? Sai chi è Novak Djokovic? (Clicca sul link per leggere il post che ho scritto su Novak).
E’ un tennista serbo, di 25 anni, il cui talento migliore è sicuramente saper usare la testa. La sua forza interiore, la determinazione, il carattere! Quelle cose che di solito nessuno mai ti insegna a rinforzare: o ce l’hai o non ce l’hai. Beh si dà il caso che lui ce l’abbia, ed anche piuttosto robuste.
Nel 2011 Nole (così lo chiamano gli amici), è letteralmente esploso in tutta la sua forza. Ha fatto la sua miglior stagione di sempre. Ha vinto 6 master 1000, 3 Tornei del Gran Slam. Ha guadagnato di price money oltre 19 milioni di dollari, e cosa più importante di tutte, ha scavalcato tutti nella classifica mondiale. E’ diventato il numero 1! (Clicca sul link per leggere il post che ho scritto in quell’occasione).
Se si considera poi il fatto che si è confrontato con atleti straordinari e in ottima forma come Rafael Nadal e Roger Federer, questo risultato acquista ancora più valore.
Nello sport, quando fai una stagione così, al limite della perfezione, è davvero difficile riuscire a migliorarsi. E’ dura pensare che Djokovic possa replicare una stagione del genere, figuriamoci riuscire a fare di meglio. Quando si sta in cima al monte, tutti gli altri pretendenti non vedono l’ora di spodestarti e lavorano duro per tirarti via dal podio. Dall’altra parte, tu che stai in cima, hai in qualche modo “riempito la pancia” e devi trovare nuove motivazioni in grado di darti la stessa grinta che hanno gli altri pretendenti.
Se c’è una cosa che ho riscontrato dall’esperienza di coaching fatta con campioni dello sport, è sicuramente la loro “fame insaziabile” di risultati. Per confermarsi campioni assoluti, è fondamentale alimentare costantemente il fuoco che arde dentro.
I campioni non si ubriacano mai dei propri successi; non permettono al proprio ego di saziare la naturale propensione alla vittoria che li distingue da tutti gli altri giocatori.
Conquistato un torneo, il giorno dopo si rifocalizzano subito su quello successivo, con la stessa intensità ed ambizione. Non perdono tempo e non si distraggono.
Torniamo ancora a Nole. A gennaio, prima dell’inizio ufficiale della stagione 2012, rilasciò un’intervista significativa. 
Questa dichiarazione l’ha rilasciata prima dell’inizio del primo torneo del Gran Slam dell’anno: gli Open d’Australia.
L’ho fatto una volta. Perchè non due?
Rileggo la sua intervista e non riesco a non leggere tra le righe. Dietro questa dichiarazione c’è tutto il suo atteggiamento mentale; la sua grinta; il suo ardire; la sua consapevolezza; la sua sfida agli altri tennisti… Fantastico.
Occupandomi di mental coaching non posso non rimanere affascinato da ciò, e non posso non cercare di codificare queste abilità per poterle utilizzare con me stesso e con i miei clienti.
La domanda che ti faccio è: come cambierebbe in meglio la tua vita se anche tu riuscissi ad avere questo tipo di atteggiamento nei confronti di te stesso e di ciò che fai?
Non intendo per forza dichiarare di voler vincere ed essere il numero uno, ma di puntare al meglio che, in tutta coscienza ed oggettività, sai di poter realizzare. Non importa quanto sia difficile, o quante difficoltà ed ostacoli incontrerai; ciò che importa è che tu lo voglia davvero, che ci creda e che ti ci impegni con tutto te stesso.
Nessuno conosce il futuro, e quindi nessuno può predire ora come sarà la stagione 2012 di Novak Djokovic, ma sicuramente se comincia con questo atteggiamento, riuscirà a dare il massimo di sè.
Per la cronaca, il primo torneo del Gran Slam (Australian Open) lo ha vinto lui dopo aver superato in finale lo spagnolo Nadal in cinque set, dopo quasi 6 ore di partita (entrata nella storia). Sarà un caso? Tu che ne pensi?
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Se ti interessa approfondire questo discorso,
dai un’occhiata a questo video. Ti piacerà sicuramente.
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Un bravo mental coach può rendere lo sport una straordinaria e concreta metafora di vita.
Chissà quante volte mi avrai sentito dire che lo sport può essere una straordinaria metafora di vita. Lo penso profondamente!
Nello sport è importante avere obiettivi; ci sono regole di gioco precise a cui attenersi; ci sono ostacoli (avversari) da superare; richiede allenamento e preparazione, ecc. Proprio come nella vita, con il vantaggio che nella “vita reale” arrivare primi rispetto agli altri non ha molta importanza, o comunque non come nello sport.
Alle Olimpiadi, si ricorda quasi esclusivamente chi arriva primo, gli altri no. Nella vita, fortunatamente, non è così importante supremeggiare nei confronti degli altri. Mi piace pensare invece, che nella vita si possa tutti arrivare primi. Esattamente. Ognuno fa i conti con se stesso e può vincere la medaglia d’oro come papà o mamma, come figlio/a, come marito o moglie, come amico/a, ecc.
Il mio motto è: voglio essere Il Campione della mia Vita! Mi laureo campione ogni volta che mi sento felice, soddisfatto, realizzato, amato, ecc. sia nel lavoro che nella sfera privata.
Lo sport è estremamente formativo, aiuta a definire il carattere di una persona, la sua attitudine all’eccellenza e la predisposizione al sacrificio per un valido ideale, cosa che anche nella vita (sia privata che professionale) risulta importantissima. Chi pratica (o ha praticato) sport a livello agonistico lo sa, chi non l’ha mai fatto… forse fatica un po’ a comprenderlo, anche sostenuto dalle aberrazioni comportamentali a cui ci hanno abituati alcuni giocatori viziati.
Il mio ruolo di Mental Coach nello Sport mi ha dato l’opportunità di condividere l’esperienza di molti atleti e campioni e devo ammettere che questo mi ha enormemente arricchito, ma non è avvenuto tutto automaticamente. Non basta frequentare una persona per riuscire a fare propri i suoi schemi mentali, atteggiamenti e quant’altro.
- Innanzitutto è indispensabile cogliere gli elementi chiave, in grado di fare la differenza. Quegli aspetti degli atteggiamenti mentali e comportamentali che ritieni utili alla tua vita. Bisogna osservarli bene per riuscire a codificarli.
- Poi bisogna declinarli nella propria realtà, adattarli a noi e alle nostre caratteristiche.
- Infine bisogna condizionarli e renderli facilmente fruibili.
- Il tutto deve diventare parte integrante dinoi, arricchendoci e rendendoci persone migliori.
Non è facile ma è fattibile.
Se ti piace l’idea di apprendere dai Campioni sportivi, partecipa al prossimo corso IMPARA DAI CAMPIONI che si terrà a Roma il 29-30 ottobre. Ciò che faremo sarà esattamente questo. Attingeremo dai grandi campioni dello sport le strategie mentali, comportamentali ed emozionali che loro stessi usano per eccellere, e le renderemo fruibili nella nostra vita di tutti i giorni, privata e professionale.
Guarda la pagina di presentazione del corso cliccando qui!
Partite truccate, scommesse e doping… il lato oscuro dello sport.
Amo lo sport.
Lo pratico da sempre, lo guardo con passione e, grazie al mio lavoro, ne approfondisco la conoscenza nelle sue infinite discipline. Adoro l’odore della canfora negli spogliatoi e la sensazione dell’adrenalina prima, durante e dopo le gare.
Potrei scrivere a lungo elencando tutte le ragioni per le quali sento lo sport come una parte entusiasmante dell’esperienza della vita; ragioni che infiammano il cuore di milioni di appassionati in tutto il mondo.
Ovviamente, come ogni cosa, non è fatta solo di aspetti positivi. Nulla è positivo o negativo per sua natura, invece tutto è sia positivo che negativo. Il simbolo del Tao rappresenta magnificamente questo concetto. Esiste un equilibrio universale che regola ogni cosa al quale niente e nessuno può sfuggire.
Nello sport ad esempio, che tutti riconoscono come strumento per il benessere fisico, esistono aspetti e risvolti che di salutare hanno ben poco. Nello sport agonistico si porta il fisico così vicino al limite che spesso lo si supera, arrecando danno all’organismo: traumi, rotture, lesioni, affaticamenti, ecc.
La maggior parte degli atleti professionisti a fine carriera sono fisicamente “distrutti”. Lo sport agonistico non fa bene alla salute.
Il doping è l’estrema frontiera oltre la quale incontrare la possibilità di ottenere performance oltre ogni immaginazione. Recuperi prodigiosi, prestazioni eccellenti e allenamenti a ritmi al limite dell’umano. Una sirena decisamente suadente alla quale diventa difficile resistere. Ci sono caduti atleti straordinari, uomini e donne di indiscusso talento che però hanno ceduto alla tentazione.
La parte oscura dello sport. Tutta quella zona d’ombra che esiste anche se non si vede e che rende lo sport un’attività meno nobile di qualnto la si voglia descrivere. Mi verrebbe da dire: beh solo tra i professionisti. Solo tra coloro che dalle proprie prestazioni ci guadagna fior di quattrini; e invece non è così. Il doping è largamente diffuso anche tra i dilettanti e amatori.
In questi giorni si è fatta un pochino di luce su un’altra zona d’ombra: le scommesse e gli incontri “truccati”. In questo caso si parla di calcio. Nomi illustri, calciatori eccellenti che si mettevano d’accordo per definire in anticipo il risultato finale delle partite e guadagnare così dalle scommesse.
Stiamo parlando di persone privilegiate per il solo fatto di poter fare un lavoro che corrisponde anche alla loro passione, che in molti casi guadagnano cifre imbarazzanti e comunque decisamente superiori alla media della popolazione; che hanno popolarità, ecc. In apparenza, persone di successo, ricche e felici. Poi si viene a sapere che scommettono sulle partite (e fin qui tutto legale) e che si adoperano per manipolare l’esito delle partite, per poi finire in manette sottoposti al ludibrio pubblico… della serie: piccoli criminali crescono.
Non mi sento indignato per due motivi: Primo, nulla di nuovo. Non si conoscevano nomi e fatti precisi, ma si tratta di cose che, più o meno, tutti sapevano. Certo che non ne hai la prova fino a quando non “scoppia la bomba”, ma nell’ambiente si sanno.
Secondo, fortunatamente le persone che alimentano questa parte oscura sono poche rispetto a coloro che vivono lo sport in maniera più “romantica”. Certo che quando accadono fatti così eclatanti si muovono giornali e tv e il baccano si fa sentire di più.
Mi spiace. Dico solo che mi dispiace.
Mi spiace per le persone coinvolte e per le loro famiglie. Mi spiace per lo sport in generale. Mi spiace che persone comunque privilegiate cerchino strade fraudolente e scorciatoie per realizzare obiettivi economici che potrebbero raggiungere in altro modo.
A me comunque piace pensare allo sport in altro modo. Piace pensare ad una Schiavone che a oltre 30 anni raggiunge la seconda finale di fila del Roland Garros, e anche se questa volta non è riuscita a conquistare il titolo, ha lottato con tutte le sue forze e con lealtà, riconoscendo alla fine anche i meriti della propria antagonista. Mi piace pensare a tutti i grandi campioni che hanno dato molto allo sport (e non solo al mondo sportivo) in modo etico e onesto. Questi sono gli esempi che ho voluto prendere a modello per creare il programma del corso IMPARA DAI CAMPIONI.























