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Articoli della categoria ‘Diario’

31
mar

Parole, parole, parole…

Centinaia e centinaia di corsi in venticinque anni di lavoro. Milioni e milioni di parole dette spesso con enfasi, passione, convinzione.

Certo che per una persona taciturna e, mi azzardo a dire, riservata e solitaria come me non è proprio male… vero? Ho sempre riconosciuto nella mia innata propensione all’ascolto il mio talento migliore, e alla fine mi sono scelto un lavoro dove parlo per ore e ore ininterrottamente… mah! Forse ho sbagliato qualcosa!!! :-)

Mi è capitato spesso di pensare a come riesca a stare giornate intere davanti a centinaia di persone e a parlare ininterrottamente. Chi lavora con me sa perfettamente che non uso scrivermi nei dettagli quel che dirò ai corsi. Tolta quella che è la tipica scaletta degli argomenti, tutto il resto (esempi, storie, metafore, battute, approfondimenti, ecc.) mi viene fuori lì in quel momento, senza pianificazione.

Se qualcuno mi chiedesse 5 minuti prima di cominciare il corso, di dirgli cosa andrò a dire, farei fatica a rispondere. Non lo so! Dico davvero. In quel momento non lo so.

Molto di ciò che dico ai corsi viene definito proprio sul momento, in base alla platea, agli sguardi che vedo, ai miei pensieri… E’ davvero strano e, per me, difficile da spiegare. L’unica cosa che so, è che ho bisogno di stare nello stato interiore giusto per avere accesso alle mie conoscenze e per scegliere sempre la cosa migliore in ogni momento.

Per chi non è del mestiere so che può risultare difficile da comprendere, ma è proprio così! E’ una magìa! E’ esattamente come accade nello sport. Anche io ho bisogno di accedere ad uno stato di trance per riuscire ad esprimere l’eccellenza di me stesso. Prova ne è il fatto che dopo il corso tendo a non ricordare una buona parte delle cose che ho detto.

L’altra settimana eravamo a Padova in occasione del corso IMPARA DAI CAMPIONI – The Challenge. Un corso di due giorni in cui ovviamente, essendo io il trainer, mi sono trovato sul palco davanti a 200 persone a parlare di continuo. Durante una pausa pranzo, lo Zio Giuse (al secolo Giuseppe Montanari ndr) mi dice di essere stato colpito da una frase che ho appena detto al corso. Il suo commento è stato: “Boss, oggi hai detto una frase bellissima che mi ha colpito molto. In tanti corsi in cui ti ho seguito da dietro, non te l’avevo mai sentita dire”.

In effetti ripensandoci, si tratta di una frase molto bella, che non credo di aver letto da nessuna parte (ma non ne sono certo!!!) e che in quel momento, in quel contesto preciso… era la cosa più ovvia e naturale che potessi dire. Forse non la dirò mai più, forse la dirò in maniera diversa… non lo so davvero. Quel che so è che sono felice che sia sgorgata “dalla pancia”, senza premeditazione… mi piace pensare che sia nata dall’ispirazione. Come nasce una poesia per un poeta, un quadro per un pittore o una canzone per un musicista.

Ah… mi stavo dimenticando… non vorrei lasciarti lì con la curiosità circa la frase di cui parlava lo Zio Giuse.

Eccola:

Quando vinci la vita ti premia. Quando perdi la vita ti insegna!

29
dic

Scampati anche alla profezia Maya, mi chiedo: quale nuovo spauracchio troveremo? Fai come me…

Ogni cosa ha un inizio e una fine.

E’ la magìa della vita. In natura, si nasce, ci si sviluppa, e poi lentamente si appassisce fino a morire. Anche in economia, in politica, nel business… Nulla è per sempre, nel bene e nel male.

E’ presumibile quindi che anche il nostro pianeta debba avere una fine e la profezia Maya (quella del famigerato 21-12-2012) sembrava possedere tutte le caratteristiche per riscuotere credibilità, e in effetti l’ha riscossa in tutto il pianeta. Basta digitare su Google “profezia Maya” o “21-12-2012” per rendersi conto di quanto abbia attecchito l’ipotesi della fine del mondo.

Il 21 dicembre però è già passato e, a meno che non si tratti di un piccolo ritardo acquisito in migliaia di anni (eheheh), per ora il pericolo è scampato. Ci toccherà andare avanti, vivere anche il 2013 e darci da fare affinchè possa essere un anno ricco e abbondante di soddisfazioni e belle cose.

Mi chiedo tuttavia quale altra scusa riusciremo a trovare per distrarci dalle cose che contano e dalle nostre responsabilità. Quale altro motivo di ansia e rassegnazione adotteremo pur di non agire con lungimiranza e determinazione? C’è già chi dice che la fine del mondo predetta dai Maya in realtà sarà il prossimo febbraio… Mah!

Per noi che tutto sommato alle profezie decidiamo di non dare credito, è tempo di pensare al nuovo anno che verrà e archiviare quello appena terminato.

Non ho idea di come sia stato per te questo 2012: bello, brutto, avvincente, noioso, fortunato o nefasto… di fatto si sta concludendo e volenti o nolenti ce lo dovremo lasciare alle spalle.

Lasciarsi alle spalle qualcosa non significa cancellarlo, ma solo riporlo dietro. Tenerlo a disposizione come esperienza vissuta da cui trarre insegnamento. Non è sempre facile, lo sappiamo tutti, ma è la cosa migliore. Chissà quante cose di questo anno passato vorresti cancellare e quante invece le vorresti rivivere ogni giorno. In entrambi i casi, non sarà possibile. Il passato deve stare là dov’è. Il futuro a sua volta deve stare là in fondo alla strada. Tanto arriverà! Mentre il presente… ahhhhhh… il presente. Quello si che conta.

Una volta ad un corso mi hanno fatto notare una cosa. In auto abbiamo uno specchietto retrovisore per tenere d’occhio ciò che succede dietro di noi, e un parabrezza enorme per vedere dove stiamo andando. Ecco, nella vita bisognerebbe fare la stessa cosa. Guardare bene dove dobbiamo/vogliamo andare, e ogni tanto buttare un’occhio al passato. Non il contrario. Questo ci consente di raggiungere le nostre mete, il nostro destino. Ma non dobbiamo dimenticare che il viaggio rappresenta il presente.

Il segreto dei saggi (un giorno lo saremo anche noi ;-) ) sta proprio nel saper godere del viaggio con grande consapevolezza, passione e presenza a se stessi.

Ma torniamo a noi. Rimane il fatto che il 2012 si sta esaurendo e il 2013 è pronto per cominciare.

Si chiude un ciclo e se ne apre uno nuovo. Ancora una volta la natura ci mette di fronte alle sue regole. Non possiamo rimandare. Le stagioni iniziano e poi finiscono. I pianeti compiono i loro giri e poi ritornano al punto di partenza per ricominciare ancora, e ancora e poi ancora. Si spera il più a lungo possibile.

Anche questo ci insegna qualcosa. Fintanto che non chiudiamo i cicli che vanno chiusi, non riusciremo mai ad aprirne uno nuovo. Fatture aperte con persone, situazioni… con se stessi. Vanno chiuse.

Se vogliamo iniziare il 2013 con la giusta spinta d’inizio, dobbiamo chiudere il 2012.

Fai come me…

Io, come ogni anno, mi concederò una sessione di coaching molto speciale con un coach molto speciale: me stesso!

- Analizzeremo l’anno appena trascorso estraendone le cose belle e le cose brutte; successi e fallimenti.

- Troveremo gli insegnamenti più importanti per ogni fallimento ed ogni esperienza dolorosa.

- Ancoreremo le esperienze positive rendendole delle vere e proprie risorse.

- Metteremo dietro le spalle il tutto conservando gli insegnamenti e le risorse tratte dal 2012.

- Anticiperemo con la mente il 2013 immaginando tutto il meglio che vorrò aspettarmi da esso.

- Infine scriveremo una lettera di intenti per il 2013. La apriremo il prossimo dicembre, per vedere cosa, di ciò che avevamo scritto, saremo riusciti a realizzare.

Come programma non mi sembra così male, no?

Amici dell’ECA (Ekis Club Alumni) rimanete sintonizzati sulla nostra pagina riservata di Facebook… mi sa che sto preparando qualcosa per voi. Magari questa sessione di coaching la registro e ne faccio un video per ognuno di voi.. Cosa ne pensate? :-)

Infine, colgo l’occasione per augurare a tutti Buone Feste e naturalmente un 2013 ricco di tutto ciò che si possa desiderare: salute, denaro, amore, soddisfazioni… ma non nel senso che vi arrivi un pacchetto pieno di soldi, salute, ecc. :-)

Vi auguro invece che la vita vi dia l’opportunità! L’opportunità di guadagnare molto denaro; l’opportunità di stare in salute; l’opportunità di esprimere, manifestare e ricevere amore; l’opportunità di togliervi tutte le migliori soddisfazioni che desiderate.

Auguro che il 2013 dia a tutti noi l’opportunità di manifestare la forza di Dio che è in noi.

Starà poi a noi darci da fare per sfruttare appieno le opportunità.

Altro che balle!

Un caldo abbraccio a tutti.

16
nov

La madre degli imbecilli è sempre incinta.

Facebook è una realtà virtuale che restringe gli spazi. Avvicina le persone mettendole in contatto tra loro. Ti permette di conoscerle, ancorchè in forma virtuale, e di frequentarle.

Puoi sapere cosa fanno, cosa pensano, quali sono le loro abitudini, i loro amici… e loro possono fare lo stesso con te.

Certo non deve e non può sostituirsi alla conoscenza “dal vivo”, altrimenti sarebbe drammatico, ma approcciato nel giusto modo può aiutarci ad arricchire la nostra rete di amicizie e conoscenze.

Personalmente lo uso soprattutto per lavoro promuovendo le mie attività e creando network con le persone. Dunque pubblico una minima quantità di info personali e una notevole quantità di info professionali. Ho accordato l’amicizia ad oltre 5000 persone (superando la soglia massima concessa da Facebook) e raccogliendo altrettanti “Mi Piace” sul profilo pubblico.

Pubblico delle “notizie sponsorizzate” (si chiamano così) che vengono viste da oltre 300.000 persone!!!!!

Se penso a cosa si doveva fare in passato (negli anni ’80-’90) per mettersi in contatto diretto con altrettante persone, mi viene male al solo pensiero.

Tutto ciò, oltre a rappresentare una grande opportunità di business rappresenta anche una grande opportunità per analizzare e conoscere meglio il comportamento delle persone.

Ricevo messaggi e commenti ai post che pubblico quotidianamente, e la maggiorparte di questi sono di persone che commentano semplicemente, salutano, si scambiano idee, ecc.

Poi, invece ci sono commenti allucinanti. Ci sono persone che scrivono (spesso anche con modi maleducati e/o volgari) commenti aggressivi, denigratori e puramente distruttivi, il più delle volte (praticamente sempre…) ingiustificati.

Lasciando da parte la sostanza dei contenuti che davvero non è interessante, mi fermo invece a riflettere su: “perchè” queste persone si comportano così?

Il “Perchè” si può declinare in due modi:  causa e  scopo.

La Causa. Cosa spinge le persone a prendersi la briga di scrivere delle righe rispetto a qualcosa che apparentemente non gli interessa? A casa mia, se qualcosa non mi interessa non ci perdo tempo, passo e vado oltre. In mezzo a centinaia/migliaia di altri post non mi metto a perdere del tempo a commentare, a meno che non pensi di dare del contributo e del valore, allo scopo di migliorare qualcosa. Di sicuro non mi fermo per disprezzare. Eppure c’è chi lo fa!

Lo Scopo. Qual è la finalità per la quale lo fanno? Che risultato vogliono raggiungere? Qual è lo scopo del disprezzo? Qual è lo scopo della denigrazione; dell’offesa; dell’insulto? Non ci vuole una cima per comprendere che sono atteggiamenti e comportamenti distruttivi, per cui mi viene da pensare che lo scopo sia appunto quello di danneggiare. Che brutta vita deve fare chi va in giro adoperandosi per danneggiare il prossimo… no?

Un’ulteriore riflessione che facevo è riguardo a chi è oggetto di queste azioni. Di solito sono persone che stanno “facendo qualcosa”, nel senso che si stanno impegnando nel realizzare un risultato specifico. Sono persone che agiscono, che cercano di costruire qualcosa.

Più ti muovi e più rumore fai.

Più rumore fai e più desti attenzione… anche quella degli imbecilli!

30
set

Benvenuto nel mondo alla rovescia!

Venerdì sono stato a Forte dei Marmi per un appuntamento di lavoro e ne ho approfittato per rivedermi, dopo qualche anno, con un caro amico: Lauro Lenzoni.

Ci siamo messi al bordo della piscina di un bell’albergo della riviera,  e sotto un piacevole e tiepido sole ci siamo intrattenuti con la voglia di raccontarci l’evoluzione delle reciproche vite. Lui è diventato papà di due splendidi bimbi e sta ottenendo un grande successo lavorativo. Sono decisamente felice per lui.

Stavamo lì a parlare di noi delle nostre vite, quando poco alla volta ci siamo scoperti entrambi appartenere ad un “mondo alla rovescia“. Si proprio così, hai letto bene: un mondo alla rovescia fatto di atteggiamenti e comportamenti decisamente “diversi” e non convenzionali.

Quando solitamente le persone riposano, spesso noi lavoriamo.

Gli altri risparmiano sui costi e noi investiamo.

Non guardiamo la tv. Non conosciamo i protagonisti delle trasmissioni più note.

Non mangiamo quello che la maggiorparte della gente mangia o beve.

Per le reciproche attività, questo che è un momento di crisi diffusa, rappresenta invece un momento di grande crescita e risultati.

Forse è poco elegante da dire ma la maggiorparte della gente spende il proprio tempo a lamentarsi: noi no!

Trovarci fuori dalla zona di comfort non ci spaventa, anzi di solito ci eccita e motiva.

Lavorare ci diverte e non rappresenta “solo un dovere”.

Il mondo insegna ed educa i bambini a non fare errori ad evitare i fallimenti: noi no, anzi! Che li facciano, perchè è l’unico modo per imparare ad avere successo nella vita.

Spesso e volentieri ci accorgiamo di andare contro corrente e fare esattamente quello che tutti gli altri non fanno.

Non vorrei tuttavia essere mal compreso. Non si tratta di auto celebrazione, nè tantomeno di un atteggiamento spocchioso di chi si sente meglio degli altri. Proprio no. Parliamo con la gente, incontriamo entrambi moltitudini di persone ogni anno e confrontarsi in maniera aperta e critica è una cosa che avviene in termini naturali. Prendiamo atto che la nostra vita e l’atteggiamento nei confronti di essa, sono sensibilmente diverse da quelle dei più.

Non so bene come giudicare tutto ciò, forse un giorno scoprirò di non aver capito nulla della vita… chi lo sa!!? Al momento attuale però, mi reputo privilegiato e decisamente orgoglioso di questa mia vena “controcorrente”.

Con Lauro è stata una escalation pazzesca. Più ne parlavamo e più tiravamo fuori esempi a conferma di ciò.

Ci guardiamo, e pensiamo che in realtà quello che chiamo “il mondo alla rovescia” dovrebbe essere quello dritto e viceversa, ma va bene lo stesso. E’ giusto che ogni persona scelga come vivere la propria vita, seguendo i propri valori e le proprie convinzioni. Mi rimane tuttavia il dubbio circa quanto le persone siano consapevoli. Se la loro scelta sia davvero tale o sia una “finta scelta”, condizionata da poche persone che hanno infinite motivazioni affinchè le cose vadano esattamente così.

E tu? In quale mondo vivi? Lascia un tuo commento.

23
set

Italia Loves Emilia: io… non c’ero!

22 settembre 2012. Mega concertone al campo volo di Reggio Emilia. ITALIA LOVES EMILIA a favore dei terremotati emiliani. Ci sono tutti: Luciano Ligabue, Jovanotti, Zucchero, Litfiba, Giorgia, Elisa, Fiorella Mannoia, Baglioni, Negramaro, Biagio Antonacci, Nomadi, Renato Zero. Mancava solo il Komandante. Assente giustificato (o quasi).

Da ogni dove d’Italia sono arrivate al campo volo 150.000 persone, ben più di quante la città di Reggio Emilia ne conti come residenti. Strade bloccate dalla sera prima, auto posteggiate in ogni parte della città. Fiumane di persone che convergevano nello stesso punto come attirate da un potente magnete.

L’evento dell’anno. Una cosa mai vista prima.

Sapevo del concerto ma nella stessa data avevamo fissato il follow up del corso “Padre Ricco Tour” con Robert Kiyosaki e sarebbe stato altamente improbabile riuscire a terminare in tempo utile per vedere il concerto da capo a fondo.

Ieri c’è stato il follow up (che tra l’altro è andato benissimo) e con Roberto Pesce, Massimo Golfarelli e Fabrizio Mentone abbiamo letteralmente travolto di contenuti le 100 persone presenti, sforando clamorosamente nei tempi.

Alla fine sono uscito dall’hotel che erano praticamente le nove e nell’aria c’era un’energia particolare. Sono salito in auto per raggiungere la Silvia e i bimbi per cenare insieme. Tiro giù i finestrini e sento in lontananza la musica. Mi ero quasi dimenticato del concerto.

Sento la voce di Baglioni che canta “Via“. I bambini mi chiedono cosa sia tutto questo rumore che si sente e glielo spiego.

E’ un concerto

E chi canta?

Cantano tutti i migliori cantanti italiani. Lo fanno per raccogliere fondi per i terremotati. Lo fanno per loro.

Più ne parliamo e più capisco quale errore abbia commesso nel non prendere i biglietti. Mi viene voglia di andare là davanti al campo volo a respirare un po’ di quella energia, ma il piccolo Michele, mezzo addormentato sui sedili dietro, invoca il suo letto e chiede di andare a casa. Ne ha ben donde piccino, è tutto il giorno che è sballottato avanti e indietro e reclama un po’ di tranquillità.

Decido comunque di provare ad avvicinarmi di più, ma le strade sono tutte transennate e proprio non si riesce. Ci accontentiamo di quel che sentiamo dai finestrini… mentre ci allontaniamo in direzione di casa.

Accendo la radio e sento che tutte le radio sono sintonizzate sul concertone. Non solo. Trasmettono tutti da un unico studio allestito in loco con i dj delle varie emittenti che si danno il cambio a turni. FANTASTICO. Questa insolita cooperazione ha qualcosa di magico. Più ascolto e più mi rendo conto della portata dell’evento e più mi rammarico per non essermi organizzato a dovere.

Arrivati sottocasa Alice mi chiede se possiamo rimanere in auto a sentire in radio il concerto. Ora c’è Jova; i bimbi lo adorano.

Facciamo di meglio. Corriamo su, accendo Sky e compro la visione del concerto, 10 euro che vengono interamente devoluti alla causa. FANTASTICO.

Accendiamo la tv e ci godiamo lo spettacolo tutti sul divano. E’ tardi, è notta fonda per i bimbi. Non ci sono abituati ma era un evento speciale.

Mi viene in mente la canzione di Jova “Mario“, dedicata al padre. Quando dice che, quando era bimbo, il papà lo aveva portato a quella “festa al contrario” (i funerali della scorta di Moro nda) che lui non scorderà mai più. Chissà, se i bimbi si ricorderanno di questa serata insolita, assonnati ma presenti, a guardare un concerto in tv con mamma e papà.

Ci ripromettiamo tutti che la prossima volta saremo più organizzati e che in qualche modo ci saremo.

Tutti quegli artisti sullo stesso palco, tutti insieme per un’unica causa… le radio unite e coese anche loro per la stessa causa… 150.000 persone presenti all’appello… 50.000 che hanno acquistato la visione su Sky migliaia di reggiani radunati fuori dal campovolo… milioni di ascoltatori alle radio… queste cose mi commuovono, mi entusiasmano e mi rendono fiducioso per il futuro. E’ la prova che quando serve e lo vogliamo davvero possiamo cooperare tutti insieme.

1
set

Vacanze concluse. E’ tempo di rimettersi al lavoro.

Quest’anno me la sono davvero presa comoda. Sono partito l’11 luglio per le prime vacanze e sono di rientro dalle ultime oggi che è il 1° settembre. Tra un viaggio e l’altro qualche appuntamento di lavoro e un paio di riunioni. Quest’anno sono state vacanze lunghe. Ho trascurato anche il blog…

Non ho letto i giornali, non ho visto la tv, e non mi sono interessato alle news della politica  e della cronaca. Ho preferito dedicarmi a me stesso, alla famiglia e alle relazioni sociali. Ho letto, ho fatto molto sport, mi sono svagato, rilassato e ho staccato quasi completamente la spina dal lavoro.

Nel frattempo, ovviamente, “il mondo è andato avanti” per la sua strada.

L’attività in ufficio è cominciata da una settimana e so che ci saranno per me (che rientrerò lunedì) una serie di cose importanti di cui mi dovrò occupare, perchè così è la vita. Dopo una sfida… ne arriva un’altra. Non è mai finita, e fino a quando non capisci questa semplice regola sarai sempre lì a lamentarti del fatto che non si può mai stare un po’ tranquilli. La realtà è che la tranquillità bisogna trovarla all’interno delle vicissitudini quotidiane che la vita ci propone. Non per tirarmela ma, in tutta sincerità, credo averla capita abbastanza bene come lezione. Non amo lamentarmi e non amo chi si lamenta, perciò… benvengano le sfide.

Serve a poco stare lì ad aspettare che passi il temporale. Lui passerà da solo in modo naturale. Quello che voglio fare è divertirmi a ballare sotto la pioggia (se eri presente all’ultimo Excellence Coaching sai di che sto parlando, vero?).

Comunque sia, sono carico ed entusiasta all’idea di ricominciare a lavorare a pieno ritmo. Una nuova stagione ricca di sfide ci aspetta.

Mercoledì inizia il Vitality Coaching e in questi giorni devo definire gli ultimi dettagli per rendere questa edizione ancora più bella rispetto all’ultima effettuata esattamente un anno fa.

Sento una grande responsabilità rispetto ai temi che tratteremo, soprattutto per quanto riguarda la salute e la vitalità. Ci saranno 150 persone verso le quali so di poter esercitare un’influenza benefica e ispirarle a prendersi cura della propria salute in modo da migliorare la qualità della loro stessa vita. E non è poco!!

Per questo motivo sto curando ogni minimo dettaglio. Sarà un super corso. Lo prometto!

18
giu

Ci sono dei momenti nella vita che… Ah! Che momenti ci sono nella vita!

“Ci sono dei momenti nella vita che…

… Ah! Che momenti ci sono nella vita!”

Questo breve monologo l’ho sentito recitare un po’ di volte da una persona a me molto cara, tanti anni fa. Al tempo mi sembrava semplicemente un esercizio disinibitorio sulla voce e sulla comunicazione. Invece, proprio in questi giorni, mi sono trovato a ripensarci su, ma con un altro approccio.

Mi sono trovato a dire a me stesso questa frase consapevole, forse per la prima volta, di ciò che le parole vogliono significare.

“Ci sono dei momenti nella vita che… Ah! Che momenti ci sono nella vita!”

In questo momento vorrei spiegarti per bene cosa intendo dire ma mi viene davvero difficile.

DIciamo che, come spesso accade, mi trovo di fronte ad una serie di opzioni tra le quale dovrò scegliere la direzione verso la quale decidere di andare.

Per me si tratta di una decisione molto importante. La mia vita professionale, mi ha messo di fronte a situazioni come questa molteplici volte, e ogni decade è stata segnata da decisioni che hanno scaturito effetti significativi nella mia vita. Alla luce dei fatti, sono contento degli effetti generati e se tornassi indietro, rifarei esattamente le stesse scelte.

Tuttavia non nascondo che, trattandosi di decisioni importanti, mi senta molto sollecitato, sia dal punto di vista mentale e psicologico che dal punto di vista emozionale.

Ci sono dei momenti nella vita… in cui ti trovi a un bivio e devi scegliere dove proseguire il tuo cammino. Ne ho incontrati molti, decisioni ne ho prese moltissime e non solo dal punto di vista professionale, ma ogni volta la posta in gioco e le implicazioni connesse mi sottopongono a sollecitazioni importanti.

Qui capisco che devo applicare su di me tutte le cose che scrivo sui libri, sul blog e che spiego nei corsi e nel lavoro di coaching. Tocca a me scendere in campo stavolta, e voglio trovarmi nella condizione migliore per fare la scelta giusta.

So che una volta scelto e deciso, saprò allineare tutto me stesso e dare il massimo, mi conosco bene oramai.

Mentre penso alla difficoltà e all’impegno di questo momento importante, mi accorgo però che… ah! che momenti incredibili ci sono nella vita! Già, nonostante le difficoltà e la tensione emotiva del momento, mi accorgo che si tratta di un momento altamente significativo in cui sto per dirigere il timone della mia vita.

C’è qualcosa di magico e mistico in questo. Non trovi?

Mi sento un capitano al comando della nave. A volte le situazioni non sono facili, ma il capitano non deve e non può sottrarsi alla responsabilità della decisione e delle implicazioni ad essa connesse, nel bene e nel male.

Questo fa la differenza tra un bravo capitano ed uno mediocre.

Navigare in acque chete in mare aperto sono bravi tutti. Ma quando la situazione diventa critica si vedono le differenze.

Una cosa è certa, non farò l’inchino a nessuno!

PS. A questo prossimo corso IMPARA DAI CAMPIONI in programma per il 23-24 giugno a Reggio Emilia, porterò anch’io un problema/obiettivo su cui lavorare. Sarà un piacere essere allievo insieme a tutti voi… speriamo che il trainer sia bravo!!

17
mag

C’è sempre un motivo, ma a volte possiamo anche fregarcene e andare avanti lo stesso. Parliamo di successo?

Guardo il mio sito e vedo il titolo dell’ultimo articolo scritto: Cosa c’entra l’Excellence Coaching con il ballare sotto la pioggia?

Poi ci ritorno dopo qualche giorno e trovo lo stesso articolo in alto. Poi torno dopo una settimana e c’è sempre quell’articolo. Sono passate più di due settimane e lui non si schioda da lì.

Mi chiedo: “perchè?” Nulla da scrivere? Zero idee? Niente ispirazione? Nulla da condividere?

No! Tutt’altro. In queste due settimane ho accumulato un sacco di cose interessanti di cui parlare eppure… niente!

Pigrizia? Mancanza di motivazione? Incuria?

No, non credo proprio. Anzi, sono carichissimo.

Ho anche pensato che avesse a che fare con il tema dell’ultimo post: l’Excellence Coaching. Forse il mio inconscio ha voluto che l’articolo, che ricordava la magnifica esperienza del corso, rimanesse lì in bella vista il più possibile…

Forse!

Un motivo sicuramente c’è e forse è un insieme di cose, ma tutto sommato non è poi così importante, così ho deciso di rompere il digiuno e scrivere. Sì perchè in questo tempo di “silenzio” mi è mancato qualcosa. Questo blog è il mio diario personale e scriverci su è liberatorio, quasi terapeutico.

E così scrivo una riflessione scambiata proprio ieri al telefono con un amico caro.

Parlavamo di successo.

Siamo tutti abituati ad abbinare il successo alle conquiste, alle vittorie, ai risultati eccellenti che otteniamo. Il successo di una persona lo misuri dalle cose che ha fatto. Più sono grandi, di valore e più sei considerato di successo.

La nostra riflessione però si appoggiava su altri presupposti. Il successo come misura delle difficoltà che una persona è stata capace di superare.

Nel primo caso il successo è legato all’obiettivo; nel secondo è legato al percorso da fare.

Essere felici quando tutto va bene è più facile rispetto a quando le cose sembrano precipitarti addosso.

Ottenere una vittoria contro avversari di poco conto è diverso che vincere contro dei campioni. Il risultato finale è lo stesso, magari una medaglia d’oro, ma se indaghi a livello più profondo scopri che c’è una grande differenza.

Un bel salto di paradigma non trovi?

Tu che ne pensi? Lascia un commento.

22
apr

A scuola di cucina naturale con Disanapianta. Quando mangiare sano arricchisce l’esperienza dei pasti.

Non ci crederai ma questo week end mi sono dedicato un bel corso di cucina naturale. Nonostante non mi sia mai sentito particolarmente attratto dai fornelli (quantomeno non ancora) ho deciso di fare questa esperienza, e… sono entusiasta di averla fatta.

Sono vegetariano da oltre 15 anni, mangio prevalentemente cibi biologici e sono particolarmente attento alla mia alimentazione ma, ahimè, non mi sono mai preoccupato di imparare a farmi da mangiare. Devo ammettere che non ne sento la necessità, visto e considerato che mia moglie cucina benissimo e condivide esattamente come me le mie scelte alimentari. Non solo, lei è anche una delle istruttrici del corso di cucina naturale… insomma potevo farne a meno, ma… come dire… mi sentivo pronto. E’ arrivato il momento di “scendere in campo”… anzi no di… mettermi ai fornelli.

Conoscevo tutte le parti teoriche circa la nutrizione (dopo oltre 15 anni di corsi sulla salute e la vitalità…), e conoscevo la stragrande maggioranza degli elementi usati (dalle materie prime agli accessori) e, a dirla tutta, conoscevo anche la maggiorparte delle ricette che ci hanno fatto sperimentare, visto che le avevo già mangiate a casa!!!!!!

Ma la realtà è che non avevo mai preso in mano in prima persona tutte queste cose e messe in pratica in cucina. Ho perso il conto di tutte le volte in cui al corso Vitality Coaching, parlando di alimentazione, ho suggerito di mangiare il tofu, il seitan, il tempè, i germogli; di usare le spezie… ma non mi ero mai impegnato ad imparare a cucinarli in prima persona.

Sbollentare il tofu e saltarlo con zucchine e spezie varie; preparare un dolce vegano; usare i germogli per rendere un piatto fresco e gustoso, fare una polpetta di Quinoa…

A chi pensa che mangiare sano significhi per forza di cose, rinunciare al piacere della tavola, consiglio di cuore di fare un bel corso di cucina naturale. In tre giorni abbiamo preparato e mangiato oltre 40 piatti diversi, e ti assicuro che erano uno più gustoso dell’altro.

Anche a chi pensa che mangiare sano significhi “intristire l’esperienza del pasto” consiglio di farsi un bel corso Disanapianta. Poche altre volte in vita mia ho visto delle preparazioni tanto colorate, saporite e profumate. Una tempesta sensoriale.

Devo dire che mi mancava come esperienza, e sono convinto che rappresenti un appendice fondamentale del corso Vitality Coaching.

7
apr

Presentazione del libro ISTRUZIONI PER VINCERE a Torino.

Mercoledì 11 aprile 2012, presso la libreria Feltrinelli in stazione Porta Nuova, presenterò la nuova edizione del libro Istruzioni per Vincere edito da Gribaudo.

Credimi se ti dico che presentare il libro nella mia città di origine mi emoziona molto. Devi sapere che agli inizi della mia carriera professionale (’88-’89) sognavo un giorno di diventare un bravo conferenziere. Sognavo di girare l’Italia tenendo seminari e corsi e presentando libri da me scritti. Un’immagine che avevo preso leggendo i fantastici libri di Og Mandino. Il suo esempio mi motivò molto. Da allora sono passati oltre vent’anni e sono orgoglioso di poter dire che questo obbiettivo sono riuscito a centrarlo piuttosto bene. Oggi devo addirittura fare selezione dele richieste che mi sottopongono da tante che sono, ma presentare il libro a Torino non ha prezzo!

L’idea di venire a Torino e magari di avere tra il pubblico anche persone che mi conoscevano da ragazzo mi emoziona profondamente. Attendo quindi con eccitazione che arrivi mercoledì. Dalle 18 alle 19,30 ho pensato di presentare il libro con un workshop su come allenare la propria mente per vincere nella vita.

Ah, inutile dirlo, se sei di Torino mi aspetto di incontrarti ;-)