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Articoli della categoria ‘Attualita’

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Toc, toc… c’è qualcuno che vuole pagare le vacanze anche a me?

Incredibile! E’ uccesso di nuovo. E’ successo che un gentile benefattore si sia fatto scovare mentre pagava le vacanze ad un ignaro signore con famiglia. Mannaggia, voleva rimanere ignoto ma non c’è l’ha fatta. Comunque la cosa importante è che sia stata portata a termine questa opera di bene nei confronti di un fortunello villeggiante.

Mi piacerebbe proseguire su questa linea sarcastica, ma mentre scrivo e sorrido… sorrido amaro. Ed è un amaro che non mi piace per niente.

Era già successo con l’ex ministro Claudio Scajola che aveva acquistato un appartamento vista Colosseo pagando 600.000 euro e ricevendo ovviamente a sua insaputa, 1.100.000 euro da un imprenditore particolarmente generoso.

Adesso si scopre che nel 2007 e nel 2008 il sottosegretario all’editoria Carlo Malinconico (anzi no, ex… già perchè si è appena dimesso) è stato in villeggiatura in hotel extra lusso (per un totale di 19.000 euro) senza pagare il conto; già perchè a quello ci ha pensato un imprenditore a lui sconosciuto… ed anche in questo caso a sua insaputa. Ma siamo tutti scemi??? Oggi leggo che dopo 4 anni, Malinconico ha fatto il bonifico in questi giorni a saldo delle vacanze… (bonifico prontamente rispedito al mittente in quanto non c’era alcun conto in sospeso…)… ahahahahah. Ma cosa voleva fare?

A parte la tristezza d’animo e lo sdegno… scrivo questo post da due punti di vista: uno da cittadino stufo; l’altro da coach curioso.

Il cittadino stufo che è in me si sta sempre di più sdegnando nei confronti di queste persone spudoratamente disoneste. Non riesco a capacitarmi con che faccia cerchino di difendersi dicendo che “non sapevano nulla”. Ma quando mai? A te è mai successo che qualcuno ti pagasse così tanti soldi (ma anche meno) senza che tu te ne accorgessi? Mi chiedo: ma pensano davvero che la gente sia così stupida?

A me hanno insegnato che nella vita non esiste pranzo gratis e che nessuno ti regala niente.. soprattutto a tua insaputa!

Ma, tra l’altro, Scajola che fine ha fatto? Beh, con quello che è successo sicuramente avrà abbandonato la carriera politica e soprattutto non ricoprirà più alcun ruolo pubblico e istituzionale… ohps, cosa? Non è così? nella società dove l’informazione viaggia a velocità della luce, dopo pochi mesi ci si dimentica di tutto.

Il coach che è in me invece è curioso. E’ curioso di sapere come facciano a ripresentarsi alle persone nonostante ciò che hanno fatto. Come riescono a ristrutturare nella propria mente quel che è accaduto? Come fanno a gestire il proprio stato d’animo e ostentare calma e assenza di alcun imbarazzo di fronte alle telecamere?

Sono convinto che se potessi studiarne i video, parlarci insieme e intervistarli a modo, riuscirei a mappare le loro strategie di successo. E se poi le protocollassi e le mettessi a disposizione di tutti in un bel seminario dal titolo: “Come inculare la gente e rifarlo dopo poco tempo senza che ti dicano niente” sono convinto che ci farei un sacco di soldi... e magari qualcuno mi pagherebbe anche i costi della sala convegni… ovviamente senza che io ne sia al corrente!

Ah, un’ultima cosa… il presidente Monti lo ringrazia per il suo gesto di responsabilità a tutela dell’esecutivo… Lo ringrazia??? Ma stiamo scherzando? Il gesto è doveroso e scontato. Invece di ringraziarlo dovrebbe quantomeno prenderne le distanze e poi eventualmente dichiararsi anche amareggiato nonchè preoccupato.

4
gen

La crisi uccide! Ma sì… diamo la colpa alla crisi.

La crisi uccide. Ma sì, diamo la colpa alla crisi.

E’ incredibile come il genere umano cerchi sempre un capro espiatorio. E’ difficile assumersi la responsabilità di come vanno le cose e soprattutto delle proprie decisioni. E’ difficile assumersi la responsabilità di come sia il nostro stato di salute fisica e mentale. E’ molto più facile e sbrigativo trovare qualcuno o qualcosa a cui attribuire le colpe delle nostre disfatte.

Le cose che sto per dire sono poco carine e forse provocatorie, ma credo che sia importante esprimerle.

Mi spiace davvero per l’epilogo tragico della vita di queste persone, e mi dispiace per il dolore arrecato ai loro cari. Mi spiace davvero. Tuttavia mi sento di esprimere il mio disappunto sull’interpretazione che ne viene data nell’articolo di cui ho riportato un pezzo. Non ho fatto una verifica ma ho motivo di pensare che altri media abbiano cavalcato la situazione per sfoderare titoli e versioni sulla stessa lunghezza d’onda.

Se accettiamo per buona la tesi che sia stata la crisi a provocare la morte di queste persone piuttosto che le loro scelte e le loro azioni degli ultimi anni (e non solo quelle di adesso) accettiamo di non avere alcun potere sul nostro destino. Accettiamo implicitamente che sia la crisi (e quindi le persone che hanno potere di manovra su di essa -- ossia politici e persone di potere) a decidere “che fine faremo”. Accettiamo di pensare che domani potrebbe capitare anche a noi. Accettiamo il fatto che un contesto avverso possa essere tanto più forte di noi da spingerci a toglierci la vita.

Posso capire le motivazioni che hanno condotto al suicidio, ma non accetto che si imputi la colpa alla crisi. Posso comprendere che la crisi abbia messo in grave difficoltà l’equilibrio finanziario della persona e della sua famiglia, ma questo non provoca automaticamente il suicidio. C’è un passaggio che manca, ed è un passaggio troppo importante da permettersi di liquidarlo in maniera così “superficiale”.

Nell’articolo del Corriere della Sera non si fa menzione delle convinzioni della persona; del suo stato psico-fisico; della sua forza interiore; del suo amore per la vita; del suo entusiasmo; del suo coraggio, ecc. Non si fa menzione di come abbia vissuto le sfide e le difficoltà negli ultimi mesi/anni. Non si fa menzione del sistema col quale queste persone fossero in grado di interpretare gli eventi ed attribuire loro giusti significati. Non si parla della consapevolezza circa se stessi e le proprie risorse.

E’ ovvio che non si parli di queste cose, lo capisco, ma credo che sia proprio lì che si nascondano le vere motivazioni che hanno causato il loro suicidio.

La crisi economica e le difficoltà sono stati sicuramente degli scatenanti, ma come lo sono per tutti. C’è però chi reagisce in un modo e chi in un altro. Non è la crisi ad uccidere, è l’uomo che uccide.

La forza interiore che ti impedisce un gesto tanto estremo e che ti aiuta a continuare a vivere in maniera decorosa e onorevole non dipende dalla crisi nè dal denaro che abbiamo o non abbiamo. La nostra forza interiore dipende da noi stessi. Dobbiamo mettercelo in testa una volta per tutte, e smetterla di veicolare messaggi diversi, altrimenti finisce che le persone ci credano davvero!

Non conosco la vita di questi individui, e non vorrei con quello che scrivo mancare in alcun modo di rispetto alle loro esistenze. Scrivo ovviamente per chi è in vita e per chi il vento di questa benedetta crisi se lo beccherà tutto in faccia. Scrivo per chi ha deciso di affrontarla qualsiasi cosa accada. Scrivo per coloro i quali vogliono provarci con tutto se stessi a venirci fuori. Scrivo per chi decide di voler essere felice a prescindere. Scrivo per dare forza e stimoli a chi vuole assumersi la responsabilità di quel che gli accadrà. Scrivo anche per chi questa crisi non la riconosce tale ed è continuamente alla ricerca di opportunità. Scrivo per chi sa intimamente che vivrà comunque una vita felice, degna di essere onorata fino in fondo.

Spero proprio di scrivere anche per te!

Suggerisco di cuore di guardare il film “Alla ricerca della felicità”, con Will Smith. Certo è un film di Holliwood, ma racconta una storia realmente accaduta.

Ecco un piccolo estratto.

PS. Piccola curiosità. Rileggi il titolo. LA CRISI UCCIDE, CINQUE GLI IMPRENDITORI SUICIDI.  C’è un’enorme contraddizione di forma. E’ la crisi che ha ucciso, o sono gli imprenditori che si sono suicidati?

31
dic

Il mio consueto messaggio di buon anno.

Ultimo giorno dell’anno. Stiamo per archiviare anche il 2011. Com’è andato?

A livello collettivo, dal punto di vista economico, politico, sociale è stato un anno molto duro. Spero invece che a livello individuale, per te, sia stato un buon anno.

Queste feste sono una boccata di ossigeno per aiutarci a riprendere fiato. Tra poco si riparte per una nuova avventura, il 2012, e abbiamo l’obbligo morale, ma anche il piacere, di fare di tutto per renderlo speciale. Ecco, vorrei partire da qui, dal piacere di rendere il 2012 davvero speciale, per noi stessi, per chi ci sta vicino e per tutte le altre persone che avremo modo di influenzare anche in maniera indiretta.

Questo audio l’ho appena registrato e contiene i miei auguri per te.

Quest’anno non mi sono limitato a fare gli auguri, ma ho voluto includere alcuni suggerimenti che possono apportare valore aggiunto alla tua vita.


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Buon 2012.

PS. Lascia un commento con i tuoi migliori auguri per tutti.

15
dic

Wow, che emozione. A gennaio esce la nuova edizione del mio primo libro: Istruzioni per Vincere.

Oggi mi è arrivata la versione definitiva della copertina della nuovissima edizione del libro Istruzioni per Vincere.

E’ già in stampa ed uscirà nelle librerie a gennaio.

A distanza di 9 anni dall’uscita della primissima edizione (2003) torna nelle librerie una nuova e aggiornata versione del mio primo libro. Un capitolo nuovo, paragrafi aggiunti, esempi attualizzati… ed ovviamente un contributo web per rendere il libro il più interattivo possibile. Ah, è anche cambiato l’editore. Questa nuova edizione è stata curata da Gribaudo.

Carlo Ancelotti, Federica Fontana e Livio Sgarbi alla presentazione del libro Istruzioni per Vincere.Ricordo come se fosse ieri il giorno della presentazione del libro. A Milano all’hotel Principe di Savoia. Ero da pochi giorni diventato papà di una splendida bimba (Alice) e quel pomeriggio era venuta a Milano anche lei. D’altronde non poteva perdersi un appuntamento così importante…

Devo dire che da allora di acqua sotto ai ponti ne è passata parecchia e il libro ha avuto una decina di ristampe, una riedizione con nuova copertina per un totale di qualche decina di migliaia di copie vendute. Sono felice di come si sia evoluto il progetto negli anni, e sono felice di questa nuova rampa di lancio.Vecchie copertine Istruzioni per Vincere del Mental Coach dei Campioni Livio Sgarbi

Oltre a voler condividere con te questo momento di personale soddisfazione e gioia, volevo anche cogliere l’occasione per ringraziarti. Si, si, proprio a te. Che ti conosca personalmente o no, voglio ringraziarti per il solo fatto che mi stai leggendo in questo preciso istante. E’ per persone come te che hanno manifestato curiosità e interesse per il mio lavoro, che ho deciso di scrivere questo libro dieci anni fa; ed è sempre per persone come te che ho deciso di riproporlo in questa nuova versione. Quindi, ti prego di accettare i miei ringraziamenti.

In attesa di avere il “pupetto” in carta e rilegatura tra le mani, ecco la grafica della nuova copertina:

Istruzioni per Vincere - Livio sgarbi il Mental Coach dei Campioni

11
dic

Coca Cola. Come mantenere vivo un mito centenario.

Il gusto della Coca Cola è ineguagliabile. La Pepsi ci ha provato a fare di meglio ma la Coca rimane sempre la più amata. Sembrano uguali ma il gusto è diverso, ed è dovuto a una formula segretissima che contiene gli ingredienti, i dosaggi, i tempi, ecc.

Tutti sanno che esiste questa formula segreta e che è custodita in un caveau di una banca… d’altronde si tratta di una formula che vale miliardi di dollari ogni anno, e questo giustifica senz’altro l’attenzione impiegata in sua tutela. La notizia che mi ha spinto a scrivere questo articolo è di oggi. L’ho letta sul sito del Corriere della Sera.

Coca COla

La formula segreta.

Sembra che abbiano deciso di trasferire il prezioso “quadernetto degli appunti” del farmacista di Atlanta John S. Pemberton, dal caveau di una banca al palazzo attrazione della casa produttrice chiamato “Il mondo di Coca-Cola” nel centro della città. Il trasferimento della cassa blindata contenente la formula è avvenuto sotto la custodia di una scorta armata.

Leggo la notizia e penso: complimenti al resposabile marketing. Hanno trasformato una misura di sicurezza ragionevole in un’operazione di marketing strepitosamente efficace. “Nascondi platealmente” qualcosa e scatenerai l’interesse, la curiosità e l’immaginazione delle persone che ti stanno a guardare. Non solo, ma ne aumenterai immediatamente anche il valore percepito!!!! ;-)

Immagina per qualche istante di stare in una galleria d’arte. Ci sono molti quadri esposti, tutti di valore, ma noti con grande stupore che tra questi, ve n’è uno a cui non è possibile avvicinarsi, custodito all’interno di una teca antiproiettili, con fotocellule di sicurezza, e ben due guardie armate. La mia domanda è: quale di questi quadri secondo te vale di più??

Bingo!

4
dic

Beautiful Day 2011: Svegliati! Adoro i piani ben riusciti.

Livio Sgarbi e Gianfranco Bertoli al Beautiful Day parlano di come superare la crisi.

Livio Sgarbi e Gianfranco Bertoli al Beautiful Day Ekis 2011

Quando un progetto nasce da una spontanea intenzione benefica non può che andare bene e generare effetti positivi. Questo è ciò che mi dico ogni volta che penso al Beautiful Day ed è ciò che ho detto proprio oggi durante l’evento.

Sono fisicamente stanco ma provo una tale soddisfazione che mi sono messo al computer per scrivere sul blog. E’ una magìa.

Organizzare una giornata del genere richiede un elevatissimo spiegamento di forze, tempi ed energie sia dal punto di vista logistico, organizzativo, che dal punto di vista tecnico e didattico. Dal mio punto di vista, creare la sintassi, scegliere i temi da trattare, gli ospiti, i tempi e integrare il tutto è davvero un impegno extra-ordinario. Ma comunque sono decisamente soddisfatto per il risultato finale che a dir poco è stato stre-pi-to-so.

Mi piacerebbe raccontare in questo post tutti i passaggi significativi del corso ma non lo farò, preferisco chiedere a te (e a tutti i corsisti) di farlo. Lascia un commento, condividi l’esperienza, racconta cosa ti è piaciuto di più, cosa ti ha dato, come hai soddisfatto le tue aspettative. Chi meglio di te può farlo?

Io do il buon esempio e condivido una cosa che mi accende un lumino di speranza nel cuore.

Tornato a casa (alle 23,30) ho voluto dare un’occhiata al sito del Corriere per aggiornarmi sulla conferenza stampa del presidente Monti. Ho addocchiato un video e scopro che… udite, udite, l’attuale ministro del Welfare (Fornero) mentre parla delle pensioni, non riesce a pronunciare la parola “sacrifici”. Si commuove, piange e non riesce a proseguire il suo discorso.

Wow, non mi par vero. Un segnale di empatia vera dal mondo della politica (in realtà lei non è una politica ndr).

Ieri (eh, già sono le 1,23 di lunedì) al Beautiful Day parlavo di quanto ci sia bisogno di persone “virtuose” per costruire un futuro sostenibile. Tutti noi dovremmo comportarci in maniera più virtuosa. Beh, vedere un ministro che si commuove all’idea di dover chiedere agli italiani un ulteriore sacrificio mi ha fatto specie. Non conosco la persona ma ho apprezzato l’accaduto. Mi è sembrata una genuina e sincera espressione di dispiacere nei confronti di persone che dovranno ancora una volta sacrificarsi per il bene della collettività.

Sebbene sia stato un gesto non voluto, mi è sembrato un atto virtuoso. Non credo tra l’altro che abbia un precedente credibile nella storia della politica italiana.

Eccoti il video in questione. Guardalo anche tu e dimmi che ne pensi.

18
nov

Ehi, hai mai pensato di condividere il tuo ufficio con qualcun altro? Una soluzione fantastica per chi lavora.

Martedì ero a Torino per una serie di appuntamenti di lavoro tra cui una sessione di business coaching. Di solito in questi casi mi reco personalmente presso l’azienda del cliente ma martedì, per una serie di motivi, ho scelto di riceverli io. La cosa curiosa su cui vorrei soffermarmi è che a Torino non possiedo una sede fisica della mia attività e questo potrebbe rappresentare un problema, eppure non è stato così. Ho potuto svolgere i miei appuntamenti di lavoro in maniera proficua, funzionale e professionale usufruendo di una struttura polifunzionale di uffici in coworking.

Devo essere sincero, era la prima volta che ne facevo uso ma ne sono rimasto decisamente soddisfatto.

Parlo di una struttura super moderna, tecnologica e funzionale nella quale si condividono aree comuni, uffici, sale riunioni, saletta relax, reception, connessione wi-fi, ecc. con altre realtà professionali.

Sei libero di affittare un ufficio, come una saletta riunioni o una sola postazione di lavoro, per qualche ora, un giorno, una settimana o per quanto tempo vuoi a costi decisamente accessibili e convenienti. Una soluzione ottimale per una start up o per chiunque si trovi nelle condizioni di dover avere un ufficio per tempo limitato senza rinunciare alla comodità e alla funzionalità che un ufficio proprio è in grado di garantire.

La struttura che personalmente ho utilizzato a Torino si chiama ToolBox, ma ce ne sono tante altre in tutta Italia. E’ un po’ come il concetto di car sharing. Se non hai la necessità di doverti spostare frequentemente e per lunghi tragitti, la condivisione del mezzo è una soluzione all’avanguardia, ecologica e super intelligente.

Risparmi denaro, tempo, sforzi e preoccupazioni. Non devi prenderti ulteriori impegni se non nei giorni effettivi in cui devi effettivamente lavorare. La struttura è moderna, attrezzata, informatizzata e hai anche la possibilità di creare un network di conoscenze con persone con le quali condividi gli spazi e che potrebbero rappresentare per te delle opportunità di lavoro.

Questa è un’idea brillante e va premiata, non pensi anche tu?

10
nov

Incoerenza o ragionevolezza?

Sul New York Times ha pubblicato un articolo molto particolare i cui contenuti sono poi stati riportati anche su La Stampa. Nella Waldorf School of Peninsula, nella Silicon Valley, l’imperativo è: “ricordati di dimenticare a casa il tuo iPad!”.

La scuola, di matrice Steineriana, non prevede infatti l’uso di alcun apparecchio elettronico o computer per le classi elementari e medie. Usano lavagne e gesso, scrivono con matite e pastelli, lavorano a maglia, studiano la poesia e l’arte in genere attraverso l’esperienza e il gioco; vanno nei campi a coltivare l’orto e a pigiare l’uva, per rimanere “ancorati alla terra” e alle cose basiche della vita. Iniziano le lezioni con la ritmica e i conti li fanno dividento una torta o attraverso strumenti rudimentali costruiti da loro stessi. Usano strumenti naturali in legno e attribuiscono la stessa importanza delle materie scientifiche e umanistiche anche a quelle artistiche e creative. Cantano in classe, fanno Euritmia, affrontano la spiritualità con naturalezza e senza dogmi di sorta.

Insomma direi uno stile didattico e di apprendimento leggermente “controtendenza”…

Ma non è tanto questa la cosa curiosa che mi fa chiedere se si tratta di incoerenza o di ragionevolezza, quanto il fatto che la stragrande maggioranza degli alunni di questa scuola è rappresentata dai figli di manager che lavorano nelle più famose aziende in campo informatico. Dalla Apple a Google, si sa, la Silicon Valley accoglie la più alta concentrazione di aziende del settore informatico del mondo.

Ma come, uomini e donne che vivono per l’elettronica e la sostengono e la sviluppano in tutte le aree della vita, che ci credono… preferiscono tenere i loro figli lontani dai computer? Com’è possibile? perchè?

Sono persone incoerenti con quello che fanno nel lavoro o c’è quache ragione sensata per optare per una scuola così particolare?

Per quanto mi riguarda, seguo il pensiero di Steiner da un po’ di tempo ed anch’io ho optato per la scuola Waldorf per i miei due bimbi. Eppure, se mi segui da un po’ lo saprai, sono un appassionato della Apple e faccio costante e assiduo uso di Internet e dei sistemi informatici più all’avanguardia.

Sarò incoerente o ragionevole?

A te l’ardua sentenza.

3
nov

Iachetti e Brignano mettono i politici alla berlina! Ma che sta succedendo?

Mai come in questo periodo si avverte un disagio e un malcontento profondo nei confronti dell’agire dei politici. Chi si espone per attaccare la casta lo fa senza alcuna mediazione modale. Sarà dovuto a Internet, dove tutti sono liberi di pubblicare i propri pensieri senza censure, o sarà semplicemente dovuto alla saturazione della pazienza?

Da sempre la satira prende di mira i politici ma sempre con una qualche “eleganza”, chiamiamola così, o rispetto/timore. Della serie: te la dico ma con sarcasmo e possibilmente privo di emotività diretta.

Mi sembra invece che oggi si siano rotte le dighe di contenimento. Non mi riferisco evidentemente ai commenti fatti davanti alla macchinetta del caffè o a cena tra amici, tantomeno quelli fatti da “benemeriti sconosciuti” (come potrei essere io) attraverso il proprio sito o Facebook. Mi riferisco a trasmissioni televisive nazionali, e a persone che rilasciano dichiarazioni di fuoco fuori dal contesto usuale nel quale siamo soliti vederli agire.

Devo dire la verità, condivido pienamente questa indignazione verso i politici che ci devono rappresentare, e aggiungo: finalmente! Finalmente qualcuno che ha la possibilità di influenzare in maniera massiccia l’opinione pubblica, che non sia il solito Beppe Grillo (il cui impegno apprezzo enormemente), ha deciso di uscire allo scoperto e urlare quello che la maggiorparte della gente vorrebbe dire.

Stiamo assistendo ad una caporetto finanziaria e sociale nella quale chi aveva la responsabilità principale delle scelte strategiche non solo non ci rimette, ma continua malgrado tutto, a godere di privilegi stratosferici.

Mi fermo qui. Non è intenzione di questo post approfondire la mia opinione in merito. Piuttosto volevo sentire la tua. Ma tu, che ne pensi?

Ti allego qualche video interessante da vedere.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/speciali/257384/brignano-i-costi-della-casta.html

24
ott

Marco Simoncelli muore a Sepang. Addio Sic!

Il motociclismo si sa, è uno sport pericoloso, può succedere di tutto. Quando corri a oltre 200 km/h a pochi cm dall’asfalto cercando angoli impossibili per un sorpasso, i rischi aumentano, e Marco ci aveva abituato a rischi al limiti dell’incoscienza.

Ma ieri la moto non stava andando così forte e Marco non stava facendo nessun azzardo. La traiettoria della sua moto, purtroppo,  per ragioni ancora non molto chiare, ha coinciso con quella delle moto di Edwards e Valentino Rossi, che non hanno potuto evitare la collisione.

Quando un ragazzo di 23 anni, così vitale, positivo, solare perde la vita, si fa difficoltà a trovare le parole… oltre al naturale dispiacere per noi tutti e soprattutto per i suoi cari, l’unica cosa che mi sento di dire su quanto è accaduto è che se n’è andato facendo la cosa che amava di più: correre in moto.

C’è una frase che sentii una volta ad un corso e che mi sembra perfetta per questa occasione:

Posto che la morte è l’unica certezza nella vita di ognuno di noi, quando decide di venirti a prendere… fatti trovare vivo!

Beh, Sic direi che ci è riuscito brillantemente.

Ecco un bel video che ce lo ricorda ai suoi esordi…