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Articoli della categoria ‘Attualita’

20
apr

Chi fa da sè fa per tre… anche per quattro e per cinque!

Una vita passata a motivare la gente a fare squadra, a creare team affiatati al grido di: “nessuno di noi è meglio di tutti noi”.

Eppure, ci sono circostanze in cui vale proprio il contrario… come la vita insegna, gli assoluti vengono SEMPRE smentiti.

Questo incipit solo per presentare il video che segue, dove evidentemente la protagonista dimostra talento, capacità e iniziativa tali da permetterle di fare da sola… beh, non vi anticipo nulla.

Guardatevi il video e ditemi che ne pensate.

Approfitto di questo video per condividere una riflessione che ho fatto dopo aver sentito questa ragazza. Il mondo è pieno di persone di talento e spirito di iniziativa. Un tempo chi non riusciva a ottenere successo era destinato a rimanere un perfetto sconosciuto. Oggi no!

Sono felice che “la rete” possa permettere a tutti di manifestarsi e di farsi conoscere da tutto il mondo. Un’opportunità in più per condividere il proprio talento con gli altri e per realizzare il proprio sogno di successo.

6
mar

Alimentazione e salute. Non c’è sordo peggiore di chi non vuol sentire.

Come si fa a discutere il fatto che l’alimentazione è in stretto collegamento con la nostra salute? Solo un folle lo farebbe. Possiamo invece discutere su come l’alimentazione incida sulla nostra salute, cosa ci fa bene e cosa ci fa male, ma non sicuramente sul fatto che le due cose siano collegate.

Sono anni (tanti) che sostengo con vigore l’importanza di prendersi cura di sè e della propria esistenza a partire dalla cura della propria salute, attraverso l’attività fisica, i pensieri e l’alimentazione. Attorno a questo concetto ho anche costruito un seminario bellissimo (VITALITY COACHING) nel quale aiuto le persone a diventare i primi responsabili della propria salute e vitalità.

In questa giornata di sole (finalmente), che prelude alla primavera oramai prossima, sto pensando a mio papà. Quasi due anni fa lo accompagnai dall’oncologo (un primario di rilievo) che guardando le sue analisi gli prospettò il suo protocollo (che mi guardo bene dal giudicare) come unica cosa sensata da fare per provare a risolvere il suo grave problema.

Riservai per ultima la domanda che per tutto il tempo della visita, avrei voluto rivolgergli: “dottore, mi scusi, lei ritiene che sia opportuno fare qualcosa in merito all’alimentazione di mio padre?”.

Avevo curiosità di sapere che rilievo dava allo stile di vita del paziente, poichè non gli aveva rivolto nemmeno una domanda in merito.

Lui mi guardò con un’aria indecifrabile, come se gli avessi chiesto se fosse meglio prendere l’autostrada o la strada statale per tornare a casa. Della serie: “e che ci azzecca?”.

Mi rispose per pura cortesia qualcosa della serie: “no, lasci stare, non centra nulla”.

Ovviamente non ero d’accordo ma, il medico era lui, e mio padre scelse di seguire il protocollo.

Non esiste controprova, non sappiamo cosa sarebbe successo se avesse invece scelto un’altra via, e per questo motivo mi rassereno pensando che ognuno di noi sceglie ciò che ritiene e sente più giusto e che probabilmente quella era la sua strada.

Tuttavia un po’ ci penso e mi chiedo come è possibile che nel 2014, con le evidenze scientifiche a disposizione, agli studenti in medicina non venga insegnato nulla rispetto alla nutrizione e alla salute?

Come è possibile che un medico non indaghi (e non cerchi di intervenire se necessario) sulle abitudini alimentari e di vita del paziente?

Come si fa a non prendere in minima considerazione lo stile di vita se il fine ultimo è aumentare tutte le possibilità di sopravvivenza?

Poi mi girano un link di un video, lo guardo e… lasciamo stare!

Vabbè, sono il primo a dire che non possiamo fare di un caso una ricetta, ma se ascolti bene le parole della dottoressa intervistata qualche domandina viene da farsela. No?

APPELLO A TUTTE LE PERSONE A CUI VOGLIO BENE:

Vi prego, potete fare qualcosa per prendervi cura voi stessi della vostra salute?

Potete fare un po’ di attività fisica (di rilievo) ogni giorno?

Potete nutrire pensieri positivi e di amore in maniera predominante rispetto ai pensieri negativi?

Potete smettere di mangiare (spesso consapevolmente) roba che vi fa male e alimentarvi un po’ meglio?

Sapete, io vi voglio bene e vorrei sapervi sani, vitali e felici.

Ho detto una cazzata?

9
gen

Queste dannate meravigliose abitudini

Da qualche mese a questa parte ho installato l’abitudine di andare a correre ogni mattina con il cane.  Di solito mi alzo alle 7, sveglio i bimbi e mentre si vestono gli preparo la colazione. Poi, accompagno l’Alice a scuola, Michele all’asilo e infine, mi fermo con la Briciola al parco del Crostolo per correre una mezz’oretta.

Ovviamente per fare ciò sono costretto a uscire di casa già vestito da corsa. Nel mio caso: tutina aderente da corsa; scarpette, berretto e guanti (c’erano 3 gradi) tutto rigorosamente nero. Sembro un becchino affusolato.

Oggi, non so per quale motivo, quando sono entrato in asilo, ho destato l’attenzione e la curiosità di alcuni genitori. Chi mi chiedeva se mi stessi preparando ad una gara, chi mi diceva se mi pagassero per farlo e chi si congratulava per la mia costanza: “Correre ogni mattina che sia bello o brutto caldo o freddo non è da tutti.”

Credo di aver liquidato tutti con qualche sorriso e poche parole ermetiche (come è mio costume fare nda), ma poi mentre correvo ci ho ripensato sù.

Sì in effetti ci vuole costanza e volontà, ma mi rendo conto che non ne ho dovuta mettere molta per farlo. Un po’ nei primi giorni, ma poi sempre meno perchè ne ho fatto un’abitudine e l’ho inserita nella routine di tutti i giorni.

Mi rendo conto che per me che faccio il mental coach è stato immediato il pensiero di farne un’abitudine, perchè so che non c’è nulla di più forte sul lungo periodo.

La motivazione, la volontà e la determinazione possono servire per iniziare e per superare i momenti in cui non ne hai voglia, ma non possono sostenere sul lungo periodo un’attività quotidianamente affaticante. Troppo dispendioso.

Così sono partiti una serie di pensieri dai quali è scaturita l’idea di scrivere questo post.

Che l’essere umano sia “schiavo delle abitudini” è fondamentalmente un dato di fatto, ma di solito si usa questa espressione con un’accezione negativa, come se avere delle abitudini radicate e consolidate fosse un male.

La realtà è che andrebbe considerato il fatto che le abitudini non sono ne positive, ne negative. Dipende!

Ad esempio, se ti portano a risultati di pregio e soddisfazione, si tratta di abitudini buone e viceversa.

La cosa che so per certo è che qundo individui un’attività che ti porta a risultati positivi, se riesci a trasformarla in un’abitudine hai fatto bingo!!

Già, è proprio questo il segreto.

Il più delle persone reagisce a situazioni che non vanno, con vere e proprie fiammate. Vuoi per orgoglio, vuoi per insofferenza si attivano agendo anche oltremisura. Di solito però queste fiammate, divampano impetuose per poco tempo e poi si spengono, e normalmente tutto torna come prima.

Se riesci a fare di un’attività positiva un’abitudine costruirai poco alla volta il tuo successo. Vuoi sapere come si fa? Ti interessa?

Ok!

Ecco 5 passi fondamentali:

1. Individua l’attività che vuoi fare con continuità.

2. Inizia a farla! Questo è il punto crucuale dove c’è bisogno di motivazione e volontà. In questa fase ti suggerisco di cominciare “morbido”, facile. Il tuo inconscio non deve associare troppa fatica e/o dolore all’attività, quindi meglio cominciare piano piano. Rendila piacevole.

3. Inserisci l’attività in una routine possibilmente già rodata. Incastra la nuova azione all’interno di un meccanismo già avviato. Questo ti permette di renderlo fluido e scorrevole all’interno della quotidianità della tua vita.

4. Poco alla volta aumenta l’intensità e portati al livello desiderato. Sfidati ogni tanto e supera il tuo limite. Spingiti un po’ più in la (ogni tanto) facendo sempre attenzione a non renderlo “spiacevole”.

5. Focalizzati sulla soddisfazione e il piacere che provi dopo averlo fatto. Sii fiero. Sentiti orgoglioso per aver creato un’abitudine nuova e positiva nella tua vita.

A questo punto il gioco è fatto!

Vuoi avere la prova del fatto che sia diventata un’abitudine? Molto semplice. La sola idea di non poterlo più fare ti dovrebbe dare fastidio.

Potranno capitarti giornate in cui non ne avrai voglia. Qualche volta ci può stare e puoi anche permetterti di “saltare” qualche appuntamento, ma fai attenzione a non perdere mai l’abitudine.

Quando non ne hai voglia, devi metterci motivazione e volontà. In questi casi il mio segreto è… non pensarci e agire. Mi vesto e continuo a fare la mia routine anche se non lo vorrei fare. Una volta che sono fuori e inizio a correre, tutto torna normale.

Personalmente

18
set

Un DNA Speciale!

Il DNA racchiude le informazioni più intime e peculiari di ognuno di noi. Non conosciamo con certezza cosa vi sia scritto di preciso, ma sappiamo che abbiamo determinate predisposizioni pronte ad attivarsi qualora ci siano le condizioni giuste.

Lo stesso si può dire anche per intere comunità. Il DNA di un’azienda, di una squadra, di un popolo…

Pensa al DNA italiano. Possiede geni straordinari quali la creatività, l’arte, la cultura, la bellezza, il gusto (automobili, cibo, abbigliamento, ecc.), il temperamento sanguinico, il coraggio, la passione, l’ironia, la resistenza e la resilienza.

A pensarci bene, i nostri cromosomi culturali sono unici e speciali e credo, senza ombra di dubbio, che siano più che sufficienti per consentire alla nostra nazione di uscire da questa terribile empasse politica, economica e sociale.

Ognuno di noi ha già dentro un retroterra culturale e mentale capace di superare qualsiasi avversità, sia dal punto di vista personale che professionale. Lo abbiamo già fatto ed è arrivato il momento di farlo ancora.

E’ tempo di agire. Ognuno ha il dovere e la responsabilità di creare il proprio mondo attorno a sè. Di far “quadrare il cerchio” e di generare le opportunità per prosperare in salute, denaro e saggezza.

Come diceva Eros Ramazzotti in una sua vecchia canzone:

“… non si può sempre stare ad aspettar che cambi. Perchè il futuro ormai, c’è passato già davanti”.

Per quanto sia sacrosanto pretendere da chi ha il potere decisionale e, si spera, anche le competenze per farlo, non dobbiamo/possiamo più permetterci di non agire concretamente in prima persona.

Tutti noi abbiamo reali possibilità di riuscire a trasformare in meglio la nostra vita, in ogni momento. Dobbiamo, volerlo, crederci e poi metterci in gioco in maniera incondizionata.

Lasciare andare le vecchie convinzioni oramai obsolete e limitanti per abbracciare nuovi schemi di pensiero e di comportamento, e ragionandoci sù, mi rendo conto che servono abilità che da qualche parte nel nostro DNA sono già scritte in forma indelebile.

Il DNA made in Italy contiene tutto ciò che ci occorre per fare la differenza e rendere la nostra vita decisamente migliore.

La creatività. Non dobbiamo pensare di ricreare ciò che c’era prima. Dobbiamo creare nuove realtà, innovare e anticipare il futuro.

La passione. L’entusiasmo e l’energia che abbiamo dentro rispecchiano il sole mediterraneo della nostra terra e sono un’arma micidiale, eppure incontro ancora troppe persone cupe, scure, avvilite e… vinte!

Mi fermo qui. Lascio a te il piacere di commentare questo post con una qualsiasi delle caratteristiche che pensi faccia parte del nostro bagaglio genetico culturale.

3
lug

Marco Ligabue, fa “La differenza” con il video del suo nuovo singolo.

Ho appena finito di guardare in anteprima privilegiata il nuovo video di Marco Ligabue e ho ancora i brividi a pelle.

Amici del blog, sapete che apprezzo molto chi sa trasmettere emozioni perchè emozioni = vita!

Questo video, non so perchè, devo ancora capirlo, mi ha emozionato subito. La musica è bella, le parole sono semplici e dirette… tutto punta diritto al cuore e alla pancia delle persone.

Conoscendo Marco e il Pibe (al secolo Alessio Lini) non fatico a riconoscere in questo video, l’impronta umana e “vera” che hanno voluto dare al loro progetto discografico.

Buona visione e… buon ascolto amici miei!

17
giu

No azienda 2.0 ??? … ahi… ahi… ahi…

Il termine 2.0 viene solitamente usato per definire qualcosa di “nuova generazione”. Una versione aggiornata rispetto a quella precedente. Moderna, al passo coi tempi e innovativa.

Molte delle logiche alle quali ci siamo per anni attenuti nel mondo delle micro imprese e delle piccole aziende, sono crollate. Non valgono più; non rendono risultati. Sono stati soppiantati da nuovi fattori, nuove logiche. Le regole sono cambiate, e chi non si adegua velocemente rischia di subirne le conseguenze.

Nel mondo 2.0…

… l’atteggiamento competitivo lascia il posto alla cooperazione.

La struttura rigida cede alla flessibilità.

Le procedure perdono valore di fronte alle persone.

Il controllo si piega innanzi alla ispirazione.

La potenza cede alla velocità.

Se urli non ti ascoltano; se dialoghi sì.

Vendere non funziona più; bisogna dare valore.

Questo è il mercato 2.0, e vuole essere rappresentato da aziende 2.0.

Tu che ne pensi?

31
mar

Parole, parole, parole…

Centinaia e centinaia di corsi in venticinque anni di lavoro. Milioni e milioni di parole dette spesso con enfasi, passione, convinzione.

Certo che per una persona taciturna e, mi azzardo a dire, riservata e solitaria come me non è proprio male… vero? Ho sempre riconosciuto nella mia innata propensione all’ascolto il mio talento migliore, e alla fine mi sono scelto un lavoro dove parlo per ore e ore ininterrottamente… mah! Forse ho sbagliato qualcosa!!! :-)

Mi è capitato spesso di pensare a come riesca a stare giornate intere davanti a centinaia di persone e a parlare ininterrottamente. Chi lavora con me sa perfettamente che non uso scrivermi nei dettagli quel che dirò ai corsi. Tolta quella che è la tipica scaletta degli argomenti, tutto il resto (esempi, storie, metafore, battute, approfondimenti, ecc.) mi viene fuori lì in quel momento, senza pianificazione.

Se qualcuno mi chiedesse 5 minuti prima di cominciare il corso, di dirgli cosa andrò a dire, farei fatica a rispondere. Non lo so! Dico davvero. In quel momento non lo so.

Molto di ciò che dico ai corsi viene definito proprio sul momento, in base alla platea, agli sguardi che vedo, ai miei pensieri… E’ davvero strano e, per me, difficile da spiegare. L’unica cosa che so, è che ho bisogno di stare nello stato interiore giusto per avere accesso alle mie conoscenze e per scegliere sempre la cosa migliore in ogni momento.

Per chi non è del mestiere so che può risultare difficile da comprendere, ma è proprio così! E’ una magìa! E’ esattamente come accade nello sport. Anche io ho bisogno di accedere ad uno stato di trance per riuscire ad esprimere l’eccellenza di me stesso. Prova ne è il fatto che dopo il corso tendo a non ricordare una buona parte delle cose che ho detto.

L’altra settimana eravamo a Padova in occasione del corso IMPARA DAI CAMPIONI – The Challenge. Un corso di due giorni in cui ovviamente, essendo io il trainer, mi sono trovato sul palco davanti a 200 persone a parlare di continuo. Durante una pausa pranzo, lo Zio Giuse (al secolo Giuseppe Montanari ndr) mi dice di essere stato colpito da una frase che ho appena detto al corso. Il suo commento è stato: “Boss, oggi hai detto una frase bellissima che mi ha colpito molto. In tanti corsi in cui ti ho seguito da dietro, non te l’avevo mai sentita dire”.

In effetti ripensandoci, si tratta di una frase molto bella, che non credo di aver letto da nessuna parte (ma non ne sono certo!!!) e che in quel momento, in quel contesto preciso… era la cosa più ovvia e naturale che potessi dire. Forse non la dirò mai più, forse la dirò in maniera diversa… non lo so davvero. Quel che so è che sono felice che sia sgorgata “dalla pancia”, senza premeditazione… mi piace pensare che sia nata dall’ispirazione. Come nasce una poesia per un poeta, un quadro per un pittore o una canzone per un musicista.

Ah… mi stavo dimenticando… non vorrei lasciarti lì con la curiosità circa la frase di cui parlava lo Zio Giuse.

Eccola:

Quando vinci la vita ti premia. Quando perdi la vita ti insegna!

5
mar

Crisi? Non esiste crisi per chi ha idee innovative. SPOTIFY docet!

Ogni tipologia di mercato è oramai saturo di prodotti e servizi che sono l’uno il doppione dell’altro. Oggetti che si cannibalizzano a vicenda e si contendono pezzetti di mercato come sciacalli intorno ai resti di una carcassa.

Eppure, per 1000 persone o aziende che si addannano a cercare di urlare più forte per farsi ascoltare, ve ne è una che silenziosamente lavora per anticipare i tempi e creare le nuove tendenze. Lo fece Google, poi Facebook… ora è il tempo di SPOTIFY. Lo conosci?

Oggi Stefano Monticelli (mio caro amico) me lo ha mostrato ed immediatamente ho pensato: “Ma certo ovvio. Come è possibile che nessuno ci avesse pensato prima?”

Non è ancora molto conosciuto in Italia, ma sono pronto a scommettere che sarà un BOOM pazzesco. L’ennesima riprova che le idee innovative, capaci di generare reale valore nella vita delle persone, non conoscono crisi.

Vuoi vedere che in questi periodi di recessione, Spotify avrà una crescita da record?

Vuoi vedere che il mondo della musica in qualche modo si dovrà adattare a questa nuova “rivoluzione”? Autori, editori, emittenti radio, rivenditori… ma anche aziende non del settore musicale che vorranno cavalcare questa nuova onda…

Ti piacerebbe poter ascoltare con immediatezza qualsiasi canzone o LP di qualsiasi autore, cantante o gruppo, di qualsiasi genere musicale in ogni istante? Senza doverla scaricare illegalmente e senza doverla acquistare?

Ti piacerebbe creare playlist di ogni tipo, condividere quella di altri amici, e tanto altro ancora?

Beh, questo e molto, molto, molto di più è Spotify.

19
feb

Il campo di gioco più difficile di tutti? La vita!

Tutti, per una cosa o per l’altra, in momenti diversi della vita, abbiamo bisogno di un coach al fianco. Una persona che ci sostenga, che ci ascolti, o che ci guidi. Una persona che abbia fiducia in noi, e che all’occorrenza, sappia anche essere severo, forte, duro… Una persona che ci insegni con il proprio esempio come fare per… Una persona alla quale la vita non ha risparmiato le sue “attenzioni” (nel bene e nel male) e che abbia la voglia e la passione di voler trasferire un po’ della sua esperienza agli altri.

Spesso nei corsi mi capita di parlare dei campioni (vedi corso IMPARA DAI CAMPIONI) e di narrarne le gesta per fornire esempi eccellenti di come fare per riuscire a realizzare i propri obiettivi, sogni…

Già! Perchè, nonostante non sempre e non tutti i campioni si dimostrino degli esempi anche fuori dal campo, rimane il fatto che, comunque sia, siano esempi di eccellenza da cui si può sempre imparare qualcosa.

In passato ho avuto modo di prendere come esempio il velocista paraolimpico Oscar Pistorius. Non ho indugi nell’affermare che abbia dimostrato nella sua vita di avere determinazione, fiducia, volontà, abnegazione, atteggiamento vincente, forza interiore ecc. e che quindi potesse valer la pena di modellarlo per apprenderne le strategie di eccellenza. Lo penso tutt’ora! Tuttavia, il recentissimo tragico episodio che lo ha visto protagonista ci ha letteralmente sbattuto in faccia la “debolezza umana”. Sono dei campioni… ma comunque esseri umani, con tutte le loro fragilità.

Non intendo giustificare nè tantomeno assolvere Pistorius per lo sciagurato atto di cui si è macchiato, ma sto riflettendo (ad alta voce) su tre cose che ritengo possano essere interessanti:

- La prima è proprio legata alla fragilità dell’uomo. Non c’è niente da fare, per quanto forti e determinati, dobbiamo essere consapevoli del fatto che c’è sempre qualcosa o qualcuno più forte di noi, in determinati contesti. Come Superman, per definizione uomo indistruttibile, viene messo in ginocchio dalla Criptonite, ognuno di noi deve tenere presente che non è invulnerabile. Abbiamo tutti dei punti deboli, delle fragilità e dobbiamo proteggerli, il più possibile.

- La seconda invece ha a che vedere con l’imprevedibilità della vita. In ogni istante la nostra vita potrebbe cambiare nel bene e/o nel male. Nel caso di Pistorius, in pochi attimi si sono “stravolti” i destini apparenti di almeno due persone: la ragazza uccisa e lui. Una vita prematuramente interrotta, e l’altra tragicamente rovinata. Chi avrebbe mai potuto pensare che un giovane di successo e apparentemente “equilibrato” come lui potesse essere capace di un gesto tanto folle?

- La terza è che la vita è il campo di gioco più difficile di tutti. Non c’è disciplina sportiva che sia in grado di sfidarci tanto quanto è in grado di fare la vita. Se non ti alleni costantemente, se non impari a conoscere le “regole del gioco”, se non ascolti i suoi messaggi, se non rimani con i piedi ben incollati a terra… lei sa come vincere la sfida.

*****************

Poi, vado su Youtube e guardo un video di un altro campione sportivo. Roberto Baggio (il Divin Codino) legge sul palco dell’Ariston durante il Festival di Sanremo, una lettera scritta da lui stesso per i giovani.

E’ emozionato come un bimbo, fa tenerezza.

Parla di Passione, Gioia, Coraggio, Successo e Sacrificio!

Una lettera semplice, umile, senza virtuosismi letterari e parole forbite. Una lettera che non suona a verità, ma che si sente provenire dal profondo del cuore.

Un esempio di campione anche nella vita? Non lo so, io glielo auguro, come auguro una vita da campione ad ognuno di noi.

Una cosa è certa, la partita non finisce finchè siamo in vita, e non possiamo abbassare la guardia, mai. Sia che ci troviamo in vetta alla cima o sprofondati sotto terra… tutto può ancora succedere.

28
gen

Lo sport non solo forgia il carattere delle persone, ma lo rivela anche!!!

Molto spesso lo sport si è macchiato (e ahimè continua a farlo) di fatti e fattacci di cui si fa fatica a sentirsi fieri. Comportamenti anti sportivi, poco etici, furbetti, maliziosi, opportunistici e talvolta addirittura truffaldini.

Qualcuno dice che lo sport è anche fatto di queste cose, che non siamo tutti uguali e che, soprattutto, l’unica cosa che veramente conta è vincere! Per cui, vale tutto… o quasi!

In parte è vero! Nello sport agonistico l’importante è vincere. Il secondo non viene ricordato… Sono logiche che conosco benissimo. Chi chiede il mio aiuto in qualità di coach, lo fa perchè vuole vincere, ed io alleno la sua mente a fare tutto il possibile a tale scopo, ma esiste sempre un limite.

Ammettere un errore, denunciare una irregolarità a proprio svantaggio non è contemplato nella logica della vittoria ad ogni costo e ha senso interrogarsi su quanto ciò sia giusto oppure no, tuttavia lungi da me emettere giudizi e sentenze in merito e mi limito a segnalare due diversi “modelli del mondo”.

Già, perchè si tratta proprio di due diverse visioni del mondo e dello sport nello specifico. Se da una parte è vero che lo sport educa le persone al sacrificio, al lavoro duro, alla competizione, ecc. dall’altra parte è altrettanto vero che lo sport da alle persone l’opportunità di manifestarsi. Ognuno con le proprie prerogative personali: forza interiore, grinta, sensibilità, correttezza e quant’altro.

Con tutti gli esempi negativi che riempiono le colonne dei rotocalchi sportivi, ogni tanto, spicca qualche episodio che varrebbe la pena segnalare anche sui giornali (ma che ovviamente nessuno si fila).

Qui in basso un breve video di un gesto che ci fa ben sperare nell’animo leale delle persone. Vale la pena di vederlo.

Racconta di una gara podistica in cui, a pochi metri dall’arrivo, il corridore in testa si ferma pensando di aver già superato il traguardo, e il corridore dietro di lui, sopraggiungendo alle sue spalle, non lo supera e lo spinge a tagliare il traguardo per primo.

La domanda che mi faccio è: si sarebbe comportato nello stesso modo se si fosse trattata di una finale olimpica? A te l’ardua sentenza, io non lo so, ma preferisco rimanere con il dubbio e con questa immagine di altri tempi nella mente. :-)