The Power of LOVE.
In Australia, una donna partorisce prematuramente due gemelli, uno dei quali non riesce a sopravvivere.
La donna, Kate Ogg, non rassegnandosi, ha voluto tenere in braccio vicino a sè, il neonato.
Dpo due ore di contatto fisico, di carezze, di coccole e di parole dolci, magicamente, il piccolo ha cominciato a respirare.
Tecnicamente il suo corpo ha fatto da “incubatrice umana”, un po’ come per la sacca dei canguri per intenderci.
A me piace pensare che l’amore della madre, le abbia dato la forza per non desistere e per far comprendere all’anima del piccolo neonato, che si trovava nel posto giusto… che poteva rimanere e vivere la vita che cercava.
Che straordinaria manifestazione del potere dell’Amore!
Alla faccia di chi dice che il mental coaching non può fare nulla per il recupero dagli infortuni.
E’ notizia di questa mattina che Valentino Rossi, dopo lo sfortunato incidente occorso al Mugello poco più di un mese fa, in cui si è procurato una doppia frattura scomposta (ed esposta) a tibia e perone, oggi sale in sella ad una moto per fare un test di prova con l’obiettivo di ritornare in gara ad agosto a Brno.
Per me ha dell’eccezionale. Tu che ne pensi?
Ora, ti chiederai: ” cosa c’entra il mental coaching in tutto ciò?”. C’entra eccome. Ti spiego.
Il fatto che Valentino Read more
Firewalking: ma le braci sono veramente calde o è tutta una funzione?
Questa mattina, il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo alquanto curioso dal titolo: “Sui carboni ardenti alla convention: nove agenti immobiliari ustionati”.
Una nota azienda di agenti immobiliari (di cui si tiene ignoto il nome) ha organizzato un corso di motivazione in cui si prevedeva anche la camminata sui carboni.
Trattandosi di un esercizio che comporta evidentemente un reale rischio di scottatura, la cosa non mi ha per niente sorpreso. Può succedere. I carboni sono veri, il fuoco brucia… chi fa male la preparazione e/o l’esecuzione, rischia davvero di bruciarsi. Mi permetto di dire ciò in quanto tengo corsi di questo tipo da oltre 15 anni. Lo so!
Questa mattina ho ricevuto diverse email di allievi che hanno fatto la camminata con me ai miei corsi e mi chiedevano come mai questi “agenti” si siano bruciati e loro no.
Non posso rispondere con certezza in quanto non so cosa abbiano fatto questi agenti e come lo abbiano fatto, ma posso in generale spiegare alcuni dettagli importanti sulla pirobazia.
Innanzitutto è bene spiegare che Read more
Perdere un figlio a due anni…
Un genitore che sopravvive al proprio figlio è una cosa illogica e in apparenza insensata. Non dovrebbe essere così. Un genitore non dovrebbe mai assistere alla morte di un proprio figlio, ma purtroppo accade quotidianamente.
Quando per di più, questo accade all’improvviso, per un male fulminante, allora tutto diventa ancora più difficile da accettare.
Questo è quanto è accaduto al noto cantante Read more
Cesare Prandelli mental coach.
Cesare Prandelli, nuovo CT della nazionale italiana, parla di “Italia di qualità“.
Nella sua prima conferenza stampa da neo ct Prandelli spiega che tipo di squadra vuole creare.
La cosa interessante è che non parla solo di tattiche di gioco e qualità tecniche dei giocatori, anzi. Si sofferma principalmente su alcuni aspetti che sono piuttosto familiari a noi coach.
“Dobbiamo arrivare a questo appuntamento – dice Prandelli – con una squadra che abbia una propria identità, un gruppo orgoglioso di rappresentare l’Italia, forte e convinto dei propri mezzi”.
In poche righe ha condensato svariati temi legati al mental coaching.
Parla di Identità, quindi di avere una immagine di se stessi ben definita e rappresentativa del gruppo che si creerà. Un’identità forte permette di rimanere coerenti con quanto ci si è impegnati a fare.
Parla di gruppo e vuole che questo si senta orgoglioso di vestire la maglia azzurra. Questo permetterà, una volta indossata quella maglia e ciò che rappresenta, di poter disporre di risorse interiori aggiuntive e inaccessibili diversamente.
Parla di essere forti, e sicuramente fa riferimento alla forza interiore. Questo è uno “stato risorsa” che aiuterà ad affrontare le paure e le ansie che si possono generare nei momenti importanti.
Infine parla di essere convinti. Non poteva mancare una menzione alle convinzioni, sapendo che rappresentano la base su cui appoggia l’agire umano. Credere in se stessi aiuterà i singoli e il gruppo a dare il meglio di se e a puntare verso il massimo risultato possibile.
Pensando a queste parole ho pensato a due cose:
- sono una conferma di come gli aspetti mentali siano fondamentali e imprescindibili per fare un lavoro eccellente. Anche il mondo del calcio è consapevole del valore di questi aspetti.
- l’intenzione di Prandelli è ottima ma tra il dire e il fare… Mi chiedo come intende agire per creare questi presupposti, posto che sono tutto meno che scontati.
Io un’idea ce l’avrei…
Morto Pietro Taricone, uno di noi.
Ieri la notizia: morto Pietro Taricone per un incidente con il paracadute.
Ho provato immediatamente un senso di vuoto allo stomaco e di dispiacere molto profondo. Non lo conoscevo personalmente e non mi è mai piaciuto il Grande Fratello – di cui “‘o guerriero” era figlio artistico – ma mi è spiaciuto in maniera particolare.
Mi dava l’idea di un ragazzo con le idee chiare circa i propri valori e coerente con essi. Non si è mai piegato alla legge del circo mediatico “in tv ad ogni costo”, nonostante fosse molto richiesto, e per chi proviene dal GF è una cosa più unica che rara. Normalmente affollano tutte le trasmissioni possibili in cui di solito si parla del… nulla!
Personalmente apprezzo le persone che sanno mantenersi equilibrate e che “non si montano la testa” al primo cenno di celebrità. Apprezzo coloro i quali non si fanno abbagliare dalle luci della ribalta, perchè in fin dei conti, sono solo luci, che prima o dopo si spegneranno e ti riporteranno alla realtà, quella di tutti noi.
Pietro Taricone mi dava proprio questa idea: vita di campagna, lontano dai festini e dal gossip, una bella moglie una figlia piccola e una carriera come attore che, senza troppe pretese, stava poco alla volta assumendo una dimensione apprezzabile.
Un saluto e un tributo a un “ragazzo comune”… uno di noi.
Ciao Guerriero.
Mondiali Sudafrica: Italia Fuori!
Dopo la deludente prova contro la Slovacchia, Lippi si assume le responsabilità:
“Mi prendo tutte le responsabilità. Nessuna esclusa.
Se una squadra si presenta a un appuntamento così importante col terrore nelle gambe, nella testa e nel cuore, significa che l’allenatore non l’ha preparata bene sul piano psicologico, tecnico e tattico, ma soprattutto psicologico.”
Che dire… ahimè… sono pienamente d’accordo. Tanto è stato bravo in Germania quanto non lo è stato in questa occasione. Peccato.
Ritengo molto coraggiosa la sua scelta riguardo chi ha voluto portare in Sudafrica e chi ha lvoluto asciare a casa, e per questo lo stimo molto, ma è evidente che in questa occasione non è riuscito a creare in loro l’atteggiamento giusto per affrontare la partita.
La prova è stato il finale. Gli ultimi minuti, dopo il primo gol abbiamo cominciato a osare di più e a macinare più gioco. C’era maggior convinzione e tenacia, anche se abbiamo concesso molto – soprattutto in occasione del loro terzo gol.
Credo che se avessero affrontato la partita con l’atteggiamento di quegli ultimi minuti di disperazione, l’avrebbero portata a casa con discreta facilità.
Peccato!
Raggiungere il successo è difficile ma confermarlo lo è ancora di più!
Molto spesso ho sentito dire dai grandi campioni che la parte difficile non è raggiungere il successo, ma il confermarlo, e questo accade non solo nello sport ovviamente.
Chi lotta per arrivare in alto, si presuppone che parta dal basso e di conseguenza ha poco da perdere e tutto da guadagnare. Chi invece si trova in una posizione di rilievo e deve confermare il proprio status ha a che fare con il peso delle aspettative e, viceversa, ha sempre più cose da perdere che da gudagnare.
Dal punto di vista del coaching mentale, posso dire che si tratta di due lavori differenti: uno per affermarsi, e l’altro per confermarsi. Le motivazioni e gli stimoli possono cambiare.
Comunque sia è sempre meglio prepararsi in anticipo. Intendo dire che mentre mi preparo mentalmente a realizzare l’obiettivo, dedico tempo e risorse anche a prepararmi a gestire l’obiettivo una volta raggiunto; o meglio a gestire me stesso una volta raggiunto l’obiettivo. Questo significa prevedere tutti gli aspetti – positivi e negativi – che fanno parte della nuova situazione che si viene a creare una volta raggiunto l’obiettivo.
Non fare ciò sarebbe come insegnare ad una persona a raggiungere la vetta di una montagna senza spiegarle poi come fare a discenderla.
Quando lavoro con qualcuno con l’obiettivo di raggiungere un grande obiettivo, faccio sempre riflettere sulle conseguenze (chiamiamole negative) dovute al raggiungimento dell’obiettivo. Già, proprio così! Può sembrare strano ma ha senso anche prepararsi alle ripercussioni negative del successo.
Di solito tra queste ripercussioni, ci sono l’appagamento, il cambio di motivazioni, la responsabilità, le aspettative e, soprattutto, l’interruzione di modulo.
Il recente esempio della Schiavone che dopo la strepitosa vittoria di Parigi ha raccolto solo sconfitte tanto inattese quanto il suo successo francese, dimostra con chiarezza che confermare di essere “una numero uno” è davvero difficile. In pochi riescono a farlo e non è solo una questione di talento – in questo caso tennistico.
Francesca Schiavone sbanca al Roland Garros di Parigi: i sogni si avverano.
Francesca schiavone porta a termine l’impresa e realizza un sogno.
La prima tennista italiana a vincere un torneo del Grand Slam.
Conclude nei migliori dei modi un torneo giocato in maniera pressochè perfetta, continuando un periodo decisamente positivo per la sua carriera.
Mi viene da dire che il lavoro duro paga, soprattutto nel tempo. Lavoro duro, dedizione e tanta voglia di realizzarsi.
Penso alla sua carriera e non posso riflettere sul fatto che bisogna aver pazienza e continuare a crederci fino alla fine, lavorando duro come non mai. Prima o dopo un’opportunità arriva e se sei pronto a coglierla…
Brava Francesca, ora, come tu stessa dici, sei una vera campionessa.
Due tituli per Mou e la sua Inter… ma non è ancora finita.
Mourinho non suscita grandi simpatie ma non si può dire che i suoi metodi non siano efficaci. Per adesso due titoli su tre, con una finale ancora tutta da giocare.
Non ho intenzione di salire sul carro dei vincitori ma semplicemente analizzo i risultati.
Non condivido la tattica di attaccare sistematicamente gli avversari, di creare tensioni e di provocare sempre. Non lo condivido ma devo ammettere che gli sta dando ragione. Anche questo è un modo di esercitare leadership e di guidare il proprio gruppo in maniera decisa e autorevole.
Per noi coach, è utile e importante valutare ciò per riconfermare ancora una volta che non esiste un unico stile di leadership vincente, anzi. Inoltre è importante tenere in considerazione che lo stesso stile, usato da persone differenti, scaturirebbe risultati differenti.
Ad esempio sono convinto che se Ancelotti cercasse di usare la tattica di Mourinho non funzionerebbe e viceversa. La leadership attinge dalla genuinità e dalla personalità del leader stesso.
Infine, ultima considerazione, alla faccia di chi dice che l’allenatore non è importante e che basta avere una squadra forte per vincere. Non credo proprio. Questa Inter sta vincendo anche, o forse soprattutto, perchè il suo allenatore la sta guidando in maniera efficace.
Non mi piaci Special One, ma complimenti per il risultato. E ora tifiamo pure per la finale di Madrid.
Tre Tituli sono meglio di due, no?















