In questo periodo mi sento più che mai multi-tasking. Mi occupo davvero di tantissime cose e, cosa che mi stupisce molto ma alla quale ci ho fatto una piacevolissima abitudine, tante di queste cose implicano la scrittura: sto scrivendo il terzo libro (sul coaching), curo una rubrica (sul coaching sportivo) sul Resto del Carlino, scrivo su un paio di portali, ho due blog, mi occupo del copywriting dei nostri siti e della comunicazione dell’azienda, eccetera.
Dico che mi stupisce perchè scrivere non è mai stato un mio punto forte, anzi. Da ragazzo detestavo scrivere e i miei scarni temi di italiano ne erano una prova evidente.
Rifletto su ciò e penso al cambiamento, a dove sono adesso e a dove ero 10 anni fa, 15 anni fa, 20 anni fa…
Quasi per caso - sempre che il caso esista - mi imbatto su Internet in una intervista che mi ha fatto MyLife TV. Mi chiedono di me, della mia storia, di come sono partito con il mio lavoro. Ascolto l’intervista, penso a com’ero e… ora mi ritrovo qui a scrivere le mie impressioni, i miei pensieri, le mie emozioni. Non l’avrei mai fatto un tempo. Sono cambiato. Alleluia! Sono vivo!
Non è la versione integrale dell’intervista, ma un po’ della mia storia la puoi sentire da qui.
L’altro giorno stavo facendo coaching con una persona, nel suo ufficio e ci siamo inoltrati in argomenti molto interessanti. Si parlava di successo, realizzazione e felicità a 360 gradi. Lui, un Imprenditore davvero con la I maiuscola, mi raccontava come ha intenzione di rendere la propria azienda sempre più etica e utile al prossimo.
La sua mente è focalizzata sulle opportunità che la vita gli sta offrendo per evolvere come persona e come imprenditore; per lui non esistono fallimenti, ma solo esperienze; non esistono problemi ma sfide e opportunità.
Vedi, queste cose le puoi leggere su centinaia di testi che riempiono le librerie, ma quando le senti in diretta, da una persona che incarna profondamente ciò che dice, e la cui autorevolezza deriva dai risultati, allora, le stesse cose, assumono un peso completamente diverso.
Mentre lo ascoltavo parlare cercavo di assorbirne l’energia, e così è stato. Ad un certo punto non c’era più un coach ed un cliente; c’erano due individui che si scambiavano energie positive e che crescevano di conseguenza.
Questa è la situazione ideale per chi fa il mestiere del coach: dare energia e riceverne altrettanta mentre aiuti una persona a utilizzare appieno le sue potenzialità.
Alla fine mi ha regalato un poster con l’immagine di un filosofo ed una frase che ho trovato fantastica ed assolutamente calzante con ciò che ci stavamo dicendo.
<< Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la Provvidenza si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute. Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incomincia. L’audacia ha in sè genio, potere, magia: incominciala adesso>>
Lui era Johann Wolfgang von Goethe, non Anthony Robbins
Ieri su “Repubblica” c’era un articolo molto interessante su come si possa imparare a essere felici. Esistono da sempre corsi, seminari e valanghe di libri che parlano del pensiero positivo e di sviluppo personale ma da qualche anno sembra che anche il mondo accademico universitario stia scoprendo questo mondo.
L’articolo di Repubblica parlava infatti dell’università di Harvard, negli Stati Uniti, che l’anno scorso ha inaugurato un corso di laurea proprio in Psicologia Positiva raccogliendo ben 850 iscrizioni. Quest’anno, lo stesso corso, è diventato il più frequentato della storia di Harvard.
Bel segnale, che ne dici? Bello il fatto che abbiano istituito un corso di questo tipo, e bello che sia stato preso letteralmente d’assalto dagli studenti.
La psicologia positiva teorizza che il nostro DNA incide per il 50% sul livello di felicità che viviamo. La restante parte dipende da noi, è nelle nostre mani.
Personalmente credo che il nostro campo d’azione superi abbondantemente il 50% ma non è così importante. Ciò che conta è che esiste la possibilità di educare la nostra mente e il nostro sistema nervoso a renderci felici e a fare della nostra vita il bene più prezioso di cui disponiamo.
********************************
Leggere notizie come questa mi rallegra e mi motiva moltissimo. Ho sempre pensato di fare un lavoro molto particolare il quale richiede un’energia fortissima per fare breccia nella mente e nell’animo di chi pensa in negativo o di chi è scettico circa lo sviluppo personale. Una volta un amico mi disse: <<Livio, ti stimo moltissimo, perchè tu lotti contro i mulini a vento>>. In effetti la percentuale di chi ascolta volentieri discorsi di questo tipo è decisamente più bassa rispetto quella di chi non crede che si possa migliorare, crescere e cambiare attraverso un migliore atteggiamento mentale.
Ora, sono le scuole che devono fare il prossimo passo. Educare una persona fin dall’età adolescenziale a padroneggiare le proprie risorse personali sarebbe un traguardo da cui poter partire per fare del mondo un posto migliore in cui vivere.
Come anticipato qualche post fa, la stagione è partita a mille.
Settembre è stracolmo di corsi a calendario e questo weekend siamo impegnati con un corso di teambuilding all’interno di un relais incantevole. Una tenuta immersa nelle colline del Chiantigiano.
Il corso è rivolto ai responsabili di tutta europa di un’azienda prestigiosa che lavora nell’ambito del lusso.
Allora, ci sono un francese, un inglese, uno spagnolo e un italiano… sembra una barzelletta e invece è la realtà. Ci sono persone da mezza europa e devo dire che questo rende il corso ancora più interessante.
Per chi come me è curioso ed interessato a studiare/conoscere il comportamento delle persone, avere a che fare con culture diverse è una vera e propria manna dal cielo. Culture differenti, back ground differenti, abitudini differenti ma pur sempre esseri umani. E’ fantastico vedere queste persone scambiarsi esperienze, comunicare tra loro, divertirsi ed emozionarsi insieme. Parlano lingue diverse ma dentro vivono le stesse emozioni e il lingiaggio delle emozioni è universale.
Come sempre mi porto a casa da questo corso qualcosa di valore che cercherò di mettere a frutto nella mia vita.
Un saluto ed un ringraziamento a tutto il gruppo ed ovviamente ai miei compagni di ventura, che in questo caso rispondono ai nomi di Alvaro, Roberto e Giuseppe
Una delle confusioni più gettonate da chi si approccia allo sviluppo personale è quella relativa alla differenza tra perfezione ed eccellenza. Lo sviluppo personale verso cosa deve tendere? verso la perfezione o verso l’eccellenza?
Innanzitutto bisogna chiarire il significato di eccellenza: l’eccellanza è il meglio di noi stessi.
Puntare alla perfezione personale è illusorio e non serve a nulla se non a frustrarci. La perfezione per definizione non si può raggiungere. Il vero obiettivo dello sviluppo personale è riuscire ad esprimere il meglio di sè in ogni circostanza.
Cercare di essere ciò che non si è serve a poco.
La questione è che le esperienze della vita che ognuno di noi vive quotidianamente, ci danno continue opportunità di crescita e miglioramento; noi non dobbiamo fare altro che esprimere noi stessi attingendo a tutte le nostre risorse. Se fossimo in grado di esprimere sempre il meglio di noi stessi riusciremmo ad ottenere incredibili livelli di soddisfazione e pienezza di vita.
La tendenza è di ricercare al di fuori ciò di cui necessitiamo, quando il luogo dove cercare è dentro di noi. Ai corsi vengono persone che vogliamo imparare sempre più cose quando molto probabilmente, basterebbe usare meglio ciò che sanno già. Questo è uno dei motivi principali per cui ho lasciato la strada della didattica per quella del coaching. Non mi interessa insegnare ancora più cose alle persone; a me interessa aiutarle a raggiungere più risultati usando le risorse che già possiedono.
Da un po’ di tempo a questa parte, leggere i giornali è come leggere un bollettino di guerra: la cronaca, la politica (estera e interna), e l’economia ci presentano ogni giorno scenari pressochè apocalittici. Stragi familiari, guerre, disastri economici… dovremo indossare l’elmetto anche per stare in casa.
Senza guardare troppo lontano, in Italia le famiglie fanno sempre più difficoltà a tirare avanti, i giovani a trovar lavoro e chi già lavora, a creare quel tanto di ricchezza e benessere da vivere tranquilli.
Gli scenari economici sono cambiati completamente: aziende che sembravano dei colossi indistruttibili si sono sgretolate come l’argilla, lasciando il posto a realtà snelle e veloci capaci di adattarsi al cambiamento in atto. Quello che un tempo era considerato un posto “sicuro” è oggi un impiego come tanti altri con tutti i rischi che ne derivano. Libere professioni che garantivano redditività assicurate oggi si trovano in regimi di concorrenza tali da richiedere “abilità nuove” che poco hanno a che vedere con le nozioni apprese all’università.
In questo scenario difficile da inquadrare c’è un’unica cosa che sembra essere costante: il cambiamento.
L’economia e i mercati - a livello mondiale e non solo italiano - cambiano alla velocità della luce e chi non sa adattarsi al cambiamento è destinato a subirlo con tutte le conseguenze del caso.
Oggi non basta più avere una laurea in ingegneria ed un ufficio attrezzato, per poter svolgere la professione di ingegnere; lo stesso vale per l’avvocato, l’architetto, il dentista e, addirittura, anche per il notaio. Oggi, se non sai differenziarti, se non sai trattare con i clienti e se non lusinghi con servizi di qualità la tua nicchia di mercato, sei destinato a rimanere un bravo professionista… ma senza clienti, costretto a lavorare per pochi euro.
Questo vale anche per le aziende: non basta investire denaro e produrre per avere la certezza di vendere e guadagnare: ci sono mille questioni accessorie da tenere in considerazione tra cui proprio il mercato che continua a cambiare i suoi parametri.
Alla luce di queste riflessioni è più facile comprendere le ragioni della nascita di nuove figure professionali come ad esempio anche quella del coach. Un tempo era impensabile pensare ad un lavoro simile come ad una professione vera e propria, mentre oggi rappresenta una realtà di grande successo in tutto il mondo. Nel nostro piccolo ci spieghiamo il grande successo che sta riscuotendo il nostro Master in Coaching - master patrocinato dall’Università di Genova e Reggio Emilia che prepara alla professione di coach.
**************************
Scrivo questo post per segnalare uno dei cambiamenti più importanti al quale stiamo assistendo oramai da anni ma di cui solo in pochi si stanno avvantaggiando professionalmente: Internet.
Il mercato si sta spostando sempre di più on line. La rete sta cambiando le regole del gioco, e sempre più persone cercano, acquistano e fanno affari sul web.
Se ho un problema - di qualsiasi natura, anche medica - la prima cosa che faccio è documentarmi attraverso Internet. Siamo nell’era dell’informazione e con un solo click siamo in grado di ottenere praticamente qualsiasi informazione. Chi si ostina a non accettare questa realtà è destinato a vedersi scivolare via dalle mani ciò che ha costruito faticosamente in anni di attività. Se oggi fossi un libero professionista o uno studente che si appresta a diventarlo, mi predisporrei per sfruttare al 100% le potenzialità della rete. Questo si traduce oggi in :
maggior velocità
minori spese (quasi azzerate)
mercato potenziale distribuito su tutto il territorio nazionale
miglior qualità del servizio erogato
nessun, e sottolineo nessun, investimento di partenza
Sono felice di aver aderito ad un’iniziativa che ritengo all’avanguardia in merito a quanto appena detto. Alcuni professionisti del business e del marketing mi hanno chiesto di prendere parte ad un progetto chiamato: Accademia del Nuovo Lavoro Intellettuale.
Se sei un neo laureato o un libero professionista ti suggerisco di ascoltare questa conference call che ho avuto con queste persone.
Ieri ho sentito Julio Velasco - già allenatore della nazionale italiana di Volley - commentare le imprese di vari atleti considerati veri e propri “extratterrestri”, tipo Bolt (oro nei 100m), Phelps (8 ori nel nuoto), il Dream Team USA nel basket (che aveva appena dato 37 punti di scarto alla Spagna).
Julio diceva giustamente che non è educativo considerare questi atleti dei marziani. In questo modo si instilla nella mente della gente che non sia possibile fare altrettanto, e che loro (i marziani) riescono a fare certe cose perchè sono diversi dagli altri. Non è così.
Sono persone in carne e ossa come tutte le altre che evidentemente hanno del talento ma che riescono nelle loro imprese in virtù soprattutto di allenamenti e preparazione. Sono atleti, non dimentichiamocelo.
Riportando tutto a dimensione umana creiamo il terreno fertile per la crescita e lo sviluppo di nuovi talenti, e non solo nello sport.
Questo commento mi è piaciuto molto perchè educa la gente ad apprezzare oltre al talento, anche l’impegno e lo sforzo necessari a raggiungere eccellenti livelli di prestazione. In qualsiasi campo di applicazione umana il talento non può esprimersi in maniera eccellente senza l’impegno e la preparazione.
Pochi giorni fa, ho ricevuto una telefonata da una persona che, pur avendo incontrato poche volte, considero un amico. Ha frequentato alcuni corsi con me ed è un carissimo Amico di un mio carissimo Amico. Si chiama Simone e non è una persona comune; è uno di quei casi di persone di cui dici: “non so, ma ha qualcosa di speciale“.
Mi ha chiamato per dirmi che aveva appena scattato una fotografia in vetta al monte Bianco con il cappellino Ekis in testa. Ha voluto immortalare il momento ricordando anche l’esperienza fatta ai nostri corsi.
Ha impiegato meno di tre ore a salire e meno di tre ore a ridiscendere dalla cima. Da solo!
Lui lo ha chiamato un “buon allenamento“. Già, perchè Simone di solito ridiscende le cime con la tavola da snow lungo i canaloni - preferibilmente quelli mai discesi prima da nessuno.
Mi piacerebbe un giorno raccontare qualche avventura di Simone, e non solo quelle legate alle imprese estreme; in questi ultimi due anni ha dimostrato come da niente, partendo da zero, un ragazzo possa realizzare un proprio sogno.
E' uscito il mio ultimo libro intitolato "Dai Colore Alla Tua Vita". Non perdertelo. All'interno troverai anche il link da cui scaricare ben 10 file MP3 con gli esercizi pratici del libro, guidati dalla mia voce.
PROFESSIONE COACH
I Segreti per Diventare un Coach di Successo.
“Per raggiungere l’eccellenza nel coaching, non basta essere preparati. Ci vuole molto di più!"