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Articoli Recenti

12
feb

Il futuro del mondo dipende da come educhiamo i nostri figli.

Sfido chiunque a contraddire con ragionevoli motivazioni, il fatto che il futuro del mondo dipenderà dalle decisioni e dalle azioni che faranno le nuove generazioni.

Parliamo spesso sciacquandoci la bocca, di valori, etica e di rispetto, ma nella pratica dei fatti, concediamo che il mondo dei consumi arrivi direttamente ai nostri figli con proposte commerciali e con esempi completamente disallineati con quanto appena affermato.

Quali valori stiamo loro insegnando?

Quali esempi stiamo noi offrendo?

A quale realtà stiamo loro condizionando?

L’argomento è sicuramente tanto delicato quanto controverso.

Tecnologia sì, o tecnologia no? Da che età?

Beh, sapete come la penso a riguardo, ma prima di arrivare alla tecnologia, mi fermerei a discutere anche delle bamboline che mettiamo loro nelle mani.

Possono in prima battuta sembrare dettagli di poco conto, ma non è così. Anche il semplice battito di ali di farfalla può trasformarsi in un uragano. Spesso sono le piccole cose che fanno la differenza, soprattutto quando instillate in tenerà età.

I Gesuiti dicevano: «Datemi un bambino nei primi sette anni di vita e io vi mostrerò l’uomo».

Butto il sassolino nello stagno e attendo vostri commenti di risposta. Sono curioso di sapere i vari punti di vista.

Intanto, per stimolarvi un po’, vi propongo questo video molto bello.

Fa riflettere.

Guardatelo e poi ditemi: voi quale delle due bambole dareste ai vostri figli?

PS. Se vuoi fare di più, come genitore… visita questa pagina

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21
gen

Dottore… sono pronoico, è grave?

Tutti noi conosciamo la paranoia come disturbo psichico caratterizzato da un delirio cronico. Un sistema di convinzioni e di pensieri di persecuzione non corrispondenti alla realtà.

Una persona paranoica è convinta che le altre persone stiano tramando e complottando alle sue spalle per procurarle del male. In altre parole, una brutta rogna.

In pochi invece conoscono la pronoia. E’ un neologismo usato in psicologia per definire un atteggiamento esattamente contrario a quello paranoico. In questo caso si tratta di pensare che le altre persone stiano tramando alle nostre spalle per farci del bene.

Ma non è fantastico?

Pensare che gli altri stiano complottando per aiutarti. Qualcuno che trama alle vostre spalle per farvi il dono più bello che abbiate mai ricevuto.

No, non è folle.

Proprio recentemente, in occasione di una sessione di coaching con un mio cliente, ho realizzato che accade molto spesso. Intendo dire che capita spesso che ci siano persone che  stanno accordandosi per fare qualcosa insieme, e che questa cosa porterà benefici proprio a voi. A volte lo fanno consapevoli e altre volte no.

Ad esempio in questo preciso istante, sicuramente ci sarà qualcuno che sta facendo qualcosa che avrà degli effetti positivi in ricaduta anche sulla tua vita. Forse proprio adesso c’è  qualcuno in qualche parte del mondo che sta pensando a te positivamente. Sta immettendo delle buone energie e vibrazioni che in qualche modo, prima o poi, arriveranno a te sottoforma di beneficio.

Se ti dedichi a dare valore alla vita delle persone, anche quando non le conosci, sicuramente potrai beneficiare dei loro pensieri positivi, delle loro benedizioni, e queste arriveranno a te prima o poi. Puoi farlo con il tuo lavoro, con le tue passioni.

Sviluppare un sano ed equilibrato pensiero pronoico ci aiuta a prendere coscienza del valore di noi stessi, di quel che facciamo. Ci aiuta a vivere meglio. Ci aiuta a sentirci circondati da belle e buone persone e questo metterà in azione la legge dell’attrazione a nostro vantaggio.

Dottore, a lei lo posso dire: mi sento maledettamente pronoico. E’ un problema?

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9
gen

Focus ed energia.

Esiste un detto anglosassone che recita: “where the focus goes, the energy flows”. Le nostre energie vanno nella stessa direzione di dove vanno i nostri pensieri. Ecco perchè una mente distratta fa difficoltà a raggiungere gli obiettivi.

Sappiamo tutti per esperienza di vita che senza energia non si conclude nulla. Ce ne accorgiamo quando ne siamo carenti, quando stiamo male. Viceversa, quando siamo pieni di energia, riusciamo a produrre azioni di qualità capaci di produrre risultati eccellenti.

Per riuscire a direzionare le nostre energie verso i nostri obiettivi abbiamo quindi bisogno di focalizzare la nostra mente su di essi. Where the focus goes, the energy flows.

Pensa costantemente a ciò che vuoi e non a ciò che NON vuoi. Piccolo segreto per far sì che le tue energie si dirigano verso la realizzazione dei tuoi desideri.

Ovviamente non intendo solo le energie fisiche legate alla vitalità di cui ho parlato prima. Faccio riferimento anche a quelle che vengono chiamate Energie Sottili. Quelle che si muovono sotto traccia; quelle che non si vedono; quelle della nostra anima. Sono quelle che riescono a smuovere ostacoli di qualsiasi entità.

Ho pensato di scrivere queste righe stimolato da un video che ho appena visto. Non so perchè. Il link non è così immediato, ma tant’è!

Sarà che mi ha preso di sorpresa, sarà che proprio non me l’aspettavo…  sarà che è entrato dritto nella pancia…

Non capivo, ho iniziato a mettere in dubbio la mia memoria… solo alla fine ho capito. E mi è venuto in mente quel detto inglese. Mah!

Guarda anche tu il video e lascia nei commenti quale pensiero ti ha stimolato.

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23
nov

EXCELLENCE COACHING Novembre 2014. Un viaggio interstellare all’interno di se stessi.

Ogni volta che comincia l’Excellence Coaching diciamo che per gli allievi è come salire su un’astronave per un viaggio interstellare. Sono 4 giorni che passano in un lampo ma che condensano un’esperienza che sembra durare una vita intera. In poche parole si tratta di una enorme distorsione spazio temporale, possibile solo quando ci si immerge completamente in se stessi, sperimentando il magico potere dell’unione di corpo, mente e spirito.

Quando tutto ciò accade in una sala con oltre cento persone allora l’effetto diventa dirompente.

E’ quanto accaduto in questi ultimi quattro giorni a Reggio Emilia.

E’ stato fantastico. Dopo oltre quindici anni di questo tipo di corsi, mi lascio ancora sorprendere dalla magnificenza della trasformazione che una persona può mettere in atto in così poco tempo. Non mi ci sono ancora abituato, e forse non mi ci abituerò mai.

E’ stato un Excellence molto particolare. Giovedì ho ricevuto la notizia della scomparsa di una persona per me (e per Roberto) molto speciale. E’ morta una delle persone che più di tutte hanno influenzato la mia vita professionale e personale. Il mio primo capo. Il mio primo mentore.  E’ scomparso proprio mentre noi stavamo facendo ciò che lui in tempi e modi differenti aveva fatto con noi.  Coincidenze della vita… o forse semplice sincronicità.

Come sempre, un ringraziamento a tutti gli X-Man (magnifico staff del corso) per il loro supporto.

Grazie anche agli assistenti e al team dei coach. Senza di voi il corso non potrebbe essere quello che è.

Infine, grazie a tutti gli allievi. Siete stati fantastici, ognuno a modo proprio. Vi siete fidati di noi, vi siete aperti dando un contributo incommensurabile al corso.

GRAZIE A TUTTI!

PS. Se ti va, lascia il tuo commento. Condividi com’è stato il corso dal tuo punto di vista.

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26
set

La vita è un battito di ciglia

La vita di ognuno di noi sembra interminabile quando riusciamo a vivere nel presente. E’ come se il tempo si fermasse.  La realtà però è che il tempo passa, eccome se passa, e se invece che stare nel presente lasci la mente libera di viaggiare nel tempo e nello spazio, ti accorgi che la giornata è già finita e tu neanche te ne sei accorto. E così passano le settimane, i mesi, gli anni…

Sto arrivando ai cinquanta e se mi guardo indietro mi sembra che tutto sia successo alla velocità della luce.

Era ieri che assistevo attonito al collasso delle torri gemelle di New York (2001)

Era ieri che l’Italia di Grosso, Materazzi e compagni vinceva il mondiale in Germania (2006). Per non parlare dei mondiali in Spagna del 1982.

Era ieri che nasceva la mia piccola Alice (2003). Ed era ieri a maggior ragione, che veniva al mondo il piccolo Michele (2007)

Era ieri che iniziavo le medie (1977) e che iniziavo a giocare a tennis (1980).

Era ieri che andavo a ballare la domenica pomeriggio ascoltando i Duran Duran, gli Spandau Ballet, gli U2, i Simple Minds, i Depeche Mode… (1984).

Ed oggi, che sono qui a scrivere, so che sarà una giornata speciale. Due cari amici avranno un secondo figlio (una bimba in questo caso, Gioia). Saranno così presenti a loro stessi che la giornata sembrerà loro eterna, e sicuramente lo sarà quantomeno nei loro cuori.

Mi rendo conto che la vita dura davvero come un battito di ciglia. Lunga o corta che sia, rendiamola unica, speciale, bella.

Ho trovato in rete questo video. Un po’ malinconico, lo ammetto, ma molto bello. Emozionante.

Buona visione e… BUONA VITA!

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14
set

Valentino Rossi, un successo che dura da vent’anni.

Si dice che la cosa più difficile non sia tanto saper raggiungere il successo, quanto invece saperlo mantenere nel tempo.

Con la vittoria di oggi nel gran premio di San Marino a Misano, IL DOTTORE ha collezionato la sua 107 esima vittoria. Sono quasi vent’anni che Vale calca le piste di mezzo mondo collezionando vittorie su vittorie.

Ci ha abituati a sfide mozzafiato tenendoci incollati alla tv fino all’ultima curva.

Oggi, davanti al suo pubblico, nella pista dietro casa sua, ci ha regalato l’ennesima grande emozione.

Ecco un successo vero. Non ce n’era bisogno, perché ha già ampiamente dimostrato di essere un assoluto fuoriclasse, ma noi che amiamo la figura dell’eroe dal coraggio inossidabile e dall’atteggiamento mentale del Campione (con la C maiuscola) apprezziamo questo suo ennesimo successo.

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14
lug

Qualunque cosa la mente di una persona può concepire e credere, la può anche ottenere.

La storia dell’umanità è piena di esempi che dimostrano che tutte le cose sono difficili, prima di diventare facili.

Non solo. Addirittura, abbiamo un’infinità di dimostrazioni del fatto che ciò che oggi sembra impossibile, domani potrebbe realizzarsi. Questo, grazie alla mente visionaria di alcune intraprendenti persone che hanno avuto il coraggio di immaginare e credere possibile anche ciò che tutto il mondo, da sempre, ha reputato o reputa impossibile.

I fratelli Wright (i primi a volare), Leonardo Da Vinci, Edison, Roger Bannister, Marting Luther King, Madre Teresa, Steve Jobs, ecc.

Inconsciamente, spinti dalla propria passione, hanno sfruttato il potere della loro mente per andare oltre le convinzioni radicate nella cultura di intere popolazioni, nonché della propria. Sono riusciti a immaginare l’inimmaginabile. Hanno osato pensare a ciò che ancora non esisteva, come se potesse esistere, e l’hanno realizzato davvero.

Nel mio piccolo, attraverso la mia attività di coaching e di training, aiuto le persone a immaginare se stessi e la propria vita migliore, più bella, più ricca… molto più appassionante di quanto non lo sia mai stata in passato, e sapete cosa? Il più delle volte ci riescono davvero. Assisto a vere e proprie magìe, a trasformazioni che sembravano impossibili.

Guardate questo filmato. Ha dell’incredibile. Ma forse proprio per questo, abbiamo motivo di pensare che forse… un giorno…

Buona visione.

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30
giu

Vuoi essere un leader? Lo dici davvero? Conosci il prezzo da pagare?

Si fa un gran baccano quando si parla di leadership e di leader.

Spesso si guardano le persone di successo con atteggiamento sognante o in qualche caso con invidia, pensando a quanto piacerebbe anche a noi avere lo stesso livello di successo e realizzazione economica, professionale e sociale. Quasi mai si pensa a ciò che è necessario fare per arrivare a quei risultati.

Per esperienza posso dire che i prezzi della leadership sono principalmente due: la Congruenza tra ciò che si dice e ciò che si fa; e laResponsabilità.

Ad esempio, tutti vorrebbero essere a capo di qualcuno piuttosto che stare agli ordini di qualcuno, ma non tutti sono disposti a pagare il prezzo che questo comporta.

Ammetto ad esempio che, personalmente, ci sono delle volte che non sono disposto o capace di pagare il prezzo e altre volte sì. Quando vengo meno alla congruenza o alla responsabilità, perdo carisma e autorevolezza nei confronti di me stesso e delle altre persone.

Per quanto riguarda la Congruenza, possiamo dire che sembra facile ma non lo è affatto. Significa il più delle volte, dover rappresentare il modello di riferimento, l’esempio da seguire per poter fare bene. Si dice che un bravo leader debba guidare le altre persone con il proprio esempio.

Guidare con l’esempio significa non potersi permettere molti atteggiamenti e comportamenti che, per quanto comodi, facili e sacrosanti, non siano di esempio per gli altri.

Essere Responsabili  significa sentirsi letteralmente incaricato di far accadere le cose che devono accadere al fine di raggiungere gli obiettivi, e rispondere in prima persona (nel bene e nel male) dei risultati ottenuti.

Ti sembra poco?

Ora, prima di desiderare davvero ciò che ammiri/invidi alle altre persone, sei sicuro di essere disposto/a a pagare il prezzo della congruenza e della responsabilità?

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19
mag

Manuale per la Gestione dei Giovani Calciatori

Calcio, calcio e ancora calcio.

In Italia non si parla d’altro, e non mi riferisco al fabbisogno di calcio che il nostro organismo richiede per la salute del nostro sistema osseo.

Ovviamente mi riferisco al football.

Il calcio è uno sport bellissimo, appassionante, anche se, ahimè, intossicato da mille fattori.

Al Salone del Libro di Torino

Insieme ad un amico, Jean Christophe Cataliotti, avvocato e procuratore di calciatori, abbiamo deciso di scrivere un libro per aiutare i genitori dei giovani promettenti calciatori (ma anche gli allenatori e i procuratori stessi) nella gestione non facile dei propri figli aspiranti campioni.

Il libro è diviso in due parti:

la prima, scritta da Jean, sulle questioni giuriidiche (vincoli, cessioni, contratti, procure, diritti e doveri); la seconda, scritta da me, sulle questioni psicologiche, motivazionali.

Ne è uscito un libro molto bello ma soprattutto molto utile per chi appunto vive questo tipo di situazione.

Ecco qualche estratto dall’introduzione della mia parte:

Si dice che il problema maggiore nello sport a livello giovanile, sia rappresentato da… i genitori!

Ovviamente escluso i presenti, ossia me e te.

A parte la facile battuta e il rischio effettivo di farmi qualche nemico tra i lettori del libro, la mia affermazione evidentemente provocatoria, si basa su reali feedback ricevuti da tantissimi allenatori, atleti e genitori stessi, e questo non solo nel calcio, ma in tutti gli sport.

Posso affermare senza timore di smentita che le ingerenze dei genitori, pur mosse da splendide intenzioni, spesso producono effetti disastrosi. Anche quando queste avvengono nella totale inconsapevolezza da parte degli autori….

… Com’è possibile che i genitori, che sono i primi a volere il bene dei propri figli, finiscano per penalizzarli?

Beh, ogni caso andrebbe analizzato a sé. Non esiste una causa unica. Inoltre tutto sommato non è così importante comprenderlo. La cosa più importante da sapere è come fare per evitarlo e per far sì che la volontà propositiva di aiutare i propri figli si riverberi concretamente sui ragazzi, ottenendo il risultato desiderato.

Questa parte del libro si pone lo scopo di aiutare i genitori (ma anche tutti gli educatori e operatori sportivi a contatto diretto con i ragazzi) a rappresentare un valore aggiunto per atleti e allenatori. Una vera e propria risorsa per il loro successo.

A tale scopo affronteremo alcuni temi particolarmente sensibili come la comunicazione, la motivazione, la fiducia in se stessi e molti altri ancora. E li affronteremo mettendoci, noi genitori (eh si perché lo sono anch’io), in gioco in prima persona.

Ti avviso, non sarà facile. È decisamente più facile rimanere fermi nelle proprie convinzioni di non influire mai negativamente sui propri figli, piuttosto che assumersi la responsabilità e mettersi in discus- sione direttamente.

Potresti provare, durante la lettura, delle resistenze inconsce che ti porteranno a dire:

«Beh, ma io non faccio così…»
«No, no io non interferisco…»
«Mio figlio sa perfettamente quel che intendo dire quando…»

«Io non rientro tra questi genitori…»

In effetti questo libro è per genitori «illuminati», che desiderano veramente il bene dei propri figli. Lo desiderano al punto di mettersi così tanto in discussione da, se necessario, fare un passo indietro e rima- nere nell’ombra. Non è indispensabile farlo ma a volte è l’unica cosa sensata.

Ho visto consumarsi scene davvero terribili con protagonisti genitori assolutamente sopraffatti dalle proprie emozioni mal gestite.

Ho sentito genitori spiegare ai figli dettagli tattici e tecnici come se fossero navigati esperti del settore, pur non essendolo.

Ho sentito genitori commentare in maniera «colorita» le scelte degli allenatori in presenza dei propri figli.

Potrei riempire pagine e pagine di esempi. Spero che vorrai credermi quando ti dico che le stesse persone citate negli esempi, erano pronte a giurare di essere dei genitori «atipici» cioè che non esercitavano alcuna influenza sull’attività agonistica dei propri ragazzi. Persone completamente inconsapevoli.

La maggior parte dei genitori con cui ho avuto a che fare in qualità di coach, mi ha dipinto una situazione molto diversa dalla realtà dei fatti.

La questione è che è pressoché impossibile che un genitore non abbia influenze sui propri figli. Anche nei casi in cui i genitori si disinteressavano completamente dell’attività dei ragazzi, veniva esercitata comunque un’influenza, volenti o nolenti. Anche la totale assenza di interesse esercita influenza. Anche il silenzio parla, e spesso nasconde molte parole.

Dato questo come presupposto iniziale, ossia che un genitore esercita volente o nolente influenza sui propri figli, allora tanto vale sforzarsi di farlo in maniera positiva e costruttiva rispetto a quelli che sono gli obiettivi e le aspirazioni del ragazzo.

Nelle prossime pagine, senza avere l’ambizione di esaurire il discorso, verranno affrontati e proposti argomenti, strategie e tecniche per riuscire a trarre il massimo dai propri figli nella maniera meno invasiva possibile, aiutando quindi gli allenatori e gli operatori professionisti nel loro arduo ma grato compito.

Ah, un’ultima cosa. Se sei un genitore anche tu, sforzati di non sentirti ferito o mortificato da quanto leggerai ogni volta in cui ti sentirai chiamato in causa. Non è mia intenzione giudicare il tuo operato di genitore, ci mancherebbe altro, ne ho già abbastanza per me stesso, tuttavia, come noterai proseguendo la lettura, sarò molto diretto e critico nei confronti di at- teggiamenti e comportamenti che spesso sono proprio tipici di noi genitori e che ritengo fortemente «tossici» per i nostri figli, sia da un punto di vista sportivo e agonistico che da un punto di vista puramente educativo.

Non volermene.
Ti auguro buona lettura.

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20
apr

Chi fa da sè fa per tre… anche per quattro e per cinque!

Una vita passata a motivare la gente a fare squadra, a creare team affiatati al grido di: “nessuno di noi è meglio di tutti noi”.

Eppure, ci sono circostanze in cui vale proprio il contrario… come la vita insegna, gli assoluti vengono SEMPRE smentiti.

Questo incipit solo per presentare il video che segue, dove evidentemente la protagonista dimostra talento, capacità e iniziativa tali da permetterle di fare da sola… beh, non vi anticipo nulla.

Guardatevi il video e ditemi che ne pensate.

Approfitto di questo video per condividere una riflessione che ho fatto dopo aver sentito questa ragazza. Il mondo è pieno di persone di talento e spirito di iniziativa. Un tempo chi non riusciva a ottenere successo era destinato a rimanere un perfetto sconosciuto. Oggi no!

Sono felice che “la rete” possa permettere a tutti di manifestarsi e di farsi conoscere da tutto il mondo. Un’opportunità in più per condividere il proprio talento con gli altri e per realizzare il proprio sogno di successo.

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