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Articoli Recenti

12
mar

Silvio Muccino Life Coach nel film “Le Leggi Del Desiderio”. Da life coach penso che…

Non potevo esimermi. Un film che parla “di noi”, del mondo del coaching e dei corsi sullo sviluppo personale. Non potevo non andare a vederlo.

Quei pochi film che hanno rappresentato il ruolo del “coach” lo hanno fatto in maniera quasi grottesca. “Guru” (nella peggiore accezione del termine) un po’ improbabili con personalità e modi di fare molto lontani dalla realtà. Ero curioso di vedere quest’ultima versione nostrana.

Per l’occasione, ho scelto una serata qualunque e ho preferito andarci da solo per non essere influenzato. Mi sembravo Anton Ego del film “Ratatouille”. Avete presente? Vabbè, lasciamo perdere e veniamo al film.

Ho guardato il film osservandolo da due angolazioni differenti: quella di un normale spettatore e quella di un life coach.

Da spettatore normale, devo dire che tutto sommato, alla fine il film “si è lasciato guardare”. Non passerà alla storia, ma non è nemmeno così male. Le 3 stelline (su cinque) di Coomingsoon.it sono veritiere. Una commedia leggera e a tratti divertente.

Guardandolo con il cappellino da life coach in testa… ho qualche considerazione in più da fare.

Cominciamo col dire che Silvio Muccino (regista e attore protagonista) ha fatto i compiti. Sicuramente si è preparato. Ciò che dice Giovanni Canton (il life coach protagonista del racconto) i suoi esempi, le sue metafore e i messaggi che si leggono scritti sulla lavagna nei momenti didattici con i suoi “assistiti”, sono  spesso usati nel life coaching. Parla di “rispecchiamento”, di “Modellamento”, si scorge la parola PNL (Programmazione Neuro Linguistica”. Si legge chiaramente il ciclo del successo, ecc.  Dai, posso dire che quanto meno non ha detto delle budinate.

Ho trovato invece decisamente distante dalla realtà la caratterizzazione del personaggio, il suo modo di comunicare e la dinamica del seminario. I primi fotogrammi di lui lo rappresentano in camerino immerso nell’incenso che fa vocalizzi per la voce e che gioca a fare il mentalista leggendo il linguaggio del corpo della coprotagonista. Manco fosse Copperfield.

Sale sul palco ballando in maniera mai vista, con la giacca in dosso ma rigorosamente scalzo, e dopo pochi istanti tratta il pubblico come fossero scimmioni. Mh! No, non credo di averlo mai visto fare.

Parla per assoluti come detenesse “il verbo” e in maniera esageratamente assertiva…

Insomma il “personaggio” viene presentato in maniera esagerata ma ne capisco l’utilità narrativa. Questo gli ha permesso di riportare poco alla volta alla normalità la “persona” e devo dire che alla fine lo ha reso “umano” e anche coerente nel momento in cui lascia lo studio TV per realizzare il “suo desiderio”.

Conclusioni.

Beh nonostante abbia fatto i compiti e attinto alla reale competenza di un life coach, questo film non rappresenta in maniera fedele la realtà di questo settore. Ma mi chiedo anche: e quindi? Che c’è di strano? Se voglio avere un’idea di cos’è il coaching non vado di certo a vedere un film al cinema. Sarebbe come decidere se farsi operare oppure no guardando prima Grey’s Anatomy.

A freddo ho pensato che il problema (assumendo che ce ne sia uno), attorno a questo film, lo creiamo noi coach. Temiamo che ci rappresentino malamente, e che ci rovinino l’immagine professionale. Timore legittimo ma mi sento di rassicurare tutti i colleghi. Da spettatore l’ultimo dei miei pensieri è stato il giudizio professionale sulla categoria. Non dimentichiamo che non si tratta di un docu-film con la pretesa di spiegare qualcosa, ma di una commedia che ha bisogno di alterare un po’ la realtà delle cose per conferire interesse e emozione alla storia stessa.

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5
mar

Da Zero a Dieci, quanto senti di avere la tua vita in pugno?

Sarei curioso di conoscere la tua risposta.

Alcune persone credono che il nostro destino sia già scritto o che comunque ci sia qualcuno che tira i fili delle nostre vite lasciandoci ben poco margine di manovra. Ovviamente io non ho la Verità, come non ce l’ha nessuno d’altronde. Tuttavia, ho la “mia Verità”. Le cose in cui credo profondamente.

Una di queste è che la nostra vita è nelle nostre mani, così come lo è un’auto che stiamo conducendo. Impugnamo il volante, cambiamo marcia, acceleriamo a volte, e a volte freniamo a seconda dei momenti, ma soprattutto decidiamo se tirare dritto o se sterzare per cambiare direzione e raggiungere nuove destinazioni.

Avere il volante in mano non ci da la garanzia di arrivare dove vogliamo, nè ci impedisce di compiere errori e di andare a sbattere. Non dipende solo da noi. Ci sono interruzioni del percorso, deviazioni e buche per terra. Ci sono altre vetture a cui fare attenzione. A volte siamo coinvolti in incidenti di percorso, altre volte siamo obbligati a cambiare tragitto nostro malgrado. Tuttavia, nonostante questi imprevisti, nessuno di noi mette in dubbio il potere di chi guida nel decidere dove andare e che strada percorrere.

La mia forte convinzione è che nella vita accada esattamente la stessa cosa. Noi teniamo il volante in mano e decidiamo come condurci verso i nostri obiettivi. Sta a noi decidere come guidare.

Questo implica diverse cose:

- Avere una meta/obiettivo da raggiungere.

- Conoscere almeno una strada da percorrere che ci porti dove vogliamo.

- Saper guidare l’auto.

- Guardare avanti e solo occasionalmente indietro attraverso gli specchietti.

- Accelerare e frenare a seconda dei momenti.

- Rispettare il codice della strada per non mettere a rischio le altre persone.

- Mettere benzina/gasolio per avere alimentazione sufficiente a raggiungere la meta.

Infine, c’è bisogno di avviare l’auto, ingranare la prima e muoversi! Anche se il piano non è completamente pianificato, e se non si conosce definitivamente la strada da seguire, ha senso mettersi in movimento. Troverai sicuramente qualche indicazione lungo il percorso.

Di mestiere faccio (anche) il mental coach, e quando incontro le persone… è più forte di me… le ascolto e le osservo con “il cappellino da coach” in testa. Mi rendo conto quando hanno le mani sul volante e quando no; quando stanno andando da qualche parte oppure no; quando sono in accelerazione e quando in frenata brusca; quando stanno guardando avanti e quando invece passsano tutto il tempo a guardare lo specchietto retrovisore.

Questo weekend, ad esempio, in occasione della primissima edizione del corso DA ZERO A DIECI - Weekend Experience, ho incontrato e conosciuto 200 persone, alcune delle quali solidamente al comando della propria vita e altre un po’ meno. Io me ne accorgo. Non so se si tratta di un dono o più semplicemente di attenzione e sensibilità mista a competenza specifica, sta di fatto che me ne accorgo. Per questo motivo il corso è stato modulato in maniera speciale per permettere a chiunque, aseconda del proprio livello di consapevolezza, di percorrere la propria strada.

E’ stato un viaggio fantastico, allegro divertente in alcuni momenti e profondo e commovente in altri.

Non conosco il futuro, ma posso dire che le persone che sono uscite da quella sala alla fine del seminario, avevano tutte le mani sul volante e lo sguardo dritto avanti a sè.

E tu? Da Zero a Dieci, quanto senti di avere la tua vita nelle tue mani?

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12
feb

Il futuro del mondo dipende da come educhiamo i nostri figli.

Sfido chiunque a contraddire con ragionevoli motivazioni, il fatto che il futuro del mondo dipenderà dalle decisioni e dalle azioni che faranno le nuove generazioni.

Parliamo spesso sciacquandoci la bocca, di valori, etica e di rispetto, ma nella pratica dei fatti, concediamo che il mondo dei consumi arrivi direttamente ai nostri figli con proposte commerciali e con esempi completamente disallineati con quanto appena affermato.

Quali valori stiamo loro insegnando?

Quali esempi stiamo noi offrendo?

A quale realtà stiamo loro condizionando?

L’argomento è sicuramente tanto delicato quanto controverso.

Tecnologia sì, o tecnologia no? Da che età?

Beh, sapete come la penso a riguardo, ma prima di arrivare alla tecnologia, mi fermerei a discutere anche delle bamboline che mettiamo loro nelle mani.

Possono in prima battuta sembrare dettagli di poco conto, ma non è così. Anche il semplice battito di ali di farfalla può trasformarsi in un uragano. Spesso sono le piccole cose che fanno la differenza, soprattutto quando instillate in tenerà età.

I Gesuiti dicevano: «Datemi un bambino nei primi sette anni di vita e io vi mostrerò l’uomo».

Butto il sassolino nello stagno e attendo vostri commenti di risposta. Sono curioso di sapere i vari punti di vista.

Intanto, per stimolarvi un po’, vi propongo questo video molto bello.

Fa riflettere.

Guardatelo e poi ditemi: voi quale delle due bambole dareste ai vostri figli?

PS. Se vuoi fare di più, come genitore… visita questa pagina

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21
gen

Dottore… sono pronoico, è grave?

Tutti noi conosciamo la paranoia come disturbo psichico caratterizzato da un delirio cronico. Un sistema di convinzioni e di pensieri di persecuzione non corrispondenti alla realtà.

Una persona paranoica è convinta che le altre persone stiano tramando e complottando alle sue spalle per procurarle del male. In altre parole, una brutta rogna.

In pochi invece conoscono la pronoia. E’ un neologismo usato in psicologia per definire un atteggiamento esattamente contrario a quello paranoico. In questo caso si tratta di pensare che le altre persone stiano tramando alle nostre spalle per farci del bene.

Ma non è fantastico?

Pensare che gli altri stiano complottando per aiutarti. Qualcuno che trama alle vostre spalle per farvi il dono più bello che abbiate mai ricevuto.

No, non è folle.

Proprio recentemente, in occasione di una sessione di coaching con un mio cliente, ho realizzato che accade molto spesso. Intendo dire che capita spesso che ci siano persone che  stanno accordandosi per fare qualcosa insieme, e che questa cosa porterà benefici proprio a voi. A volte lo fanno consapevoli e altre volte no.

Ad esempio in questo preciso istante, sicuramente ci sarà qualcuno che sta facendo qualcosa che avrà degli effetti positivi in ricaduta anche sulla tua vita. Forse proprio adesso c’è  qualcuno in qualche parte del mondo che sta pensando a te positivamente. Sta immettendo delle buone energie e vibrazioni che in qualche modo, prima o poi, arriveranno a te sottoforma di beneficio.

Se ti dedichi a dare valore alla vita delle persone, anche quando non le conosci, sicuramente potrai beneficiare dei loro pensieri positivi, delle loro benedizioni, e queste arriveranno a te prima o poi. Puoi farlo con il tuo lavoro, con le tue passioni.

Sviluppare un sano ed equilibrato pensiero pronoico ci aiuta a prendere coscienza del valore di noi stessi, di quel che facciamo. Ci aiuta a vivere meglio. Ci aiuta a sentirci circondati da belle e buone persone e questo metterà in azione la legge dell’attrazione a nostro vantaggio.

Dottore, a lei lo posso dire: mi sento maledettamente pronoico. E’ un problema?

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9
gen

Focus ed energia.

Esiste un detto anglosassone che recita: “where the focus goes, the energy flows”. Le nostre energie vanno nella stessa direzione di dove vanno i nostri pensieri. Ecco perchè una mente distratta fa difficoltà a raggiungere gli obiettivi.

Sappiamo tutti per esperienza di vita che senza energia non si conclude nulla. Ce ne accorgiamo quando ne siamo carenti, quando stiamo male. Viceversa, quando siamo pieni di energia, riusciamo a produrre azioni di qualità capaci di produrre risultati eccellenti.

Per riuscire a direzionare le nostre energie verso i nostri obiettivi abbiamo quindi bisogno di focalizzare la nostra mente su di essi. Where the focus goes, the energy flows.

Pensa costantemente a ciò che vuoi e non a ciò che NON vuoi. Piccolo segreto per far sì che le tue energie si dirigano verso la realizzazione dei tuoi desideri.

Ovviamente non intendo solo le energie fisiche legate alla vitalità di cui ho parlato prima. Faccio riferimento anche a quelle che vengono chiamate Energie Sottili. Quelle che si muovono sotto traccia; quelle che non si vedono; quelle della nostra anima. Sono quelle che riescono a smuovere ostacoli di qualsiasi entità.

Ho pensato di scrivere queste righe stimolato da un video che ho appena visto. Non so perchè. Il link non è così immediato, ma tant’è!

Sarà che mi ha preso di sorpresa, sarà che proprio non me l’aspettavo…  sarà che è entrato dritto nella pancia…

Non capivo, ho iniziato a mettere in dubbio la mia memoria… solo alla fine ho capito. E mi è venuto in mente quel detto inglese. Mah!

Guarda anche tu il video e lascia nei commenti quale pensiero ti ha stimolato.

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23
nov

EXCELLENCE COACHING Novembre 2014. Un viaggio interstellare all’interno di se stessi.

Ogni volta che comincia l’Excellence Coaching diciamo che per gli allievi è come salire su un’astronave per un viaggio interstellare. Sono 4 giorni che passano in un lampo ma che condensano un’esperienza che sembra durare una vita intera. In poche parole si tratta di una enorme distorsione spazio temporale, possibile solo quando ci si immerge completamente in se stessi, sperimentando il magico potere dell’unione di corpo, mente e spirito.

Quando tutto ciò accade in una sala con oltre cento persone allora l’effetto diventa dirompente.

E’ quanto accaduto in questi ultimi quattro giorni a Reggio Emilia.

E’ stato fantastico. Dopo oltre quindici anni di questo tipo di corsi, mi lascio ancora sorprendere dalla magnificenza della trasformazione che una persona può mettere in atto in così poco tempo. Non mi ci sono ancora abituato, e forse non mi ci abituerò mai.

E’ stato un Excellence molto particolare. Giovedì ho ricevuto la notizia della scomparsa di una persona per me (e per Roberto) molto speciale. E’ morta una delle persone che più di tutte hanno influenzato la mia vita professionale e personale. Il mio primo capo. Il mio primo mentore.  E’ scomparso proprio mentre noi stavamo facendo ciò che lui in tempi e modi differenti aveva fatto con noi.  Coincidenze della vita… o forse semplice sincronicità.

Come sempre, un ringraziamento a tutti gli X-Man (magnifico staff del corso) per il loro supporto.

Grazie anche agli assistenti e al team dei coach. Senza di voi il corso non potrebbe essere quello che è.

Infine, grazie a tutti gli allievi. Siete stati fantastici, ognuno a modo proprio. Vi siete fidati di noi, vi siete aperti dando un contributo incommensurabile al corso.

GRAZIE A TUTTI!

PS. Se ti va, lascia il tuo commento. Condividi com’è stato il corso dal tuo punto di vista.

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26
set

La vita è un battito di ciglia

La vita di ognuno di noi sembra interminabile quando riusciamo a vivere nel presente. E’ come se il tempo si fermasse.  La realtà però è che il tempo passa, eccome se passa, e se invece che stare nel presente lasci la mente libera di viaggiare nel tempo e nello spazio, ti accorgi che la giornata è già finita e tu neanche te ne sei accorto. E così passano le settimane, i mesi, gli anni…

Sto arrivando ai cinquanta e se mi guardo indietro mi sembra che tutto sia successo alla velocità della luce.

Era ieri che assistevo attonito al collasso delle torri gemelle di New York (2001)

Era ieri che l’Italia di Grosso, Materazzi e compagni vinceva il mondiale in Germania (2006). Per non parlare dei mondiali in Spagna del 1982.

Era ieri che nasceva la mia piccola Alice (2003). Ed era ieri a maggior ragione, che veniva al mondo il piccolo Michele (2007)

Era ieri che iniziavo le medie (1977) e che iniziavo a giocare a tennis (1980).

Era ieri che andavo a ballare la domenica pomeriggio ascoltando i Duran Duran, gli Spandau Ballet, gli U2, i Simple Minds, i Depeche Mode… (1984).

Ed oggi, che sono qui a scrivere, so che sarà una giornata speciale. Due cari amici avranno un secondo figlio (una bimba in questo caso, Gioia). Saranno così presenti a loro stessi che la giornata sembrerà loro eterna, e sicuramente lo sarà quantomeno nei loro cuori.

Mi rendo conto che la vita dura davvero come un battito di ciglia. Lunga o corta che sia, rendiamola unica, speciale, bella.

Ho trovato in rete questo video. Un po’ malinconico, lo ammetto, ma molto bello. Emozionante.

Buona visione e… BUONA VITA!

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14
set

Valentino Rossi, un successo che dura da vent’anni.

Si dice che la cosa più difficile non sia tanto saper raggiungere il successo, quanto invece saperlo mantenere nel tempo.

Con la vittoria di oggi nel gran premio di San Marino a Misano, IL DOTTORE ha collezionato la sua 107 esima vittoria. Sono quasi vent’anni che Vale calca le piste di mezzo mondo collezionando vittorie su vittorie.

Ci ha abituati a sfide mozzafiato tenendoci incollati alla tv fino all’ultima curva.

Oggi, davanti al suo pubblico, nella pista dietro casa sua, ci ha regalato l’ennesima grande emozione.

Ecco un successo vero. Non ce n’era bisogno, perché ha già ampiamente dimostrato di essere un assoluto fuoriclasse, ma noi che amiamo la figura dell’eroe dal coraggio inossidabile e dall’atteggiamento mentale del Campione (con la C maiuscola) apprezziamo questo suo ennesimo successo.

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14
lug

Qualunque cosa la mente di una persona può concepire e credere, la può anche ottenere.

La storia dell’umanità è piena di esempi che dimostrano che tutte le cose sono difficili, prima di diventare facili.

Non solo. Addirittura, abbiamo un’infinità di dimostrazioni del fatto che ciò che oggi sembra impossibile, domani potrebbe realizzarsi. Questo, grazie alla mente visionaria di alcune intraprendenti persone che hanno avuto il coraggio di immaginare e credere possibile anche ciò che tutto il mondo, da sempre, ha reputato o reputa impossibile.

I fratelli Wright (i primi a volare), Leonardo Da Vinci, Edison, Roger Bannister, Marting Luther King, Madre Teresa, Steve Jobs, ecc.

Inconsciamente, spinti dalla propria passione, hanno sfruttato il potere della loro mente per andare oltre le convinzioni radicate nella cultura di intere popolazioni, nonché della propria. Sono riusciti a immaginare l’inimmaginabile. Hanno osato pensare a ciò che ancora non esisteva, come se potesse esistere, e l’hanno realizzato davvero.

Nel mio piccolo, attraverso la mia attività di coaching e di training, aiuto le persone a immaginare se stessi e la propria vita migliore, più bella, più ricca… molto più appassionante di quanto non lo sia mai stata in passato, e sapete cosa? Il più delle volte ci riescono davvero. Assisto a vere e proprie magìe, a trasformazioni che sembravano impossibili.

Guardate questo filmato. Ha dell’incredibile. Ma forse proprio per questo, abbiamo motivo di pensare che forse… un giorno…

Buona visione.

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30
giu

Vuoi essere un leader? Lo dici davvero? Conosci il prezzo da pagare?

Si fa un gran baccano quando si parla di leadership e di leader.

Spesso si guardano le persone di successo con atteggiamento sognante o in qualche caso con invidia, pensando a quanto piacerebbe anche a noi avere lo stesso livello di successo e realizzazione economica, professionale e sociale. Quasi mai si pensa a ciò che è necessario fare per arrivare a quei risultati.

Per esperienza posso dire che i prezzi della leadership sono principalmente due: la Congruenza tra ciò che si dice e ciò che si fa; e laResponsabilità.

Ad esempio, tutti vorrebbero essere a capo di qualcuno piuttosto che stare agli ordini di qualcuno, ma non tutti sono disposti a pagare il prezzo che questo comporta.

Ammetto ad esempio che, personalmente, ci sono delle volte che non sono disposto o capace di pagare il prezzo e altre volte sì. Quando vengo meno alla congruenza o alla responsabilità, perdo carisma e autorevolezza nei confronti di me stesso e delle altre persone.

Per quanto riguarda la Congruenza, possiamo dire che sembra facile ma non lo è affatto. Significa il più delle volte, dover rappresentare il modello di riferimento, l’esempio da seguire per poter fare bene. Si dice che un bravo leader debba guidare le altre persone con il proprio esempio.

Guidare con l’esempio significa non potersi permettere molti atteggiamenti e comportamenti che, per quanto comodi, facili e sacrosanti, non siano di esempio per gli altri.

Essere Responsabili  significa sentirsi letteralmente incaricato di far accadere le cose che devono accadere al fine di raggiungere gli obiettivi, e rispondere in prima persona (nel bene e nel male) dei risultati ottenuti.

Ti sembra poco?

Ora, prima di desiderare davvero ciò che ammiri/invidi alle altre persone, sei sicuro di essere disposto/a a pagare il prezzo della congruenza e della responsabilità?

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