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Articoli Recenti

30
ago

The Power of LOVE.

In Australia, una donna partorisce prematuramente due gemelli, uno dei quali non riesce a sopravvivere.
La donna, Kate Ogg, non rassegnandosi, ha voluto tenere in braccio vicino a sè, il neonato.
Dpo due ore di contatto fisico, di carezze, di coccole e di parole dolci, magicamente, il piccolo ha cominciato a respirare.

Tecnicamente il suo corpo ha fatto da “incubatrice umana”, un po’ come per la sacca dei canguri per intenderci.

A me piace pensare che l’amore della madre, le abbia dato la forza per non desistere e per far comprendere all’anima del piccolo neonato, che si trovava nel posto giusto… che poteva rimanere e vivere la vita che cercava.

Che straordinaria manifestazione del potere dell’Amore!

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26
ago

Workshop “Istruzioni per Vincere” a Justwellness

Sabato pomeriggio, presso il MarinaBay di Marina di Ravenna, terrò un workshop sul mental coaching per dare il meglio di sè.
La manifestazione si chiama Justwellness ed è dedicata al benessere a 360 gradi. In questo contesto una corretta gestione delle proprie risorse mentali risulta strategica ed importante, visto che i nostri pensieri sono in grado di influenzare il nostro sistema immunitario ed ormonale.
Prenderò spunto dal mio libro Istruzioni per Vincere per trattare alcuni argomenti specifici del mental coaching.

Sarò felice di incontrare centinaia di persone interessate al proprio miglioramento personale e di contribuire ai loro successi futuri.
Se ti interessa l’argomento, vieni a trovarmi. Io ci sarò!

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14
ago

Love coaching: ci vorrebbe un telegiornale solo di immagini come queste.

Per fortuna che ho l’abitudine di non guardare la TV e soprattutto i telegiornali.

L’ho fatto proprio ieri sera e dopo un minuto e mezzo mi è venuta l’angoscia. Hanno parlato di una mamma che ha cercato di uccidere il figlioletto di pochi mesi; di un uomo che ha fatto una carneficina; di un elicottero che si è schiantato con tre giovani a bordo… non ho retto ed ho cambiato canale.

Capisco che il telegiornale debba informare, ma non comprendo perchè debbano farlo solo riguardo alle notizie negative. In realtà lo so il motivo: ascolti, share, pubblicità, soldi.

La questione è che se una persona si sottopone quotidianamente a questi stimoli così negativi e pesanti, ne viene senza dubbio influenzato, producendo in se stesso effetti la cui portata può andare ben oltre quello che si immagina.

Oggi, navigando in rete sono felicemente incappato in un video che mi ha commosso e fatto pensare nello stesso tempo. Ho pianto per 10 minuti di fila provando una profonda sensazione di amore e gratitudine ed ho subito deciso di volerlo condividere.

Ma se ci fosse anche un telegiornale che commentasse le notizie positive, ricche di belle sensazioni e in grado di arricchirci di fede, speranza e voglia di vivere, ma non sarebbe bello?

Chissà in quanti ci han pensato ma poi si sono fermati di fronte al disinteresse dei poteri forti e, purtroppo, anche del potenziale pubblico. Già, attira molto di più un incidente in autostrada che un cane che si ricongiunge al suo padrone dopo una brutta disavventura.

Beh, ora goditi questo video e soffermati sugli sguardi sorpresi – soprattutto dei bimbi – perchè ne vale davvero la pena.

P.S. munisciti di un paio di fazzolettini, te lo consiglio.

;-)

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11
ago

Coaching mentale: Affinchè un talento si esprima in maniera eccellente devi allenarlo con impegno e assiduità.

Ti invito a guardare – ascoltare – questo filmato e poi a leggere le righe che seguiranno.

Guardare un artista all’opera mentre sta lavorando e manifestando la propria arte è qualcosa di appassionante. Per me ha qualcosa di ipnotico, starei a guardare – o ascoltare – per ore come mi capita di fare quando mi trovo davanti al fuoco o in aeroporto con gli aerei in decollo.

La cosa incredibile è che fanno apparire semplici anche le abilità più complicate e complesse che esistano. A guardare loro sembra tutto facile.

Qualche settimana fa ero in vacanza, e una sera passeggiando su llungo mare, mi sono fermato a guardare un ragazzo che dipingeva con le bombolette di colore. Realizzava lì davanti ai nostri occhi dei disegni da non crederci. Un istante prima c’era una spruzzata di colore sul foglio, e pochi secondi dopo, vedevi comparire un voto, un paesaggio… sembrava la cosa più naturale del mondo.

Ora, la mia riflessione è questa.

Quello che noi guardiamo è la punta di un iceberg. In quel momento godiamo del meglio dell’esperienza di quella persona, e non pensiamo al fatto che sia il frutto di migliaia di ore di studio, di allenamento e di pratica.

Ci viene da pensare che possiedono il talento e che per questo riescono a realizzare prestazioni da favola, e in parte è vero. Dimentichiamo però che quel talento, per riuscire ad estrinsecarsi, ha avuto bisogno di pratica e in molti casi anche di sudore e fatica. Il fatto è che sudore e fatica sono meno “romantici” come concetti rispetto al talento.

L’impegno appassiona meno, eppure è alla base di qualsiasi capolavoro.

Ci piace pensare che un Tiger Woods, un Roger Federer, o un Usain Bolt (citando tre esempi dello sport) non abbiano bisogno di allenarsi perchè posseggono il dono del talento.

La realtà è che quando li vediamo vincere, stanno chiudendo un cerchio, costituito per l’80% di allenamenti, prove, fallimenti, impegno, sudore e fatica; e per il 20% di performance strepitose nei momenti importanti.

Forse anche tu possiedi un talento straordinario ma non lo hai mai allenato e provato abbastanza; o forse non hai ancora scoperto quale sia il tuo vero talento. Magari si tratta di riuscire a mettere a proprio agio le altre persone e a farle stare bene, chi lo sa…

Scopri e allena i tuoi talenti. Prova e riprova fino a quando diventa un’espressione eccellente delle tue risorse.

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4
ago

Casa Tentoni un eremo ideale. Ecco dove mi ritiro per prendere ispirazione.

Siamo in piena estate e scrivo questo post per condividere questo momento in cui sto lavorando alla stesura del mio terzo libro.

Da un po’ di anni a questa parte, ad agosto prendo una camera in un agriturismo sulle colline sopra Riccione per ritirarmi a scrivere.
Ora ad esempio mi trovo proprio qui, e mentre scrivo ho questo scorcio davanti…

SI chiama “Casa Tentoni“. Il posto è magnifico, ideale oserei dire, e i miei ospiti sono a dir poco deliziosi.
Non esagero se ti dico che mi sento come a casa mia, mi fanno sentire come uno della famiglia.

Ad esempio sabato pomeriggio, prima di partire da Reggio Emilia, chiamai per avvisareche avrei potuto arrivare in tarda serata per via di un impegno per la cenache temevo si potesse protrarre fino a tardi.

Fernando, che rispose al telefono, mi disse con un bell’accento romagnolo:
“Livio te non ti devi preoccupare, vieni quando vuoi, anche dopo l’una non è un problema.
Quando arrivi mi chiami e io ti apro, stai tranquillo. Sei come a casa tua.”

Amo tutto ciò.
Proprio ieri sera pensavo al fatto che adoro avere dei punti di riferimento nella mia vita, anche nei luoghi.
Mi piace l’idea di avere questo specie di “eremo speciale” in cui mi ritiro ogni volta che cerco delle ispirazioni dentro di me.
E’ un appuntamento fisso, immancabile che dà colore alla mia vita.

Ecco la mia giornata tipo quando sono qui:

Mi alzo il mattino intorno alle 8.

Faccio colazione, e poi mi metto sotto la veranda del ristorantino, proprio davanti alla piscina, a scrivere.

Scrivo tutto il giorno fino alle 19 circa, con una pausa all’una per una delle mie insalatone.
DI tanto in tanto nella giornata mi prendo dei break di una ventina di minuti
per un tuffettino in piscina o per rilassarmi sui lettini al sole.

Alle 19 vado a farmi una corsettina o un’oretta di tennis.

La sera tre possibilità:
- cena veloce e rientro a scrivere se sono in vena di lavorare anche dopo cena;
- cena a Riccione con amici se sono in vena di un minimo di socialità;
- cena speciale di pesce a casa Tentoni se sono in vena di un po’ di intimità e chiacchiere con pochi amici

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26
lug

Coaching estivo: riflessioni in spiaggia.

I bimbi in spiaggia si trasformano tutti in ingegneri edili. Costruiscono edifici – con particolare predilizione per castelli – strade, ponti e… buche.
Non so perchè ma appena entrano in possesso di una palettina cominciano a scavare come dei forsennati. Obiettivo? nessuno in particolare, solo scavare.

Oggi pomeriggio mia figlia Alice mi ha chiesto insistentemente di aiutarla a scavare una buca.

Le ho chiesto:
“perchè? cosa ne vuoi fare?”
“nulla, poi voglio riempirla di nuovo, ma ci metto della sabbia asciutta”

Lì per lì non le diedi particolare attenzione, ma quella risposta funzionò come un ultimo tassello di un puzzle nel mio inconscio.

Pochi minuti prima avevo appena terminato di leggere un libro molto interessante dal titolo “Il segreto dell’Essenza” di Carlotta Brucco. Tra le tante cose interessanti mi risuonò una frase in apparenza semplice: “il dolore scava dentro“. Vero, ci scava dentro, crea un vuoto.

Più scava e più vuoto crea, e questa è una causa di infelicità ulteriore.

Quando l’Alice mi disse di voler riempire la buca con della sabbia asciutta al posto di quella umida e bagnata che ne aveva estratto, chiusi il cerchio.

Il dolore scavando crea spazio per la gioia e per la felicità. Più scava e maggiore è la possibilità di accoglienza dentro di noi. Maggiore è il dolore, maggiore è la potenzialità di accogliere felicità.

La questione è che affinchè ciò avvenga, bisogna essere disposti ad accogliere la gioia. Sforzarsi a non chiudersi in se stessi e nel proprio dolore ma viverlo (il dolore) nella consapevolezza che ci sarà posto per una gioia altrettanto profonda.

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23
lug

Viva la Vida.

Nella mia valigia ideale, tra le cose da portare sempre in ogni viaggio con me, ci sono almeno un libro e un kit per l’allenamento. Un libro per continuare ad evolvere le mie conoscenze e le scarpette per tenere alto il livello di energia del mio corpo.

Ieri, dopo una giornata di spiaggia, mi sono infilato le scarpette e me ne sono andato a correre un’oretta.

L’agriturismo in cui mi trovo, tra Punta Ala e Castiglione della Pescaia, è in piena campagna a pochi km dalla spiaggia. Stavo correndo lungo una stradina con ai lati, campi di girasole, ulivi e distese di prati, tutti circondati da colline magnifiche; in fondo, ad attendermi, la pineta e la sua confortante ombra. Un’immagine d’altri tempi, ed io con l’iPod ad ascoltare la musica dei Police.

Ad un certo punto, le cuffiette diffondono le prime note di “Fields of Gold”. La voce di Sting accompagna le note. Mi giro a destra e vedo un cavallo che corre solo su un prato; libero senza finimenti. Libertà assoluta. In quel momento mi sembra di avvertire anche una leggera brezza (chissà se reale o se solo immaginaria). Quasi troppo bello per essere vero, eppure era tutto reale.

Ho rallentato l’andatura, ho chiuso gli occhi e ho allargato le braccia. Spontaneamente mi sono trovato a dire più volte: “grazie Dio”.
Grazie per avermi donato la possibilità di vivere quel momento così ricco.

Ho realizzato ancora una volta che sono una persona felice. Tutto sta andando bene, certo potrebbe anche andare meglio, ma non posso proprio dire che questa vita non mi abbia riservato cose meravigliose.

Ho stretto forte il pugno e ho ancorato la sensazione dicendo ancora “grazie Dio”. So che queste sensazioni mi serviranno come àncora per non dimenticare la bellezza della vita e per superare i momenti duri che la vita ha in serbo per me, perchè so che ce ne saranno. Fanno parte del gioco. Credo che i più duri per me debbano ancora venire e queste sono ricariche di energia di cui farò tesoro proprio in quei momenti.

Buona vita a tutti.

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17
lug

Vita da coach: uno dei privilegi di un bravo mental coach.

Siamo in piena estate e oggi, finalmente, parto anch’io per le vacanze.

MI sposto con la family verso le belle acque toscane in maremma, a rinfrescare un po’ le idee.

Prima di partire però, ho pensato di pubblicare questo breve filmato che ho registrato proprio ieri presso il circuito privato della Ferrari a Fiorano (MO) mentre Fernando Alonso stava girando in pista.

Uno dei vantaggi/privilegi dell’essere un mental coach è che hai la possibilità di frequentare ambienti difficilmente accessibili dalla moltitudine delle persone, ma di grande interesse – soprattutto se ti occupi di sport.

Spero che possa esserti in qualche modo di ispirazione.

Non so bene se il posto in cui risiederò avrà copertura sufficiente per continuare a postare sul blog, in caso affermativo, continuerò a scrivere con la gratificante illusione che tu abbia piacere a leggermi anche in piena estate.

Anyway, ti auguro una buona estate, ovunque tu vada e qualsiasi cosa tu faccia.

Ti auguro tutto il meglio.

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9
lug

La Mente, mente!

Hai mai pensato a quale curiosa coincidenza linguistica sia legato il termine mente?

Mente è il nome a cui sono state attribuite le varie funzioni del nostro cervello come la ragione, la memoria, la volontà, il pensiero, ecc. ma è anche una coniugazione del verbo mentire.

Spesso nei miei corsi mi capita di dire in maniera provocatoria: “perchè la mente si chiama Mente? perchè mente!”

Sembra un gioco di parole ma si tratta di una grande verità. Noi assumiamo per vero tutto ciò che crediamo essere la verità. Spesso ci facciamo dei gran film nella nostra testa per poi scoprire che le cose non sono assolutamente andate così come le abbiamo pensate.

Nel bene e nel male, continuiamo quotidianamente a costruire realtà, più o meno plausibili e possibili, attraverso i nostri pensieri e visualizzazioni inconsce, e poi finiamo per crederle come delle verità indiscutibili.

La questione interessante è che quando a un certo punto ci crediamo veramente, ci comportiamo in maniera coerente con il pensiero, scatenando una serie di processi che portano a confermare le nostre convinzioni. Se ad esempio pensiamo di non essere bravi a raccontare le barzellette (esempio banale ma significativo) e continuiamo a raccontarci questa “mezza verità” nella mente, sicuramente i nostri comportamenti saranno in linea con il pensiero e quindi, all’atto pratico, finiremo con il raccontare le nostre migliori battute male aspettandoci di non far ridere nessuno. Il risultato è già scritto in questo caso, non è forse così?

Mmmm, interessante tutto ciò!

Ma se è vero che la Mente mente, non possiamo allora raccontarci anche delle storie o “mezze verità” più funzionali ai nostri obiettivi?

Non potremmo pensare e credere di poter cambiare la nostra vita in meglio ogni sacrosanto giorno?

Non potremmo dire a noi stessi che meritiamo tanto il successo quanto la felicità?

Pensaci! Se la Mente, mente…  tantovale che lo faccia in maniera furba.

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7
lug

Alla faccia di chi dice che il mental coaching non può fare nulla per il recupero dagli infortuni.

E’ notizia di questa mattina che Valentino Rossi, dopo lo sfortunato incidente occorso al Mugello poco più di un mese fa, in cui si è procurato una doppia frattura scomposta (ed esposta) a tibia e perone, oggi sale in sella ad una moto per fare un test di prova con l’obiettivo di ritornare in gara ad agosto a Brno.

Per me ha dell’eccezionale. Tu che ne pensi?

Ora, ti chiederai: ” cosa c’entra il mental coaching in tutto ciò?”. C’entra eccome. Ti spiego.

Il fatto che Valentino Read moreRead more

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